Utente 282XXX
Buongiorno, ho 47 anni e al controllo annuale che faccio di routine mi hanno trovato due noduli sospetti che si sono rivelati:
su una mammella un carcinoma duttale invasivo non speciale, G1 ben differenziato, dimensione massima 2 cm, her2 negativo, recettori estrogeno 98%, recettori progesterone 98%, indice di proliferazione Ki67 10%,
e sull'altra mammella un carcinoma duttale invasivo non speciale, G1 ben differenziato, dimensione massima 0,5 cm, her2 negativo, recettori estrogeno 100%, recettori progesterone 100%, indice di proliferazione Ki67 3%.
Non sono fumatrice, non ho parenti di primo o secondo grado che abbiano avuto tumore al seno o alle ovaie, ho avuto il menarca a 12-13 anni, ho allattato a lungo e ho usato la pillola anticoncezionale per una decina d'anni, non continuativi.
Entrambi i tumori sono già stati tolti, il primo con quadrantectomia e controllo del linfonodo sentinella (risultato negativo), il secondo con nodulectomia. Ora è necessario un secondo intervento per rivedere i margini in entrambe le mammelle e per analizzare l'altro linfonodo sentinella.
Tuttavia, il fatto di aver sviluppato contemporaneamente due tumori, mi fa pensare anche ad una mastectomia bilaterale. La chirurgia conservativa, che risolverebbe senz'altro bene i due problemi di oggi, mi lascerebbe però gran parte delle ghiandole mammarie e ho il timore che possano sviluppare in futuro nuovi tumori. Certamente con una mastectomia mi sentirei più sicura per il futuro, ma mi chiedo se sia un intervento troppo drastico visto il quadro. D'altronde procedendo oggi con la quadrantectomia bilaterale e la conseguente radioterapia, se in futuro emergessero nuovi problemi e fosse necessario ricostruire il seno, l'impianto di protesi sarebbe più complicato.
Il mio medico ha suggerito la quadrantectomia bilaterale come prima scelta, ma non è contrario alla mastectomia bilaterale, che comunque, mi ha spiegato, non azzererebbe il rischio. Mi ha descritto bene i pro e i contro dei due interventi e mi ha lasciata libera di decidere, in base a quello che mi fa stare più tranquilla e più in pace con il mio corpo.
Capisco che alla fine dovrò essere io a decidere, ma chiedo se possibile un vostro parere, grazie.

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Ha esposto bene il problema.

Nel suo caso piu' che da un oncologo chiederei un supporto psicologico per decidere l'opzione disponibile.

Tenendo conto che non esistono linee guida da applicare in tutti I casi.

Legga

https://www.medicitalia.it/news/senologia/3426-effetto-angelina-jolie-oroscopo-genetico-rischio.html

Occorre un volume e forse non basterebbe per correggere alcuni suoi pregiudizi su questa malattia derivati probabilmente da una esplorazione senza guida di informazioni sulla rete.

Le suggerisco un differente approccio alla malattia, perché di cancro si guarisce, ma è più difficile guarire dalla seconda e più grave malattia che si accompagna ad esso : la paura del cancro !

Di questo ci occupiamo da anni nel mio blog RAGAZZE FUORI di SENO,

https://www.medicitalia.it/news/senologia/7376-blog-terapia-convegno-nazionale-ragazze-seno.html

in cui e' possibile correggere molti dei suoi pregiudizi su ereditarieta', prevenzione, e soprattutto PAURE.

Se lo desidera (si presenti con un nome, anche fasullo) e dica pure che l'ho invitata io, cosi' puo' saltare tutti i preamboli ed entri nel nostro blog delle RAGAZZE FUORI DI SENO e potra' confrontarsi con esperienze analoghe
..
RIASSUMA la sua STORIA della mamma e parli delle SUE PAURE senza remore.....


VA BENE COME BASE IL COPIA-INCOLLA DI QUESTO CONSULTO ...e posti pure su

https://www.medicitalia.it/spazioutenti/forum-rfs-100/come-si-calcola-il-rischio-reale-per-il-tumore-al-seno-44-1077.html

Tanti saluti
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com