Utente
Salve! Mi sono registrata su questo sito con l’intento di alleviare la supposta, quanto probabile mia preoccupazione per le tempistiche di attesa della presa in carico da uno specialista psichiatra.

Si potrebbe dire da marzo io abbia avuto, a detta delle persone che mi circondano ogni giorno, un comportamento meno partecipativo nella conversazione dapprima, e nelle attività in generale poi.
A mio parere così è.
Faccio davvero molta difficoltà ad esprimermi in qualsiasi forma, ad essere coincisa e chiara nello stesso momento...Ho scritto mio parere fra virgolette perché non penso di averne uno mio, ripeto attualmente per essere ottimista.

Un mio parente (per privacy per ora non dirò quale) dice che sono contorta quando comunico, ambigua anche.
Posso quantomeno immaginare come possa essere difficile capire un mio testo per gli sconosciuti.

Sono le 6:42 e ho iniziato a scrivere forse un’ora fa, o più.
Credo di avere seri per non dire altro problemi di concentrazione.
Ho pensato di avere la consapevolezza di un bambino sui 3/4 anni perché mi sento in collisione.
Forse sono confusa, e stanca, non dormo più di circa due ore al giorno senza farmaci specifici, però da due mesi assumo Cipralex (ad oggi 10 gocce) prescrittomi per tono dell’umore lievemente deflesso.

A giorni penso in un modo e di conseguenza ho dei comportamenti, a giorni penso in un altro e sembra che i comportamenti non abbiano congruenza con il modo di pensare antecedente...Mi provoca angoscia, penso.
5 anni fa alcuni psicologi mi hanno detto di avere pensiero dicotomico, cosa che non condividevo.
In queste ultime tre settimane circa ci ho fatto un pensierino.
Aggiungo che la mia professoressa di letteratura diceva che avevo un pensiero, non ricordo come lo avesse espresso esattamente, incompleto durante gli orali: che inizia, si dirama in direzioni diverse e non è fluido, stessa cosa la prof di inglese per la fluidità.
Scusate se mi ripeto ma penso di essere poco chiara... Ho lasciato la scuola a marzo.

Mi è stato diagnosticato un disturbo da anoressia nervosa, in passato.
Io non so cosa pensare, se non che il disturbo alimentare fosse un contorno di altro.
Forse una cosa che di me posso dire è che non realizzo, è come se compiessi azioni di cui non sono propriamente conscia.
Altrimenti, rimurgino.
Resto in una versione idealizzata del mondo.

Forse sono apatica.

Non capisco affatto cosa di ciò che faccio è volontario e cosa del mio corpo è involontario.
Quando devo relazionarmi con le persone o mi pongo in atteggiamento di evitamento, o idealizzo la relazione.
Mi sembra, a volte, d’inventare le emozioni, o di mentalizzarle per cercare di capire come agire, chi sono, cosa voglio.
Se aveste delle domande tenterò di approfondire.

[#1]  
Dr. Giovanni Portuesi

28% attività
20% attualità
16% socialità
PINEROLO (TO)

Rank MI+ 64
Iscritto dal 2007
E' estremamente difficile aiutarla sulla base di quanto dice. Certo lei sembra preoccupata perchè sente di non avere sulla sua vita mentale quel controllo che solitamente riteniamo di avere.
Potrebbe parlarne con il medico di base.
Come domanda, potrebbe essere utile sapere se dorme la notte e se assume altre sostanze, oltre che l' escitalopram.
E' utile il confronto con le persone che la conoscono su come la vedono gli altri. Magari una persona a lei vicina può tranquillizzarla.
Questo nell' attesa di una visita psichiatrica
Dr Giovanni Portuesi