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Decorso sintomi ansioso/depressivi

Salve dottori,
ho scritto in diversi miei consulti precedenti la mia storia.
La riassumo: circa 8 anni fa ho avuto un attacco di panico isolato ed improvviso a tavola, senza un apparente motivo scatenante.
Da quell'attacco di panico, ho vissuto inconsapevolmente uno stato d'ansia generalizzato, presente in ogni momento delle giornate, prolungatosi per circa 6 mesi, con successivo associarsi di sintomi depressivi.
Incontrato successivamente uno psichiatra ed abbiamo risolto il tutto con 150mg di.
Venlafaxina rilascio prolungato al dì, dosaggio dimostratosi sempre efficace anche per ristabilirmi da piccole ricadute, quando avecsmo provato ad abbassare il dosaggio.
La diagnosi che mi è stata fatta è di disturbo d'ansia generalizzato, principalmente "reattivo", con ossessioni conseguenti (ipocondria) e sintomi depressivi lievi/moderati.
In un referto medico da presentare presso un ente, scrisse proprio "distimia".
Veniamo ad oggi.
Purtroppo il 22 novembre scopro di essere positivo al covid assieme a tutta la mia famiglia, per me febbricola di 8gg circa e nient'altro, poi il 4 Dicembre risulto negativo e successivamente anche il resto della mia famiglia.
Ovviamente la situazione ha generato in me molta ansia, Pian piano ho cercato di ascoltare il mio corpo, ma non riuscivo a capire se mi fossi realmente ripreso al 100% e come se non bastasse, a Natale avverto lievi sintomi para influenzali (dolori articolari, muscolari lievi e spossatezza, con lieve fastidio alla gola) che passano in 4 gg.
Questo ritorno a non stare bene, mi mette in grande ansia, perché inizio a pensare che questi siano pericolosi strascichi del covid.
Ho una forte crisi d'ansia verso il 30 dicembre, poi mi calmo e va meglio, in qualche giorno successivo sembra anche bene.
Attualmente sembra che la situazione si stia assestando, ma non mi sento ancora al massimo.
A livello psichiatrico avverto di avere un umore tendente al grigio, non avverto grandi energie, motivazioni, non mi godo tutto come vorrei e ho fragilità emotiva. Questa sensazione non è accompagnata da cefalea, testa pesante e annebbiata come altre volte. Avverto lievi dolorini articolari e muscolari sparsi.
Sono abbastanza tranquillo, non sono irrequieto, agitato, con la mente che pensa sempre a questo problema, ma comunque preoccupato e durante la giornata comunque ci penso un po'.
Sto cercando di impegnarmi ed uscire il più possibile: seguo i vari discorsi che si fanno, rido e scherzo, ma sempre godendomi il tutto a metà.
Al momento se dovessi intraprendere una nuova carriera universitaria o un lavoro, a differenza di altre volte non direi di "no" perché il cervello rifiutava ogni impegno, ma so che potrei farcela probabilmente con sforzo.
Inizio anche a preoccuparmi di possibili effetti endogeni o esogeni del covid.
Attualmente sono sempre in cura con venlafaxina 150mg rilascio prolungato al dì, 2 compresse 400mg si Samyr.
Vorrei avere un vostro parere in merito.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,2k 909 270
Su cosa ?

Sta ripetendo a vuoto il problema già discusso.

Dr.Matteo Pacini
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dopo
Utente
Utente
Grazie dottore per l'interesse,
so che non è possibile fare una diagnosi certa, né prescrizioni, ma mi piacerebbe avere delle indicazione o pareri su cosa potrebbe essermi successo, se vi risulta da specialisti, che il covid possa dare problemi organici dal punto di vista psichiatrico, oltre quelli collegati allo stato d'animo che si vive in quella situazione. Se devo attendere qualche altra settimana o giorno, per vedere se la situazione possa migliorare, visto che vi ho indicato anche le date dei vari eventi. Anche perché ho un appuntamento ad inizio mese di Febbraio con il mio psichiatra e non so se sia giusto aggiornarlo a metà mese, su una situazione che non so classificare. Magari il mio psichiatra ascoltando ciò, potrebbe telefonicamente prescrivermi qualcosa per vedere fra 15gg se la situazione migliori. Mi piacerebbe anche sapere se con i sintomi elencati vi ritroviate con la mia diagnosi iniziale.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,2k 909 270
Si sta, come ripeto, arrovellando in maniera non costruttiva. Finirebbe che il consulto serve a sapere se deve aggiornare il suo medico e ad avere un'idea di cosa dirgli, il che diventa paradossale.

Dr.Matteo Pacini
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Utente
Utente
Grazie dottore,
in effetti ha ragione e sono d'accordo con Lei. Cerco di porle allora delle domande forse un po' più utili.
Avere il suo parere sarebbe forse importante. 1. Volevo sapere, come Le ho chiesto prima, se e come il covid potrebbe, in alcune occasioni, creare problemi di natura organica al sistema nervoso centrale, con conseguente insorgere di ansia e depressione; oltre ovviamente a delle conseguenze esogene sempre a livello psichico. Ho letto qualche articolo, che spiega l'eventuale problematica, con dati di campionamento a riguardo, che mi ha informato parzialmente sulla situazione e non le nascondo anche preoccupato. 2. Visto il susseguirsi degli avvenimenti con le varie date, Lei considera un po' presto e quindi ritiene utile più tempo per un ulteriore miglioramento? 3. Secondo Lei è presente una componente più ansiosa o depressiva in questo momento? 4. Secondo Lei il piano terapeutico attuale potrebbe risultare efficace? Ovviamente so che per certi argomenti non è possibile fare una diagnosi o prescrizioni, ma un consulto su più sintomi e una terapia, potrebbero essere sempre utili. La ringrazio anticipatamente per ciò che vorrà rispondermi.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,2k 909 270
Forse non si rende ben conto del fatto che non sono domande diverse, è solo una elaborazione ulteriore della stessa cosa, con apertura di diversi fronti di domanda che sono tutti dello stesso tipo. Sono ragionamenti già nati come possibili e plausibili, e tradotti in domanda generica (è così ìo non è così ? può essere ? ). Il medico è già oltre, le ha già dato indicazioni in merito e se le ha detto come credo di attendere anche il decorso, anche questo ha un senso.

Dr.Matteo Pacini
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Utente
Utente
Grazie dottore per la Sua risposta,
sinceramente non sento il mio psichiatra da circa 10gg e la situazione quel giorno era complessivamente migliore di quella di oggi. Non mi ha parlato di decorso o altro, anche perché come Le ho appena detto, la situazione sembrava lasciar intuire che le cose sarebbero andate ancora meglio. Adesso noto come se la situazione si sia stabilizzata, ma non positivamente, perché noto umore basso, astenia, al mattino una sensazione non facile da spiegare, ma è una specie di rigidità, mi sento come se avessi delle spine che pungono all'interno del corpo, ma poi durante la giornata quest'ultima sensazione passa. Avverto che c'è ansia sottostante, ma che non mi porta ad avere panico, forte agitazione ed irrequietezza. Non mi è mai capitato a dosaggio di 150mg di vivere una situazione del genere, o meglio partendo già da un dosaggio di 150mg, che assumo ininterrottamente da un anno senza alcuna diminuzione. Di positivo rispetto ad altre situazioni, noto che riesco a trascorrere del tempo con la gente, interessandomi e partecipando ad un discorso, oppure mi interesso e sono partecipe ad una partita di calcio in TV, ma il tutto non in maniera normale. Riesco a fare le mie commissioni in giro o a casa, ma con più sforzo. Ho provato a contattare ieri il muo psichiatra, ma purtroppo non sono riuscito a parlarci e di solito è difficile farlo, perché è molto impegnato nel CSM e il mio appuntamento è fra 15gg circa. Ecco perché dottore, Le ho cercato magari qualche spiegazione, parere o consiglio, anche non scaturente dalle mie domande, ma che magari mi vuole dare Lei in merito a qualcosa come aiuto valido. In effetti non riesco a spiegarmi come da una situazione migliore, sono andato peggiorando e che fattori abbiano provocato ciò. Mi sento preoccupato in modo normale, ma comunque non sono in preda a forte ansia.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,2k 909 270
Ma non c'è da stupirsi se in certi periodo servono dosi diverse, tanto per ipotizzare un fattore semplice di maggiore o minore benessere a parità di terapie.
Il suo psichiatra ha già provveduto ha modificare la cura, e poi in caso di mancato miglioramento penserà ad un'altra soluzione.
La dose di 150 mg non è come già saprà il tetto massimo di questa medicina.

Dr.Matteo Pacini
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Utente
Utente
Grazie dottore per la sua disponibilità,
il mio medico non ha effettuato cambiamenti terapeutici, se non solo l'assunzione del Samyr, con due compresse al di', che da cio' che ho capito, Lei non riteneva o ritiene di rilevante importanza o efficacia in una terapia. Ovviamente mi scuso e mi corregga se ho compreso male. I 150mg di Venlafaxina come Le ho detto li assumevo ininterrottamente da un anno, già prima di avvertire i sintomi che Le ho detto precedentemente. Probabilmente questo dosaggio sta ammorbidendo (come una prevenzione di ricaduta) il quadro sintomatologico e personalmente non so dirle esattamente da quanto tempo sono turbato psicologicamente. Suppongo da quando ho scoperto della positività ossia 50gg fa'. Insomma ho vissuuto molti giorni angoscianti in quel periodo, in cui ho avuto la possibilità di vivere anche dei brevi lassi di tempo in cui mi sentivo meglio di oggi, il che mi suscita curiosità ed interrogativi in merito. Certo in 50gg ho avuto molti e diversi motivi per avere della crisi di ansia generalizzata: la scoperta della positività di tutta la famiglia, un tampone antigenico nuovamente positivo dopo uno negativo (poi smentito immediatamente da un molecolare), un lutto in famiglia (non vissuto pienamente sia emotivamente che materialmente), una specie di lieve influenza a Natale, che mi ha fatto temere che il mio organismo risentisse di strascichi del virus (vista l'immediata facilità con cui ho avuto sintomi para influenzali), timore che tuttora porto parzialmente in me, visto che complessivamente non sto bene. L'esposizione a tutti questi fattori ansiogeni, con fluttuazioni di momenti buoni e meno buoni, non so quanto possano aver influito sulla mia salute psichica. Forse con la sua esperienza può spiegarmi meglio cosa succede in questi casi. Ad esempio avvertivo come se avessi più adrenalina, in quei momenti di pericolo ma nonso se adesso la stia pagando... infatti dottore non ho mai ben capito ul meccanismo ansia-adrenalina vin eventuali pro e contro. So che il dosaggio di 150mg non è il tetto massimo di questa molecola. Considerando anche i tempi che Le ho dato, Lei per quanto può esprimersi e spingersi, ritiene che potrebbe essere già presa in esame l'ipotesi di aumento del dosaggio della molecola o integrazione della terapia? La ringrazio per i quesiti a cui vorrà rispondermi.
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Utente
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Salve dottore,
oltre al consulto precedente in cui le ho avanzato qualche quesito (a cui mi auguro vorrà rispondermi), Le aggiungo che nonostante i vari tentativi di contattare il mio psichiatra, non ci sono riuscito. Stamattina alle ore 8 circa ho assunto una compresa di 1mg di Lorans, con la conseguenza di aver ottenuto una buona risposta, con diversi sintomi che si sono ridotti parecchio, anche se non ho raggiunto ancora una situazione ottimale. Come Le ho sempre detto, io non ho quasi mai utilizzato gli ansiolitici, ma solo l'antidepressivo. Oggi l'ho assunto per provare a sentirmi meglio perché sl mattino quando mi alzo dal letto, la sensazione di ansia è forte. Il mio psichiatra mi aveva detto nell'ultimo consulto avuto telefonicamente che avrei potuto utilizzarlo in caso di bisogno, ma suppongo che andrebbe rivista un po' la cosa visto che adesso ho fatto dei passi indietro rispetto l'ultima volta. Per questo le chiedo dottore visto un effetto positivo dell'ansiolitico, significa che in questo momento sono presenti sintomi prevalentemente di natura ansiosa, derivanti eventualmente da un disturbo d'ansia generalizzato sottostante? Grazie per le risposte che vorrà darmi.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,2k 909 270
"derivanti eventualmente da un disturbo d'ansia generalizzato sottostante?"

Ma che discorso é ? Come sottostante ? E Lei come lo ha diagnosticato scusi ? In base a cosa ?

Le domande del consulto precedente erano ridondanti, segno di una tendenza a porsi domande. In questo si riscontra lo stesso problema. Alla fine sostanzialmente non c'è niente da chiedere, ed è come se lo producesse per poter formulare una domanda a cui avere una risposta, che rende una banalità un presunto problema.

La sostanza gliela ho ripetuta nel consulto precedente. Lei è alla ricerca di un commento ulteriore a prescindere.

Dr.Matteo Pacini
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[#11]
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Utente
Utente
Grazie dottore,
Vidto che purtroppo non hi colto la sostanza di ciò che voleva dirmi, potrebbe gentilmente ripetermela o spiegarmelo in modo più chiaro? A questo aggiungo che con circa 2mg di Lorans al giorno mi syo sentendo meglio, ma immagino che ne va discusso con il mio psichiatra. Ho letto di un'eventuale aumento di dosaggio, nei precedenti consulti, per cssi Lei è dell'idea di prendere in considerazione eventualmente questa strada con il mio psichiatra? La ringrazio anticipatamente.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,2k 909 270
La sostanza è questa. Ogni fase depressiva parziale o meno ha una componente di rimuginazione, ipocondria e ossessività sui problemi o sulle domande aperte in corso. Spesso sono domande aperte in corso su sintomi che corrispondono a niente altro che ad un disagio generale.
Sul piano tecnico, avendo una cura a dose non massima, rimane aperta questa opzione. L'aggiunta di un farmaco come quello che ha spesso non è risolutiva, anche se in generale è un'opzione possibile specie dopo un evento medico generale tipo malattia infettiva.

Dr.Matteo Pacini
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[#13]
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Utente
Utente
Grazie dottore,
adesso ho compreso molto meglio ciò che vuole dirmi in merito al mio disturbo e come mi comporto quando si presenta. Per quanto riguarda l'aumento della Venlafaxina ovviamente sarà tema di discussione col mio psichiatra, anche se sinceramente, mi piacerebbe avere una sua indicazione in merito a cio', tenendo conto dei tempi e quadro sintomatologico ad oggi, anche secondo semplici Sue impressioni. Parlando di Venlafaxina vorrei sapere quanto questa molecola a dosaggi come 75, 150 o superiori, possa agire sempre prevalentemente sulla serotonina e noradrenalina, se non addirittura dopamina. Poi vorrei un commento sull'ansiolitico Lorans. Sto avendo un effetto benefico dall'assunzione di 2mg al giorno. Più serenità e umore migliorato. Se potrebbe spiegarmi tecnicamente come sia possibile e cosa potrebbe far intuire questo, se sia possibile. La ringrazio anticipatamente.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,2k 909 270
Ha capito, ma ahimé prosegue sulla stessa linea. Chiede un commento sul fatto che un ansiolitico abbia migliorato l'ansia. E' un effetto non destinato a durare se l'assunzione è costante.
Parlare di serotonina o adrenalina per Lei non cambia niente, sono nomi privi di senso. CI ragiona da tecnico il medico su questo tipo di nozioni.

Dr.Matteo Pacini
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[#15]
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Utente
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Grazie dottore,
quindi da ciò che ho capito da quanto Lei mi hs detto e anche secondo la mia piccolissima esperienza, l'effetto dell'ansiolitico e la durata della terapia dell'ansiolitico, sono limitate nel tempo. La terapia che fa la differenza e deve lavorare concretamente, è quella del farmaco antidepressivo. Infatti proprio per questo motivo, sto cercando di mettermi a contatto col mio psichiatra, ma è purtroppo difficile reperirlo. Mi corregga se ho compreso male e mi dia anche qualche consiglio se vuole. Al momento continuo con buon stato psicofisico.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,2k 909 270
Direi che ha compreso.

Dr.Matteo Pacini
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[#17]
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Utente
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Salve dottor Pacini, (o chiunque altro dottore voglia interessarsi),
La voglio aggiornare dopo la visita sostenuta con il mio psichiatra. Ero in cura con 150mg di Venlafaxina a rilascio prolungato, 2 compresse da 400mg di Samyr, 1mg di Lorazepam al mattino e 0.5 prima di andare a dormire. Ad oggi ho aggiornato il mio psichiatra, che avevo avuto modo di aggiornare due volte brevemente per via telefonica. Ad oggi gli ho riportato questa situazione: lieve agitazione ed irrequietezza, con problemi di disturbo del sonno, in cui ho diverse fasi, ossia 3 ore consecutive, con risveglio a cui seguono altre 2 ore di sonno, dopo le quali ho una serie di brevi addormentamenti e risvegli con molti sogni agitati; per quanto riguarda la voglia di dover gestire i vari stress, ho come la sensazione che il cervello sia un po' infastidito, come se fosse stanco e confuso, però dal punto di vista dell'umore, non noto nulla di grave, anzi ho spirito di iniziativa, mi godo le cose piacevoli, sento di avere l'energia per adempiere ai vari impegni. Insomma pare stia patendo un po' di ansia. Ilnmio psichiatra mi ha prescritto questa terapia: Venlafaxina a rilascio prolungato 150mg + 37,5mg al mattino, a metà mattinata un integratore ad alta concentrazione di vitamine b ed estratto di melissa, Tranquirit, 7 gocce al mattino, 7 dopo pranzo, 15 prima di andare a dormire. Volevo un suo parere in merito alla situazione e sulla terapia se possibile. La ringrazio anticipatamente per l'eventuale risposta.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,2k 909 270
Mi pare che non sia cambiato niente. Un ansiolitico in più (già cioè il lorazepam

Dr.Matteo Pacini
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[#19]
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Utente
Utente
Grazie dottore per la risposta,
è cambiato che di Venlafaxina assumo 187,5 mg anziché 150mg e mi è stato cambiato l'ansiolitico. Forse mi sono espresso male nel commento precedente. Adesso la cura è venlafaxina 187,5mg al dì e le dosi di Tranquirit gocce 7+7+15.Mi confermi se avesse capito male e quindi cisa ne pensa di questo cambiamento.
[#20]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,2k 909 270
E' un moderato aumento dose, non è detto che faccia una differenza.

Dr.Matteo Pacini
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[#21]
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Utente
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Grazie dottore,
in effetti è il minimo che si potesse aumentare, un ulteriore aumento avrebbe portato la dose a 225mg, ossia il dosaggio, dico bene? Le dirò dottore, sono un po' confuso in merito alla situazione. Io ho sempre risposto in maniera ottimale al dosaggio di 150mg, oltre il quale non sono mai andato oltre. Come Le ho detto in precedenti commenti, dopo circa 45 giorni travagliati, legati al contagio familiare, la situazione si è calmata e sono ritornato emotivamente tranquillo. Io assumevo già, prima del contagio, la Venlafaxina a 150mg ed ero in ottima salute psicofisica e ovviamente ho continuato ad assumerla per tutto il mese di Gennaio, assieme ad 800mg di Samyr e un integratore concentrato di vitamina B, ma nei primi 15 gg del mese ho notato un crollo, avvertendo un malessere con i vari sintomi riportabili al mio problema, ovvero rigidità in tutto il corpo, irrequietezza, agitazione, malumore, poche energie psicofisiche. Non riuscivo a contattare il mio psichiatra e assunsi 1mg di Lorazepam in compressa, più metà compressa la sera come "automedicazione", visto che il mio psichiatra era irreperibile. In soli 3 giorni ho avuto un netto miglioramento della situazione, quasi a voler azzardare di dire che stessi bene. Il mio psichiatra telefonicamente mi ha confermato la terapia con l'ansiolitico, fino s nuova visita con la terapia su descritta. Quello che non so spiegarmi dottore è come mai pare non abbia risposto o forse avrei risposto più lentamente ai 150mg che sono stato il dosaggio sempre efficace. Concretamente al mio cervello cosa è successo? Visto l'uso benefico dell'ansiolitico, che non ho mai sperimentato perché mai utilizzato in 8 anni, posso collegare il tutto all'ansia? Sono veramente molto confuso dottore e anche preoccupato. Un'altra cortesia, visto che con il Lorazepam mi sto trovando bene sia come risultati che comodità, e non tollero molto il Diazepam che mi è anche scomodo in gocce, posso chiederle 30 gocce di Diazepam 5mg a quanti mg di Lorazepam compresse da 1mg corrispondono? La ringrazio anticipatamente.
[#22]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,2k 909 270
Come per tutte le malattie, ci sono fattori che le inaspriscono, e quindi le dosi richieste possono variare da periodo a periodo.
La dose massima è maggiore, non è 225 mg.
Ovvio che con l'ansiolitico si ottenga un beneficio immediato.

Dr.Matteo Pacini
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[#23]
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Utente
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Grazie dottore per la celere risposta e la comprensione,
ho avito un consulto breve con ilnmio medico fi base che ovviamente ha rimandato ogni decisione terapeutica allo specialista, con il quale concorda un aumento di dose di Venlafaxina. Mi ha detto che se volessi cambiare ansiolitico tornando al Lorazepam, l'equivalente di 30 gocce di Diazepam 5mg/ml sarebbero 2 mg di Lorazepam. Concorda co questa equivalenza? Ciò che lo sto per dire, non è ovviamente "corretto", ma se decidessi di proseguire la terapia con solo antidepressivo, magari patendo un po' di più il malessere in attesa di un eventualmente e sperato miglioramento dell'aumento di dose, sarebbe comunque una terapia concettualmente e clinicamente ? Pur concordandola con il mio psichiatra? Non vorrei incorrere innuna certa dipendenza da ansiolitici e sono curioso di capire se realmente rispondo al nuovo disaggio. Con 2mg di Lorazepam al giorno, si rischia di avere un'assuefazione o dipendenza insistente? Mi scusi, ns sono un po' confuso e preoccupato. La ringrazio anticipatamente.
[#24]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,2k 909 270
Se sta già assumendo l'ansiolitico da un mese e oltre, tutti i giorni, ha già l'assuefazione. Infatti non capisco il senso di passare ad altro ansiolitico similare a dose equivalente, da un "non effetto" ad un "non effetto". Non capisco cosa intenda per "dipendenza insistente". Lo stato attuale è attribuibile alla venlafaxina, dell'ansiolitico sente solo la dose che assume di volta in volta, se non è assuefatto. O quella che assume "in più" della dose normale, se è assuefatto. Ma è un effetto passeggero.

Dr.Matteo Pacini
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[#25]
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Utente
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Buongiorno dottore,
grazie per la spiegazione accurata.
L'ansiolitico Lorazepam lo sto assumendo da circa 25gg, ad un dosaggio di 1,5mg al giorno. Praticamente ho iniziato ad assumerlo all'inizio della seconda metà di Gennaio.
L'effetto è stato molto benefico, poi sinceramente sia io che il mio medico di base (e come vedo anche Lei), non abbiamo compreso bene il cambio di ansiolitico, nella visita di circa 5gg con il mio psichiatra, visto che con il Lorazepam mi sono trovato bene. Le preciso che dopo un giorno di Diazepam sono ritornato al Lorazepam, con il permesso del mio medico di base, visto che non è stato possibile contattare lo psichiatra. Da quando ho modificato la terapia (cioè 5gg) ,noto un peggioramento dei sintomi in questi primi giorni e non so se imputarlo al tentato cambio repentino di ansiolitico, ad un effetto di un aumento di Venlafaxina (anche se davvero minimo) o ad un peggioramento del quadro. Forse Lei potrebbe farmi un po' di chiarezza in merito. Poi come seconda questione, non ho capito cosa voleva dirmi con "Lo stato attuale è attribuibile alla venlafaxina". La ringrazio anticipatamente.
[#26]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,2k 909 270
Voglio dire che lo stato attuale è sostenuto dalla venlafaxina assunta fino ad ora, l'ansiolitico non c'entra.
A 5 gg è inutile valutare alcunché rispetto a variazioni della venlafaxina.

Dr.Matteo Pacini
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[#27]
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Utente
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Grazie dottore,
quindi mi sta dicendo che per fare un punto sull'eventuale e sperato beneficio totale dell'aumento di Venlafaxina dovrei attendere le solite 3/4 settimane. Mi corregga se sbaglio. Quanto all'uso associato dell'ansiolitico (Lorazepam 2mg) lei condivide la sua associazione? Mi chiedo, visto che ho avuto sempre una monoterapia con antidepressivo da 8 anni circa, se mi potessi trovare nella situazione di benessere ottimale, derivante dal l'ansiolitico e non dal farmaco antidepressivo. È possibile una situazione del genere? E se si, come si fa poi a scoprire se l'effetto benefico sia correlabile all'azione del farmaco antidepressivo e non dell'ansiolitico? Fino ad ora quando avevo miglioramenti e raggiungevano uno stato di salute psicofisico ottimale, era praticamente sicuro che fosse per l'effetto benefico della Venlafaxina, visto che non assumevo praticamente più nulla.
La ringrazio anticipatamente.
[#28]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,2k 909 270
continuiamo a parlare dell'ansiolitico, e da quel che chiede in proposito ne deduco che o non ha letto quanto scritto prima sull'ansiolitico, o non deve averlo capito.

Dr.Matteo Pacini
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[#29]
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Utente
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Grazie dottore,
mi scusi se non ho compreso bene.
Purtroppo il fatto di non aver mai utilizzato un ansiolitico, mi crea dubbi.
Forse precedentemente mi sono spiegato male, volevo dire che il benessere che ho avvertito con l'immediata assunzione di Lorazepam, potrebbe protrarsi per un periodo di tempo, ma come mi è sembrato di capire dalle Sue spiegazioni, dovrebbe trattarsi di un benessere "ingannevole" perché derivante dall'immediato effetto dell'ansiolitico. Anche se il benessere raggiunto, non è neanche totale, ma mi permette di vivere la giornata in modo dignitoso, ma non propriamente bene. Volevo capire soltanto, in che modo dunque potrò accorgermi degli eventuali e sperati effetti benefici dell'aumento di Venlafaxina? Nonostante ci sia di sottofondo un effetto benefico temporaneo dell'ansiolitico. Non so se ho reso bene il concetto.
La ringrazio anticipatamente.
[#30]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,2k 909 270
No, non è ingannevole, se è legato all'immediato effetto dell'ansiolitico è vero. Se no che effetto è. Ma va incontro a esaurimento, fenomeno detto assuefazione, in caso di assunzione regolare.

Il resto è una domanda sul futuro. Ma se dopo 4 settimane migliora, non è effetto dell'ansiolitico.

Dr.Matteo Pacini
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[#31]
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Utente
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Grazie dottore,
si l'effetto dell'ansiolitico è vero, ci mancherebbe, ho utilizzato male forse il termine "ingannevole", perché volevo dire che in fin dei conti non è dall'ansiolitico che ci si aspetta l'effetto benefico veritiero ed a lungo termine, che spetta al l'antidepressivo. Se possibile, volevo chiederle se cambi effettivamente qualcosa da 30 gocce di Diazepam a 2mg di Lorazepam al giorno, in termini di qualità e quantità dell'ansiolitico, cioè se c'è tutto sommato un'equivalenza almeno fra le quantità. E poi un secondo quesito, ovvero se gli effetti di un aumento di dosaggio dell'antidepressivo potrebbero verificarsi anche prima delle 4 settimane, quando la molecola è assunta già da molto tempo. La ringrazio in anticipo.
[#32]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,2k 909 270
la dose di diazepam potrebbe essere inferiore, anche se esiste variabilità, quindi nel passaggio un effetto netto potrebbe esserci, anche questo destinato a svanire nel tempo in caso di assunzione regolare.

Gli effetti dell'antidepressivo si verificano mediamente non prima di 2 settimane.

Dr.Matteo Pacini
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[#33]
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Utente
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Grazie dottore per le precise spiegazioni,
volevo chiederLe, l'utilizzo di un ansiolitico dunque è raccomandato al massimo per quanto tempo? Incluso anche il periodo di diminuzione della dose? Al momento io assumo Lorazepam da circa 25 giorni ad un dosaggio massimo di 2mg al giorno, con dei risultati benefici, ma che comunque non mi fanno sentire assolutamente al massimo, ma mi aiutano ad affrontare dignitosamente la giornata. Leggendo la scheda tecnica del farmaco, 2mg al dì mi sembra un dosaggio tra il minimo e il medio, mi corregga se sbaglio.
La ringrazio anticipatamente.
[#34]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,2k 909 270
Se è necessario diminuire la dose gradualmente, vuol dire che già si è assuefatti. Di solito un mese si sviluppa, ma è variabile.
Comunque tutto questo discorso sull'ansiolitico non capisco perché debba essere così importante.

Dr.Matteo Pacini
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dopo
Utente
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Grazie dottore per le spiegazioni,
Le chiedevo informazioni in merito all'ansiolitico, perché non ne ho mai utilizzato uno in maniera seria e soprattutto traendone dei benefici rilevanti come credo stia succedendo questa volta. Quindi adesso il suo consiglio è quello di continuare con la terapia von antidepressivo e ansiolitico e pazientare, per un periodo consono alla valutazione dell'effetto dell'antidepressivo, giusto?
La ringrazio anticipatamente.

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