psa in aumento dopo prostatectomia: cosa significa?

Gent.
mi Dottori
Ho 57 anni e sono stato operato 6 anni fa (prostatectomia radicale robotica nerve sparing).

Zona posteriore paramediano/posterolaterale destra subequatoriale e equatoriale.

pT2 pNx.

Neoplasia 3% del volume prostatico.

Gleason 3+4 pattern 4<10%.

Margini indenni.

Invasione perineurale scarsa.


Neoplasia piccola quindi, pattern 4 solo 10%, intracapsulare.

Mi hanno tutti molto rassicurato
Ho sempre avuto psa nell'ambito dei centesimi, ultima misurazione 18 mesi fa 0, 01.

Oggi ritiro analisi e leggo 0, 14... Sinceramente non me lo aspettavo vista anche la tipologia di tumore e le dimensioni.

Come lo devo interpretare?
Cosa sta succedendo?

Ringrazio.
Dr. Paolo Piana Urologo 50.8k 2k
È convenzione comune oggigiorno iniziare a considerare l’ipotesi di una ripresa biochimica di malattia quando il PSA supera il valore di 0,2 ng/ ml. Per valori inferiori non viene considerato opportuno effettuare accertamenti o terapie specifiche. In questo momento non abbiamo altro da consigliare se non continuare a controllare il PSA in modo non maniacale, ogni 4-6 mesi circa.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/

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Utente
Utente
La ringrazio per la sua consueta gentilezza e disponibilità.
Le sarei grato se, considerando la mia situazione clinica, potesse azzardare l'ipotesi più probabile che giustifichi questo innalzamento. Sono un po ansioso.....
Grazie
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Dr. Paolo Piana Urologo 50.8k 2k
Abbia pazienza, ma non si può chiedere ad un medico di - azzardare - ipotesi! Il nostro impegno è quello di fare riferimento solo a dati oggettivi, anche proprio per evitare di seminare inutili ansie.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
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Utente
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Ha ragione. Pensavo che in base alla casistica ed ai miei dati clinici si potesse esprimere se una recidiva può risultare rara o probabile. La ringrazio tantissimo
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Dr. Alessandro Sciarra Urologo 795 42
Buongiorno,
parliamo della gestione importante postoperatoria di un paziente che ha eseguito una prostatectomia radicale per tumore della prostata.
I controlli si basano principalmente e primariamente sui valori del PSA totale che, avendo rimosso completamente la prostata, diventano piu' attendibili nel indicare l'assenza o la presenza di una persistenza di malattia.
L'esame istologico mostrato e' sicuramente favorevole e puo' fare pensare ad una elevata probabilita' di aver rimosso la prostata in una fase precoce con un tumore ancora localizzato e limitato alla ghiandola.
Nonostante l'esame istologico favorevole ( tumore localizzato e margini chirurgici negativi), esistete un rischio non elevato che alcune cellule tumorali siano comunque uscite prima dell'intervento e residuino nel paziente. Queste cellule , se presenti, producono PSA che e' quindi in grado di rilevarne la presenza e la loro eventuale progressione. Possono rimanere ferme per anni, con valori di PSA totalei nella norma e progredire anche dopo 10 anni dall'intervento.
Questa e' la ragione per la quale, anche se l'esame istologico dopo prostatectomia radicale indica un tumore localizzato e con margini chirurgici negativi, il paziente deve eseguire ad intervalli regolari la determinazione del PSA totale, con una frequenza variabile da caso a caso in genere ogni 2-3 mesi all'inizio e poi progressivamente ogni 6 o 12 mesi.
Il valore normale del PSA totale dopo prostatectomia radicale deve rimanere inferiore a 0.20 ng/ml.
I valori che generalmente ci attendiamo mantengono il doppio zero dopo la virgola ed un aumento del PSA totale da 0.01 a 0.14 ng/ml puo' fare sospettare una progressione di malattia .
Per prima cosa bisogna essere sicuri della validita' del laboratorio nel dosaggio di queste minime quantita'. Se confermato il valore comunque non bisogna eseguire nessuna terapia e non ulteriori accertamenti per questi valori.
Se il PSA totale continuera' a salire e raggiungera' i 0.20 ng/ml allora si dovra' parlare di progressione biochimica di malattia e dovra' essere eseguita una radioterapia esterna prima che il valore superi 0.40 ng/ml ( o la validita' della radioterapia esterna sara' minore se eseguita a valori oltre 0.40 di PSA ).
Difficilmente un controllo radiologico riuscira' a evidenziare qualcosa ( PET TC con PSMA e RM multiparametrica della loggia prostatica) ma questo non significhera' che non ci sia una progressione di malattia da trattare ma solo che in fase ancora non evidenziata radiologicamente.
E' un errore non eseguire una radioterapia della loggia prostatica al rialzo del PSA se la PET risulta negativa come e' un errore eseguire terapie per valori di PSA che non raggiungono ancora 0.20 ng/ml.

Prof Alessandro Sciarra
Professore Prima Fascia Urologia
Chirurgia Robotica
Gruppo Multidisciplinare Tumore Prostata
Universita' Sapienza di Roma
https://alessandrosciarra.it

Prof. Alessandro Sciarra
Prof I fascia Universita' Sapienza di Roma
Specialista in Urologia-Chirurgia Robotica
alessandro.sciarra@uniroma1.it

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