Utente
Buonasera dottori vi chiedo umilmente aiuto ho bisogno di delucidazioni.

Sono una madre di 48 anni con un figlio di 20anni, da 3 anni in famiglia viviamo in un inferno.

All'età di 17anni ha iniziato ad avere attacchi di panico che in poco tempo gli hanno porta una forte paura ad allontanarsi da casa (dovrebbe chiamarsi agorafobia se ho capito bene).

Ha provato già a risolvere il problema con 2 psicoterapie che gli hanno portato pochissimi risultati.
Ho impiegato diverso tempo a convincerlo ad incontrare anche uno psichiatra per cercare di risolvere la questione che da qualche mese è degenerata, ha spesso attacchi di panico che si manifestano per lo più con sintomi fisici come nausea, vampate di calore e una forte ansia e paura di vomitare.
Ha iniziato ad avere una paura continua di avere la nausea per paura di altri attacchi di panico e continua a mangiare sempre meno, a non uscire perché non riesce e ad essere sempre molto agitato e spaventato.

Fortunatamente dopo mesi sono riuscito a convincerlo a vedere uno psichiatra il quale gli ha prescritto un antidepressivo, il cipralex.

Sono fortemente preoccupata per le sue condizioni.

La mia domanda è una sola forse anche banale e spero possiate perdonarmi per la mia ignoranza in merito, ma il cipralex smetterà di fargli avere costantemente questa paura di vomitare?
Se sì come è possibile ciò?
(sembra essere diventata un suo pensiero costante).

Vi chiedo scusa per la domanda ma sono molto preoccupata ha perso molti chili e tocca davvero pochissimo cibo

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Il farmaco agirà in modo specifico sulla componente rrcettoriale e potrà ridurre i sintomi progressivamente.



Dr. F. S. Ruggiero


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[#2] dopo  
Utente
La ringrazio della risposta dottore. solo che non riesco a comprendere in che modo l'aumento di serotonina possa "lavorare" su questa paura ed impedire che lui pensi costantemente a questo? Come è possibile che l'aumento di serotonina influenzi il pensiero?
Se può delucidarmi su questo mio dubbio magari stupido le sarei dabbero molto ma molto grata.
Buonagiornata.

[#3]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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A parte il fatto che non è un aumento di serotonina, ma comunque non vedo il motivo per cui si debba spiegare l’azione di un farmaco in modo tecnico visto che lei non è un professionista del settore.

È come voler leggere i calcoli strutturali di un ingegnere pur non essendolo, non ha alcun senso.
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[#4] dopo  
Utente
Dottore mi perdoni ma spero che lei possa comprendere la mia paura da genitore, credo che lei abbia figli.
Io sto vedendo mio figlio spegnersi giorno dopo giorno e volevo semplicemente capire se questo farmaco che sta assumendo riuscirà a risolvere quello che sembra essere il suo problema più grande.
Da profana del mestiere mi chiedevo come fosse possibile che un farmaco riuscisse ad agire sui pensieri cambiandoli.
Le chiedo scusa se lei non trova il senso della domanda ma cerco solo di capire in un momento di grande sofferenza per me

[#5]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Non le serve a nulla conoscere una questione che è di esclusiva pertinenza della professione medica.

I farmaci funzionano con dei meccanismi noti agli esperti del settore.
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[#6] dopo  
Utente
Va bene la ringrazio, mi basta sapere che col tempo dovrebbero agire anche su quell'aspetto.
Buonagiornata