Cambiare farmaco o aumentare?

Salve Dottori.
Onestamente mi trovo anche abbastanza in difficoltà ad appellarmi a determinate piattaforme ma sono piuttosto turbato e vorrei qualche delucidazione se fosse possibile.

Sono un ragazzo di 30 anni, e ormai da 2 anni assumo regolarmente 20mg di cipralex per un disturbo da attacchi di panico con agorafobia.
Ho cominciato la cura come già detto poco più di due anni fa dopo che il disturbo aveva completamente travolto ogni aspetto sociale, lavorativo e sentimentale della mia vita.
Premetto che "incoscientemente" prima di chiedere un aiuto psichiatrico ho atteso quasi 3 anni facendo peggiorare ulteriormente il disturbo e l'intensità dei sintomi.
Ad ogni modo in questo momento in ritrovo in una situazione piuttosto strana.
In contesti agorafobici percepisco ancora il manifestarsi di diversi sintomi ansiosi che variano di intensità in base a quanto sia stressante la situazione.
Preciso una cosa, prima di cominciare la cura faticavo letteralmente ad uscire di casa o ad allontanarmi a più di 500m da casa.
Attualmente questa gamma di sintomi si manifestano quando mi allontano 30/40km da casa e con intensità variabile.

A breve avrò la visita di controllo dal mio medico, ma sono molto spaventato dalla possibilità che mi venga cambiato farmaco poiché ritenuto parzialmente inefficace.
Attualmente col cipralex sono comunque riuscito a riconquistare una certa normalità e ho paura che cambiato ricomincino i sintomi ansiosi o che magari un altro farmaco possa iniziare a darmi effetti collaterali che ora non ho.

Cosa sarebbe meglio fare?
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
E' un tipo di paura che esprime però la struttura del disturbo che sta trattando.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini

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Utente
Utente
Senza dubbio Dottor Pacini, ormai dopo anni riesco a rinascere ogni espressione del mio problema e so che questo timore è legato ad esso. Ma parlando in maniera scientifica, in questi casi come ci si comporta?
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
Il problema non è cosa si fa ma che sta mettendo le mani avanti per un discorso semplicemente legato allo stato ansioso che vive. Non c'è niente di preoccupante in quello che si fa.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini

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Utente
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Va bene la ringrazio Dottor Pacini.
Tra qualche giorno ho la visita di controllo, l'aggiornerò sull'esito
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