Utente
Salve,
da un anno a questa parte ho un po' di problemi.
Frequento l'università e quest'anno non sono riuscita a sostenere nemmeno un esame. Studio tutti i giorni, non con il massimo della concentrazione, ma cerco di impegnarmi.
Quando arriva il giorno dell'esame, non mi presento oppure dico al professore che non sono riuscita a prepararmi bene.
Ho un blocco dentro che non so da dove nasce.
Dopo tutto ciò per consolarmi, da qualcosa che è causa mia tra l'altro, ho l'istinto compulsivo di comprare qualsiasi cosa.
Non capisco come fare per riprendere il ritmo. Mi sento giudicata da tutti e che sto deludendo tutti e, infatti sto raccontando un sacco di bugie a tutti dicendo che sto passando gli esami.
Mi sento sempre triste, stanca e insoddisfatta da tutto e tutti. Vorrei solo comprarmi chili di vestiti e collane. Mi rendo conto di sembrare una ragazzina stupida ma non ce la faccio più a convivere con me stessa.
Voglio tornare ad essere brava nello studio e a non dover raccontare mille bugie

[#1]  
Dr.ssa Paola Scalco

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Gentile Ragazza,
al di là dello studio come trascorre la sua vita? Ha una relazione affettiva, delle amicizie, degli interessi?
Come sono i rapporti con i suoi famigliari?
Secondo Lei cosa può essere accaduto da un anno a questa parte che la fa sentire "bloccata"?
Ha in qualche modo modificato il suo metodo di studio?
Sente il peso delle aspettative (quali?) di altre persone su di sé? Per questo ha, pericolosamente, iniziato a raccontar loro frottole?
Quali sono i progetti che ha per il suo futuro?
Nel suo ateneo è previsto lo sportello di ascolto per studenti in difficoltà?

Cordialmente,
Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
paola.scalco@gmail.com

[#2]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile ragazza,

l'ansia da prestazione prima di un esame è del tutto fisiologica e regolata a livello neuroendocrino.
Sorgono dei problemi quando quest'ansia è eccessiva oppure se non siamo in grado di modularla e gestirla a nostro vantaggio (ad es. se tu non fossi un po' ansiosa prima dell'esame non riusciresti ad essere lucida...).

Se hai letto con attenzione le nostre Linee Guida, saprai che non possiamo fare alcuna diagnosi da qui perchè vietato e anche fuori dalla deontologia professionale.
Perciò quest'ansia e le condotte seguenti (di acquisti, forse per cercare di placare quest'ansia...) devono essere accuratamente diagnosticate da uno psicologo e soprattutto devi essere aiutata da uno psicologo psicoterapeuta per capire come riprendere in mano la tua vita e proseguire negli studi e serenamente.

Saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#3]  
Dr.ssa Antonella Bruschi

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Gentile ragazza,
concordo appieno con la collega Dott.Pileci, vorrei anche aggiungere la raccomandazione di recarti quanto prima da uno psicoterapeuta, perchè il meccanismo di incapacità a sostenere gli esami-raccontare bugie, tende a diventare un vicolo cieco in cui rischi di isolarti e deprimerti sempre di più.
A volte per interromperlo è sufficiente imparare qualche tecnica piuttosto semplice come il training autogeno( che ti insegna a gestire l'ansia in eccesso per gli esami), altre volte serve un percorso psicoterapeutico, ma se ne esce...
Se riesci parlane con i tuoi genitori, infrangi il muro di bugie, chiedi aiuto a qualcuno in carne ed ossa.
Cordialmente.
Dr.ssa Antonella Bruschi

[#4] dopo  
Utente
Vivo da un paio di mesi con il mio ragazzo perchè ci sono stati problemi a casa dei miei genitori. Per farla breve, mia nonna non sta bene e allora le ho "ceduto" il mio posto in casa.
Il rapporto con i miei genitori è molto buono, ma solo il mio ragazzo è a conoscenza della situazione attuale. Lui, però, non riesce a comprendermi pienamente.
Ho un lavoro part time e svolgo attività di volontariato presso il canile della mia città due volte alla settimana.
Il problema è che vivo tutto con molta fatica, mentre prima era tutto quasi spontaneo.
La mattina mi è sempre più difficile svegliarmi e,se potessi, passerei le mie giornate a dormire. Ho la costante sensazione di deludere tutti.
A volte mi sembra quasi in non avere più interesse in nulla di ciò che mi circonda e ho il pensiero ricorrente di voler scappare via da tutto.

Mi dispiace se non sono stata estremamente chiara.
Ho da tempo intenzione di parlarne con qualcuno di competente, ma purtroppo non ho la disponibilità economica per avviare un percorso d'analisi.

[#5]  
Dr.ssa Paola Scalco

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Non è detto che sia necessaria l'analisi, o comunque un percorso lungo.
Rivolgersi ad uno psicologo non significa esclusivamente fare psicoterapia: per il momento potrebbe iniziare a chiedere una semplice consulenza per il problema che ha qui esposto e poi, in base a quanto le proporrà chi la vedrà di persona, potrà decidere se e come intervenire.
Data la sua giovane età, si potrebbe rivolgere gratuitamente allo Spazio Giovani del Consultorio della sua ASL.

Saluti.
Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
paola.scalco@gmail.com

[#6] dopo  
Utente
Mi informerò allora presso il consultorio.

La mia richiesta di consulto era l'inizio del percorso che devo affrontare.

Non so se sia il caso di abbandonare gli studi anche se il prossimo è l'ultimo anno, o cercare di recuperare il più possibile. Non credo di avere la forza necessaria


Grazie mille per le risposte tempestive

[#7]  
Dr.ssa Paola Scalco

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<<Non credo di avere la forza necessaria>>

Proprio per questo non prenda ora decisioni affrettate e non sia troppo severa con se stessa.
Si dia tempo per capire come recuperare forze, "lucidità" ed entusiasmo e, soprattutto, per riscoprire la direzione che vuole dare alla sua vita (nell'immediato, nel medio e nel lungo termine).
Interrompa il distruttivo ricorso alla menzogna, cerchi di recuperare con l'aiuto di un nostro Collega, la fiducia in se stessa e vedrà che questo periodo diventerà solamente un ricordo.
Tra l'abbandonare gli studi e buttarsi sui libri per recuperare rapidamente il tempo perso, ci può stare una terza via: accettare questo momento di impasse e riformulare con più realismo (data la situazione di maggior fragilità/minor efficienza) i propri obiettivi, cercando di procedere con gradualità.
Un po' per volta, anziché o tutto o niente...

Se le può far piacere, ci tenga aggiornati su come evolve la situazione.
Cari auguri.

Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
paola.scalco@gmail.com