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Stanchezza costante e umore depresso

Salve, sono un ragazzo di 25 anni.


Tra i 20 e i 23 anni ho vissuto un periodo molto intenso.
Viaggiavo tantissimo, avevo innumerevoli amici, facevo spesso le ore piccole, andavo in palestra tre volte alla settimana.
Ho avuto diverse relazioni, tutte omosessuali e tutte caratterizzate da una certa "follia" e senso di libertà estrema.
Ho anche vissuto un anno all'estero, anno in cui ho persino incrementato le attività: presi circa 20 volte l'aereo, innumerevoli volte treni e pullman, ero solito bere molto (diverse volte alla settimana) e avrò fatto le 5 di mattina qualche decina di volte.
In tutto ciò non ho mai dimenticato l'università che ho sempre portato avanti con discreta serietà, per quanto paradossale possa sembrare.


Tutto comincia a cambiare ad agosto 2019.
Finisco la sessione d'esami ed ho un crollo importante.
Ero stanchissimo.
Decido di non partire e rimango l'estate a casa da solo, pensando di recuperare.
Ma dopo due mesi mi trovo assolutamente impreparato per l'università: ero ancora stanchissimo.
Mi forzo comunque a portare avanti alcuni esami, drasticamente riducendo la mia vita sociale e le attività in genere.
Ma dopo molti mesi ero ancora stanco.
Comincia la pandemia, entriamo in lockdown e vado sempre più giù.
Decido di non partire nemmeno durante l'estate 2020.
La mia stanchezza si ripercuote sulle mie relazioni: comincio a perdere molti amici (non i più importanti), perdo interesse per molte attività, comincio a fare pensieri strani.
Tra giugno e luglio mi sento così "esaurito" da non sopportare nemmeno la luce del sole.
Mi chiudo in camera.
Ad agosto 2020 comincio ad avere pensieri suicidi.
Su consiglio della mia nuova psichiatra, vengo ricoverato per presunta "depressione bipolare" e passo due settimane in ospedale, dove comincio una terapia con stabilizzatori dell'umore e sertralina.


Uscito dall'ospedale faccio un reset della vita e ricomincio dalle piccole cose.
Mese dopo mese, tra alti e bassi, le cose sembrano migliorare.
A poco a poco ricomincio ad uscire e a studiare, sempre accompagnato da un senso di stanchezza, ma con la convinzione che passerà anche quello.
Come la depressione.


Sono passati 7 mesi dal mio ricovero e questo senso di stanchezza profonda mi accompagna ancora ogni giorno.
Ho difficoltà a studiare, a concentrarmi, a "fare le cose".
Tutto è estremamente faticoso.
Dopo mesi di miglioramento mi sento di nuovo giù, perché mi sembra che questa storia non finisca mai.


Ho sempre pensato che questo senso di stanchezza servisse a recuperare l'energia consumata durante quegli anni "estremi".
Il fatto è che questi anni sono finiti nel 2019, quando ho cominciato a stare male, da allora la mia vita è stata fin troppo calma e noiosa.
Possibile che ancora non abbia recuperato?!

Sono seguito sia da psichiatra che da psicologo e assumo litio e abilify.
Mi fido ma sto cercando altri pareri.
E' secondo voi giustificato il mio stato?
A volte mi chiedo se abbia una malattia neurologica, per quanto stanco sono.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 40.3k 930 271
No, non si tratta di energia consumata e da rifare. Dopo 7 mesi da una depressione è possibile che la ripresa non sia completa.
La malattia è comunque del cervello, si dice neurologica per intendere alcune parti del cervello, ma quando si dice psichiatrica stiamo sempre parlando di cervello, neuroni e circuiti.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini&__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&ref