Utente
Salve dottori vi ringrazio anticipatamente per il servizio che offrire e il tempo che ci dedicate gratuitamente.

Sono una ragazzo di 21 anni che ormai da quasi 3 anni ha allacciato una stretta convivenza con l'ansia.
È subentrata all'interno della mia vita in un periodo estremamente tranquillo a seguito però di molti anni di stress continuo e molto molto intenso, come un fulmine a ciel sereno ha sconvolto ogni mio piano.
Prima del primo attacco di panico non avevo nemmeno idea di cosa fosse realmente l'ansia, ma nel giro di poche settimane mi sono ritrovato ad affrontare attacchi di panico, agorafobia e fobie di ogni genere che spuntavano come funghi.
Sin dell'inizio avvertivo di non avere più la forza necessaria per combattere l'ennesima battaglia, venivo da anni di continui litigi che mi avevano prosciugato ogni energia mentale e quindi mi trovavo a subire passivamente la mia ansia.
Nei primi due anni ho provando varie psicoterapie le quali però non hanno mai prodotto risultati tangibili, anzi, hanno avuto la funzione di attutire la rocambolesca caduta che stavo avendo.
Col passare del tempo lagorafobia è diventata sempre più restringente, l'ansia più forte e la fobia più invadente (paura di vomitare), il tutto mi portava a stare sempre in casa e a mangiare lo stretto necessario per sopravvivere.
Da qualche mese ero arrivato al limite, era diventato insostenibile mi sentivo claustrofobico e schiacciato dai miei pensieri.
Mi sono rivolto ad uno psichiatra il quale ha compreso la situazione, ha dato nome ad una sensazione che provavo ogni volta che l'ansia diventava eccissiva (depersonalizzazione) e mi ha prescritto una cura con un antidepressivo, il cipralex.
Da più o meno 2 mesi assumo 15 gocce prima di andare a dormire.
La situazione è migliorata senza ombra di dubbio, il panico è sparito e i momenti d'ansia si sono ridotti a meno di una 10ina di minuti tranquillamente gestibile impegnandomi in qualcosa, ho ripreso a mangiare in quantità normali e soprattutto a tavola dato che prima non riuscivo, l'ansia anticipatoria prima di ogni uscita è quasi sparita e con essa anche l'ansia al risveglio.
La cosa che mi ha sorpreso di più è stata la lucidità mentale e emotiva che ho acquisito in queste ultime settimane, cosa che probabilmente avevo smarrito da anni senza rendermene conto.

Ora le mie domande sono:
1) solitamente quanto tempo impiega l'agorafobia per dissolversi del tutto?
(so che ci vuole pazienza ma è sempre stata la cosa per me più pesante da accettare)
2) nella vostra esperienza clinica solitamente quanti mesi occorrono prima di un recupero totale?

Vi sarei davvero molto grato se qualcuno rispondesse a queste due domande e se mi desse un parere sull'andamento della terapia.
GRAZIE ANCORA

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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I tempi di risposta dopo il primo benessere che si può valutare di volta in volta sono variabili.

I controlli periodici consentono di comprendere l'andamento della situazione.


Dr. F. S. Ruggiero


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[#2] dopo  
Utente
Dovrei avere il primo controllo a inizio gennaio, per ora telefonicamente lo psichiatra ha preferito non aumentare il dosaggio per valutare meglio la risposta.
Dottore generalmente quanto dura una terapia per un disturbo d'ansia?

[#3]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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