Titolo: Sesso online e incontri rischiosi: perché lo faccio nonostante i rischi e i sensi di colpa?

Salve, richiedo questo consulto per parlare di questa situazione, insolita sperando di non risultare volgare.
In pratica ed da quasi un anno che sono finita a fare cose nel virtuale da quelle che sono semplici private, a live di nudo vere e proprie, dove ci spoglia perché si hanno donazioni.
Fino a prima di ciò, non mi capitava di fare niente, neanche dal vivo.
A parte un’appuntamento fatto prima di conoscere quella piattaforma, perché mi era stata consigliata.
Io stessa sono consapevole, che facendo cosi metto a rischio tutta la mia reputazione, è che per gli altri è una cosa moralmente sbagaliata, però se devo ammettere la verità, quando faccio non mi sento sbagliata.
Nonostante sono consapevole che è considerata una cosa indecente.
Per il resto, è per sintetizzare da ciò sono finita a fare anche appuntamenti dal vivo (non quelli a pagamento) dove alla fine, mi sono appartata a fare Cose, con chi era venuto con me.
In tutto questo in7 appuntamenti sono rimasta single, e so che è rischioso fare ciò ed appartarsi con perfetti sconosciuti, infatti mi chiedo come mai nonostante, ho detto che non dovevo farlo più l’ho continuato a fare?
Sapendo anche del rischio che si corre, è che non è una cosa eticamente corretta?
In più il tutto l’ho dovuto fare anche di nascosto, quando uscivo con amiche per non farlo sapere a casa.
l’altra cosa peggiore, che in queste 7 ho lasciato fare anche a una persona, che mi ha portato un suo conoscente, con qui sono andata.
(E sapevo del significato del tutto) questo episodio si è ripetuto ben 2 volte.
diciamo che forse la cosa più grave non sono gli appuntamenti che ho fatto io, più il fatto che mi sono lasciata andare, andando insieme una persona che mi era stata portata anche se non faccio la prostituta ed a pagamento non ho mai fatto.
Sapendo che, che mi ha portato la persona con qui andare, ovviamente l’ha fatto con uno scopo preciso, è solo per usare non per altro.
Per il resto mi chiedo dal punto di vista psicologico cosa mi fa lasciare andare in queste situazioni?
Sicuramente di mezzo c’è l’impulsivita
Dr. Vincenzo Capretto Psicologo 151 9
Salve,
capisco quanto possa essere difficile parlare di questa situazione e quanto sia confusa dentro di sé. Si sente il contrasto tra la consapevolezza dei rischi e del giudizio esterno, e il fatto che, mentre accade, lei non si senta sbagliata . Questo conflitto interno può creare molta tensione e lasciare domande aperte su di sé.

Quello che descrive non è così insolito come può pensare. Molte persone vivono comportamenti che, a mente fredda, non rispecchiano del tutto i propri valori o il proprio desiderio di protezione. In questi casi spesso entrano in gioco fattori come l’impulsività, il bisogno di sentirsi visti, desiderati o confermati, oppure una difficoltà a fermarsi quando si è già dentro una dinamica che dà qualcosa sul momento, anche se poi lascia disagio o dubbi.

Il punto centrale non è giudicare ciò che ha fatto, ma capire cosa la spinge a lasciarsi andare, anche quando una parte di lei dice non dovrei . L’impulsività può avere un ruolo, ma spesso si accompagna a bisogni emotivi più profondi: sentirsi valida, avere controllo sul proprio corpo, colmare un vuoto, o anestetizzare emozioni difficili. Il fatto che tutto avvenga di nascosto e che poi restino domande e senso di inquietudine è un segnale che qualcosa dentro di lei chiede attenzione.

Un primo passo concreto può essere fermarsi non tanto sul smetto o continuo , ma sul proteggersi: sicurezza (in tutti i sensi), limiti chiari, ascolto di quando qualcosa non le va davvero. Parallelamente, sarebbe importante poter parlare di tutto questo in uno spazio sicuro e non giudicante, come un percorso psicologico, per dare un senso a questi comportamenti e capire come riprendere maggiore controllo, senza colpevolizzarsi.

Non è rotta né definita da ciò che ha fatto. Sta cercando di capire se stessa, e questo è già un passo importante.
Un cordiale saluto.

Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941

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Utente
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Grazie per la risposta che mi è stata data . In realtà non so come nel titolo è uscito fuori dei sensi di colpa (sarà la tastiera oppure errore di battitura), in realtà non ne ho. Però so , che per come l’ha pensano gli altri dovrei sentirmi sbagliata e mettermi vergogna. Invece , per come la penso io,alla fine , si può definire come uno sfogarsi, così come esiste il fumarsi una sigaretta per svagarsi esiste il fare sess. Per variare dalla realtà. Nel mio caso non sono dipendente da ciò però alla fine nelle dipendenze la dinamica è quella a prescindere dall’oggetto ,che può essere una sostanza oppure altro .per il resto nel mio caso sicuramente un minimo di componente di esibizionismo c’è , perché non tutti si spogliano davanti alla telecamera. È nel mio caso l’ho fatto anche gratis , con persone conosciute solo per quello
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Dr. Vincenzo Capretto Psicologo 151 9
Salve,
la ringrazio per il chiarimento. È importante che lei riconosca con onestà come vive queste esperienze e il fatto che, soggettivamente, non provi senso di colpa. Questo dice che è in contatto con il suo modo di sentire, non con quello che dovrebbe provare secondo gli altri.

Allo stesso tempo, è utile distinguere tra assenza di colpa e bisogno di comprensione. Anche quando un comportamento viene vissuto come uno sfogo o una variazione dalla realtà, può comunque avere una funzione emotiva precisa: regolazione della tensione, ricerca di stimoli, conferma di sé, espressione di una parte più esibizionistica. Tutto questo non è patologico di per sé, ma diventa importante se è l’unico o principale modo per stare meglio.

Il punto centrale non è se ciò che fa sia giusto o sbagliato in senso morale, ma se le dà benessere nel tempo e se riesce a scegliere queste esperienze senza sentirsi trascinata o senza doverle tenere nascoste per paura delle conseguenze. La libertà sta anche nel poter decidere quando fermarsi, non solo nel potersi concedere qualcosa.

Se sente che questi comportamenti hanno una funzione precisa nella sua vita, può essere utile esplorarla con calma, in uno spazio non giudicante, per capire se esistono anche altri modi per rispondere agli stessi bisogni. Non per rinnegare nulla, ma per ampliare le possibilità.

La ringrazio per aver condiviso il suo punto di vista e le auguro di continuare questo percorso di comprensione di sé con lucidità e rispetto verso se stessa.

Un cordiale saluto e buone feste.

Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
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