Bambina 2 anni e mezzo ingestibile

Salve, Mia figlia ha poco più di 2 anni e 1/2 e stiamo affrontando un periodo difficilissimo.
Non è mai stata tranquilla ma ora siamo veramente stanchi, soprattutto psicologicamente e non sappiamo come aiutarla. Da poco è nato il fratellino, che lei adora, ma le difficoltà c’erano anche prima.
capisco il periodo dei 2 anni è complicato, ho letto molto a riguardo, ma mi sento giù di morale perché le stiamo provando TUTTE.
Tutto è una guerra in casa nostra, piango di continuo e purtroppo mi comporto male anche verso mia figlia perché spesso urlo e so che non serve a nulla. abbiamo sempre provato a parlarle, a spiegare le cose, ad essere comprensivi. nulla serve.
Ho provato a darle sempre una scelta.
Es: non le dico di mettere le scarpe, ma le dico vuoi mettere queste scarpe o queste? La sua risposta è sempre no. Piange per ogni minima cosa. Ho cercato di non farglielo pesare dicendole di piangere se ne ha bisogno e che tutti piangono, ma mi chiedo se ora sia veramente troppo questo suo lagnarsi per ogni cosa. Capisco la frustrazione, i sentimenti che prova, non è facile alla sua età avere a che fare con tutte queste emozioni. Ma è veramente stancante. Da quando si sveglia è una lotta per OGNI SINGOLA cosa. Lavarsi i denti, vestirsi, pannolino.
Ho provato a lasciar andare, ad ignorarla e a dirle che se non vuole vestirsi può anche non farlo e che devo uscire lo stesso. Non funziona. Ho provato a darle del tempo (tra 5min cambiamo il pannolino) mi dice di si e poi non vuole. Ho provato a farle mettere a lei il timer. Niente.
Ho provato anche a dirle è ora di cambiare il pannolino. Tra 5min se non vieni tu, ti prendo e te lo cambio.
Urla come se la stessi uccidendo.
So che lo fa per metterci alla prova anche, per vedere le nostre reazioni ma non so come rispondere. Mi chiede l’acqua, gliela do e mi dice che non la vuole. Mi dice che non vuole la coperta, le dico ok e poi piange dicendomi che vuole la coperta, se le dico di no invece piange lo stesso. Anche quando ha forti scatti d’ira cerchiamo di non farglielo pesare.
Le ripetiamo che ci siamo, che l’amiamo e poi dopo quando la situazione é calma proviamo a parlarle, ma lei spesso neanche ascolta.
Forse dovremmo cominciare con le punizioni?
Abbiamo provato un paio di volte a toglierle dei giochi ma non le importa nulla.
Ora ha cominciato anche a darci calci e schiaffi. Spesso si rende conto di aver sbagliato e viene a chiedere scusa. È spesso molto affettuosa con noi.
All’asilo è una bambina tranquilla. si prende cura dei bimbi più piccoli ed è dolcissima. Quando è ora di dormire dorme mentre a casa è una lotta. Per questo mi dico che stiamo sbagliando noi. Mi sento in fallimento e mi vergogno di pensare che spesso non sopporto mia figlia.
non cerco un modo per cambiarla, ha la sua personalità ed ogni individuo è difficile a modo suo, ma vorrei un consiglio per capirla e fare in modo che sia lei che la nostra famiglia sia più serena.
Questa cosa mi sta distruggendo perché se fa così è chiaramente infelice. Grazie di cuore
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Dr.ssa Sabrina Germi Psicoterapeuta, Psicologo 24 1 1
Gentile paziente,
mi dispiace per la situazione difficile che come genitori Vi trovate ad affrontare.
Le consiglio di chiedere una consulenza psicologica, se riesce a trovare uno psicologo con una doppia formazione anche in pedagogia o nell'età evolutiva meglio.
L'intervento che probabilmente Vi sarà proposto, dopo un'analisi sistemica, del contesto, sarà indiretto finalizzato ad affrontare le difficoltà manifestate dalla bambina.
La sfida sarà tradurre in una modalità comunicativa comprensibile per la bambina la strategia individuata, ad esempio in alcune situazioni si utilizza il racconto di fiabe costruite ad hoc da agire insieme al bambino, una tecnica definita "il pupazzo che piange e ride".
A disposizione,
cordiali saluti. dr. Germi

Dr.ssa Sabrina Germi
Psicologo Clinico e Forense
Psicoterapeuta Breve Strategico
Pedagogista dello sviluppo e Mediatore Familiare

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Dr.ssa Francesca Colomo Psicologo 18 3
Gentile mamma, mi spiace per i vissuti di stanchezza e inadeguatezza che riferisce. Da ciò che scrive mi arriva una grande attenzione alla sfera affettiva della sua bambina infatti le avete sempre parlato fornendole delle spiegazioni, di fronte agli scatti d'ira le esprimete la vostra presenza posticipando il momento di confronto, le fornite opzioni di scelta e avete studiato delle strategie, come ad esempio quella del timer, per passare ad altre attività. Trovo siano tutte modalità adeguate del prendersi cura e anche se nell'immediato sembrano non portare a dei risultati, state coltivando rispetto ed empatia offrendo un importante modello educativo.
Ogni famiglia è unica e trattandosi di un sistema, per meglio conoscere le dinamiche relazionali che si verificano all'interno, sarebbe necessario esplorare nel dettaglio diversi aspetti del trascorso di ciascun individuo che la compone e la qualità delle interazioni. Detto ciò, le offro alcuni spunti di riflessione sulla base delle info che lei ci ha fornito. Indica che è arrivato un fratellino: se pur la bimba con lui si comporti amorevolmente, potrebbe essere fisiologico che viva emozioni di gelosia che non andrebbe negata o minimizzata, piuttosto potrebbe essere utile sostenerla nel riconoscerla e attribuirne un significato, accompagnandola nello sperimentare i nuovi equilibri. Mentre i genitori hanno a disposizione il tempo dell'attesa per proiettarsi nella novità, per i bambini e le bambine la consapevolezza e l'accettazione verranno sperimentate nella quotidianità. Non conosco come la vostra famiglia ha gestito con la bimba questo passaggio evolutivo, per cui qualora voglia fornire ulteriori informazioni, sarò lieta di proporvi eventuali suggerimenti.
Considerata la riferita lotta per ogni singola cosa, avete una routine relativa alle attività della giornata? Creando dei ritmi prevedibili, è possibile fornire stabilità e sicurezza, aiutando la bambina a prevedere e programmare ciò che accadrà. Inoltre prevedere momenti definiti per i pasti e il riposo riduce la possibilità che stanchezza e fame eccessive possano influenzare negativamente i comportamenti. Come curate il momento del lavaggio denti? Lo può fare autonomamente? In questa fase evolutiva, spesso i bambini e le bambine vogliono fare tutto da soli, quindi offrir loro la possibilità di sperimentarsi può essere una strategia per gratificarli e far vivere molte situazioni con serenità . Per il cambio dei vestiti avete una cesta dove lei possa riporre la biancheria sporca? Ha la possibilità di accedere all'armadio/cassettiera e scegliere personalmente cosa indossare? Quando si oppone al cambio abbigliamento, avete provato a spostare l'attenzione sul fatto di doversi vestire stando su qualcos'altro Ad esempio raccontarle una storiella su un decoro dell'indumento? (Guarda, c'è la rana della maglietta che vuole saltare nel tuo pancino, prendiamola subito così non scappa). Quando le avete detto che poteva non vestirsi e che lei sarebbe uscita comunque, voi genitori credevate davvero in questa affermazione? E' comprensibilissimo tentarle tutte quando si cerca di trovare un equilibrio, ma rifletta sul fatto che proporre qualcosa che effettivamente non può essere fattibile, comporta la perdita di credibilità nel momento in cui non ottenendo il risultato sperato, diventa necessario rimangiarsi quanto detto. Forse potrebbe essere più utile offrirle la possibilità di posticipare il momento del cambio dei vestiti mentre voi genitori vi preparate o sbrigate le ultime cose, chiedendole di comunicarvi quando è pronta per farlo. Va ovviamente contemplata anche la possibilità che non vi dica di essere pronta e a quel punto, userei la strategia da lei indicata: "tra cinque minuti dobbiamo cambiarci per uscire", ma sostituirei il concetto di tempo con eventi concreti: "dopo aver rifatto il letto e messo lo zainetto vicino alla porta andiamo in camera a cambiarci". A questa età lo scorrere del tempo è un concetto troppo astratto. Relativamente al pannolino, avete valutato la possibilità di un passaggio al vasino? Le lasciate la possibilità di esprimere i suoi no e fare in modo che rimangano tali? La coinvolgete nelle mansioni quotidiane come apparecchiare, svuotare la lavastoviglie, riordinare? Spesso attraverso il gioco queste attività risultano coinvolgenti e pongono le basi per una collaborazione reale e in serenità. Quanto spesso avete la possibilità di vivere spazi all'aperto? Stare a contatto con la natura rilassa, distoglie dalle tensioni e offre molteplici occasioni di sperimentazione.
Il fatto che all'asilo, le educatrici vi rimandino dei comportamenti adeguati non significa che ciò che succede a casa sia da attribuire a una vostra inadeguatezza, considerato invece che la serenità nei contesti esterni è in parte spiegata anche dalle solide basi relazionali sperimentate con le figure significative. Solitamente in questa fase di affermazione, i bambini tendono ad opporsi principalmente con i genitori sentendosi totalmente liberi di esprimersi e al contempo sentendo la necessità di differenziarsi esprimendo la propria autonomia. È ampiamente dimostrato che le punizioni non hanno effetti correttivi dei comportamenti piuttosto l'effetto che sortiscono spesso risulta essere l'opposto rispetto a quanto desiderato. Forse è più impegnativo, ma è importante ragionare sul fatto che con il sistema di premi e punizioni i comportamenti vengono modellati sulla base di cosa desidera l'adulto e nel lungo periodo non permettono la possibilità di sperimentare la responsabilità delle proprie azioni. Preferibile spiegare loro cosa ci piace e cosa no, trovare uno spazio di negoziazione, nominare le nostre e le loro emozioni, evitare sempre le etichette spiegando come un determinato comportamento ci fa sentire (es: mai dire mi hai morso quindi sei monella, piuttosto: se mi dai un morso non mi piace, mi fai male).
Rispetto alla sua frase non cerco un modo per cambiarla, ha la sua personalità .. ma vorrei un consiglio per capirla. Trovo molto profonda questa sua considerazione, mi rimanda a dei valori che come professionista condivido spesso nei percorsi con le famiglie: accoglienza, rispetto e pari dignità. Pur abbracciando tali concetti, spesso applicarli nella quotidianità non è così automatico, diventa faticoso e la stanchezza e la sfiducia possono prendere il sopravvento. Ma già aver chiaro chi vogliamo essere, e in quali valori crediamo ci fornisce la cornice di riferimento su cui basare le nostre azioni, concedendoci anche la possibilità di sbagliare.
Un saluto

Dr.ssa Francesca Colomo

[#3]
dopo
Utente
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Gentile Dottoressa Colomo,
Grazie per la sua gentile e dettagliata risposta. L’arrivo del fratellino sicuramente non è stato e non è un momento facile da gestire, ovviamente anche per noi che accusiamo la stanchezza. Abbiamo cercato sin da subito di concentrarsi più su di lei che sul neonato. Ho cercato di passare del tempo sola con lei. Di coinvolgerla nel cambio pannolino/bagnetto ecc. La notte si sveglia e vuole venire nel nostro letto visto che il fratellino dorme accanto a me e, sicuramente sbagliando, glielo lasciamo fare. Quando le diciamo di fare piano con il fratellino o spiegarle che qualcosa è sbagliato di solito sgridiamo anche lui (es. se diciamo a lei di fare piano lo diciamo anche a lui). Le abbiamo cambiato il letto per dare quello vecchio al fratellino ma lo abbiamo fatto con mesi di anticipo e lo abbiamo lasciato vuoto nella sua camera così che lei non si senta cacciata da suo per colpa del fratellino. Tutte piccole cose che abbiamo studiato e che a questo punto non so se veramente siano utili.
A volte dopo che piange e si arrabbia ci chiede scusa o ci chiede se le vogliamo bene. Noi le diciamo sempre di si e la abbracciamo, le diciamo che è tutto ok e che noi ci siamo, anche se questo dovesse succedere subito dopo un momento di grande ira. Crede che questo chiedere se le vogliamo bene sia sintomo di ansia di non essere amata sempre e comunque? Noi spesso quando scherziamo le chiediamo mi vuoi bene? , ma lo facciamo scherzando e non vorrei che questo la stia influenzando negativamente. Io sono cresciuta in un ambiente dove non si comunicava il volere bene e quindi lo dico spesso a mia figlia.
Per quanto riguarda il vasino avevamo iniziato ad introdurlo circa un anno fa. L’avevamo messo in bagno e quando lei era incuriosita lo abbiamo provato. All’inizio è andata molto bene ma non abbiamo mai fatto forza. Abbiamo sempre fatto scegliere lei. Ora non vuole assolutamente provarlo. Anche all’asilo si rifiuta ma in accordo con le maestre nessuno le fa pressione. L’abbiamo coinvolta anche nell’acquisto di un nuovo vasino colorato. Ogni volta le chiedo se vuole usarlo ma dice di no. Mi chiedo se sto sbagliando anche qui e dovrei cominciare a metterle qualche pressione.
Proverò sicuramente a mettere in pratica i consigli preziosi che lei mi ha dato.
Purtroppo A volte non è facile, la nostra famiglia vive lontano e gestiamo tutto soli. Sicuramente mi faccio tanti problemi anche per cose minori ma vorrei soltanto donarle degli strumenti per vivere la sua vita con serenità.
Grazie ancora per il suo sostegno.
[#4]
Dr.ssa Francesca Colomo Psicologo 18 3
Gentile signora,
grazie a lei per averci riscritto.
Trovo che il desiderio di voler fornire a sua figlia gli strumenti per vivere con serenità rappresenti la possibilità di porvi sempre in una condizione di crescita. Spesso con i bambini e le bambine "ciò che andava bene ieri non andrà bene domani" e sono necessarie grandi capacità di adattamento e flessibilità.

Da ciò che riferisce in merito all'arrivo del suo secondo figlio, sembrerebbe che abbiate curato con attenzione questa importante fase per la vostra bambina. E' importante supportarla per accettare una situazione diversa, evitando rimandi al fatto che sia tutto come prima, così che i cambiamenti possano essere compresi e accettati nel tempo. Sento di suggerirle che più che "sgridare" potrebbe essere utile "accompagnare", l'obiettivo è lo stesso ma è differente la modalità. Rispetto all'accoglierla nel lettone, sempre che per voi non rappresenti un problema, le ricerche non mettono in evidenza alcuna controindicazione, piuttosto evidenziano come la vicinanza e il contatto forniscano le basi per la sicurezza e l'indipendenza futura.

I bambini e le bambine apprendono tantissimo per imitazione: il fatto di chiedervi spesso conferma rispetto al volerle bene potrebbe essere riconducibile all'imitazione del vostro modo di scherzare, ma come indicato nel precedente consulto, sarebbe necessario conoscere nello specifico diversi elementi che non sono valutabili attraverso il consulto on line.

Relativamente all'utilizzo del vasino, così come per altre aree riguardanti il percorso di crescita, ritengo che "mettere delle pressioni" difficilmente porti ai risultati sperati, piuttosto prendere delle decisioni e porsi come guide coerenti, anche restando nelle difficoltà, possa essere la strada più funzionale per delle buone relazioni familiari.

Nella speranza di averle offerto ulteriori spunti di riflessione, le porgo cordiali saluti.

Dr.ssa Francesca Colomo

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