Riuscirò mai a migliorare?

Inizio premettendo che la psicoterapia già l ho fatta per un bel periodo di tempo qualche anno fa, conclusasi da parte mia perché avevo la percezione (del tutto personale sia chiaro) che non mi avesse più nulla da dare, nel senso che avevo raccontato praticamente tutto di me e la psicoterapeuta non poteva essermi più molto d'aiuto a mio avviso: così decisi di interromperla definitivamente.

Premesso questo, non so se già ti ho detto che x diagnosi ufficiale risulto schizoaffettivo (disturbo bipolare+delirio paranoideo) e sospetto fortemente di essere DOC, tantè che il mio attuale psichiatra della cassa mutua mi ha segnato il tolep, per le ossessioni.

Più che ossessioni, però, le le definirei più che altro fissazioni, o al massimo ossessioni astratte, nel senso che sono rivolte più che altro a paranoie assordanti ed ossessive verso il confronto/paragone con gli altri.

Questo è ciò che mi logora più di tutto e mi abbassa terribilmente l autostima.

Idealizzo e mi metto costantemente in competizione con qualsiasi persona incontri sul mio cammino, che sia un amico un familiare o una persona a cui voglio bene, o che sia un semplice sconosciuto.

Finché si tratta di sana competizione penserà lei non ci sono problemi, ma in questo caso parlo di competizione ossessiva verso il mio prossimo, che considero sempre rivale nella comunicazione verbale e le abilità cognitive e sociali.

Esempio pratico: se il mio pratico dice una cosa "azzeccata" o "intelligente" su un argomento, io mi deprimo pensando dentro me perché quella cosa invece non lho pensata io e non lho detta io, rimuginandoci ossessivamente sù per tutto il tempo e addirittura sperando che non ne dica più di cose "azzeccate" o "intelligenti" su un qualsiasi argomento esso sia.

Sto prendendo tolep da 2 settimane per questo (lo psichiatra mi ha detto che avrebbe fatto effetto dopo 10 giorni) ma non sento nessun effetto positivo né nessun cambiamento riguardo questa particolare ossessione/fissazione.

Io mi sono fatto un'idea a riguardo: questo dipende dalla capacità di allenamento e conoscenza delle cose e delle varie dinamiche sociali, e visto che io fino a poco tempo fa praticamente nemmeno uscivo di casa, non ho ancora sviluppato le giuste conoscenze/competenze per affrontare argomenti articolati.
Infatti quando si parla di argomenti semplici o del più e del meno le voglio far notare che apparentemente sembra quasi che sia sul pezzo, quando però la conversazione si sposta su una questione più specifica, articolata o complicata, non sono per me è come se fosse arabo (non riuscendo nemmeno con l immaginazione a interpretare ciò che mi sta dicendo il mio interlocutore perché mai vissuta quella cosa), ma faccio proprio difficoltà a comprendere il senso e il significato di ciò che mi si voglia dire, tant'è che spesso ho creduto di essere addirittura tardo Finché non mi è stato categoricamente escluso dai medici che avessi un ritardo nell'apprendimento.
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Dr. Alessio Fogliamanzillo Psicologo 372 4
Buon pomeriggio,


Certamente il mio primo consiglio sarà quel che sa già, ovvero di riprendere la terapia, se non con la stessa persona può scegliere un diverso collega. Non è cosa assurda che il particolare orientamento della sua ex terapeuta non l'abbia messa nelle condizioni ottimali per completare il suo particolare percorso ed è buona idea provare con altri piuttosto che rinunciare

Ciò premesso, noto che ha descritto la sua situazione ma non ha espresso chiaramente una richiesta

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