Confusione, perdita di sé

Io non so se si tratti semplicemente di immaturità, se sto diventando depressa o se da sempre soffro di un qualche disturbo della personalità che mi porta ad essere continuamente insoddisfatta.
Ricordo che quando frequentavo le scuole superiori le vivevo male, spesso non mi sono trovata bene con i miei coetanei, sono sempre stata abbastanza matura, responsabile, ligia alle regole così come mi era stato insegnato, per questo forse mi trovo spesso meglio con persone con qualche anno in più, non vedevo l'ora di diventare più grande, di andare all'università, di iniziare una nuova fase della mia vita. Sono sempre stata ambiziosa, curiosa, piena di progetti per il futuro, di aspettative, ma anche emotiva, ansiosa, a volte insicura. Non so quanto queste peculiarità mi siano di aiuto nella vita di ogni giorno.
Da qualche anno ormai ho intrapreso la tanto desiderata vita universitaria e mi sembra di non aver preso una sola scelta giusta, di non aver combinato niente di buono. Ho infatti interrotto il primo percorso di studi che avevo avviato, ho fatto alcune scelte sbagliate e dopo un anno e mezzo ho deciso di interrompere tutto, ho deciso di ricominciare da capo, in un'altra città. Questo nuovo percorso è costato molta fatica ai miei genitori. Io ero molto entusiasta e felice, speranzosa, piena di aspettative, certa che finalmente la mia vita avrebbe preso la giusta piega, che sarei diventata più forte.
Ad un mese e mezzo dal mio arrivo ben poco di quel che immaginavo è accaduto. Qui è tutto bellissimo,ma allacciare nuovi rapporti è stato difficilissimo e la mancanza di casa logorante. Ho iniziato ad avere attacchi di ansia uscendo di casa, ho pensato che la consapevolezza di essere qui completamente da sola ne fosse la causa e sono riuscita a riprendere il controllo di me, riducendo di molto la loro comparsa.
Il problema è che sento di aver perso la mia rotta. Io non so più se ho fatto bene a venire qui, la mia vita non è tanto diversa da come era stando vicino a casa, sono solo più sola. Quindi perchè stare qui? Ho perso ogni stimolo, non so se studiare sia la scelta migliore, forse mi sono sopravvalutata. Ho sempre avuto una certa idea della persona che intendevo fare di me. Sono sempre stata affascinata dalle donne forti, in carriera, con una loro indipendenza. Questo è quello che ho sempre voluto per me. Ma se tutte queste aspettative fossero troppo? Irreali? Se mi portassero a non apprezzare la semplicità della vita?
Sono sempre insoddisfatta, tendo a perdere interesse per una cosa che prima volevo, divento triste e demotivata. Ora più che mai.
Vorrei smettere di avere sempre quest'ansia che mi affligge, o la sensazione di vivere una vita vuota, di essere in stand by mentre la vita scorre, mentre tutti vanno avanti.
Spero davvero che qualcuno risponda e che mi sia di aiuto, grazie in anticipo!
[#1]
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 668
Gentile Utente,
Lei pone questi ti esistenziali non analizzabili online, soprattutto con così pochi elementi.

"Sono sempre insoddisfatta, tendo a perdere interesse per una cosa che prima volevo, divento triste e demotivata. Ora più che mai."
Bisognerebbe comprendere, mediante una diagnosi del suo vissuto, della sua personalità ecc..cosa la rende così e perché, da quanto tempo si sente così e se tale malessere cela altro, cioè se è un sintomo di altri disagi più profondi.


"Vorrei smettere di avere sempre quest'ansia che mi affligge, o la sensazione di vivere una vita vuota, di essere in stand by mentre la vita scorre, mentre tutti vanno avanti."

Anche qui manca una diagnosi,
L'ansia prima di essere tacitata, va analizzata, ascoltata, interpretata, tradotta,..


Si rivolga ad un nostro collega per fare chiarezza sul suo malessere , sul.o dopo si stabilirà il da farsi.

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

[#2]
Dr.ssa Ilaria La Manna Psicologo, Psicoterapeuta 282 8 14
Gentile Ragazza,

un conto è fare una scelta sbagliata, "inciampare" diciamo così, un altro è dirsi di "non aver combinato niente di buono" e magari sentirsi "sbagliati", non è così.

Intanto credo sia importante distinguere i due aspetti ossia tra quello che fa e quello che lei è come persona.
Tutti noi facciamo degli sbagli e degli errori di valutazione, quello che intanto potrebbe cercare di fare è di ripartire da qui e mettere l'accento su quello che di buono al momento c'è in questa situazione che sta vivendo.

Inoltre, sembra di capire che il suo malessere derivi dal fatto che, lontano da casa, non ha stretto relazioni amicali e che si sente sola, e il percorso di studi?
Cos'è che effettivamente cercava in questo nuovo corso di studi? Un suo effettivo interesse che la portasse a raggiungere i suoi obiettivi professionali o un modo per dimostrare di essere "più forte" come lei stessa dice?

Credo che un consulto psicologico che l'aiuti a focalizzare i suoi obiettivi e aspettative potrebbe esserle di aiuto.

Un caro saluto

Dott.ssa Ilaria La Manna
Psicologa Psicoterapeuta - Padova

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