Utente
Salve dottori,
ho scritto in diversi miei consulti precedenti la mia storia.
La riassumo: circa 8 anni fa ho avuto un attacco di panico isolato ed improvviso a tavola, senza un apparente motivo scatenante.
Da quell'attacco di panico, ho vissuto inconsapevolmente uno stato d'ansia generalizzato, presente in ogni momento delle giornate, prolungatosi per circa 6 mesi, con successivo associarsi di sintomi depressivi.
Incontrato successivamente uno psichiatra ed abbiamo risolto il tutto con 150mg di.
Venlafaxina rilascio prolungato al dì, dosaggio dimostratosi sempre efficace anche per ristabilirmi da piccole ricadute, quando avecsmo provato ad abbassare il dosaggio.
La diagnosi che mi è stata fatta è di disturbo d'ansia generalizzato, principalmente "reattivo", con ossessioni conseguenti (ipocondria) e sintomi depressivi lievi/moderati.
In un referto medico da presentare presso un ente, scrisse proprio "distimia".
Veniamo ad oggi.
Purtroppo il 22 novembre scopro di essere positivo al covid assieme a tutta la mia famiglia, per me febbricola di 8gg circa e nient'altro, poi il 4 Dicembre risulto negativo e successivamente anche il resto della mia famiglia.
Ovviamente la situazione ha generato in me molta ansia, Pian piano ho cercato di ascoltare il mio corpo, ma non riuscivo a capire se mi fossi realmente ripreso al 100% e come se non bastasse, a Natale avverto lievi sintomi para influenzali (dolori articolari, muscolari lievi e spossatezza, con lieve fastidio alla gola) che passano in 4 gg.
Questo ritorno a non stare bene, mi mette in grande ansia, perché inizio a pensare che questi siano pericolosi strascichi del covid.
Ho una forte crisi d'ansia verso il 30 dicembre, poi mi calmo e va meglio, in qualche giorno successivo sembra anche bene.
Attualmente sembra che la situazione si stia assestando, ma non mi sento ancora al massimo.
A livello psichiatrico avverto di avere un umore tendente al grigio, non avverto grandi energie, motivazioni, non mi godo tutto come vorrei e ho fragilità emotiva. Questa sensazione non è accompagnata da cefalea, testa pesante e annebbiata come altre volte. Avverto lievi dolorini articolari e muscolari sparsi.
Sono abbastanza tranquillo, non sono irrequieto, agitato, con la mente che pensa sempre a questo problema, ma comunque preoccupato e durante la giornata comunque ci penso un po'.
Sto cercando di impegnarmi ed uscire il più possibile: seguo i vari discorsi che si fanno, rido e scherzo, ma sempre godendomi il tutto a metà.
Al momento se dovessi intraprendere una nuova carriera universitaria o un lavoro, a differenza di altre volte non direi di "no" perché il cervello rifiutava ogni impegno, ma so che potrei farcela probabilmente con sforzo.
Inizio anche a preoccuparmi di possibili effetti endogeni o esogeni del covid.
Attualmente sono sempre in cura con venlafaxina 150mg rilascio prolungato al dì, 2 compresse 400mg si Samyr.
Vorrei avere un vostro parere in merito.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Sta ripetendo a vuoto il problema già discusso.
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[#2] dopo  
Utente
Grazie dottore per l'interesse,
so che non è possibile fare una diagnosi certa, né prescrizioni, ma mi piacerebbe avere delle indicazione o pareri su cosa potrebbe essermi successo, se vi risulta da specialisti, che il covid possa dare problemi organici dal punto di vista psichiatrico, oltre quelli collegati allo stato d'animo che si vive in quella situazione. Se devo attendere qualche altra settimana o giorno, per vedere se la situazione possa migliorare, visto che vi ho indicato anche le date dei vari eventi. Anche perché ho un appuntamento ad inizio mese di Febbraio con il mio psichiatra e non so se sia giusto aggiornarlo a metà mese, su una situazione che non so classificare. Magari il mio psichiatra ascoltando ciò, potrebbe telefonicamente prescrivermi qualcosa per vedere fra 15gg se la situazione migliori. Mi piacerebbe anche sapere se con i sintomi elencati vi ritroviate con la mia diagnosi iniziale.

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Si sta, come ripeto, arrovellando in maniera non costruttiva. Finirebbe che il consulto serve a sapere se deve aggiornare il suo medico e ad avere un'idea di cosa dirgli, il che diventa paradossale.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente
Grazie dottore,
in effetti ha ragione e sono d'accordo con Lei. Cerco di porle allora delle domande forse un po' più utili.
Avere il suo parere sarebbe forse importante. 1. Volevo sapere, come Le ho chiesto prima, se e come il covid potrebbe, in alcune occasioni, creare problemi di natura organica al sistema nervoso centrale, con conseguente insorgere di ansia e depressione; oltre ovviamente a delle conseguenze esogene sempre a livello psichico. Ho letto qualche articolo, che spiega l'eventuale problematica, con dati di campionamento a riguardo, che mi ha informato parzialmente sulla situazione e non le nascondo anche preoccupato. 2. Visto il susseguirsi degli avvenimenti con le varie date, Lei considera un po' presto e quindi ritiene utile più tempo per un ulteriore miglioramento? 3. Secondo Lei è presente una componente più ansiosa o depressiva in questo momento? 4. Secondo Lei il piano terapeutico attuale potrebbe risultare efficace? Ovviamente so che per certi argomenti non è possibile fare una diagnosi o prescrizioni, ma un consulto su più sintomi e una terapia, potrebbero essere sempre utili. La ringrazio anticipatamente per ciò che vorrà rispondermi.

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Forse non si rende ben conto del fatto che non sono domande diverse, è solo una elaborazione ulteriore della stessa cosa, con apertura di diversi fronti di domanda che sono tutti dello stesso tipo. Sono ragionamenti già nati come possibili e plausibili, e tradotti in domanda generica (è così ìo non è così ? può essere ? ). Il medico è già oltre, le ha già dato indicazioni in merito e se le ha detto come credo di attendere anche il decorso, anche questo ha un senso.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente
Grazie dottore per la Sua risposta,
sinceramente non sento il mio psichiatra da circa 10gg e la situazione quel giorno era complessivamente migliore di quella di oggi. Non mi ha parlato di decorso o altro, anche perché come Le ho appena detto, la situazione sembrava lasciar intuire che le cose sarebbero andate ancora meglio. Adesso noto come se la situazione si sia stabilizzata, ma non positivamente, perché noto umore basso, astenia, al mattino una sensazione non facile da spiegare, ma è una specie di rigidità, mi sento come se avessi delle spine che pungono all'interno del corpo, ma poi durante la giornata quest'ultima sensazione passa. Avverto che c'è ansia sottostante, ma che non mi porta ad avere panico, forte agitazione ed irrequietezza. Non mi è mai capitato a dosaggio di 150mg di vivere una situazione del genere, o meglio partendo già da un dosaggio di 150mg, che assumo ininterrottamente da un anno senza alcuna diminuzione. Di positivo rispetto ad altre situazioni, noto che riesco a trascorrere del tempo con la gente, interessandomi e partecipando ad un discorso, oppure mi interesso e sono partecipe ad una partita di calcio in TV, ma il tutto non in maniera normale. Riesco a fare le mie commissioni in giro o a casa, ma con più sforzo. Ho provato a contattare ieri il muo psichiatra, ma purtroppo non sono riuscito a parlarci e di solito è difficile farlo, perché è molto impegnato nel CSM e il mio appuntamento è fra 15gg circa. Ecco perché dottore, Le ho cercato magari qualche spiegazione, parere o consiglio, anche non scaturente dalle mie domande, ma che magari mi vuole dare Lei in merito a qualcosa come aiuto valido. In effetti non riesco a spiegarmi come da una situazione migliore, sono andato peggiorando e che fattori abbiano provocato ciò. Mi sento preoccupato in modo normale, ma comunque non sono in preda a forte ansia.

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Ma non c'è da stupirsi se in certi periodo servono dosi diverse, tanto per ipotizzare un fattore semplice di maggiore o minore benessere a parità di terapie.
Il suo psichiatra ha già provveduto ha modificare la cura, e poi in caso di mancato miglioramento penserà ad un'altra soluzione.
La dose di 150 mg non è come già saprà il tetto massimo di questa medicina.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente
Grazie dottore per la sua disponibilità,
il mio medico non ha effettuato cambiamenti terapeutici, se non solo l'assunzione del Samyr, con due compresse al di', che da cio' che ho capito, Lei non riteneva o ritiene di rilevante importanza o efficacia in una terapia. Ovviamente mi scuso e mi corregga se ho compreso male. I 150mg di Venlafaxina come Le ho detto li assumevo ininterrottamente da un anno, già prima di avvertire i sintomi che Le ho detto precedentemente. Probabilmente questo dosaggio sta ammorbidendo (come una prevenzione di ricaduta) il quadro sintomatologico e personalmente non so dirle esattamente da quanto tempo sono turbato psicologicamente. Suppongo da quando ho scoperto della positività ossia 50gg fa'. Insomma ho vissuuto molti giorni angoscianti in quel periodo, in cui ho avuto la possibilità di vivere anche dei brevi lassi di tempo in cui mi sentivo meglio di oggi, il che mi suscita curiosità ed interrogativi in merito. Certo in 50gg ho avuto molti e diversi motivi per avere della crisi di ansia generalizzata: la scoperta della positività di tutta la famiglia, un tampone antigenico nuovamente positivo dopo uno negativo (poi smentito immediatamente da un molecolare), un lutto in famiglia (non vissuto pienamente sia emotivamente che materialmente), una specie di lieve influenza a Natale, che mi ha fatto temere che il mio organismo risentisse di strascichi del virus (vista l'immediata facilità con cui ho avuto sintomi para influenzali), timore che tuttora porto parzialmente in me, visto che complessivamente non sto bene. L'esposizione a tutti questi fattori ansiogeni, con fluttuazioni di momenti buoni e meno buoni, non so quanto possano aver influito sulla mia salute psichica. Forse con la sua esperienza può spiegarmi meglio cosa succede in questi casi. Ad esempio avvertivo come se avessi più adrenalina, in quei momenti di pericolo ma nonso se adesso la stia pagando... infatti dottore non ho mai ben capito ul meccanismo ansia-adrenalina vin eventuali pro e contro. So che il dosaggio di 150mg non è il tetto massimo di questa molecola. Considerando anche i tempi che Le ho dato, Lei per quanto può esprimersi e spingersi, ritiene che potrebbe essere già presa in esame l'ipotesi di aumento del dosaggio della molecola o integrazione della terapia? La ringrazio per i quesiti a cui vorrà rispondermi.

[#9] dopo  
Utente
Salve dottore,
oltre al consulto precedente in cui le ho avanzato qualche quesito (a cui mi auguro vorrà rispondermi), Le aggiungo che nonostante i vari tentativi di contattare il mio psichiatra, non ci sono riuscito. Stamattina alle ore 8 circa ho assunto una compresa di 1mg di Lorans, con la conseguenza di aver ottenuto una buona risposta, con diversi sintomi che si sono ridotti parecchio, anche se non ho raggiunto ancora una situazione ottimale. Come Le ho sempre detto, io non ho quasi mai utilizzato gli ansiolitici, ma solo l'antidepressivo. Oggi l'ho assunto per provare a sentirmi meglio perché sl mattino quando mi alzo dal letto, la sensazione di ansia è forte. Il mio psichiatra mi aveva detto nell'ultimo consulto avuto telefonicamente che avrei potuto utilizzarlo in caso di bisogno, ma suppongo che andrebbe rivista un po' la cosa visto che adesso ho fatto dei passi indietro rispetto l'ultima volta. Per questo le chiedo dottore visto un effetto positivo dell'ansiolitico, significa che in questo momento sono presenti sintomi prevalentemente di natura ansiosa, derivanti eventualmente da un disturbo d'ansia generalizzato sottostante? Grazie per le risposte che vorrà darmi.

[#10]  
Dr. Matteo Pacini

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"derivanti eventualmente da un disturbo d'ansia generalizzato sottostante?"

Ma che discorso é ? Come sottostante ? E Lei come lo ha diagnosticato scusi ? In base a cosa ?

Le domande del consulto precedente erano ridondanti, segno di una tendenza a porsi domande. In questo si riscontra lo stesso problema. Alla fine sostanzialmente non c'è niente da chiedere, ed è come se lo producesse per poter formulare una domanda a cui avere una risposta, che rende una banalità un presunto problema.

La sostanza gliela ho ripetuta nel consulto precedente. Lei è alla ricerca di un commento ulteriore a prescindere.
Dr.Matteo Pacini
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[#11] dopo  
Utente
Grazie dottore,
Vidto che purtroppo non hi colto la sostanza di ciò che voleva dirmi, potrebbe gentilmente ripetermela o spiegarmelo in modo più chiaro? A questo aggiungo che con circa 2mg di Lorans al giorno mi syo sentendo meglio, ma immagino che ne va discusso con il mio psichiatra. Ho letto di un'eventuale aumento di dosaggio, nei precedenti consulti, per cssi Lei è dell'idea di prendere in considerazione eventualmente questa strada con il mio psichiatra? La ringrazio anticipatamente.

[#12]  
Dr. Matteo Pacini

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La sostanza è questa. Ogni fase depressiva parziale o meno ha una componente di rimuginazione, ipocondria e ossessività sui problemi o sulle domande aperte in corso. Spesso sono domande aperte in corso su sintomi che corrispondono a niente altro che ad un disagio generale.
Sul piano tecnico, avendo una cura a dose non massima, rimane aperta questa opzione. L'aggiunta di un farmaco come quello che ha spesso non è risolutiva, anche se in generale è un'opzione possibile specie dopo un evento medico generale tipo malattia infettiva.
Dr.Matteo Pacini
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[#13] dopo  
Utente
Grazie dottore,
adesso ho compreso molto meglio ciò che vuole dirmi in merito al mio disturbo e come mi comporto quando si presenta. Per quanto riguarda l'aumento della Venlafaxina ovviamente sarà tema di discussione col mio psichiatra, anche se sinceramente, mi piacerebbe avere una sua indicazione in merito a cio', tenendo conto dei tempi e quadro sintomatologico ad oggi, anche secondo semplici Sue impressioni. Parlando di Venlafaxina vorrei sapere quanto questa molecola a dosaggi come 75, 150 o superiori, possa agire sempre prevalentemente sulla serotonina e noradrenalina, se non addirittura dopamina. Poi vorrei un commento sull'ansiolitico Lorans. Sto avendo un effetto benefico dall'assunzione di 2mg al giorno. Più serenità e umore migliorato. Se potrebbe spiegarmi tecnicamente come sia possibile e cosa potrebbe far intuire questo, se sia possibile. La ringrazio anticipatamente.

[#14]  
Dr. Matteo Pacini

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Ha capito, ma ahimé prosegue sulla stessa linea. Chiede un commento sul fatto che un ansiolitico abbia migliorato l'ansia. E' un effetto non destinato a durare se l'assunzione è costante.
Parlare di serotonina o adrenalina per Lei non cambia niente, sono nomi privi di senso. CI ragiona da tecnico il medico su questo tipo di nozioni.
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