Perdere i sentimenti
vi scrivo la mia esperienza. Ho bisogno di capire, perché mi crea dolore e amarezza. Recentemente mi è capitato di scoprire di avere sentimenti per una ragazza con cui ho condiviso molte giornate nell'ultimo mese e con la quale il rapporto è molto amichevole, confidenziale e affettuoso. I sentimenti sono maturati nelle ultime settimane, poco a poco. Sapendo che lei deve partire, ho cominciato a sentire che mi sarebbe mancata, e molto. Ieri mi sono alzato sentendo la classica sensazione dell'innamoramento, totale. Era un sentimento molto forte, che mi ha accompagnato durante tutta la giornata. Ho preso addirittura un camomilla, dopo essermi fatto mille pensieri e domande, non sopportando che non l'avrei rivista per mesi. La sera stessa ho deciso di confessarle i miei sentimenti, scoprendo poi inaspettatamente che erano ricambiati. Da quel momento è sopraggiunto un leggero sollievo, ma poi il vuoto. Invece di provare contentezza, entusiasmo, sono rimasto immobile, come se i miei sentimenti fossero improvvisamente spariti. Tutti quei piccoli sentimenti che, nei giorni e nelle settimane erano cresciuti, il dispiacere, il magone, la mancanza, l'affetto, il non poter perdere la persona. Da cosa dipende? Quei sentimenti si possono recuperare? Sto male, al pensiero. Sia di ferire la persona in questione, sia di scoprire che IO non sono capace di innamorarmi o amare veramente. Mi era già successo, anni fa. Dopo un'iniziale e forte innamoramento seguito da un distacco prolungato, le mie emozioni per la persona si sono affievolite fino a sparire. Ho bisogno di sapere perché, se c'è un perché. Se sono io che razionalizzo troppo. Perché a questa persona ci tengo e sento che nella mia vita è importante, che possa essere qualcosa di importante. Solo che ogni volta che penso a ciò che provo, alle mie sensazioni, mi sembra automaticamente di ammortizzarle, di estinguerle. Cosa devo fare? Vi prego, aiutatemi a capire.
Leggendola mi é subito venuto alla mente il Don Giovanni Mozartiano, una grande energia che sale fino al raggiungimento di una fase estatica e che poi, conquistata la preda, si affievolisce ed ha bisogno di nuova linfa per salire di nuovo.
Sembra che questo sia stato un aspetto del Grande musicista, anche grande compulsivo della storia, che però, con le sue compulsioni creava capolavori. Ascolti questo brano, ci troverà delle magie inaspettate.
Ciò di cui si lamenta può dipendere da problematiche diverse che meriterebbero un approfondimento ulteriore, c'è chi teme il piacere vero, chi i sentimenti e quando dall'innamoramento dovrebbe passare all'amore, non ce la fa.
Lei non può essere del tutto privo di sentimenti, perché se cosí fosse, non ci avrebbe consultato per parlare della sua situazione, anzi lei comprende che c'è qualcosa che non va ma ha sviluppato delle difese dalla sofferenza e si è sepolto in una corazza caratteriale.
Il consiglio é quello di rivolgersi ad un/a collega, per avere una diagnosi esatta e poi, dato che è giovane, intraprendere un percorso di conoscenza.
Sperando di esserle stata utile, cordialità
Paola Dei: Psicologo Psicoterapeuta
Didatta Associato FISIG Perfezionata in criminologia
Docente in Psicologia dell’Arte (IGKGH-DGKGTH-CH)
è sufficiente essere un po' ansiosi per ritrovarsi in questa situazione che lei ha descritto. Già in passato ci aveva parlato della Sua ansia; magari quel pomeriggio, mescolato a quel forte sentimento, vi erano anche eccitamento, curiosità, desiderio e...ansia e paure.
Sono aspetti normali ed emozioni che normalmente possiamo provare quando si muovono i sentimenti e ci piace qualcuno.
Soltanto che la persona ansiosa fa fatica a cogliere questi aspetti, quindi il successivo "vuoto" che ha provato forse era semplicemente la tensione che nel frattempo era scesa...
Anche domande del genere "Ho bisogno di sapere perché, se c'è un perché. Se sono io che razionalizzo troppo." tradiscono un po' d'ansia.
Inoltre l'ansioso rimugina spesso su molte questioni, esattamente come sta facendo Lei...
Anch'io credo che un aiuto psicologico possa essere indicato, ma di persona.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica
ha risolto le pregresse problematiche per le quali ci aveva scritto in passato?
Si è rivolto ad uno specialista?
La psiche abitata da ansia e preoccupazione, non ha spazio per i sentimenti, per l' Amore e per il trasposto, elementi destabilizzanti e destruenti.
Il suo "non sentire", potrebbe rappresentare un meccanismo difensivo della sua psiche, una sorta di anestesia per non sentire il dolore.
Una consulenza psicologica credo sia utile, per analizzare, oltre il sintomo offerto,
la sua storia clinica, di vita, emotiva, affettiva, sessuale, ecc......per una lettura decisamente più ampia del suo disagio
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it
probabilmente si, ma lavorando su se stesso, una volta per tutte, risolverà le sue difficoltà e recupererà in qualità di vita.
Non vi sono altre soluzioni, se non una corretta diagnosi clinica del suo reale disagio ed un protocollo terapeutico consono alla sua storia di vita
Scelga lei, qualunque orientamento può andar bene, non esistono orientamenti migliori degli altri, ma pazienti, clinici, alleanze terapeutiche....che rendono il percorso più idoneo
Guardi all'interno di Medicitalia, inserendo la sua città, troverà validi colleghi, potrà leggere i loro consulti, articoli, blog, ecc...magari si fa una prima idea.
da qui è un po' complesso riuscire ad aiutarLa ed entrare nel merito ma vorrei chiederLe se per Lei adesso quanto è successo con questa ragazza sia un problema che ancora La fa macerare nel dolore e nella sofferenza, oppure no.
In linea generale, infatti, sembrerebbe trattarsi di un problema d'ansia; infatti la tendenza ansiosa Le fa fare queste considerazioni ad esempio: "...Ahimè anche i gesti più semplici, che prima erano assolutamente spontanei, ora sono sempre accompagnati da incertezza, chiedendomi se siano del tutto spontanei o no...."
L'ansia non si esprime solo con sintomi fisici quali ad esempio la tachicardia, la sudorazione copiosa, la fame d'aria, ecc... ma anche con sintomi quali Lei parla di questo sentimento: la confusione che porta al rimuginio...
Per i disturbi d'ansia, se di questo parliamo, sono particolarmente indicati approcci terapeutici più attivi e focalizzati, quali ad esempio quello cognitivo-comportamentale.
Se cerca uno psicologo che sia anche psicoterapeuta, può guardare qui:
www.aiamc.it
Buona giornata,
Concordo con la collega Randone quando le dice che il percorso terapeutico é fatto di alleanza terapeutiche, alchimie e strane combinazioni che esulano dal tipo di approccio.
Ci sono poi tutta una serie di nuove metodologia dall'EMDR, all'ACT, fino alla psico-educazione che offrono una gamma di percorsi diversi tutti molto utili indipendentemente dal tipo di approccio di base.
Veda anche quello che le suggerisce la collega Pileci e poi decida.
A questo proposito se vuole a questo link e legga qualcosa di simpatico sulle strane alchimie terapeutiche.
http://web.tiscali.it/freniszero/dei.htm
Cordialità
vivere le cose, i sentimenti, sentirsi innamorato oggi, non vuol dire essere impegnato, sposato , con calma si goda il colore dei giorni, le scoperte, l'allegria e la tenerezza, non possiamo poi avere tutto con garanzia, ma pensando e rimuginando va a finire che ci si può ritrovare con le mani piene di vento..
Un pò di coraggio ci vuole..
MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it
I suoi pensieri, la sua storia, le sue emozioni e i suoi sentimenti, tutto ciò può essere oggetto di una scoperta da fare assieme al suo analista che la porterà ad una maggiore consapevolezza di se, dei suoi desideri, del suo funzionamento emotivo e mentale e potrà essere il preludio allo sbocciare del potenziale che lei ancora non sa di avere.
Cordiali saluti
Dr. Alessandro Raggi
psicoterapeuta psicoanalista
www.psicheanima.it
lo specialista potrà aiutarla proprio a colmare questi vuoti.
Non tema di intraprendere un percorso di consapevolezza, come le avevo scritto sopra:
"Lei non può essere del tutto privo di sentimenti, perché se così fosse, non ci avrebbe consultato per parlare della sua situazione, anzi lei comprende che c'è qualcosa che non va ma ha sviluppato delle difese dalla sofferenza e si è sepolto in una corazza caratteriale"
Vedrà che sarà una esperienza senza dubbio arricchente ed il collega dal quale si recherà, potrà aiutarla a porsi tante domande alle quali potrà dare una risposta solo lei, non noi.
Noi qui possiamo solo fornirle alcune indicazioni su ciò che è utile fare al momento, è una fase di accoglimento, non di terapia, tanto meno di diagnosi..
Conosce la metafora del cieco e dell'elefante? Ogni cieco descrive un elefante in base alle sue percezioni ma tutti i ciechi contribuiscono a offrire un pezzettino per costruire l'immagine dell'elefante.
Ognuno di noi le ha consigliato vari tipi di percorso, le ha fornito la matita per disegnare pezzi del metaforico elefante ma tutti siamo stati concordi nell'indicarle la strada della psicoterapia.
Per quanto mi riguarda amo molto la Terapia Analitica e la Psicoanalisi, vengo da una scuola di derivazione analitica e ci credo molto, ma che non disdegna però neppure strumenti o approcci di altro tipo, ma lei valuti, decida e faccia, se lo ritiene giusto, più colloqui. Troverà da solo tutte le risposte. "Da solo ma non solo".
Mille auguri
Cordialità
un sentimento può nascere e spegnersi, si.
Soprattutto se quel sentimento non è realmente un sentimento <<così>> come lo definisce lei, ma che evidentemente, invece, si fonda su radici molto meno solide di quelle che lei pensava.
I sentimenti duraturi hanno radici non solo nelle belle "sensazioni" che possiamo aver provato con una persona, ma anche in legami che si stabiliscono nel tempo e che necessitano di una relazione con l'altra persona non superficiale.
Il <<vero amore>>, infatti, non si può basare certo su una sensazione più o meno intensa quanto improvvisa.
Certamente le relazioni possono originarsi e prendere il via da una sensazione, che qualcuno più liricamente potrebbe definire "colpo di fulmine"; ma perché non resti solo un fulmine, che poi scompare all'orizzonte, la relazione va coltivata, approfondita, vanno condivisi interessi, tempo, spazio e affetti.
Dunque nel caso che lei ha raccontato sembra più che naturale che il sentimento, quel tipo di sentimento per quanto intenso, come è di fatto avvenuto, possa finire esattamente com'è iniziato.
Cordiali saluti
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