Difficoltà erettile, ansia e dubbi sulla sessualità: cosa fare?

Successivamente ad un tentativo di masturbazione dove non sono riuscito ad avere un'erezione ho cominciato a provare una forte ansia e a causa di questo sto mettendo in dubbio la mia sessualità.
Attualmente sono fidanzato e sono sempre stato fortemente attratto dal sesso opposto solo che ora mi sembra di non riuscire più a raggiungere un'erezione indipendentemente dallo stimolo al quale mi sottopongo; gli unici momenti in cui riesco davvero ad avere erezioni sono in momenti privati con appunto la mia ragazza.
Ad aggiungersi allo stress creato da questa situazione c'è anche quello causato dall'università e dal lavoro.
Non so cosa fare e questi pensieri e quest'ansia stanno diventando un'ossessione.
Dr. Vincenzo Capretto Psicologo 120 9
Buonasera,
quello che stai vivendo è più comune di quanto sembri e non significa nulla sulla tua sessualità o sul tuo valore. A volte basta un episodio che ci sorprende o ci mette in difficoltà per innescare ansia anticipatoria: il corpo reagisce, la mente si preoccupa, e il circolo ansia difficoltà erettiva si autoalimenta.
È comprensibile che questo ti crei stress e pensieri ossessivi, soprattutto in un periodo già carico come quello dell’università e del lavoro. Il fatto che riesci a stare bene con la tua ragazza dimostra che la tua sessualità non è compromessa, ma che è l’ansia a ostacolare il normale funzionamento in altri contesti.
Prenderti uno spazio per accogliere questa ansia, senza giudicarti, e parlare con qualcuno di esperto può aiutarti a interrompere questo circolo e a ritrovare sicurezza senza sentirti in colpa.
Resto a disposizione.

Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
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Buonasera,
per quanto vorrei parlare con qualcuno di esperto e iniziare un percorso di terapia, la mancanza di soldi mi rende difficile cominciarlo. Quindi oltre che cercare di "risolvere" la situazione da solo non vedo altre alternative.
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Dr. Vincenzo Capretto Psicologo 120 9
Capisco molto bene la frustrazione che senti. Quando una difficoltà tocca la sfera sessuale e in più si intreccia con ansia, stress e paura di non poter chiedere aiuto, ci si può sentire davvero soli. Ma non significa che tu debba affrontare tutto senza strumenti.

Quello che descrivi, l’erezione che arriva con la partner ma non da solo, l’ansia che esplode dopo un episodio andato male, i pensieri ossessivi che partono da lì, è qualcosa che capita più spesso di quanto immagini. Non parla della tua sessualità, né di un problema grave : parla di un corpo che è finito sotto pressione e che reagisce con blocchi temporanei.

Anche senza iniziare subito una terapia privata, qualcosa puoi farlo:

Cerca di interrompere il ciclo provo non riesco mi agito non riesco di più . Per un periodo è meglio sospendere qualsiasi test solitario. Non è una rinuncia: è dare tempo al sistema nervoso di calmarsi.

Tieni distinti i pensieri dalla realtà. Il pensiero allora significa che sono X nasce dall’ansia, non dall’esperienza reale che continui ad avere con la tua ragazza.

Ricordati che lo stress influenza moltissimo la risposta sessuale. L’università, il lavoro, la preoccupazione tutto questo pesa più di quanto sembri.

Se un giorno vorrai un confronto professionale, esistono anche alternative accessibili. Molti consultori, CPS, servizi giovani del territorio o ambulatori di sessuologia offrono percorsi gratuiti o a costi molto bassi. Non è necessario iniziare subito, ma sapere che la possibilità c’è può già alleggerire.

Non sei in una situazione senza uscita. Spesso, quando si toglie pressione al corpo e si smette di misurarsi , la funzione torna spontaneamente. E il fatto che con la tua partner tu riesca è già un segnale prezioso: il tuo corpo non è rotto , è solo spaventato.

Se vuoi continuare a parlarne qui, sei il benvenuto: a volte un confronto può alleggerire già metà del peso.

Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
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Ciò che non capisco è perchè sento "il bisogno" di testarmi per capire se ciò che penso sia reale o meno, e ogni volta che lo faccio mi sembra di arrivare sempre alla stessa conclusione cioè che non mi interessa e non mi provoca nessuna reazione se non ansia. Vorrei solo placare quest'ansia ma mi riesce difficile e non capisco perchè.
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Dr. Vincenzo Capretto Psicologo 120 9
Quello che descrivi è un meccanismo molto comune: quando qualcosa ti genera ansia, la mente ti spinge a verificare per ottenere una certezza immediata. Il problema è che il test ti tranquillizza per pochissimo, e subito dopo l’ansia torna, più forte di prima.
Non è un vero bisogno, ma una strategia di controllo che diventa essa stessa parte del problema.

Il fatto che i test ti portino sempre alla stessa conclusione non significa che quella conclusione sia la verità : significa che il sistema ansia-controllo si è incastrato e funziona sempre allo stesso modo.

Nel concreto puoi iniziare con due passi semplici:
1. Interrompere i test volontari
Non in modo brusco, ma cominciando a rimandare di qualche minuto ogni volta che arriva l’impulso. È un primo allenamento alla gestione dell’urgenza.
2. Osservare cosa succede dentro di te quando arriva l’ansia
Non chiederti cosa significa , ma cosa sento nel corpo . Spostare l’attenzione dal pensiero al corpo riduce l’intensità del controllo mentale.

Il punto centrale non è capire perché provi ansia, ma modificare il modo in cui rispondi all’ansia quando arriva. É l’inizio della soluzione .

Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
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Non sono sicuro di aver capito per bene cosa intende ma cercherò di evitare di mettermi alla prova e di non focalizzarmi sui perchè e i se che derivano dall'ansia ma piuttosto a come si sente il mio corpo.
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Dr. Vincenzo Capretto Psicologo 120 9
È già un buon passo aver colto il senso: quando entri nel meccanismo del testarti , in realtà non stai cercando una risposta, ma stai alimentando l’ansia che vorresti ridurre. È un circolo molto comune: l’ansia genera dubbi, i dubbi portano a verifiche, le verifiche rinforzano l’ansia.

Più che chiederti perché succede o cosa significa , prova a notare come ti senti nel momento in cui inizi a testarti:
cosa stai cercando di rassicurare? cosa temi possa accadere se non controlli?
Sono domande che spostano l’attenzione dal sintomo al processo.

E, come dicevi, orientarti alle sensazioni corporee può essere utile: respirazione, tensioni muscolari, ritmo del cuore. Il corpo dà spesso segnali prima della mente, soprattutto nei momenti di ansia da prestazione o di forte auto-osservazione.

Se riesci, prova anche a concederti qualche episodio di intimità senza l’obiettivo di verificare qualcosa, ma con l’idea di vivere il momento. Sono piccoli passi, ma spesso aiutano a spezzare la dinamica di iper-controllo.

Per qualsiasi dubbio o confronto qui sul forum, puoi continuare a scrivere: lo spazio è fatto proprio per questo.

Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
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Nei momenti in cui inizio a testarmi sento solo e unicamente l'ansia che cresce ma cerco comunque di calmarmi e tranquillizzarmi cercando di avere un "test" privo di ansia e senza giudizio. Riguardo al " prova anche a concederti qualche episodio di intimità senza l’obiettivo di verificare qualcosa, ma con l’idea di vivere il momento" non ho ben capito cosa intende. La ringrazio comunque del tempo che sta investendo in questo mio "problema"
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Dr. Vincenzo Capretto Psicologo 120 9
Capisco, ed è normale che i test falliscano: nel momento stesso in cui provi a verificare qualcosa, l’attenzione va tutta lì e l’ansia sale. Per questo non riesci mai ad avere una prova pulita .

Quando ti dicevo di vivere l’intimità senza obiettivi, intendevo proprio questo: non cercare una risposta dal tuo corpo. Concentrati sul momento, sul contatto, senza chiederti se funziona o no.
Il corpo tende a rilassarsi solo quando smette di sentirsi osservato. Goditi il momento.

Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
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Il punto è che questi momenti mi sembra di averli solo con la mia ragazza e di rado quando sono da solo. L'ansia sale solo nei momenti in cui (in cui sono da solo) provo a verificare se i miei pensieri siano fondati o meno.
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Dr. Vincenzo Capretto Psicologo 120 9
È comprensibile: con la tua ragazza l’erezione arriva perché sei coinvolto e non ti stai controllando. Da solo, invece, quando ti testi , non cerchi piacere ma una conferma: in quei momenti il corpo percepisce solo l’ansia, e l’ansia blocca la risposta fisica.
Questo è il motivo per cui ti sembra di avere risultati diversi: non c’entra la tua sessualità, ma il fatto che quando ti metti alla prova entri automaticamente nel controllo e il corpo non riesce più a rispondere in modo spontaneo.
Provare a ridurre i test può aiutare a interrompere questo circolo.

Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
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Vorrei solo trovare il modo di eliminare quest'ansia e interrompere tutti i test ai quali mi sottopongo. La ringrazio del sul tempo e per aver parlato con me di questa cosa.
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