Utente
Buongiorno, sono un maschio di 47 anni, scrivo qui per avere gentilmente un consiglio ed anticipo subito chiedendo se sia il caso che mi rechi da uno specialista psichiatra (o psicologo?).

Fin da quando avevo 12, 13 anni tendo nei momenti di stress interiore a parlare da solo.

Ovviamente quasi esclusivamente nei periodi di forte stress.

Ultimamente però, questa mia tendenza è aumentata troppo e credo legata a forte stress lavorativo, la situazione covid non mi coinvolge a livello di ansi.

Alla sera, dopo una giornata dove ho dovuto confrontarmi ed "affrontare" le persone arrivo a casa e mi rendo conto che parlo appunto da solo.

E' come se andassi in cortocircuito, mi capita di parlare quasi tuta la sera da solo, a volte mi arrabbio, quasi come se la persona che ho "affrontato" fosse presente.

Appena termina il periodo di stress sia l'intensità che la durata di quei miei "monologhi" terminano.

Quando c'è qualcuno a casa mi rendo conto che non c'è problema, ma comunque a volte mi viene da andare in una stanza isolata per parlare da solo, come se la persona "affrontata" sia ancora presente, ovviamente sempre nei periodi di forte stress.

E' il caso che vada da uno psichiatra o un psicologo?
Sarebbe il caso di avere una cura farmacologica?

Non vorrei mai farmaci a vita o che mi facciano dipendenza.

Cosa posso avere?
E' risolvibile?

perchè proprio dai 12, 13 anni?

ps di carattere sono estroverso e gli amici non mi mancano, faccio attività sportiva appena riesco e almeno questo mi aiuta un pò.

Grazie da subito

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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"Non vorrei mai farmaci a vita o che mi facciano dipendenza."

Non capisco, ci sono persone che non vedono l'ora di prenderli ?
I farmaci che "facciano dipendenza" che significa, che sarebbero ?

A parte questo, parlare da solo è un comportamento frequente, serve da sfogo, da intrattenimento, e appunto anche da simulazione, come quando si ripete a voce alta una lezione in preparazione di un esame. Mi chiedo però: visto che è da quando ha 12 anni che accade, e ora ne ha 46, perché si preoccupa che debba essere una cosa strana o indicativa di qualcosa ? In fin dei conti sono passati 30 anni e a quanto ho capito non ha avuto problemi psichiatrici.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente
Bgiorno Dr.
Non posso stabilire io cosa ho, se è patologico o meno, HO voluto esternare il fatto che "se fosse" di usare farmaci allora spero davvero non facciano dipendenza.
La domanda in effetti me lo aspettavo, semplicemente perchè io ora convivo con la mia morosa e non voglio farmi vedere così che spesso faccio dei monologhi, anzi sentire perchè magari sono in altra stanza.
Vorrei davvero evitare di parlare con me stesso quando sono stressato, ma da solo non ci riesco.
Vorrei farmi scivolare meglio i problemi.
Consigli? Grazie

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Un conto è se stiamo parlando di essere meno stressato e quindi avere anche meno spinta a parlar da solo, diverso è se focalizza sul parlar da solo in sé. Da quanto ho capito, più che altro il concetto sarebbe che le piacerebbe essere meno stressato in certi momenti, con la conseguenza che avrebbe anche meno questo tipo di sfogo o di comportamento che in quei momenti si accentua.
Su questo può chiedere ovviamente se si configura un tipo di sindrome/disturbo noto con relative proposte terapeutiche.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente
Ma secondo lei in questo mio caso una proposta terapeutica sarebbe anche con l'uso di farmaci?
Grazie

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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E che domanda è ? Secondo Lei un disturbo è possibile che si curi con dei farmaci ?
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente
Rilegga la domanda.
La mia non la sua.
Cordialità

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Riletta e confermo. La domanda che pone sembra non aver senso, a meno che non stia letteralmente chiedendo se i medici di solito si avvalgono anche di farmaci per curare le malattie. Se non vuole dire questo, la riformuli perché non si capisce. E sia più educato.
Dr.Matteo Pacini
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[#8]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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La questione va gestita secondo delle valutazioni appropriate.

Il soliloquio di per sé non è un fenomeno patologico per antonomasia, ha lo scopo di ridurre dei fenomeni ansiosi che si pongono e tende ad ipotizzare degli scenari per gestire determinate situazioni che creano ansia.

Il suo problema primario riguarda il fatto che qualcuno possa sentirla per cui non è più un soliloquio semplice ma viene complicato dal fatto che tende ad avere un tono di voce più udibile da altri.

Questo come principio generale che si deduce da ciò che scrive.

Per quanto riguarda le terapie, se lei ha fastidio, preoccupazione, disturbo da questo fenomeno, sebbene possa non essere considerato una patologia psichiatrica in senso stretto, può avvalersi del supporto di uno specialista per una valutazione e, ovviamente, di una prescrizione farmacologica volta ad agire sul fenomeno.

Fare domande preventive su possibilità ipotetiche è anche esso un fenomeno ansioso che probabilmente si accoppia all'altro, per cui una valutazione può essere l'inizio per capire la questione.



Dr. F. S. Ruggiero


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