Utente 514XXX
Salve a tutti.
Ormai da più di un anno attraverso un periodo particolare.
Perchè a 19 anni ho così tanti pensieri? mi piacerebbe essere spensierato come quelli che vedo intorno a me ma talvolta sembra difficile. Non voglio dire che sia depresso o perennemente triste ma è come se avessi un "filtro" sempre in funzione che analizza qualsiasi cosa entri in contatto con la mia persona. Ho una bella famiglia, son contento del percorso universitario che sto affrontando e in generale in passato il rendimento scolastico è sempre stato discretamente alto,ho dei buoni amici, però è come se mi mancasse qualcosa. La mia mente elabora sempre, i pensieri viaggiano a mille, e il mio umore si conforma in base al contenuto dei pensieri,anche se ultimamente sto notando che il mio stato d'animo è preventivamente "ansioso" e cupo quasi a sapere di doversi aspettare i pensieri negativi. Nell'ultimo anno ho pensato di avere qualsiasi tipo di malattia mentale, è come se avessi un’ ipocondria per le patologie della psiche, e questo non mi fa vivere tranquillo, ho pensato di essere depresso, affetto da disturbo bipolare, uno schizofrenico o un borderline ma la verità è che sostanzialmente penso di avere una forma d'ansia. Non quell'ansia da pre-esame, degli esami non me ne frega nulla, non mi sono mai preoccupato per queste cose, ho un' ansia riguardo a tutto ciò che concerne con la tragedia, ho paura di perdere il controllo, di impazzire o addirittura di compieri avventatamente gesti lesivi contro me stesso, non sono in grado di allontanare queste ossessioni, che non centrano nulla con me, dalla mia mente oppure lo faccio e queste ricompaiono poi si alleviano ma poi ricompaiono e si rialleviano, spariscono , poi è come se mi rendessi conto di vivere in una maniera troppo tranquilla e allora ricompaiono. Tutto ciò non mi sta facendo vivere al massimo, i momenti felici e spensierati non mancano ma son presenti quasi sempre quando sono in compagnia o impegnato a far qualcosa che mi occupi tempo, così col passare delle giornate è quasi come abbia sviluppato una riluttanza a voler star da solo, proprio per non incorrere in tali pensieri. Un altro mio dubbio che non mi lascia tranquillo è che questo problema, mi porti alla lunga ad uno stato depressivo, sempre che non l'abbia già fatto. So che la risposta più facile ai miei dubbi sarebbe quella di chiedere dal vivo un consulto psicologico, ma c'è qualcosa che mi blocca, non è tanto il condividere i miei problemi, anzi non mi vergogno a farlo con qualcuno che ne saprebbe sicuramente più di me, è che ho una spropositata paura di quale potrebbe essere il responso, di un'eventuale "ufficializzazione" di un problema che magari ho, ma che preferirei senza dubbio evitare ma soprattutto son consapevolmente un bigotto figlio di una generazione cresciuta nella stigmatizzazione della malattia mentale, che nel 2018 pensa ancora che avere una patologia psichica sia diverso dall'averne una fisica.
Grazie in anticipo per la risposta

[#1] dopo  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Caro Utente,

in effetti per avere una risposta deve farsi valutare di persona, perché da qui non possiamo raccogliere tutti gli elementi necessari per porre una diagnosi.

Quello che posso dirle con certezza è che questo tipo di pensieri:

"ho un'ansia riguardo a tutto ciò che concerne con la tragedia, ho paura di perdere il controllo, di impazzire o addirittura di compiere avventatamente gesti lesivi contro me stesso"

sono tipicamente ossessioni a contenuto aggressivo che, in ottica psicodinamica, possono derivare da pulsioni aggressive inconsce, delle quali lei cioè non è cosciente.
E' possibile che lei elabori con fatica le emozioni negative (in particolare la rabbia e la delusione/frustrazione) e che questo porti ad esprimere all'interno di pensieri ossessivi dei contenuti che altrimenti non riesce ad accettare.

Le suggerisco di rivolgersi a un mio collega senza aspettare che il quadro peggiori, soprattutto se le sembra che il tono dell'umore si stia abbassando.
E' molto giovane e se affronterà adesso il problema potrà riuscire a risolverlo molto più agevolmente di quanto farebbe aspettando ancora prima di rivolgersi ad un professionista.

Un caro saluto,
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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[#2] dopo  
Utente 514XXX

Buona sera dottoressa, grazie mille per la veloce risposta.
Non penso che il tono del mio umore abbia subito variazioni importanti, me ne accorgo dal fatto che ogni qual volta mi trovo in compagnia di amici o alle prese con qualcosa che mi occupa mi sento spensierato e felice, capace di divertirmi e di divertire, i problemi sorgono quando, da solo, mi trovo a rimuginare su pensieri ossessivi, ai quali riesco a dare risposte razionali ,che sembrano soddisfino i primi due minuti e poi basta, producendo cosi un loop di pensiero-risposta razionale che dura parecchio e dura da parecchio e il mio timore è quello di non riuscire più a tener testa a questi pensieri, fino a dargliela vinta, introiettandoli, introiettando di conseguenza anche il loro contenuto che tanto disprezzo e tanto odio. Poi quel che ancor di più mi causa disagio, è il non riuscire a esternare questo problema,se non su questo forum e in forma anonima. Ai miei genitori, al medico di famiglia e al mio migliore amico, che considero come un fratello, ho provato a parlarne ma sempre in maniera consciamente superficiale, vorrei dire che il motivo sia non farli preoccupare ,e anche se un po lo è, la ragione principale è che per ora non riesco a trovare il coraggio di tirar fuori questo problema.
Spero un giorno di riuscire a farcela,sento che mi sentirei molto meglio, e ultimamente l'impulso di farlo è sempre più forte, ma è un po come dal dentista, levarsi il dente del giudizio talvolta è utile e da sollievo,ma prima di farlo nessuno vuole la pinza in bocca

[#3] dopo  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Lei ha scritto questo:

"il mio stato d'animo è preventivamente "ansioso" e cupo quasi a sapere di doversi aspettare i pensieri negativi"

quindi si può pensare che il suo umore sia in parte influenzato dai pensieri che non riesce ad arginare.

In realtà per chiedere aiuto non è necessario che lei metta tutte le persone che le sono più vicine al corrente di quale sia esattamente il problema, anche perché non tutti capirebbero la sua sofferenza e il senso di quanto sta vivendo.

Non pensa che se facesse semplicemente presente il desiderio di parlare con uno psicologo chi le è vicino rispetterebbe la sua privacy?
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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[#4] dopo  
Utente 514XXX

Ha perfettamente ragione dottoressa e credo che alla fine farò esattamente così, devo guardare in faccia la realtà e vivere finalmente serenamente i miei anni, penso che comunque questo grande matassa in cui mi trovo l'abbia creata io stesso e sono arrivato al punto di rimanerne prigioniero.. Come ho già detto é da più di un anno che sto vivendo questa situazione, seppur al disagio che mi provoca ho alternato non pochi momenti positivi, ed é da più di un anno che ho infilato uno dopo l'altro una serie di errori eclatanti, e me ne rendo conto.
Son sempre stato estremamente curioso e voglioso di conoscere, e all'inizio, per provare a verificare cosa avessi, ho letteralmente abusato di internet per cercare di farmi una "cultura", che cultura non é, su quel che riguarda le varie patologie mentali, ma a volte l'ignoranza paga e potessi tornare indietro mi farei i fatti miei. Per fare un esempio se non avessi letto su 400 siti diversi di depressione e cosa quest'ultima comporti non mi porrei il problema di poterla eventualmente avere, ed ora é come se mi trovassi in uno step di una lunga scaletta della malattia e conoscendo i "passi" successivi, sapessi in anticipo di arrivarci.
Il dubbio che mi logora ultimamente é: "non é che questa lunga ossessione di poterla avere mi abbia portato ad averla realmente? Pensare troppo riguardo a cose che ti incupiscono alla lunga non ti rende cupo anche a te..?"
Molte ossessioni son riuscito a renderle dormienti non pensandoci e lasciandole scorrere tra le miriadi di altri pensieri, ma ne ho avute di tutti i colori e mi vergogno anche ad elencarne per lo sdegno e la vergogna che mi creerebbe il rileggere,
dico solo che mi hanno spaventato e non poco, paura di poter perdere il controllo e in un attimo d'abbassamento della guardia potersi far del male, anche in maniera definitiva. Le mie ossessioni riguardano prevalentemente questo e le varie situazioni e contesti in cui tutto ciò potrebbe accadere , so che non é il mio volere.. Ma sembra non avere importanza. Il pensiero e l'argomento suicidio lo considero talmente un taboo che ci ho messo 3 messaggi per riuscire a scriverlo, mi da fastidio anche solo avere ossessioni del genere e forse proprio perché lo consideró così terrificante, insolito ed esterno a me come pensiero, che questo si ripresenta e mi da un fastidio e una sofferenza enorme. La mia vergogna é quella di dover esternare questi pensieri, di esser considerato diverso.. Ma son consapevole che tali pensieri non rispecchino la mia volontà, per una ragione di causa-effetto sulla quale ho riflettuto pur non sapendo se sia attendibile ma che mi da sicurezza, ovvero: un depresso per la sua condizione può arrivare all'ideazione suicidaria,
ma per me vale esattamente il contrario, a me quello che mi rende triste ed eventualmente mi deprime é l'ossessione stessa,
Infatti io non sono depresso e conseguentemente faccio di quei pensieri, io sono felice o comunque in una condizione di normalità e quei pensieri che mi tartassano e non riesco a far passare, mi rendono estremamente triste con la paura di entrare nella spirale della depressione. E non più solo i pensieri stessi mi rendono teso e preoccupato, ma anche il pensiero di imbattermi senza volerlo in quei pensieri temuti, che ha il solo effetto di rispettare a pieno il contenuto stesso fino a farmici capicollare dentro. Quasi rido per la difficoltà che ho trovato (proprio a livello sintaticco) nel buttare giù tutto ciò che ho scritto.
So che sono stato molto prolisso e probabilmente confusionario, ma in questo modo non mi sono mai sfogato con nessuno, e la ringrazio per questo :), buona giornata.

[#5] dopo  
Dr.ssa Flavia Massaro

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e' importante che abbia messo "nero su bianco" il suo stato d'animo e il suo vissuto, che è condiviso da tutte le persone che soffrono per la presenza di pensieri ossessivi.
non è necessario che ne elenchi il contenuto, anche perché questo è piuttosto tipico (pur con qualche variante) e ciò che conta è, come le dicevo, il fatto che si possa ipotizzare la presenza di pulsioni aggressive inconsce che emergono alla coscienza in maniera automatica e incontrollabile attraverso tali pensieri.

in ottica psicodinamica, agendo su tali pulsioni i pensieri si "spegneranno" perché i contenuti che esprimono troveranno un'altra via di scarica e il fatto di rendere tali contenuti coscienti renderà a propria volta inutile il ricorso a tali sintomi (i pensieri ossessivi) per consentire loro di essere espressi.
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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