L'ansia può scaturire da questo contesto?

Buongiorno dottori.
Cortesemente vi vorrei porre una domanda: l'ansia per la propria figlia, paure immotivate o ingigantite possono derivare da un contesto familiare in cui vi è assenza di affetto fisico e verbale da parte del proprio marito?
Ho sempre paura per il benessere di mia figlia! Sono molto ansiosa e mi preoccupo spesso per le cose che concernono mia figlia. Sto cercando di darmi una spiegazione a questo mio modo di essere e forse, dico forse, penso sia dovuto anche al fatto di vivere accanto ad un uomo che non mi dimostra mai fisicamente o verbalmente il proprio amore. Ci tengo a sottolineare che so benissimo che lui mi ama, so bene che i fatti valgono molto di più e che lui è sempre stato così, sempre anche durante il fidanzamento. Inizialmente non davo peso a questa cosa, credo perché abitando ancora con la mia famiglia ci si vedeva meno e di conseguenza la mancanza di affetto fisico o verbale non mi pesava ( la ricevevo da mia madre). Adesso però ci sto male...mai un bacio, mai una carezza, mai un abbraccio, mai una presa di mano, mai un ti amo. Con nostra figlia invece è dolcissimo, la chiama sempre amore, cucciola, amore di papà e la riempie di baci e di attenzioni. I momenti intimi vanno benissimo, però anche in quel contesto non mi dice mai ti amo. Sono io a dirglielo e chiedergli mi ami? E lui risponde "anche io ti amo".
Boh...forse sto cercando un capo espiatorio o forse ho centrato in parte la causa di questo mio malessere? Sono perennemente in ansia e mi preoccupo sempre per mia figlia...ultima quella di aver trovato il biberon graffiato, benché lo cambi ogni 4 mesi... però temo che il biberon di plastica graffiato posso essere stato tossico. Mia figlia ha 20 mesi e prende il latte artificiale da 8 mesi e finora ne ho cambiati tre di biberon.
Sono stanca ed esausta e mi sto rovinando l'esistenza. Grazie dell'attenzione.
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Dr.ssa Giselle Ferretti Psicologo, Psicoterapeuta 615 14 24
Gentile signora,
l'ansia si divide in buona e cattiva: quella buona serve per attivarsi in situazioni in cui sono necessarie maggiori risorse, quindi è un'ansia buona perché ci dà la giusta carica. L'ansia cattiva invece è quella che parte bene, ovvero darci la carica, ma poi raggiunge livelli così elevati che anziché aiutarci, ci blocca e ci fa fare peggio. L'ansia cattiva è sempre multifattoriale, significa che deriva da tante cause (familiari, sociali, biologiche) e può avere una goccia che fa traboccare il vaso, per cui c'è una cosa che ci fa stare male e da lì parte un'ansia incontenibile.

Una figlia piccola è una situazione molto impegnativa da gestire, se lei si sente un po' sola nella gestione, e un po' sola affettivamente, è possibile che si attivi un po' troppo il senso di pericolo dentro di lei e che questo la porti ad agire in modo un po' troppo apprensivo.
Le mie sono solo ipotesi.
Potrebbe aiutarla molto una consulenza psicologica dal vivo con un nostro collega psicologo per chiarire bene tutta la sua situazione.
A volte è sufficiente un solo consulto per chiarirsi e tranquillizzarsi.

Cosa ne pensa?

Un caro saluto,

Dott.ssa Giselle Ferretti Psicologa Psicoterapeuta
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dopo
Utente
Utente
Dottoressa Ferretti, grazie molte della celere risposta. Sicuramente la persona che si occupa principalmente della gestione di mia figlia sono io, ovvero la mamma. Mio marito è molto presente, non potrei affermare il contrario, ma essendo io la mamma è normale che moltissime cose vengano gestite da me. È la mia prima figlia e non nego di essere ansiosa già ai tempi della gravidanza quando mi fissavo sulla paura di poter prendere infezioni pericolose che avrebbero potuto danneggiare la bimba ( toxoplasmosi e citomegalovirus). Pensavo che con la nascita della bambina le cose potessero cambiare ed invece no, forse sono peggiorate. Qualsiasi cosa faccia, qualsiasi cosa sbagliata, mi sento profondamente in colpa nei confronti di mia figlia. Sono molto apprensiva e la qualsiasi cosa mi fa stare male...le faccio alcuni esempi: lunedì scorso siamo andati a cena fuori ed abbiamo cenato all'aria aperta. Io mi sono tormentata perché la bambina aveva la maglietta sudata (nel seggiolone della macchina suda) e mi sono presa di paura e di colpe perché non avevo portato una maglia di ricambio. Da premettere che comunque la bambina aveva un coprispalle più un piumino leggero.. fortunatamente non le è venuta la febbre, ma se le fosse venuta mi sarei maledetta! Altro esempio: Ogni 4 mesi, come le dicevo, cambio il biberon di plastica per il latte. Ieri sera mi sono accorta essere abbstanza graffiato, sia per l'usura, e sia perché per rimuovere i biscotti all'interno del biberon l'ho pulito con il manico della forchetta in acciaio. Sicuramente questo avrà contributo a danneggiarlo...e mi sento in colpa perché temo che sia potuto succedere qualcosa. Ennesimo es: Due settimane fa ho portato mia figlia al mare. Nella parte alta del piede le ho trovato una feritina. Ho avuto paura benché mia figlia sia sempre stata con le scarpette di mare e in un lido balneare quindi in teoria la spiaggia dovrebbe essere pulita. Dottoressa potrei farle altri mille esempi...ogni giorno così...ed io ci sto male, parecchio male. Mio marito è presente in tutto, però è stanco di queste mie paure e dice che continuando così faccio crescere nostra figlia nell'ansia. Io mi sento sola affettivamente...non ricevo mai un bacio, mai una carezza, mai un abbraccio. Secondo me tutto questo influisce ma forse sto solo cercando una scusa.
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Dr.ssa Giselle Ferretti Psicologo, Psicoterapeuta 615 14 24
Crescere un figlio è difficilissimo e sono certa che lei stia facendo tutto il meglio per la piccola.

Più che la mancanza di affetto di suo marito, mi sembra che lei abbia bisogno di sentirsi rassicurata che sia una brava mamma. Sono certamente importanti le rassicurazioni esterne, ma è ancora più importante quello che lei pensa di se stessa.

Succede anche una cosa strana quando si diventa genitori: si riattivano tutte le nostre paure infantili (ad esempio "non sono abbastanza brava") e si mettono in atto automaticamente alcuni comportamenti, modi educativi, che abbiamo subito nell'infanzia. Questo è normale, non c'è un modo unico e perfetto di essere genitori, così si mette in pratica quello che si è vissuto.
Lei è una brava mamma perché ha capito che c'è qualcosa di eccessivo nel suo comportamento verso sua figlia, ha provato a darsi una spiegazione ("mio marito non mi dà abbastanza affetto") ma ha anche capito che si tratta di una scusa.
E' lei che non si dà abbastanza affetto e fiducia nelle proprie capacità, nessuno può farlo al posto suo.
E poi, se sente di diventare troppo ansiosa e anche il marito lo riconosce, lasci gestire la bimba a lui, completamente. Farà del suo meglio sicuramente, e forse capirà un pò meglio il suo disagio (è più facile consigliare che fare e starci nelle situazioni) e lei sarà un pò sollevata.

Se sente di non farcela da sola, a superare le sue difficoltà, non esiti a cercare una consulente psicologa per confrontarsi meglio.

Cari saluti,

Dott.ssa Giselle Ferretti Psicologa Psicoterapeuta
www.giselleferretti.it
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dopo
Utente
Utente
Dottoressa la ringrazio di cuore. Ha perfettamente ragione in tutto. Vorrei tanto fare una prova, come dice lei, ad affidare la gestione di mia figlia totalmente a mia marito... ovviamente solo per un paio di giorni, giusto il tempo di fargli capire quanto sia difficile il ruolo di mamma. Sicuramente sono ansiosa e sbaglio...ma essere mamma è difficilissimo, soprattutto quando si è alle prime armi! Ci sono tante responsabilità. Io non mi riferisco alle responsabilità importanti di cui, fortunatamente, mi sento abbastanza forte, parlo di quelle responsabilità "banali" che vivo solo io nei confronti di mia figlia...come nel caso della maglietta di ricambio che sbadatamente ho dimenticato di portare. Se avesse pensato per una sola volta mio marito ad organizzare il borsone per l'uscita quella sere della cena avrei avuto sempre paura che mia figlia si potesse ammalare, ma almeno non mi sarei sentita in colpa...ecco questo vorrei...la ringrazio di tutto dottoressa.
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Dr.ssa Giselle Ferretti Psicologo, Psicoterapeuta 615 14 24
Sono contenta di esserle stata utile.
Spesso sono le mamme che faticano un po' a lasciare il controllo e ad affidare la gestione dei piccoli ai papà. Molli il controllo, il papà vuole il meglio per sua figlia, proprio come lei. Farete le cose in modo diverso e questa è una ricchezza per tutta la famiglia.
Lei ha diritto a vivere serenamente la condizione di mamma, così come sua figlia sarà più serena nel vedere la propria mamma serena e sorridente.
Dimentica la magliette di ricambio? Non succede nulla! Non morirà di freddo né di caldo. Si fa una risata lei, e la bimba la seguirà d'istinto.
I bimbi non hanno bisogno di genitori perfetti, ma di genitori sereni e pieni di amore, per sé stessi in primis, e quindi per i propri cari.
Giocate in famiglia e scambiatevi amore.
Un caro saluto signora

Dott.ssa Giselle Ferretti Psicologa Psicoterapeuta
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