Utente cancellato
Egregi dottori,
ho visto che un utente ha già sollevato la questione in oggetto, con le stesse constatazioni che ho fatto io. Soffro di disturbo bipolare curato con litio + lamotrigina e quetiapina. Nelle fasi depressive (ora lievi} dormo leggermente di più, pur svegliandomi esausta, in quelle ipomaniacali dormo leggermente meno. Il sonno è controllato farmacologicamente, quindi non c'è il rischio che manchi. La relazione non è lineare, avete risposto. Tuttavia vi chiedo se andando a dormire leggermente più tardi o, viceversa, un po' prima, possa appianare i sintomi rimasti fuori dalla terapia farmacologica, come l'ansia, l'espansivita e la confusione o, al contrario, la stanchezza, l'apatia e l'irritabilita delle fasi depressive. Nel mio caso si parla di fasi di 2-3 giorni al massimo, con al massimo un giorno libero da sintomi. Andrei a letto mezz'ora prima o mezz'ora dopo. Grazie tante in anticipo per la risposta.

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Dr. Paolo Carbonetti

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Tra umore e sonno vi sono forti legami, non ancora ben chiariti.
Una alterazione endogena (cioè spontanea) del bioritmo sonno-veglia può precedere una fase depressiva (prodromi di sonnolenza o di ipersonnia) o una maniacale (prodromi di insonnia).
Una alterazione indotta può avere effetto di scatenamento di una fase maniacale (alcuni giorni di insonnia: ricordo ad esempio il caso di una persona che dopo alcune notti passate in ospedale per assistere un congiunto sviluppò un grave stato maniacale) o di alleviamento di una fase depressiva (una notte di insonnia forzata).
Spero di aver fatto un discorso comprensibile.
Non vi sono comunque regole certe. Nel caso specifico si possono fare delle prove, purché concordate con lo psichiatra di riferimento.
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
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[#2] dopo  
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Egregio Dott. Carbonetti,
grazie per la risposta tempestiva. Ho chiesto qui perché mi secca disturbare il mio psichiatra per una sintomatologia così lieve, dopo che me ne ha risolta una ben più importante. Non vorrei sembrare in incontentabile. Tuttavia essa mi causa una forte discontinuità, che si traduce in un maggior carico di lavoro sia per i miei colleghi che per i miei familiari, in entrambe le fasi.

Comunque seguirò la sua indicazione e ne parlerò prima col mio curante. Mi sono resa conto, parlando con lei, che è necessaria una maggiore apertura da parte mia affinché possa aiutarmi.

Mi permetto di farle un'altra domanda, se vuole rispondermi. Avere fasi così brevi rende più difficile stabilizzare l'umore? Grazie

[#3]  
Dr. Paolo Carbonetti

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E' più difficile ma ci si riesce. Lei che ha questo così profondo insight è a buona prognosi.
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
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Viterbo-Terni-

[#4] dopo  
503573

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Quello che mi dice mi rasserena molto. Grazie infinite.