Utente 292XXX
Buomgiorno,scrivo per una indicazione. A seguito di calcolosi renale ed in previsione di un intervento ho eseguito una ecografia.
Il referto ecografico, in sintesi è:rene dx di dimensioni ai limiti della norma(lo sapevo a seguito di un precedente intervento per reflusso all'età di 10 anni). Alcune formazioni litiasiche di cui due di maggiori dimensioni, una di 11mm al gruppo caliceale inferiore e l'altri di 8 in quello adiacente.Una piccola formazione litiasica di 4mm si trova nel gruppo caliceale medio e l'ultima di 6 nel gruppo caliceale superiore.Cisti corticale di 15mm al poso superiore dx con microcalcificazione di parte. Pelvi renale dx di 12mm
Rene di sn, normale di dimensione con parenchima conservato e senza segni di idronefrosi..Presenzalitiasica di 9mm a carico del gruppo caliceale inferiore ed una di 5mm nal gruppo medio.Lieve pielectasia sn (14mm)con uretere prossima di 5mm.Angiomiolipoma ipercogendo di 177mm al posolo superiore sn8questo mi era noto).
Vescia solo parzialmente distesa senza formazioni aggentati nel lume.Non formazioni litiasiche a carico dei meati ureterali. Non formazioni espansive in sede utero-annessiale.Douglas libero da versamenti.
Come reerto accessorio si segnala la presenza di una formazione ecogena di 4mm a carico della parete della colecisti,fissa al variare del deubito, compatibile con adenomiomatosi
Alla luce di questo referto le mie domande sono:
1)che differenza c'è tra idronefrosi e pielectasia?
2)perchè si ha pielectasia?e cosa indica?
3)che tecnica consigliare per l'asportazione dei calcoli?
4)possono essere asportati tutti nello stesso intervento?
5)l'adenomiomatosi cos'è?E' pericoloso?
In attesa di una vostra cordiale risposta,
buon lavoro

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
sarebbe stato per lei più opportuno proseguire il consulto già intrapreso relativo a questo caso il 24/2 scorso.

1)che differenza c'è tra idronefrosi e pielectasia?

Sostanzialmente nessuna differenza, anche se è più corretto parlare di idronefrosi nelle dilatazioni su base congenita e di pielectasia (o retrostasi pielica) nelle situazioni dovute a cause acquisite, come presenza di calcoli, eccetera.

2)perchè si ha pielectasia?e cosa indica?

La dilatazione dlle cavità del rene è dovuta ad una ostruzione delle vie urinarie a valle, con un ostacolo presente a qualsiasi livello. La causa più comune è la presenza di un calcolo all'interno dlel'uretere. Una certa dilatazione può comunque persistere a lungo, anche a tempo indefinito, dopo che l'ostruzione si è risolta od è stata rimossa.

3)che tecnica consigliare per l'asportazione dei calcoli?

Su questo già si è detto nelle precedenti risposte. Sarebbe molto interessante risalire alla documentazione dell'intervento per reflusso per cercare di capire quale tecnica sia stata adottata per il reimpianto.

4)possono essere asportati tutti nello stesso intervento?

Una ureteroscopia operativa flessibile bilaterale in tempo unico sarebbe quanto di meglio la moderna endourologia potrebbe offrirle, ma le indicazioni necessitano ovviamente di un perfezionamento che a distanza è impossibile da ottenere.

5)l'adenomiomatosi cos'è?E' pericoloso?

Piccoli adenomi della colecisti riscontrati all'ecografia sono un rilievo oggi piuttosto comune. Generalmente, non assumono alcuna rilevanza e potranno comunque essere controllati in tutte le ecografie che verranno d'ora in avanti eseguite.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#2] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
grazie per la risposta. Ha ragione, ho sbagliato as inserire il post.
Ad ogni modo volevo chiedere ancora alcune cose.
1)Quindi la pielectasia è quasi certamente da assocciare alla presenza di calcoli?Il medico mi parlava di un probabile reflusso
2)Per quanto riguarda la tecnica, si vero mi parlava di ureteroscopia. A me hanno prospettatto almeno 2 interventi, uno per ogni rene, in tempi diversi, a distanza di mesi uno dall'altro.Inoltre mi dicevano che probabilmente non riescono a prendere i calcoli con l'endoscopio a causa della loro posizione. E quindi?Come eliminarli?
3)Un ultima domanda. In questo periodo dove spesso soffro di calcolosi ed in attesa di operazione, posso fare movimento e che tipo anche se a seguito di movimento in genere ho una colica con sanguinamento?O meglio la domanda è se il movimento può causare danni molto seri ai reni
4)Per l'adenomiomatosi ora sono più tranquilla. In genere eseguo una ecografia ogni 7/10 mesi per controllare un angiomiolipoma sul rene dx e nell'ultima non mi era stato segnalato nulla, per cui mi sono preoccupata.
La ringrazio e mi scuso per il post sbagliato

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
cercando di rispondere alle sue domande.
1) Senz'altro il reflusso vescico-ureterale può essere causa di dilatazione delle alte vie urinarie, questo può essere verosimile nel suo caso specifico.
2) Le indicazioni all'intervento dipendono ovviamente anche dalle preferenze dell'operatore, dalla sua dotazione di strumenti ed accessori e dalle sue capacità di utilizzarli. Qualsiasi intervento non può comunque garantire la rimozione di tutti i calcoli. Per gli eventuali elementi residui si dovrà valutare se sia il caso di utilizzare ad esempio le onde d'urto, ovvero siano da considerare ininfluenti e pertanto meritevoli unicamente di controllo nel tempo.
3) In questo periodo lei può e deve fare la sua vita normale, senza troppo farsi condizionare, eventualmente evitando sforzi eccessivi.
4) Piccole alterazioni dell'ecografia possono essere descritte in modo diverso, a seconda dell'operatore e dello strumento utilizzato. Questo non deve stupire, in particolare nella misurazione dei calcoli che talora può riservare delle incongruenze anche evidenti.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
l'urologo che mi segue dopo visione dell'ecografia che in realtà doveva essere solo di conferma per l'intervento mi ha detto che la mia non è calcolosi da trattare chirurgicamente anche se ho coliche recidivanti. Questo è il referto. Mi ha consigliato una visita per controlli metabolici.
Ora sinceramente sono molto confusa e preoccupata.
1)la pielectasia riscontrata nela mia ecografia è davvero trascurabile come mi ha detto il mio urologo?
2)le coliche che ho ad ogni movimento leggermente eccessivo, tipo anche stare troppo in piedi o camminare per alcune ore davvero non devono preoccuparmi anche se in seguito ho sanguinamento evidente e febbre?
3)il problema del non trattamento chirurgico è che i miei calcoli sono nei calici renali e non nell'urete. Quindi i calcoli nei calici renali come si trattano?
Insomma,le chiede se gentilmente mi consiglia di chiedere nuovi consulti a di fidarmi di quanto dettomi dal mio urologo.
Grazie di nuovo

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
in questa sede non è nè possibile nè opportuno commentare le indicazioni poste dai nostri Colleghi, che hanno comunque l'impareggiabile vantaggio di valutare il paziente direttamente, nei suoi accertamenti e nella sua persona. Noi ci limitiamo quindi ad esprimere considerazioni di carattere generale. In linea di massima. quando la presenza di calcoli nelle vie urinarie si accompagna a disturbi frequenti ed intensi tali da ridurre la qualità di vita, si è spinti ad assumere un atteggiamento attivo per risolvere la situazione, per quanto possibile. I calcoli presenti nei calici possono muoversi ed ingrandirsi in tempi poco prevedibili, costituiscono comunque una minaccia di complicazioni, che - anche se raramente gravi - sono senz'altro molto fastidiose. In caso di presenza di calcoli come nel suo caso, sia il medico che il paziente possono assumere un'atteggiamento di attesa, corredato da una buona dose di fatalismo, oppure un atteggiamento pro-attivo. In questo caso vale molto il tipo di personalità del paziente, più o meno predisposto ad attendere, piuttosto che a risolvere la situazione.
Sulle eventuali tecniche di intervento ci siamo già più volte espressi in altri precedenti contributi.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#6] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
la ringrazio nuovamente.
Ho ancora una domanda in attesa di un nuovo consulto. Il mio urologo a parte avermi detto che la dimensione dei miei calcoli e la loro posizione limita la probabilità di successo di una ureterenoscopia mi ha anche detto che serve aspettare per verificare che le mie coliche siano davvero attribuibili ai calcoli. Il sospetto nasce dal fatto che in tutte le ecografie pre e post coliche i miei calcoli rimangono sempre nelle stesse posizioni e delle stessi dimensioni.
Le mie domande sono:
1)dopo una colica ,se faccio una ecografia i calcoli risultano spostati?
2)se non sono coliche il forte dolore a livello lombare a cosa può essere dovuto?
3)le coliche renali producono dolore solo in corrispondenza di un rene o di entrambi?Le mie coliche hanno interessato tutte le volte entrambi i reni,senza distinzione e contemporaneamente.
4)un angioma può causare pielectasia?
All'esame delle urine risultano una VES di poco alta( 25 rispetto a 16 valore di riferimento), un fibrinogeno al limite della norma( 399 /400),una proteinca C reattiva al di sotto dei limiti, piastrine alte (417/400)anche se di poco ed inoltre presenza di leucociti(+2) e di emoglobina(+1).
Sono un pò preoccupata ora dopo quello che mi ha detto.
Grazie per una sua altra eventuale risposta e scusi

[#7] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
l'uretero-renoscopia flessibile è fatta apposta per poter andare a trattare i calcoli all'interno dei calici, ovviamente quando vi è indicazioni a farlo. Il dolore lombare bilaterale viene giustamente considerato con sospetto dall'urologo. La vera colica renale bilaterale praticamente non avviene mai, poiché è inverosimile che l'ostruzione allo scarico dell'urina (che è appunto causa della colica) avvenga nello stesso momento da entrambi i lati. Le cause di questo dolore sono quindi da valutare con attenzione, escludendo altre possibilità, il lavoro dello specialista è proprio quello di arrivare a questo risultato, nei modi più opportuni. Sta di fatto che la presenza di molti calcoli all'interno dei reni ad una giovane età merita comunque una soluzione, più o meno sollecita, perché OGNI calcolo porta con sè almeno un minimo richio di poter originare delle complicazioni.
Per il resto ...
a) un angioma in linea di massima non può essere causa di dilatazione delle cavità endorenali;
b) la presenza di modeste alterazioni dell'esame delle urine è assolutamente compatibile con la presenza dei calcoli.
Concludendo, la sua situazione ci pare piuttosto complessa, questo però non vuol necessariamente dire che sia grave, Purtroppo la frammentarietà delle informazioni e l'impossibilità di un riscontro diretto ci impedisce di definire le indicazioni in modo completo e soddisfacente.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#8] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
la ringrazio ancora. Purtroppo sono sempre più preoccupata. L'urologo che mi ha visitata ha detto che le mie non sono coliche renali perchè in genere le coliche renali si irradiano nella zona inguinale mentre a me no. Io ho avuto questi episodi che non so più se chiamare coliche per già 7/8 volte. Si tratta di un lancinantissimo dolore lombare che mi è sempre iniziato in piena notte, con un leggero dolore nella zona addominale(non in tutte le volte che ho avuto questi dolori) seguito nelle ore successiva da sanguinamento evidente ed ipermascroscopico, con febbre e vomito.Se non sono coliche, è davvero solo lombagia?Inizio ad essere davvero molto ma molto preoccupata.Mi ha indicato di rivolgermi ad un ortopedico o ad un fisiatra.
Per quanto riguarda invece i calcoli che ho ovviamente mi ha indicato due trattamenti, per uno il laser esterno (calcoli più piccoli) e per il rene già operato ureterenoscopia.
Se potesse darmi altre spiegazioni le sarei grata perchè ora la mia perplessità aumenta.
Grazie

[#9] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
riallacciandosi con quanto detto in precedenza:

<<<Purtroppo la frammentarietà delle informazioni e l'impossibilità di un riscontro diretto ci impedisce di definire le indicazioni in modo completo e soddisfacente>>

ancora una volta prendiamo atto dello stillicidio di notizie che lei ci fornisce, che purtroppo disorienta oltre misura la valutazione del caso. E' ovvio che se il dolore lombare è costantemente accompagnato da presenza di sangue nelle urine, la prima ipotesi non può che ricondurre ai reni ed alle vie urinarie. Una lombalgia di interesse ortopedico può avere una localizzazione od irradiazione più o meno classica, ma non può essere causa di ematuria. Ci pare che i suoi accertamenti, in particolare la TAC, siano stati eseguiti nell'arco dei mesi scorsi. Nulla toglie che la situazione possa essersi modificati. Forse sarebbe opportuno aggiornare alcuni risultati.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#10] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
ha ragione che a distanza non è facile capire la situazione.Per questo io le chiedevo solo indicazioni di massima. Le informazioni che io ho sono quelle dell'ecografia recente che io ho riporato all'inizio. La mia TAC è precedente alle coliche o cmq ai forti dolori lombari che ho avuto solo in piena notte.In tutti quegli episodi che mi sono durati diverse ore, tranne uno duranto quasi 1giorno e mezzo, ho avuto sanguinamento e febbre. Superata la fase critica ed il conseguente indolenzimento che dura per qualche giorno, le dico onestamente che faccio tranquillamente la mia vita in palestra, in montagna. Ultimamente però avverto che come la sensazione di non poter più richiedere eccessivi sforzi alla zona lombare. Per il resto non ho altri disturbi muscolari, alle gambe o alle anche o al resto della colonna.
Un ulteriore informazione, ma davvero la funzionalità renale si vede attraverso una Urotac?Io per via della precedente operazione eseguo per questo altri tipi di indagini tipo la scintigrafia.
Grazie e continuerò con gli accertamenti.

[#11] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
in situazioni complesse l'ecografia non può fornire elementi di sicuro affidamento. I suoi sintomi non sono del tutto coerenti con il rilievo di una "semplice" calcolosi caliceali. Riteniamo pertanto che la situazione dovrebbe essere aggiornata con una TAC senza mezzo di contrasto. Questa è l'indagine che la moderna urologia ritiene sia il migliore per individuare posizione e dimensione dei calcoli. Ovviamente non fornisce dati funzionali, ma la necessità di ottenere queste informazioni è limitata solo ad alcuni casi. L'indagine più sensibile per lo studio della funzione è appunto la scintigrafia dinamica computerizzata, la TAC con mezzo di contrasto si esegue invece nella valutazione delle masse renali e quando è indispensabile conoscere l'esatta conformazione delle vie urinarie. In pratica, questo non è sempre indispensabile nella maggioranza dei casi di calcolosi.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#12] dopo  
Utente 292XXX

Grazie di nuovo per la cortese risposta. Provvederò ad eseguire la TAC sebbene nessun urologo me l'abbia ancora indicata.
Vorrei aggiungere che quando ho il fortissimo dolore lombare che io chiamo colica perchè non mi impedisce il movimento ma è di una atrocità assurda, ho subito dopo sanguinamento anche per diverse minzione cioè per ore.
Invece in seguito può capitarmi di avere indolenzimento renale con forte sensazione di pesantezza lombare e stanchezza ma senza sanguinamento.
Aggiungo questo non per cercare una diagnosi perchè capisco che a distanza non sia corretto nè possibile farla ma solo per capire se oltre la TAC posso richiedere esame delle urine specifiche oltre a quelli che già ho segnalato.
Ed infine posso davvere stare tranquilla in merito al fatto che una pielectasia di 14mm è irrilevante?
Grazie

[#13] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile signora,
una dilatazione del bacinetto renale di 14 mm è davvero irrilevante. Rimaniamo dunque in attesa dela TAC che immagino potrà darci dei risultati molto utili.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#14] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
la ringrazio.La TAC posso prenotarla solo tra una settimana perchè per qualche giorno sono rientrata casa mentre il mio medico curante è dove ho il domicilio. C'è un modo per fare la TAC andando ad esempio nel presidio ospedaliero della mia città?
Continuo ad avere indolenzimento renale,una specie di grosso peso in corrispondenza della zona lombare che mi impedisce di stare troppo in piedi.Non ho altri dolori al momento, cioè muscolari o altro.E per fortuna non ho più avuto dopo l'ultimo episodio di metà febbraio altri dolori tipo coliche con i sintomi che ho già descritto.
Io vorrei rifare anche degli esami delle urine. C'è qualcosa che si può richiedere nello specifico?
Grazie

[#15] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
per eseguire la TAC presso una struttura pubblica o lei risulta ricoverata, anche presso un pronto soccorso od un day hospital, oppure è indispensabile l'impegnativa del medico curante. Un esame delle urine in più non guasta mai e potrebbe oggettivare la presenza di globuli rossi nel sedimento.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#16] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
la ringrazio.
Spero che aspettare di prenotare gli esami alla fine della settimana prossima non sia troppo tardi. Purtroppo sono dove risiedo non ho più il medico curante perchè sono domiciliata altrove.
Non ho avuto altre coliche(se lo sono) ma dalla fine dell'ultima risalente al 26/02 con successivo sanguinamento e febbre ho continuo indolenzimento nella zona lombare con una sensazione di vomito probabilmente associata al nervoso di non aver un medico che mi segua.Non ne sono sicura. L'indolenzimento è talvolta così forte da impedirmi di stare troppo in piedi sebbene non abbia alcun altro dolore durante i piegamenti o alle anche o in altre parti della schiena.
Posso chiederle se un reflusso trattato in età pediatrica(non ero piccolissima) può ripresentarsi di nuovo in età adulta?
Grazie

[#17] dopo  
Dr. Paolo Piana

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il sintomo più classico del reflusso vescicao ureterale è il dolore lombare che compare durante la minzione. Secondariamente, il reflusso cronico di urine vescicali più facilmente infette può scatenare episodi febbrili ed infiammazione del rene (pielonefrite). Non ci pare che questa sia la sua situazione, se vi fosse un persistente problema di reflusso i sintomi sarebbero diversi e soprattutto gli aspetti della TAC sarebbero differenti, soprattutto considerato il moltissimo tempo ormai trascorso dall'intervento.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#18] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
va bene grazie per le indicazioni.Sapere che il reflusso non si può essere ripresentato e che la mia sintomatologia non è da riferirsi ad esso mi fa stare meglio. Immagino quindi che l'ipotesi più plausibile siano quindi i calcoli.
Ad ogni modo domani prenoterò gli esami e spero che le dati siano abbastanza vicine.
Spero bene.
Grazie di nuovo per la gentilezza e cortesia

[#19] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
mi scuso se torno a riscrivere. Oggi prenoterò gli esami TAC e scintigrafia renale, oltre che una urinocoltura.
Scrivo perchè ieri a seguito di leggeri esercizi di distensione(yoga per capirci) il dolore sempre nello stesso punto(questa volta più concentrato nella zona sacrale e meno diffusamente ai lati) ha ripreso ad aumentare. Mi è tornato il senso di vomito che non saprei associare ad alcuna manifestazione influenzale visto che se non fosse per questo forse indolenzimento starei quasi bene.
Dal momento che durante gli esercizi non ho avuto alcun tipo di dolore o di fastidio anzi gli esercizi erano piacevolmente rilassanti(ho segnalato il problema all'insegnante ed ho effettuato solo posture dolci) la mia domanda è se davvero devo consultare anche un ortopedico/fisiatra. Cioè il problema può essere legato anche ad una questione ossea della colonna vertebrale?
Incomincio oltre che a preoccuparmi ad irritarmi. Fino a metà febbraio gli episodi di forte dolore (le coliche) lasciavano strasichi solo per 3/4 giorni di forte indolenzimento. Ora invece sono oltre 20giorni che sto così.
Chiedo questo per sapere appunto se contattare un altro specialista oltre che un urologo.
Grazie

[#20] dopo  
Dr. Paolo Piana

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prima di conoscere gli esiti della nuova TAC non è possibile fare alcuna ragionevole ipotesi alternativa.

Saluti
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[#21] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
grazie. Purtroppo prima della settimana prossima credo di non riuscire a prenotare la TAC e spero quindi che possano poi fissarla nell'arco di pochi giorni.
Nel frattempo posso chiederle se c'è una correlazione tra pressione molto bassa e qualche problema legato ai reni?
Sono stanca di questa situazione. Ieri non ho fatto alcuno sforzo fisico tranne che guidare per alcune ore e stamattina mi sono svegliata con mani ed occhi gonfi ed ho di nuovo il forte dolore lombare da impedirmi di stare in piedi a lungo.
Non so più cosa fare in attesa degli esami,
Posso chiederle se la litrotrissia si esegue solo a pagamento o è possibile eseguirla in qualsiasi centro ospedaliero non a pagamento?Io intendo per i non residenti.
Grazie

[#22] dopo  
Dr. Paolo Piana

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qualsiasi trattamento sanitario eseguito in strutture pubbliche o convenzionate è ovviamente aperto a tutti, residenti o meno.

Saluti
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[#23] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
grazie per le indicazioni.
Ho la TAC addome giovedi prossimo.Mi chiedevo se con la TAC si riescono a vedere anche problemi alla colonna o per quella è necessaria eseguire una radiografia o una risonanza. La TAC serve per escludere problemi renali?
La ringrazio

[#24] dopo  
Dr. Paolo Piana

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la TAC, in particolare la tecnica mirata alla valutazione di eventuali calcoli alle vie urinarie, è in grado di rilevare unicamente grossolane alterazioni della colonna. Quando è necessario uno studio più raffinato, l'indagine di scelta è oggi la risonanza magnetica, con la quale invece i calcoli renali si vedono poco e male ...

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#25] dopo  
Utente 292XXX

Grazie di nuovo.
Giovedi farò la TAC addome ma poi non so a chi rivolgermi perchè ogni volta che sto in piedi per un pò (in realtà basta anche mezz'ora) avverto un dolore abbastanza intenso in zona lombare e continuo a non capire se è associabile alla calcolosi o a problemi della colonna. Forse dovrei richiedere anche di eseguire dei RX per completezza.
Grazie

[#26] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
scrivo di nuovo perchè purtroppo la mia situazione sembra paradossolamete non trovare una soluzione e tutto questo per una operazione eseguita in età infantile ,inevitabile e che mi ha concesso di fare una vita più che normale non impedendomi la pratica di alcun tipo di sport.
Detto questo, il nuovo urologo mi ha prescritto nuovamente una Urotac anche se io ne ho eseguita una già lo scorso Marzo ma dice che ne serve una aggiornata per vedere la posizione la posizione dei calcoli. Ho fatto altri esami con contrasto ma l'Urotac mi ha dato particolarmente fastidio e non sono contenta di rifarla.
Dopo valuteranno il trattamento per me, se ureteroscopia o percutanea.
Invece il dolore lombare ormai fisso dall'ultima colica peggiora in modo esponenziale ogni volta che faccio alcuni movimenti con il busto in avanti(non palestra, ma semplici flessioni di vita quotidiana per capirci).
E' un atrocississimo dolore che mi causa una forte nausea. Non mi impedisce i movimenti ma mi preoccupa parecchio.
Ho prenotato una visita fisiatrica ma non so sicura che sia necessaria o era meglio un ortopedico.
Le farò sapere.
Grazie

[#27] dopo  
Dr. Diego Pozza

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cara signora,

lasci stare il fisiatra e l'ortopedico, risolva il problema dei calcoli
cari saluti
Dott. Diego Pozza
www.andrologia.lazio.it
www.studiomedicopozza.it
www.vasectomia.org

[#28] dopo  
Utente 292XXX

La ringrazio. Effettivamente è quello che sto provando a fare da diversi mesi, ma ogni volta viene fuori un impedimento da parte dei medici che mi seguono per via della precedente operazione e la cosa mi stupisce parecchio,oltre che ritrovarmi a non stare più bene seriamente perchè il dolore lombare ormai è costante e diventa violento quando faccio i movimenti di cui ho parlato.
Il fisiastra mi è stato consigliato proprio da uno degli urologi da me consultati.
Sono abbastanza confusa e demoralizzata perchè se prima stavo bene ora mi ritrovo in condizioni di salute che vedo sempre più labili. Il dolore lombare sta diventando sempre più opprimente.
La visita dal fisiatra è prenotata. L'urologo deve ancora fissarmi un appuntamento sebbene abbia esposto che questa situazione si potrae da mesi non a causa mia.
Grazie

[#29] dopo  
Dr. Paolo Piana

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l'esito della imminente TAC sarà cruciale, poiché chiarirà inequivocabilmente se la causa del dolore che la affligge maggiormente possa esere - o meno - collegato alle vie urinarie.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#30] dopo  
Utente 292XXX

Ma in che modo si capisce da una Tac se il problema è renale o delle vie urinarie?Io ho già eseguito una Tac prima delle coliche e diverse ecografie anche recentissime. In tutte si evidenziano calcoli bilaterali e niente di anomalo lungo le vie urinarie.
La tac ad ogni modo mi è stata posticipata perchè la nuova equipe che mi segue ha deciso che devo eseguire i controlli presso la loro struttura ospedaliera ed in seguito decidere il tipo di intervento.
E' il bruciore lombare dopo movimento che ora inizia a preoccuparmi.
La ringrazio di nuovo e la informerò

[#31] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
tutti i calcoli sono per definizione presenti nelle vie urinarie. Il "rene" vero è proprio è costituito solo dalla parte nobile filtrante, vi si possono formare delle calcificazioni, ma non si tratta di calcoli veri e propri. La posizione esatta di questi, verificabile solo con la TAC può giustificare disturbi a vari livelli. Il suo dolore non è tipico, pertanto è assolutamentenecessario esguire la TAC per accertare, oltre ogni possibile dubbio, che non vi siano calcoli lungo gli ureteri.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#32] dopo  
Utente 292XXX

Ho fatto la visita fisiatrica e mi ha diagnositca un artrosi della colonna vertebrale sebbene io sia rimasta abbastanza colpita dalla diagnosi visto che non credevo possibile si poterla avere alla mia età. Ad ogni modo dai RX che ho eseguito sono risultate calciossificazioni delle parte molli paravertebrali a destra nella parte posteriore dell'addome. Nel referto è riportato materiale intestinale?calcoli ureterali?
La mia domanda è, se i RX ,da quello che so non sono diagnostici per riconoscere i calcoli renali ,allora le calcificazioni che i Rx non riescono a definire meglio cosa possono essere?E poi siccome tutti i miei calcoli sono stati identificati nei calici renali, da questo referto devo dedurre che ci sono anche calcoli nelle vie ureterali?
Il fisiatra mi ha detto che non è che ci sia proprio una relazione diretta ma c'è una certa corrispondenza tra la mia calcolosi renale ,il mio precedente intervento e questo principio artrosico che mi produce tali dolori. E' così?Per me la visita doveva essere solo rassicurante ed invece ho scoperto questa nuova cosa.
Mi ha prescritto una terapia medica e nessuna fisioterapia.Per la parte prettamente fisiatrica chiderò consulto nell'apposita sezione.
Grazie

[#33] dopo  
Dr. Paolo Piana

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la TAC viene appunto eseguita per chiarire quanto la radiografia e l'ecografia non riescono a fare.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#34] dopo  
Utente 292XXX

La ringrazio.
Ma quindi una Urotac in questi casi non serve ad identificare i calcoli?Lo chiedo perchè è quella che mi hanno prescritto sebbene ne abbia già eseguita una ad aprile scorso.Avevo capito che una Tac in questo caso era meglio indicata ma giustamente non sono un medico.
Sto trovando diverse difficoltà ed il mio dolore lombare diventa sempre piu intenso e non se è meglio il riposo o muovermi ugualmente per quanto posso.
Grazie

[#35] dopo  
Dr. Paolo Piana

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la definizione uro-TAC è talora utilizzata per caratterizzare un'indagine mirata ai reni ed alle vie urinarie, ma di fatto il radiologo, valutando il quesito clinico posto dallo specialista, sa benissimo come eseguire l'esame per poter ottenere il miglior risultato posssibile. Nello studio della calcolosi, in prima battuta è generalemente sufficiente un'indagine senza mezzo di contrasto, salvo indicazioni diverse.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#36] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
le scrivo per una indicazioni in merito sempre a questo problema. In attesa della Tac, flash tac o qualsiasi cosa il nuovo urologo che mi seguirà mi farà fare ,io ho prenotato per domani una cistografia renale ed ho una prenotazione per una scintigrafia renale ai primi di Aprile.
Eseguo questi controlli regolarmente ogni 5/6 anni per via della precedente operazione.Pertanto considerando che per un anno mi sono fidata di un urologo che si è mostrato superinefficiente a mie spese,farò questi controlli in attesa del nuovo urologo. Volevo chiederle se con la cistografia si possono avere indicazioni di presenza di calcificazioni ureterali e a cosa servano effettivamente i due esami(cisto ed scintigrafia).
Il fisiatra mi ha inoltre indicato una urografia ma non ricordo di averne mai fatta una in vita mia. Serve anche quella?
Le farò sapere l'esito.
Grazie

[#37] dopo  
Dr. Paolo Piana

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cercando di fare un poco d'ordine ...
La cistografia (e non "cistografia renale" che non ha alcun significato) permette di valutare la presenza di un reflusso dalla vescica all'uretere ed al rene. E' un accertamento utile da ripetersi saltuariamente in una situazione come la sua di precedente intervento per questo problema. Non è presumibilmente utile per la valutazione della calcolosi.
La scintigrafia renale dimostra in modo molto preciso la funzionalità dei reni. E' un esame con indicazioni molto precise, di fatto nel suo caso potrebbe non essere indispensabile.
L'urografia oggi non viene praticamente più effettuata, se non eccezionalmente per situazioni molto particolari (a giudizio dello specialista UROLOGO), poiché la TAC permette di ottenere le stesse informazioni con maggiore precisione oltre ad ulteriori dettagli tridimensionali. Sulle modalità della TAC, con o senza mezzo di contrasto, già le abbiamo dtto.
Ci spiace vederla alquanto confusa in questa fase, ma riteniamo che la TAC di imminenete esecuzione sarà in grado di portare finalmente un poco di chiarezza.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#38] dopo  
Utente 292XXX

Si effettivamente sono abbastanza confusa per via di questo ultimo anno dove mi sono totalmente fidata di quello che doveva essere l'urologo che doveva operarmi e che poi non l'ha più fatto, posticipando di mese in mese ogni qualsiasi tipo di intervento nonostante le mie ripetute coliche. Non ultimo il fortissimo brucione non colica che ho avuto proprio questa notte e che non so più se attribuire ai calcoli o ai problemi di schiena.
Ad ogni modo ok, farò la cistografia e poi nel frattempo credo che mi fisseranno la Tac. La scintigrafia invece ,seguirò il suo consiglio di non farla per adesso.
Immagino che usare per due volte in modo vicino mezzi di contrasto non sia controindicato(per cisto e per Tac intendo)
Le farò sapere il referto domani.
La ringrazio per la tranquillità e per la sua disponibilità.

[#39] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
ho bisogno di un altra informazione perchè il mio medico curante non è stato in grado di fornirmela.
In quanto tempo si smaltisce il mezzo di contrasto?Dovendo fare la cistografia domani e poi entro 15 gg una tac con contrasto (mini o uro ancora non so) volevo sapere se ci sono particolari controindicazioni. Mi è stato consigliato di chiedere comunque anche al radiologo domani stesso, cosa che farò.
La ringrazio

[#40] dopo  
Dr. Paolo Piana

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ovviamente tutto il mezzo di contrasto che viene inserito in vescica per la cistografia viene completamente elimitato alla prima minzione, ci mancherebbe! Sui vari modi di definire lo stesso tipo di indagine TAC già le abbiamo detto.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#41] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
a va bene. Si certo per la Tac deciderà il medico volevo solo assicurarmi che non rimanesse in circolo per troppi giorni.
Grazie. Eseguirò la cistografia in mattinata

[#42] dopo  
Utente 292XXX

Stamattina ho eseguito la cistografia. Credo sia tutto regolare ma avrò i risultati questo venerdi. Poi le farò sapere.
Grazie di nuovo

[#43] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
ho ritirato il referto della cistografia che riporto.
All'esame diretto dell'addome immagini radiopache rotondeggianti bilaterali in corrispondenza delle ombre renali di natura litiasica.
Alla cistografia con torchio addominale non dimostrabili segni di reflusso vescico-ureterale.Non residuo post-minzionale. Normale la vescica.
In pratica credo che sia tutto regola e che le immagini rotondeggianti siano sempre i calcoli di cui ho conoscenza,No?
Grazie

[#44] dopo  
Dr. Paolo Piana

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certamente l'assenza di reflusso è una buona notizia ed era doveroso eseguire questa indagine. Rimaniamo dunque in attesa degli esiti della TAC. Nel frattempo sarebbe molto utile cercare la documentazione relativa all'intervento di reimpianto, poiché la tecnica con la quale fu eseguito può influenzare la possibilità di risalire lungo quell'uretere con uno strumento endoscoico.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#45] dopo  
Utente 292XXX

Si certo sapere che il reflusso continua a non ripresentarsi mi fa piacere.
E' il bruciore lombare che non so ancora a cosa attribuire.
Ad ogni modo so il tipo di reimpianto fattomi da piccola ed è quello secondo Cohen o qualcosa del genere, in pratica lo spostamento di un uretere sull'altro.
E' proprio indispensabile l'Urotac?Non ho sopportato molto il contrasto la prima volta che l'ho fatta.
Grazie

[#46] dopo  
Dr. Paolo Piana

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crediamo di averle ormai già spiegato almeno una dozzina di volte ... che nella valutazione della calcolosi dal punto di vista urologico è sufficiente in prima battuta una TAC senza mezzo di contrasto, a meno che il radiologo abbia delle esigenze particolari. Piuttosto, nessun accertamento può chiarire in anticipo se possano sussistere dei problemi a far risalire lo strumento in uretere attraverso un reimpianto. Questa è un'ipotesi da non sottovalutare, che però potrà essere chiarita solo all'atto di n eventuale intervento.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#47] dopo  
Utente 292XXX

Ha ragione in merito all'Urotac ,sono io che non sopporto l'idea di doverla rifare vista la prima negativa esperienza. L'urologo ha chiesto una Urotac e quindi devo rifarla.
L'intervento su entrambi i reni ormai è indubbio. Chiarire le possibilità di risalire con un uretere al rene operato significa fare dei tentativi e vedere se ci si riesce?
Grazie

[#48] dopo  
Dr. Paolo Piana

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dobbiamo ammettere che le possibilità reali di far risalire lo strumento possono essere valutate solo empiricamente. Si tratta certo di una circostanza insolita, ma l'operatore esperto dispone di alcuni artifizi tali da rendere possibili anche i passaggi più impervi.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#49] dopo  
Utente 292XXX

Si avevo capito che in casi di precedenti reflussi corretti risulti leggermente più complicato il prelievo dei calcoli.
Quando parla di circostanza insolita si riferisce al fatto che è uno dei pochi casi(non il mio, intendo quello dei reflussi e dei calcoli) in medicina dove solo sul campo si può capire se si riesce o meno con una tecnica?
E' il capire se l'operatore è esperto che talvolta è difficile.
Vedremo cosa mi diranno dopo l'esito della Tac
Intanto ho eseguito un esame preventivo per la Tac come mi è stato detto.
Grazie di nuovo

[#50] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
oggi ho eseguito la Urotac. I risultati li avrò a fine settimana. Solo che come anticipazione il radiologo mi ha detto che non è visibile alcun segno di reimpianto e che quindi ho in pratica gli ureteri che scaricano autonomamente in vescica. Ma è possibile questo. E' solo una mia domanda ,ad ogni modo dovrò aspettare il referto.
La ringrazio

[#51] dopo  
Dr. Paolo Piana

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come già precedentemente evidenziato, sarebbe molto utile che lei reperisse la cartella clinica relativa al ricovero per l'intervento di reimpianto, poiché dovrebbe contenere la descrizione esatta dell'intervento eseguito.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#52] dopo  
Utente 292XXX

Va bene ,la ringrazio.
La cartella della precedente operazione ce l'ho.Ovviamente non ci capisco molto, ed è molto probabile che i medici dicano qualcosa che io non capisco. Dopo il referto vedrò.
Grazie di nuovo

[#53] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
ho avuto i risultati dell'UroTac.
Rene di dx più piccolo del controlaterale; calice corticalizzato al polo superiore di dxSi osserva un microcalcolo e 2 calcoli nel polo inferiore di 15mm e 6mm; un altro microcalcolo al III inferiore e due immagini iperdense al calice corticalizzato suggestive di microcalcoli.
Rene sx: calcolo di 8mm nel bacinetto renale che presenta un AP di 7mm .
Regolare e simmetrica l'escrezione del mdc nel sistema escretore.
Le mie domande sono, alla luce di questo esame.
In che modo è possibile capire se effettivamente si può lavorare con l'ureteroscopia sul rene dx?
Il medico mi ha detto che ho il parenchima molto assottigliato al rene dx,immagino a causa delle precedente operazione e che questo può essere un problema per una eventuale operazione percutanea
Come mai l'AP si è ridotto?Forse è un buon segno.
La cosa a cui comunque ancora non trovo risposta è perchè,tipo oggi, ho un persisten bruciore in corrispondenza appunto del rene destro con conseguente credo rigonfiamente addominale che però non fa male.
La ringrazio

[#54] dopo  
Dr. Paolo Piana

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il quadro descritto dalla TAC giustifica disturbi a carico del rene di sinistra, ma non è così diretto che possano essere compatibili con i suoi sintomi, apparentemente legati alla posizione ed agli sforzi. Considerate le dimensioni, il calcolo "incriminato" al bacinetto renale sinistro potrebbe essere trattato con le onde d'urto, almeno in prima battuta. Certo è che invece con una ureteroscopia flessibile bilaterale si potrebbe bonificare alche il rene destro. Nel suo caso resta comunque il dubbio legato al passaggio dello strumento attraverso gli ureteri reimpiantati, verosimilmente sec. Cohen (pertanto incrociati al trigono vescicale). Qui però è opportuno fermarsi, poiché in un caso complesso é indispensabile valutare la situazione direttamente e, soprattutto, porre indicazioni alla luce delle tecnologie e competenze che si hanno a disposizione. Questa valutazione potrà essere fatta solo da chi realmente si farà carico dell'eventuale intervento.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#55] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
grazie per la sua risposta.
Mi hanno consigliato come primo trattamento le onde d'urto per il calcolo di sx anche perchè pare che potrebbe inaspettatamente causare ostruzione a causa della posizione precaria.E' la prima volta che lo trovano nel bacinetto; è sempre stato trovato nei calici.
Per l'ureteroscopia è vero, mi hanno detto che per il rene sx ovviamente non ci sono problemi mentre per il rene dx si.Il destro se non può essere trattato con ureteroscopia mi hanno detto di trattarlo con la percutanea. Ma che sebbene l'intervento rimane diciamo facile il mio recupero potrebbe non essere così immediato a causa appunto del parenchima assottigliato che potrebbe non cicatrizzare in tempi veloci.
Detto questo, da quello scritto ,mi sembra di aver capito che i miei dolori lombari non sono attribuibili solo ai calcoli questo perchè i calcoli a destra dovrebbero in teoria non darmi coliche mentre i miei dolori sono spesso bilaterali e conseguenti a piegamenti.
Posso chiederle in attesa di eseguire le onde d'urto a cosa potrebbe essere dovuto il bruciore/dolore che sento localizzato invece sul rene dx?
Un parenchima assottigliato può davvero dare problemi renali anche non strettamente connessi ai calcoli?Il medico mi diceva che è così tanto assottigliato che potrebbe davvero darmi problemi.
La ringrazio

[#56] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
questo "assottigliamento" del parenchima del rene destro, a quanto dice la TAC parrebbe limitato alla corticalizzazione di un calice, quindi niente di così clamoroso. Ovviamente un giudizio appropriato non può prescindere dalla valutazione diretta delle immagini. D'ogni modo si tratta molto probabilmente di una situazione di vecchia data, che probabilmente ha origine dai tempi in cui vi era un reflusso attivo e vi sono probabilmente state delle pielonefriti. Di per sé, non è una condizione tale da poter giustificare dolore, in particolare dovuto ai movimenti. Una importante e diffusa riduzione del parenchima può ovviamente influire sulla funzione del rene, ma non ci pare proprio che sia questo il suo caso.

Saluti
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[#57] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
grazie per la risposta. Da quello che io sapevo si l'assottigliamento era legato alla mia precedente operazione e nessuno ne aveva mai sottolineata la sua presenza come un segno così negativo, come appunto ha detto lei.
Come le dicevo sono in attesa di un trattamento con le onde d'urto ma intanto, da 3 giorni ho nuovamente dolore al rene dx , continuo e con sanguinamento saltuario.
Ieri ho avuto la febbre sebbene non alta ma non me ne sono preoccupata.Immagino che il dolore sia legato alla presenza appunto dei calcoli.
Questi dolori potrebbe essere causata da una infiammazione del rene non riconosciuta con le vie urinarie o comunque non ancora evidente ?
Quello che stento a capire è che se i miei dolori non sono da ascriveri solo ai calcoli a cosa possono essere dovuti?Per fortuna ora pare che nel giro di un mese dovrebbe riuscire a togliermi.
Un ultima domanda. Se i calcoli sono di Ca un trattamento con le onde d'urto è comunque efficace?
Grazie

[#58] dopo  
Dr. Paolo Piana

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come già evidenziato nella precedente risposta, la sofferenza parenchimale del rene destro pare limitata e certamente non costituisce una minaccia alla funzione dell'organo. L'attuale posizione dei calcoli di destra non è tipica per dover causare importanti disturbi (a differenza del lato sinistro), d'ogni modo la presentazione dei sintomi è sempre molto variabile, così come la soglia di percezione del dolore. La presenza della febbre, anche modesta, non va mai sottovalutata. A questo punto ci chiediamo se lei abbia ripetuto una urocoltura recentemente. L'efficacia del trattamento con le onde d'urto non è mai prevedibile, indipendentemente da qualsiasi fattore (dimensioni, composizione, posizione). La nostra esperienza ci indica però che i calcoli minori di 12 mm all'interno del bacinetto sono quelli in cui statisticamente si ottengono i migliori risultati e, pertanto, in questi casi questo è il primo trattamento di scelta. Questo ovviamente quando si tratti di un calcolo unico. Nel suo caso specifico il discorso è più complesso, ma di questo si è già a lungo discusso.

Saluti
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[#59] dopo  
Utente 292XXX

La ringrazio. Quindi comunque eseguire un trattamento ad onde d' urto è una possibilità in più da non escludere. E' quello infatti che mi hanno indicato di fare.
Nonostante i consulti non ho invece risposta riguardo ai dolori. Sintetizzando i miei dolori sono o bilaterali/lombari e raramente inguinali o solo ed esclusivamente in corrispondenza del rene dx. La febbre invece sebbene bassa mi viene quando come in questo caso il dolore è persistente per diversi giorni.
Ho eseguito una urinocultura ed esame urine.
L'esito è(riporto solo i valori positivi)
aspetto torbido
proteine. +
emoglobina:+
Esame microscopico:
Celllule basse vie: +
Globuli bianchi:+
Globlui rossi:+
Cristalli di ossalato di calcio
Grazie

[#60] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
il sedimento urinario è assolutamente compatibile con la presenza dei calcoli, non si ravvedono peraltro importanti segni di infezione in atto. Lei ci parla però anche di una urocoltura, il fatto che non ne citi il risultato ci fa presumere che essa sia negativa.

Saluti
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[#61] dopo  
Utente 292XXX

Si vero, non l'ho segnalata. L'urocoltura è negativa.
E' questo fisso dolore al rene dx da venerdi scorso che inizia a stancarmi ma ad ogni modo sono obbligata ad aspettare la data per il trattamento ad onde d'urto sull' altro rene. Intanto non so bene cosa fare.
Per precauzione ho richiesto esami del sangue al gastroenterologo per escludere problemi intestinali perchè sebbene sopporti il dolore dopo alcuni giorni mi stanca.
Speriamo che possa servire in qualche modo sebbene i miei disturbi sono localizzati dove già ho descritto e mai in zona intestinale.
Grazie

[#62] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
ho ricevuto oggi gli esiti degli esami del sangue e delle urine. In attesa nella prossima settimana di andare dallo specialista riporto i valori solo per sapere se c'è qualcosa da indagare ancora
WBC 8,81 range 4-11
RBC 4,64 range 4,10-5,10
Hb 14,80 range 12,30-15,30
Ht 42,30 range 36-45
MCV 91,2 range 80-96
MCH 31,9 range 27,5-33,2
RDW 12,20 range 11,5-16
OLT 360 range 150-400
MPV 7,30 range 6-12
Neutrofili%:76,70 range 40-75(segnalato anomalo)
Linfociti%:17,40 range 20-45(segnalato anomalo)
Monociti% 3,40 range 1-10
Eosinofili%0,90 range 1-6(segnalato anomalo)
Velocità eritrosedimentazion:37 range 0.30(segnalato anomalo)
Proteina C reattiva 0,04 range 0-0,50
Transferrina 283 range 200-360
Calcio 9,8 range 8,2-10,2
Fosforo 3,6 range 2,7-4,5
GOT/AST 18 range 4-31
GPT/ALT 14 range 4-33
Fosfati alcalina 49 range 35-105
Colesterolo 154

Triglicerdi 37 range 50-200(segnalato anomalo)
Sideremia 112 range 37-145
Proteine totali 8,3 range 6,4-8,3(segnalato)
Albumina% 57,4 range 53-70
Albumina 4,71 range 3,50 -5,50
Ala 1% 4,10 range 2-6
Alfa1%0,34
Alfa 2&9,3 range 6,5 -11
Alfa 2 0,76
Beta%10,7 range 7-14
Beta 088
Gamma% 18,5 range 12-21
Gamma 1,52 range 0,60-1,40(segnalato)
Rapporto Albumina-globulina 1,35
Tracciato: non si segnala presenza di CM, disponibile in 30gg
TSH 0,92 range 027-4,20
TPS 11,8 range 0-34
TGBA 18,20 range 0-115
25-OH Vitamina D : 15 range 10-60 periodo invernale;20-140 perido esivo
PTH 46,93 range 15-65
Vitamina B12 292 range 197-866
Ferritina 39,5 range 13-150

ESAME URINE
Peso specifico 1,019 range 1,015 -1,025
ph 6 range 4,5 -8
Proteina : assenti
Glucosio : assente
Chetoni: assenti
Urobilinogeno:normale
Bilirubina: assente
Emogloblina: 3+(segnalato)
Lecucotini: 2+(segnalato)

Sedimento
Emazie : tappeto
Leucociti 5-10 per campo
Cellule: numerose
Miceti :assenti
Cristalli: assenti

Indice di siero
Indice emolitico: assenza di emlisi
Indice itterico: assenza di interferenza da ittero

Avrò il consulto con il gastroenterologo all' inizio della settimana prossima ma chiedevo se le anomalie segnalate possono spiegare sia i miei dolori sia la febbre(anche se bassa) che spesso mi viene nell'ultime periodo.
Rispetto agli stessi esami eseguiti a Novembre scorso ho notato diversi valori segnalati.
La ringrazio

[#63] dopo  
Dr. Paolo Piana

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gli esami di sangue non evidenziano nulla di significativamente alterato, il sedimento delle urine è invece assai caratteristico e coerente con la sua situazione di calcolosi urinaria in atto. Ci pare che l'urocoltura fosse negativa, non ci riferisce se sia stata ripetuta o meno. Rimaniamo dunque innattesa del trattamento con onde d'urto del calcolo a sinstra.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#64] dopo  
Utente 292XXX

Salve,
no non ho ripetuto l'urinocoltura perchè questi esami me li ha prescritti il gastroenterologo che mi segue per una intolleranza al glutine diagnosticata da pochi mesi.
Quindi mi sembra di aver capito che i valori sono buoni e non giustificano la mia febbre ed i dolori che a questo punto credo siano da attribuire solo alla presenza dei calcoli.
La informerò dopo il trattamento con le onde d'urto che farò la settimana prossima.
Grazie di nuovo

[#65] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
ho eseguito il trattamento ad onde d'urto. Purtroppo a quanto pare senza successo perchè il calcolo pare che si sia rotto ma non adeguatamente. La sera del trattamento ho avuto febbre a 39 e pertanto mi è stato inserito uno stent perchè hanno evidenziato una idronefrosi di medio grado.Cosa significa questo?
Ora continuo ad urinare sangue e ho dolore al fianco quando urino. E' normale questo?Per quanto tempo devo aspettarmi di urinare sangue?
Ora dovrò sottopormi ad ureteroscopia sicuramente per il rene non operato quello ora trattato con le onde d'urto e poi per l'altro si vlauterà se eseguire una MIP. Ma di cosa si tratta?
Questo trattamento avverrà a fine Maggio. Lo stent può esserere tenuto così a lungo?Ma con uno stent ci sono controindicazione alla pratica di sport pesanti, o ad impegnative passeggiate?
Il gastroenterologo che mi segue in merito al problema del glutine mi ha indicato di eseguire ulteriori indagini in merito alla effettiva funzionalià renale perchè pare che i soggetti con tale intolleranza sviluppano disturbi renali. Secondo lui le analisi del sangue che le ho precendentemente sintetizzato( le ultime) rilevano una lieve sofferenza renale.
La ringrazio

[#66] dopo  
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quando ormai quasi 30 anni fa fu introdotto il trattamento con le onde d'urto, questo costituì un passo avanti epocale nel trattamento dei calcoli delle vie urinarie, poiché fino ad allora l'unica possibilità di intervento era costituito dalla chirurgia a cielo aperto. La semplicità e la modestissima invasività mettevano in secondo piano il fatto che la qualità di frammentazione fosse sostanzialmente imprevedibile e spesso fossero necessari trattamenti ripetuti o manovre accessorie (come appunto l'inserimento di uno stent). Questo comportamento ha caratterizzato le indicazioni al trattamento dei caloli negli ultimi decenni, ma contemporaneamente si sono anche sviluppate le tecnologie che permettono di raggiungere direttamente il calcolo per via endoscopica, frammentarlo con il laser ed estrarre contestualmente i residui più voluminosi. Questo tipo di intervento (uretero-renoscopia operativa) si riserva oggi in linea di massima ai calcoli dell'uretere che non vengono spulsi spontanemente ed ai calcoli all'interno del rene più grandi di 12 mm circa. Per i calcoli più piccoli valgono ancora le indicazioni al trattamento con le onde d'urto, che viene visto però più come un "tentativo" che come trattamento unico, con indicazioni a modificare le indicazioni in caso di insuccesso.
I disturbi attuali sono dovuti essenzialmente alla presenza dello stent, che a questo punto sarà da mantenersi in sede fino al prossimo intervento endoscopico. Di per sè lo stent può rimanere in sede anche fino a 6 mesi, certamente non però è mai un ospite molto gradito! Non vi sono particolari controindicazioni all'attività fisica, ma sarà lei la prima ad accorgersi se sta esagerando. L'eventuale modificarsi dei sintomi in questo periodo con lo stent in sede potrebbe essere molto utile per interpretare meglio i suoi disturbi, che non sono mai stati così francamente tipici.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#67] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
grazie per la sua cortese risposta. Si sapevo che il trattamento ad onde d' urto era solo un tentativo.
Ad ogni modo subito dopo il trattamento ho avvertito lo stesso indentico bruciore/pesantezza che ho lamentato in questo ultimo periodo e che un urologo consultato mi aveva detto essere riferito ad un problema lombare piuttosto che renale. In ospedale mi hanno invece detto che era legato al trattamento eseguito. Quindi immagino che sebbene non tipico anche i dolori che ho sempre avuto lombari siano di originale renale, per calcoli o per altro non è chiaro forse ma comunque renali.
Aspetterò il prossimo intervento.
Posso chiederle gentilmente :
1)per quanto tempo devo aspettarmi di urinare sangue?
2)durante il periodo in cui ho lo stent è preferibile non trattenere a lungo l'urina o non ci sono particolari problemi?Lo chiedo perchè se decidessi di praticare sport avrei difficoltà ad urinare per diverse ore.
La ringrazio

[#68] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
come certamente le avranno già detto i nostri Colleghi, il sanguinamento si accompagna costantemente alla presenza dello stent, in misura variabile. Non si tratta comunque di una emorragia significativa, non cè assolutamente da preoccuparsi. Parimenti, in presenza dello stent si consiglia sempre di non trattenere lo stimolo ad urinare, anzi se prossibile prevenirlo. Questo perchè la minzione induce un seppur minimo reflusso di urina all'interno dello stent, in grado comunque di aumentare la pressione all'interno del rene, cosa che viene sempre percepita come dolorosa.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#69] dopo  
Utente 292XXX

Grazie.
Posso chiederle gentilmente ancora due informazioni.
Oggi pomeriggio ho avuto un fortissimo dolore, senza alcuna motivazione e senza aver fatto nessun particolare sforzo al rene sottoposto a trattamento. Il dolore si è spostato nella zona inguinale ed addominale provocandomi anche il vomito. Ora mi rimasto solo un dolore oscillante al rene che a tratta diventa tipo fitte e ho solo qualche linea di febbre.La sensazione di vomito mi è rimasta. Potrebbe dirmi se devo preoccuparmi o se basta che reggo il dolore?Non vorrei disturbare a quest'ora l'urologo che mi sta seguendo.
Grazie

[#70] dopo  
Utente 292XXX

Posso immaginare che inserire uno stent nell'uretere abbia in taluni casi una funzione vitale ma in altri casi credo che i disagi che provoca non siano comparabili con i suoi vantaggi. Da quando me lo hanno inserito(5 giorni fa) non sono più riuscita a dormire per il dolore che aumenta nelle ore notturne e per l'urgenza ad urinare. E' impossibile anche solo uscire di casa per più di cinque minuti.Devo tenerlo per altri 23 giorni e non voglio immaginare come starò quando mi imbarelleranno per la rimozione ed il successivo intervento.Non posso stare distesa. E' solo uno sfogo perchè sono stanca.
C'è qualcosa che si può fare per cercare di far passare questi giorni?
Ad ogni modo grazie al Dott. Piana per la cortesia e le utili indicazioni finora datemi

[#71] dopo  
Dr. Paolo Piana

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la tolleranza allo stent è molto variabile, in linea di massima proporzionale all'etá. Nel suo caso, il ruolo dello stent è meramente protettivo, pertanto non deve rimanere in sede per un tempo prefissato. I fatidici 23 giorni costituiscono verosimilmente solo il tempo d'attesa per poter eseguire la successiva fase dell'intervento. Ovviamnete lei può, anzi deve, far presente le sue condizioni, un centro serio ed affidabile non potrà negare un trattamento urgente, quando necessario.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#72] dopo  
Utente 292XXX

La ringrazio per la cortese risposta. Sono sotto antibiotico fino a martedi prossimo e quindi ho pensato di aspettare giovedi per chiamare il centro a meno che il tutto peggiori in questi due giorni. Nonostante l'antibiotico ho sempre 2-3 linee di febbre ma sono il problema minore in relazione ai disturbi che ho.
Spero solo che non abbiano intenzione di inserire un nuovo stent quando mi faranno l'ureteroscopia. Chiederò esplicitamente di non farlo.
Le coliche sono state l'esperienza più dolorosa che finora ho avuto ma almeno erano limitate;con lo stent è cinque giorni che non posso fare altro che stare rannicchiata a letto.
Grazie nuovamente per le rassicurazioni. Seguirò i suoi consigli

[#73] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
in effetti quando l'ureteroscopia viene eseguita dopo un periodo di stent in sede, la maggiore compiacenza dell'uretere può consentire di evitarne l'inserimento ulteriore al termine della procedura. Questa possibilità è comunque a discrezione dell'operatore e dipende anche da altri fattori. Comprendiamo che si tratti forse di una magra consolazione, ma tant'è!

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#74] dopo  
Utente 292XXX

Non è una consolazione, piuttosto è il terrore che accada.Mi faranno la RIRS sul rene non operato da piccola,quello cioè appena trattato con le onde d'urto e mi hanno detto che avendo una calcolosi complessa c'è la possibilità che mi inseriscano di nuovo uno stent. Mi avevano detto che era fastidio non che impedisse di fare ogni cosa. Il primo giorno è andata bene , poi dopo poche ore male.
Tratteranno i due reni separatamente e se per ogni trattamento inseriscono lo stent significa che devo portarlo almeno fino a luglio.
Spero tanto di no ma non so cosa si intenda per calcolosi complessa.
Ad ogni modo grazie di nuovo per le preziose indicazione e le farò sapere.

[#75] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
a seguito di ripetute e forti coliche degli ultimi giorni mi sono recata al PS ,esperienza per me estremamente nuova e non ripetibile.Pensavo mi avessero fatto solo un antidolorifico, invece dopo esecuzione di una UROtac hanno deciso di tenermi in osservazione prima solo per una notte e poi non migliorando anche per la seconda notte, dimenttendomi oggi a mezzogiorno.
Riporto il referto dell'UROTac:
A sx stent ureterale. Lieve ectasia pielica e minimo versamento perirenale omolaterali. Litiasi caliciale bilaterale; a sx di 7mm nel gruppo inferiore(potrebbe trattarsi di un solo calcolo o di due piccoli vicini). Presenza di calcoli anche nei calici di dx di 8mm circa di diametro, max in sede inferiore
Dopo somministrazione di mdc.
Al III medio del rene sx si evidenzia sfumata ipodensità cortico-midollare di cui non si può escludere la natura flogisitca. Nodulo di 11mm circa a densità adiposa al polo superiore di sx riferibile ad angiomiolipoma.
A dx rene con aree di ridotto spessore parenchimale al polo superiore ed inferiore riferibili in prima ipotesi ad esiti flogisitici e corticalizzazione dei calici superiori.
Non evidenti alterazioni al fegato , pancreas ,milza e surreni.
Millimetricha falda di versamento del Douglas
Quello che non mi è chiaro è se mi hanno inserito uno stent per ridurre la dilatazione perchè è ancora evidente?A cosa serve quindi sopportare i fastidi ed i dolori dello stent?
Inoltre nel referto si parla di calcoli calcici ma a sx io sapevo di avere un calcolo ureterale per questo mi è stato applicato il metodo con le onde laser.
Inoltre per flogosi, sia a sx che a destra cosa si intende?Il medico del PS mi ha parlato di pielonefrite in corso per il rene di sx e di una precedente pielonefrite non curata per quello di dx. E' così?
Infine, cosa significa versamento del Douglas?Credo niente di significativo visto che non ne hanno fatto cenno.
Dagli esami del sangu eseguitemi invece si evince (riporto solo i valori che mi hanno segnalato)
MCH: 32,50 rif.26,32
Filtrato glomerulare >60
P-Bilirubina totale: 0,18 rif 0,20-1,20
P-Magnesio 1,8 rif 1,9-2,5
P-gGT 5 rif 11-50
L'urologo che mi segue e che ho contattato prima del mio ricovero in PS mi diceva di verificare che lo stent fosse in sede perchè in genere con uno stent non si hanno coliche renali nè tanto meno si può avere febbricola soprattutto in considerazione del fatto che sono sotto antibioticio dal 24 di Aprile.
,Mi hanno dimessa ma io continuo ad avvertire un leggere dolore inguinale ,ed un lieve bruciore a livello del rene sx oltre che ad avere salutariamente 1-2 di linee di febbre.
Vorrei chiederle se devo preoccuparmi di questa segnalazione di pielonefrite e se secondo lei devo fare ulteriori controlli. Ad ogni modo oggi risentirò il mio urologo
La ringrazio per la sua risposta

[#76] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
quanti urologi stanno seguendo contemporaneanete il suo caso ... ??? Ci auguriamo che non li debba pagare tutti come fa per noi!
A parte gli scherzi, ci pare che la TAC confermi una sitazione compatibile con la precedente indagine di cui lei ci ha riferito il 12/4, nella quale si parlava di un "calcolo di 8 mm all'interno del bacinetto renale di sinistra". Questo calcolo, trattato con le onde d'urto, o non si è modificato o si è spezzato in due parti, cha l'attuale TAC segnala nei calici inferiori. In queste situazioni l'inserimento dello stent viene effettuato solo per impedire al calcolo od ai suoi frammenti di incanalarsi lungo l'uretere e causare coliche. Purtroppo la presenza stessa dello stent, specie nei giovani, evoca disturbi di impatto pari - od addirittura superiore - alle coliche stesse. Pertanto è necessario in questi casi mantenere un atteggiamento duttile e realistico, ma soprattutto, mettersi nelle condizioni di risolvere la situazione al più presto possiibile. Cha la TAC dimostri anche sospetti focolai di pielonefrite ci pare compatibile con gli episodi di febbre elevata che lei ha avuto in passato. Gli stessi possono giustificare anche la lievissima febbricola persistente. Questo fatto comunque non solleva ora particolari preoccupazioni, auspichiamo che lei possa al più presto essere sottoposta a questa ueteroscopia flessibile che la possa liberare finalmente delle sue pene - almeno quelle relative al rene sinistro.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#77] dopo  
Utente 292XXX

Grazie per la sua risposta.
Ho ,per adesso, un solo urologo di riferimento che è quello della struttura presso cui ho eseguito il trattamento con le onde d' urto. Non è nella città in cui sono dimicialita per questo motivo mi sono recata al PS. All'atto della dimissione essi mi hanno indicato di andare da un urologo ma ovviamente ho riferito di averne già uno in un altra città.Durante il ricovero al PS sono stati essi stessi a richiedere una consulenza urologica.
E' un pò difficile cercare di non preoccuparsi per una pielonefrite dopo gli episodi vissuti da piccola e dopo che continuo ad avere il dolore al fianco.
Ad ogni modo oggi sentirò l'urologo e spero che decida di anticipare i tempi per l'ureteroscopia e sopratutto che non abbia alcuna intenzione di inserire un nuovo stent dopo quell'intervento. Considerando questi ultimi giorni, preferisco rischiare ed avere colcihe, ma senza stent.
Grazie

[#78] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
torno a scrivere per alcune informazioni. Dopo 8 gg di ospedale sempre per il problema dei calcoli il centro che mi segue ha deciso di posticipare l'ureteroscopia programmata di una settimana perchè vogliono che mi passi la pielonefrite ed il piccolo versamente renale che hanno riscontrato.
Lo stent mi è stato rimosso.
Le mie domande sono:
1)se si ha una pielonefrite è normale non avere alcun tipo di infezione nelle vie urinarie?
2)può essere stato lo stent ad aver provocato una pielonefrite?In caso contrario quali sono le cause?
3)Come si capisce se la pielonefrite è regredita se io non ho infezioni nelle vie urinarie?
Grazie

[#79] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
siamo molto dispiaciuti che la sua non breve storia abbia avuto una battuta d'arresto nell'imminenza di una possibile risoluzione. Come già detto in passato, la nostra impressione è che questa pielonefrite sia pre-esistente allo stent. Di per sé l'endoprotesi può favorire l'infezione come proteggere dalla medesima, sono i fattori concomitanti che possono spingere da una parte o dall'altra. Non è detto che la pielonefrite si correli sempre ad una urocoltura positiva, specie se comunque sono stati utilizzati degli antibiotici a più riprese. I focolai di pielonefrite si osservano definitamente solo con la TAC, ma tranne che nei casi più gravi, in genere non si ripete l'indagine di controllo, se non si manifesta più febbre entro qualche tempo.
Non possiamo che augurarle che l'intervento sia eseguito il più presto possibile.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#80] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
grazie per la risposta. Si effettivamente è tramite Tac che hanno riscontrato pielonefrite con versamento perirenale.
Grazie anche per i chiarimenti in merito alle analisi urine negative. Quindi dal momento che prendo l'antibiotico da circa 15 gg credo sia inutile fare una urinocoltura la settimana prossima. Potrebbe non risultare nulla come niente risultava nelle precedenti.
Avrei solo ancora due domande:
1)posso essere sottoposta a ureteroscopia anche se ho ancora la pielonefrite?Non ci sono rischi?Anzi forse è quello proprio che dovrebbero fare ,il prima possibile, da quello che ho capito. Mi viene male a pensare che dovranno inserirmi necessarimente per almeno un paio di giorni di nuovo un catetere esterno.
2)è normale che anche con l'antibiotico che prendo da giorni continuo ad avere febbre anche se sempre inferiore ai 38°?
Grazie di nuovo e mi scuso

[#81] dopo  
Dr. Paolo Piana

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il "versamento" attorno al rene non è dovuto alla pielonefrite, ma alle coliche che si sono manifestate nel recente passato. Purtroppo, la persistenza di un rialzo febbrile modesto, ma significativo, impone molta prudenza e certamente sconsiglierebbe di eseguire al momento qualsiasi manovra. In linea di massima, per poter intervenire in sicurezza, riterremmo indispensabile che la febbre fosse stabilmente scomparsa da almeno 10-15 giorni. E' evidente che la terapia che sta seguendo è solo parzialmente efficace, di questo deve informare i nostri Colleghi che la stanno seguendo.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#82] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
per adesso la ringrazio di nuovo per le cortesi informazioni. Farò presente al centro che mi segue che la febbre è rimasta costante.
Grazie

[#83] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
le scrivo nuovamente perchè alla fine di questa settimana dovrebbero eseguirmi l'ureteroscopia su uno dei due reni.
La febbre è scomparsa da circa 10gg, sebbene in questi giorni un paio di volte sia arriva a 37,1.Credo trascurabile.
Il centro che mi segue mi ha prescritto una urinocoltura che io ho eseguito.E' risultata una popolazione batterica mista da probabile contaminazione. Il centro mi ha detto che si può procedere all'intervento perchè se ci fosse stata una infezione evidente sarebbe stata segnalata e la contaminazione mista significa che ho eseguito male la raccolta. Volevo chiederle se posso fidarmi di questo. Non ho un ottima esperienza con le infezioni non scoperte, avendo trascorso i miei primi 10 anni in questo modo.
Un altra domanda che le faccio, se può rispondermi è se dopo un intervento di ureteroscopia sarà davvero necessario che io tenga di nuovo uno stent. Non c'è un alternativa? Avrò coliche dopo l'intervento?
La ringrazio

[#84] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
per quanto riguarda l'inserimento dello stent dopo la procedura, la invitiamo a rileggere la nostra risposta del 28 Aprile scorso.
Per quanto riguarda l'urocoltura, il riscontro di "flora mista" è abbastanza comune nel sesso femminile e in chi ha eseguito recenti terapie antibiotiche. Non ci pare il caso di incolparla a priori per una raccolta non correttà. Se non vi è più stata febbre significativa diremmo che una normale copertura antibiotica intra-operatoria dovrebbe essere sufficiente.

Saluti
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[#85] dopo  
Utente 292XXX

La ringrazio. Sono un pò più tranquilla in merito alle infezioni visto che mi hanno già detto che procederanno dal giorno prima con l'antibiotico.
Per lo stent..Ho riletto la sua risposta del 28 Aprile. Speriamo non serve inserirne un altro,cioè spero che il centro non lo ritenga opportuno e scelga un catetere esterno come quello usato nella mia ultima degenza. Se proprio indispensabile a scongiurare le coliche.
Spero di poterle scrivere di aver risolto ,almeno per un rene, la mia situazione.
Grazie

[#86] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
scrivo solo per dirle di aver eseguito l'uereteroscopia con successo nonostante le tre coliche avute dopo la rimozione del monoj che mi hanno lasciato per 2gg.
Mi eseguiranno l'ureteroscopia sull'altro rene nei prossimi mesi. Mi hanno detto che però a causa del reflusso corretto secondo Cohen non sarà possibile lasciare un monoj e dovrò tenere uno stent per una settimana e non di più. In ricordo della precendente esperienza ,sono già in ansia da adesso. Davvero non ci sono soluzioni alternative?
I leggeri dolori che ancora avverto al rene appena trattato solo dovuti solo alla renella?Ma bisogna stare a riposo dopo questi interventi o posso riprendere a pieno ritmi qualsiasi attività sportiva?
La ringrazio

[#87] dopo  
Dr. Paolo Piana

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come già più volte evidenziato, l'esecuzione di una ureteroscopia attraverso un reimpianto porta con sé qualche incognita tecnica, che potrà essere chiarita solo in corso d'opera, così anche per il successivo inserimento dello stent. Sinceramente però non comprendiamo quale differenza avi possa essere tra il mono-j e l'endoprotesi ureterale classica a doppio j. I tempi della ripresa fisica se li deve sentire lei per prima, ed amministrarsi si conseguenza.

Saluti
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[#88] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
la ringrazio nuovamente della sua cortese risposta.
E' stato verificato che possono eseguire l'ureteroscopia anche sul rene già operato.
Non capivo però perchè inserire per forza uno stent e non un catetere esterno. Lo stent mi allarma.
Proverò a chiedere nuovamente.
La ringrazio per la sua disponibilità

[#89] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
scrivo di nuovo perchè l'altra volta avevo dimenticato di chiedere ed ho dimenticato di chiedere anche alla struttura che mi segue ma lo farò tra un mese e mezzo, al controllo.
Durante un intervento tipo il mio è possibile prelevare urina dal rene? O tessuto renale?E a quale scopo?
La ringrazio

[#90] dopo  
Dr. Paolo Piana

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durante l'ureteroscopia le cavità renali sono costantemente irrigate da liquido di lavaggio, quindi le urine sono troppo diluite per farne un prelievo utile. Ovviamente è possibile effettuare un prelievo selettivo di urina con un piccolo catetere ureterale prima di iniziare la procedura. Per quanto riguarda la biopsia, è certamente possibile eseguire un prelievo limitato alla mucosa, la biopsia del tessuto renale, quando necessaria, avviene invece per puntura dall'esterno.
Entrambe le cose non ci pare abbiano acuna indicazione in un caso come il suo.

Saluti
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[#91] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
la ringrazio. Un prelievo mi è stato eseguito come le ho detto non ho capito di cosa. Non mi preoccupa che lo abbiano fatto ma avendo dimenticato di chiedere e dovendo aspettare ora il controllo volevo capire lo scopo del prelievo.
La ringrazio della sua cortese risposta
Grazie

[#92] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
anche se a distanza di mesi torno a scrivere solo per completezza.
Il prelievo delle urine eseguitomi durante l'ureteroscopia a cui mi ero sottoposta a giugno ha dato esito negativo. Quindi senza alcuna infezione. Ora sono in attesa per l'altro rene
Inoltre lo studio dei calcoli effettuato ha indicato che si tratta di calcoli di calciofosfato ma forse per questo devo chiedere nell'apposita sezione.
Grazie di nuovo per la cortesia di questo periodo.

[#93] dopo  
Dr. Paolo Piana

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i calcoli di fosfato di calcio puro non sono molto comuni, più frequente la loro versione associata ad ammonio e magnesio a formare la cosiddetta "struvite". Questa ultima composizione è tipica delle infezioni croniche delle vie urinarie da parte di taluni batteri, come Proteus, Klebsiella ed altri.
la sua situazione particolare meriterebbe qualche attenzione in più, per poterle dare i consigli più mirati possibile. Riteniamo che dopo il completamento delle procedure sia opportuno effettuare una valutazione metabolica abbastanza approfondita.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#94] dopo  
Utente 292XXX

Grazie per la sua risposta. Dopo l'intervento fatto da piccola non ho più riscontrato infezioni nelle vie urinarie. Probabilmente si fanno altri esami.
Il nefrologo che ha eseguito l'analisi mi ha detto che si tratta di calcoli di calciofosfato e non di ossalato di calcio come invece ritenva inzialmente e che dall'analisi risulta che io li sto ancora producendo.Mi ha solo detto che ho una forte disidratazione ed una vitamina D assente.
Posso chiederle, dopo il nuovo intervento per rimuovere i calcoli dall'altro rene che dovrei fare entro un mese circa, presso chi si fa una valutazione metabolica?Da un endocrinologo?O dal nefrologo?Qui non ho trovato la sezione nefrologia
Grazie di nuovo

[#95] dopo  
Dr. Paolo Piana

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le indagini metaboliche di base sono piuttosto semplici e vengono prescritte perlopiù direttamente dall'urologo. In caso si rilevino delle alterazioni significative si fa riferimento allo specialista nefrologo. Si tratta comunque di situazioni particolari ed abbastanza rare.

Saluti
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[#96] dopo  
Utente 292XXX

Va bene. Mi scuso se ho chiesto ma il risultato sulla natura del calcolo mi è stato dato da un nefrologo a cui mi ha indirizzato l'urologo. Per questo poi le ho chiesto a chi dovrei rivolgermi dopo che farò l'altra operazione. Ne parlerò anche con il mio urologo anche se credo che lascerà carta bianca al nefrologo.
Grazie di nuovo e l'aggiornerò.

[#97] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
mi scuso se io scrivo di nuovo anche se io non ho ancora eseguito l'intervento. Il nefrologo che mi segue ha confermato che si tratta di calcoli di fosfato di calcio ,puro e che tutti gli altri sali, tipo potassio, magnesio,sodio sono molto bassi. Inoltre non ho calcoli nè di calcio nè di struvite. L'unica anomali è un ph molto basico, prossimo a 7 ed un volume urinario basso. Anche se bevo non urino e non so la causa
Posso chiedere se questi calcoli di fosfato solo correlabili a qualche infezione antica?
Ad ogni eseguirò altri indagini dopo l'intervento.
Grazie di nuovo

[#98] dopo  
Dr. Paolo Piana

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ad esempo nel suo caso il nefrologo potrebbe sospettare una forma congenita detta acidosi tubulare renale, in cui sono classici i calcoli di forfato e le urine alcaline. Ma qui stiamo uscendo dalle nostre competenze, lei invece è invece già in cura. Immaginimao che il Collega abbia già valutato questa ipotesi, che potrà esssere chiarita dall'indagine metabolica.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#99] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
a dire il vero no, il nefrologo non mi ha parlato di nulla. Non ha parlato nemmeno di fare per ora altre indagini metaboliche. Mi ha solo detto di bere di più per aumentare il volume urinario.E poi di rivalutare dopo l'intervento. L'unico farmaco che mi ha dato è un integratore di vitamina D perchè è praticamente quasi assente.
Ma ,anche se immagino di no, ora sapendo la natura dei calcoli, l'intervento per il rene già operato può essere più complicato?
Inoltre la probabile patologia di cui ha parlato, è curabile?Produce danni?
E' la prima volta che vado da un nefrologo quindi ora non so se devo avere sempre i due riferimenti, nefrologo ed urologo oppure un urologo può far tutto.
Grazie e mi scuso di nuovo

[#100] dopo  
Dr. Paolo Piana

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come avrà già percepito, l'urologo è fondamentalemente un chirurgo, un operatore, mentre le malattie del rene che non comportano l'esecuzione di un intervento sono di competenza nefrologica (ad esempio l'insufficienza renale, le nefriti, eccetera). Quando le indagini fanno sospettare una causa meno banale della calcolosi (e sono situazioni abbastanza rare) l'urologo di buon senso chiede aiuto al Collega nefrologo. E' necessaria insomma una certa abitudine alla collaborazione. Certo, si deve trattare di uno specialsita dotato di una certa sensibilità verso questo tipo di problemi, non troppo comuni neanche in nefrologia. I calcoli di fosfato di calcio sono molto friabili e questo ne rende più facile e veloce la frammentazione. Lei per ora non ha nulla da temere, ma una volta inquadrata meglio la situazione, potrebbe avere bisogno di qualcosa in più oltre ai normali e consueti consigli d'ordine generale.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#101] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
la ringrazio nuovamente per la sua cortesia.Per ora penso al prossimo intervento e poi richiederò all'urologo cosa fare.Se ricontattare il nefrologo o seguire un altra strada.
Posso chiederle se è necessario che l'urologo che mi segue sappia in anticipo il referto del nefrologo oppure ,come immagino, non cambia nulla per quanto riguarda la metodica di intervento sui calcoli?Lo chiedo perchè il rene ora da trattare è quello già operato da piccola ha diversi segni di pielonefrite ed un parenchima quasi assente in una certa area.
Grazie di nuovo e spero di finire presto con questa storia.

[#102] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
posto che il nostro Collega ed il nefrologo dovrebbero sempre lavorare in sintonia, dal punto di vista meramente operativo una eventuale diagnosi nefrologica non comporta alcuna variazione nelle indicazioni o nelle modalità della procedura. Considerati i precedenti di pielonefrite, si prenderà magari qualche cautela in più a livello di profilassi antibiotica.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#103] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
grazie di nuovo. Si è l'urologo che mi ha mandato da quel nefrologo. Io ho solo chiesto perchè il referto mi stato dato dal nefrologo e non credo che poi si siano sentito in merito al mio caso. Avranno altro a cui pensare immagino.
Ad ogni modo risentirò il nefrologo perchè lui mi ha dato la risposta solo in merito ad un analisi delle urine delle 24h e non in merito all'analisi del calcolo che mi era stato estratto. Immagino che anche quello si analizzi direttamente e dia un risultato.
Dopo questo aspetterò l'intervento e poi vedrò cosa fare riguardo a questo.
Grazie di nuovo per la disponibilità

[#104] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
scrivo di nuovo solo perchè il nefrologo mi ha dato il risultato dell'analisi diretta del calcolo estratto con la precedente operazione.Si tratta di un calcolo per 60% di calcio e per 40% di fosfato. La mia domanda è se è tutto compatibile con l'esame urine gia eseguito dove i miei calcoli risultavano di fosfato di calcio. Questo mi sembra di calcio fosfato. Può essere che io producevo prima calcoli di calcio e solo nell'ultimo periodo(in anni intendo) ho iniziato per qualche problema renale a produrre calcoli di fosfato?
Quando incontrerò l'urologo per l'intervento chiederò chiarimenti anche a lui.
Intanto grazie di nuovo e mi scuso per le domande ma speravo che il prossimo intervento potesse lasciarmi in pace invece che sentire che dopo l'intervento dovrò fare ancora anche controlli per capire il perchè di questo tipo di calcoli.
Grazie

[#105] dopo  
Dr. Paolo Piana

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i termini "calcio-fosfato" e "fosfato di calcio" sono ovviamente sinonimi. Possono variare le percentuali, ma la natura non cambia.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#106] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
la ringrazio ancora per la sua informazione. Aspetterò quindi prima l'intervento e poi cercherò di capire cosa fare per evitare i nuovi calcoli.
Grazie

[#107] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
mi scuso se riscrivo ma volevo solo un chiarimento.
Il nefrologo mi ha consegnato il referto dell'analisi del calcolo. Nel referto è scritto che è un calcolo per 30% di calcio monoidrato, 30% di calcio diidrato ed 40% di calcio apatite.
La domanda è se è solo un calcolo di calcio fosfato o se si può considerare un calcolo da infezione anche.Cioè la calcio-apatite è sempre un calcolo.-fosfatico? Esiste una differenza di formazione tra i due tipi di calcio?
Chiedo questo perchè il nefrologo mi ha parlato di una eventuale infezione mai riconosciuta( ma io non credo di averne avute di così importanti in passato,dopo l'operazione in età pediatrica intendo) oppure di fare uno studio sistematico per capirne la natura. Ho riferito al nefrologo che negli ultimi 3 gg ho avuto forti vertigini anche di notte oltre che di giorno e quando ho misurato la pressione questa era sempre molto bassa(ben inferiore a 100 la massima).Ma non mi meraviglio, perchè io ho sempre la pressione bassa e credo che sia un bene.
Un ultima cosa è che il nefrologo non ritiene di dover analizza i calcoli che mi verranno prelevati nel prossimo intervento. E' normale questo?Essendo posizionati in un altro rene, problematico, di dimensioni diverse, con parenchima molto ridotto, una loro analisi non potrebbe aiutare a capire se produco i calcoli per motivazioni diverse?
Ha solo concluso che attualmente i calcoli si stanno riformando ed io non so se bene possa bloccare la loro formazione.
Io mi scuso ma vorrei iniziare a capire cosa fare ,da adesso, dopo l'intervento.
Grazie di nuovo

[#108] dopo  
Dr. Paolo Piana

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il risultato di cui ci parla è verosimilmente incompleto, parlando di "monoidrato" e "di-idrato" ci riferisce comunemente all'ossalato di calcio. Se questo ê confermato, i suoi calcoli non sarebbero di fosfato di calcio puro (apatite) ma della assai più comune composizione mista ossalati-fosfati che si rileva nella maggioranza di casi. Questo farebbe cadere le ipotesi di difetto renale a tipo acidosi tubulare, di cui si ê ipotizzato in precedenza. I calcoli secondari ad infezione sono più tipicamente composti di triplo fosfato di calcio, ammonio e magnesio, la cosiddetta struvite.
In effetti non è strettamente necessario analizzare tutti i calcoli estratti, in particolare se questi manifestano una composizione così comune.
Riteniamo che ora non sia il caso di preoccuparsi troppo di questi aspetti, ci sarà tempo e modo quando la situazione sarà finalmente risolta dal punto di vista operativo.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#109] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
grazie.
Non so cosa dirle. Il nefrologo mi ha detto che io ho calcoli di calcio-fosfato sia in relazione all'analisi delle urine delle 24h sia in base al referto dell'analisi del calcolo estratto.
Dalla prima analisi infatti si vede che solo il fosfato è ben oltre la soglia, con un valore di 2.88 in riferimento ad 1,5. L'ossalato di calcio risulta essere invece basso così come tutti gli altri sali.
Dall'analisi del calcolo è venuto fuori quello che le ho scritto, e cioè ossalato di calcio mono e diidrato. Ma il nefrologo ha continuato a dire che le due analisi sono compatibili l'una con l'altra cioè che anche dall'analisi del calcoo si può dire che il calcolo è di fosfato di calcio. A questo punto direi di no. C'è qualche incongruenza mi sembra.
La cosa di cui il nefrologo non è contento è il ph urinario sempre superiore a 6 ed oscillante tra 6 e 7 in tutte le mie più recenti analisi urinarie. Talvolta anche 7,5.
In passato e quando già avevo calcoli le mi urine avevano un ph di 5,5.
Potrebbe essere che è adesso che sta aumentando la produzione di fosfato e che ci sia ora una degenerazione dei tubuli.
La ringrazio d nuovo per le sue chiare spiegazioni

[#110] dopo  
Dr. Paolo Piana

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abbia pazienza, ma i dettagli a questo punto ci sfuggono ... anche perché lei - come già in passato - tende a darci le notizie con il contagocce in modo frammentario. Le raccomandiamo nuovamente di non preoccuparsi di cose che al momento non hanno molta importanza. Tutto il discorso "nefrologico" dovrà essere ripreso dopo la definitiva risoluzione della calcolosi in atto.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#111] dopo  
Utente 292XXX

Mi scuso se sono e sono stata frammentaria ma talvolta non ho detto per evitare di scrivere troppo e poi perchè magari alcune cose mi sono sembrate all'inizio di poco rilievo.
Ad ogni modo ora aspetto prima l'intervento e poi si vedrà.
Grazie di nuovo per la cordialità

[#112] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
scrivo per dire che mi è stato eseguito l'intervento di ureteroscopia che pare sia stato definitivo. Mi hanno posizionato uno stent su un uretere reimpiantato ma nonostante questo ho dolore in zona renale ed inguinale. Le scrivo per chiederle se questo sia normale perchè purtroppo ho avuto pareri discordanti nel centro dove sono seguita. Sono stata dimessa solo con una terapia antidolorifica al bisogno e nessuna terapia antibiotica mentre ricordo di aver avuto terapie antibiotiche per le altre dimissioni.
Vorrei anche chiederle, se può rispondermi, se sia normale che continui ad urinare sangue dopo a 3 gg dall'intervento.
E' dolorosa la rimozione di uno stent?
La ringrazio per una sua eventuale risposta

[#113] dopo  
Dr. Paolo Piana

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degli stent e della loro tollerabilità ci pare di aver già più che diffusamente parlato ormai moltimesi fa, quando lei lo portava a sinistra in attesa dell'intervento. La "zuppa" è sempre la stessa, lo stent può essere tollerato oppure causare fastidi da lievi ad insopportabili. Tutto è molto soggettivo. La presenza di urine "colorate" è anche ovvia e può essere presente in modo continuo o capriccioso fino quando lo stent sarà in sede. Dopo l'ureteroscopia è nsotra abitudine lasciare lo stent il più breve tempo possibi, 5-7 giorni. In altri centri ci possono essere abitudini diverse. La rimozione dello stent in una donna è verament poca cosa e non va sicuramente oltre un brevissimo fastidio.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#114] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
la ringrazio.E' vero degli stent abbiamo parlato e stavolta hanno deciso di lasciarmelo in sede solo 7gg ma senza alcuna copertura antibiotica cosa che avevano detto nella precedente volta essere necessaria. Suppongo che se le linee di febbre che sto avendo ed il senso di vomito dovessero peggiorare di dover riconsultare il centro di riferimento.
L'unica cosa positiva in tutti questi mesi è che finalmente in 10 giorni massimo dovrei vedere la fine di questa storia.
La ringrazio per le sue cortesi risposte

[#115] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
finalmente dopo un pò di mesi posso scrivere, con soddisfazione che sono riusciti a risolvere il problema. Anche questa volta con alcune complicazioni perchè dopo l'intervento ho avuto febbre, e dolori e sono dovuti intervenire d'urgenza a causa di una dilatazione del rene.
Quindi dopo una degenza per me lunga(10gg) sono stata finalmente dimessa.
L'unica cosa che non mi è molto chiara ma che chiederò comunque al prossimo controllo(tra un mese e mezzo) è che hanno scritto di avere trovato nell'uretere mucosa flogistica e disipitelizzata.Ma cosa significa esattamente?Il termine flogistico so che è legato ad alcune infezioni ma nessuno dei medici mi ha parlato di questo. L'altro termine non so cosa possa indicare. Devo fare dei controlli o è tutto normale?Lo chiedo perchè si tratta dell'urtere reimpiantato.
Ad ogni modo ora penso di dover solo occupare a capire perchè formo i calcoli. Il nefrologo di riferimento mi ha confermato che i miei calcoli sono per metà di ossalato di calcio e per metà di calcio-fosfato.Ritiene che sia sufficiente solo bere di più. Stando a quanto mi ha detto lei in passato potrebbe non essere sufficiente e pertanto visto che ora sono senza calcoli cercherò un centro di riferimento dove richiedere un altro consulto.Vorrei preservarmi i reni fino a quando e possibile e soprattutto vorrei evitarmi ulteriori torture per calcoli nei prossimi anni.
La ringrazio pertanto per tutte le preziosissime informazioni che mi ha fornito in questi mesi e per la cordialità con le quali me le ha date.
Grazie

[#116] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
"flogistico" è sinonimo di "infiammato". "Disepitelizzato" vuol dire che la mucosa dell'uretere parrebbe mostrarsi almeno in un tratto scabra con perdita della continuità del rivestimento mucoso. Si tratta di espressioni che dicono molto poco e non sono caratteristiche di alcunchè di particolare. Lo stesso passaggio dello strumento endoscopico è in grado di produrre questo tipo di manifestazioni.
I calcoli misti di ossalato e fosfato (quindi non fosfato puro come lei ci aveva riferito tempo fa) sono di gran lunga i più comuni, ma anche quelli per i quali la prevenzione è più vaga e generalmente poco efficace. Senz'altro l'idratazione è il provvedimento più utile, per il resto potrebbe essere utile eseguire qualche valutazione metabolica, come d'abitudine nei cetri che si occupano specificatamente di calcolosi.

Cinquantacinque quesiti in sette mesi riferiti allo stesso problema possono essere definiti come un uso quantomeno intensivo di questo servizio di consulenza a titolo gratuito. D'ogni modo, la cosa più importante è che lei abbia comunque risolto un problema certamente piuttosto complesso.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#117] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
so che il servizio è gratuito ed era per questo che mi sembravo corretto informarla della conclusione della vincenda oltre che soprattutto ringraziarla.
Se sapessi come sdebitarmi lo farei e se più medici sapessero approcciarsi ai pazienti come lei fa credo che non farebbe male.
Grazie di nuovo

[#118] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
scrivo nuovamente per una indicazione in merito alla mia situazione di calcoli che pensavo di aver risolto ad ottobre e con l'ultimo messaggio postato qua.
Da allora purtroppo la febbricola che credevo sarebbe rientrata non è più cessata ed inoltre ho un persistente dolore/bruciore all'inguine destro e pesantezza lombare. A questo si associa che dopo ogni sforzo mediamente intenso ( pratico sport) devo fare i conti con malessere diffuso e dolore lombare intenso.Per questo motivo ho eseguito altre 2 ecografie da cui sono risultati altri 3 calcoli, uno nell' uretere intramurale di 6mm circa ed altri due di 7 mm circa uno nel calice inferiore ed un altro, a detta dell'ecografo, mobile tra calice inferiore e pelvi renali.
Dall'ecografia è risultato( cito il referto) una idronefrosi modesta (pelvi di 20mm di AP) ed un uretere di 5mm visibile fino all'incrocio con i vasi illiaci.
L'urologo che mi segue dice che se non espello il calcolo entro 10gg deve programmare una nuova ureteroscopia per prelevare solo il calcolo ureterale che è quello più problematico.
La mia domanda è se il dolore inguinale che avverto possa essere correlato alla dilatazione ureterale oppure ad un problema di ernia come mi hanno detto ma che io penso di non avere. Inoltre l'uretere, tornerà alle dimensioni normali o rimarrà dilatato? Questo può influire sul ritorno di un possibile reflusso con il tempo?
Quando una idronefrosi si considera modesta?
E' consigliabile eseguire una RX? L'urologo non vuole sottopormi ad una nuova Urotac ma vedo che nel rene problematico i calcoli compaiono e scompaiono.
Non avrei mai pensato che i calcoli potessero essere cosi complicati da gestire.
Grazie per una eventuale risposta

[#119] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
non abbiamo parole per comunicarle quanto ci dispiaccia rileggerla su queste pagine! Purtroppo i calcoli sono un cruccio, diciamo anche bello grosso. Se così non fosse, non avremmo modo di dedicarci quasi completamente a questi problemi da ormai molti anni. Il dolore inguinale è evidentemente portato dall'irritazione "meccanica" del calcolo, l'ernia è un'altra possibilità, ma è di fatto molto rara nella donna e sarebbe assolutamente evidente alla visita diretta. Dopo la rimozione dell'ostruzione l'alta via urinaria può ridursi, mai però del tutto. Realisticamente nel suo caso è molto probabile che un certo grado di dilazione permanga indefinitamente, senza peraltro influenzare la funzione renale. Se il calcolo è evidente all'ecografia, forse in questo momento la TAC sarebbe eccessiva.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#120] dopo  
Utente 292XXX

Grazie per la risposta.
In realtà dispiace anche a me aver di nuovo usufruito del servizio ma ora a parte la stanchezza e la debilitazione fisica sono preoccupata. Pensare ad un nuovo ricovero ed intervento non mi rilassa.
I calcoli, tutti e tre sono evidenti in ecografia. Non capisco come mai non siano stati visti in precedenza o durante i 2 precedenti interventi sullo stesso rene. Ma credo che forse questo possa succedere.
L'ecografo mi ha solo consigliato di controllare la dilatazione ureterale e delle pelvi del rene di destra.
L'urologo che mi segue comunque dice che non vuole intervenire sui due calcoli renali ma solo su quello ureterale.
Non mi ha inoltre dato alcuna indicazione o limitazione in riferimento ai miei sport ma io ho coliche e dolori nelle ore immediatamente successive e quindi non capisco se sia un bene o no per il rene e per tutto il resto e quindi se sia più sensato aspettare ancora 15gg (il nuovo intervento) prima di sottopormi a sforzi
Ho avuto di recente una fortissima colica con espulsione di frammenti (3 di circa 4 mm) ma nonostante ciò l'ecografie riportano quello che le ho scritto. Non capisco come facciano a comparire e scomparire tutti questi calcoli e soprattutto non capisco perché proprio ora mi stiano dando fastidio nonostante io so di averli da diversi anni.
Non c'è assolutamente nulla che si possa fare per tornare allo stato di salute che avevo prima che iniziassi ad avere le numerose coliche dell'ultimo anno?
Grazie di nuovo e soprattutto mi scuso

[#121] dopo  
Dr. Paolo Piana

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quanto la sta affliggendo è probabilmente il residuo dei calcoli trattati in ureteroscopia nei mesi scorsi. La nostra indicazione in questi casi é una ureteroscopia bilaterale contestuale di bonifica, se ne é probabilmente già parlato in passato, posto che si ripetano ecografia e radiografia diretta pochi giorni prima dell'intervento. Per quanto riguarda la sua attività sportiva, solo lei é in grado di giudicare, certo che se la fatica accentua il disturbo, é il caso di darsi una regolata!

Saluti
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[#122] dopo  
Utente 292XXX

La ringrazio per la risposta e le indicazioni.
Probabilmente non ho capito la sua risposta. Lei consiglia una ureteroscopia su entrambi i reni contemporaneamente? Il rene sinistro è stato già trattato e fortunatamente, avendo un uretere normale, non ha dato problemi, nel giro di qualche giorno ho eliminato i frammenti residui, la febbricola era sparita così come anche il dolore. Il tutto è ritornato dopo le due ureteroscopie sul rene destro.
Chiederò di fare di nuovo l'ecografia e la radiografia, se non me le indica l'urologo che mi segue.
Per quanto riguarda lo sport, mi limiterò se questo può creare qualche danno.
Grazie di nuovo

[#123] dopo  
Dr. Paolo Piana

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in caso di calcoli bilaterali di piccola-media taglia, l'ureteroscopia bilaterale in tempo unico è proponibile con buoni risultati, come abbiamo pubblicato sulla letteratura internazionale. Essenziale è basarsi si una documentazione aggiornata, poiché - proprio in caso di piccole concrezioni - la situazione può modificarsi rapidamente, anche in modo inatteso.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#124] dopo  
Utente 292XXX

La ringrazio.
Nel mio caso era stata scartata l'ureteroscopia bilaterale perché non erano sicuri della situazione dell'uretere reimpiantato.
Ad ogni modo spero che dopo il probabile nuovo intervento la mai situazione torni normale senza questa più continua pesantezza lombare e dolore all'inguine.
Ma un nuovo intervento lungo quell'uretere reimpiatato non potrebbe causarmi dei danni in futuro? Nonostante non abbia mai avuto problemi dall'intervento eseguito da piccola, l'urologo di allora mi ha prescritto esami da fare ogni 5 anni perché mi ha spiegato che sebbene praticamente rara c'è la possibilità di un ritorno di reflusso o di un mal funzionamento del rene operato.Pertanto i controlli periodici sono consigliati.
Posso solo chiederle cosa significa che non è visibile in ecografia il jet ureterale di destra( il rene in questione)? E' legato al mio reimpianto o alla dilatazione dell'uretere? Il medico che mi segue ha dato peso solo alla presenza dei calcoli e non a questo
Grazie di nuovo.

[#125] dopo  
Dr. Paolo Piana

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se lo strumento è passato una volta attraverso il reimpianto dell'uretere, è verosimilmente destinato a non creare particolari ostacoli in futuro. La presenza del calcolo impedisce un normale deflusso dell'urina in vescica, che non è continuo (l'uretere ha una sua peristalsi) ma avviene "a fiotti" successivi, circa 5-6 al minuto. E' questo il "jet" di cui parlano gli ecografisti, la cui assenza è infatti indiretto segno di ostruzione.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#126] dopo  
Utente 292XXX

La ringrazio per il suo chiarimento. Immagino quindi anche la possibilità di un reflusso legato alla dilatazione dell'uretere sia da scartare e che quindi i miei dolori/fastidi siano tutti da attribuire alla presenza dei calcoli.
Spero di poter presto mettere la parola fine alla storia.
Grazie per la disponibilità e chiarezza nelle sue risposte

[#127] dopo  
Utente 292XXX

Scrivo di nuovo forse più per paura che per un vero consulto.
L'urologo che mi segue ha confermato che entro fine mese mi sottoporrà a nuova ureteroscopia e questo non mi rende felice perché come al solito la mia degenza si prolunga oltre i limiti. Mi ha inoltre già detto che terrò uno stent per 4/5 gg ed anche questo non è piacevole sapendo cosa questo comporta per me.
Quello per cui scrivo è per sapere se una cisti o un calcolo sono distinguibili in ecografia. L'urologo dice che i nuovi calcoli di 7mm di cui uno mobile riscontratomi sono vecchie cisti piene di liquidi più che calcoli ed è per questo che si muovono.
Ha tenuto a sottolineare che il mio rene ( gia operato ) non è in ottime condizioni e che la dilatazione che gli ecografi evidenziano ( 20mm DAP) c'è sempre stata. Io non credo questo perché le mie ecografie di controllo degli anni precedente riferivano calcoli ma non dilatazione.
Il nuovo intervento pare che aiuterà a capire cosa ci sia nell'uretere e nei reni. Sono preoccupata per il fatto che non so se il continuo bruciore/pesantezza lombare ed inguinale ,anche notturna e non legata al movimento siano da attribuire al calcolo o ad altro.
Sono in oltre in ansia per il nuovo ricovero che a quanto pare è inevitabile e mi scuso quindi per la nuova richiesta.
Grazie

[#128] dopo  
Dr. Paolo Piana

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come già ripetutamente affermato, i suoi disturbi sono ampiamente compatibili con la presenza di un calcolo pre-vescicale. Per il resto, la dilatazione delle. alte vie urinarie (2 cm) è. comunque modesta e certamente anch'essa rapportabile alla presenza del calcolo ed all'intervento subito nel recente passato. Ci auguriamo che la sua attesa non si dilunghi troppo, più che altro per non accentuare la sua tensione emotiva. Si tratta pur sempre solo di calcoli, vi sono purtroppo malattie ben peggiori ...

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#129] dopo  
Utente 292XXX

Ha ragione, per fortuna si tratta solo di calcoli renali seppur parecchio fastidiosi e dolorosi.
L'intervento è programmata entro la fine di questo mese. Speriamo sia l'ultimo.
La ringrazio di nuovo per la cortesia

[#130] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
scrivo nuovamente qua per non aprire un nuovo documento.
Ho eseguito una nuova ureteroscopia per rimozione del calcolo ureterale che effettivamente seppur piccolo era presente e rimozione di altri due piccoli frammenti nelle pelvi renali.
Attualmente ed ancora per qualche giorno ho uno stent che toglieranno a breve.
La motivazione del perché scrivo è che vorrei avere alcuni chiarimenti. Io ho già chiesto al centro che mi segue ma considerando che negli ultimi mesi nonostante i miei disturbi essi attribuivano la causa a problematiche non urologiche mentre in realtà per l'ennesima volta erano dovute ad esse ora vorrei essere un po' più tranquilla.
Durante l'intervento hanno avuto problemi a risalire l'uretere che ha mostrato una substenosi a livello intraparietale che hanno allargato essi in operazione.
Ora io mi chiedo, sapendo che le stenosi sono l'anticamera per il ritorno di un reflusso, e vedendo che questo seppur lieve restringimento non era stato considerato negli ultimi 4 mesi nonostante il mio continuo malessere, quale sarà il nuovo decorso ora?
Le mie domande sono:
1)una sub-stenosi allargata in operazione può nuovamente tornare o è stata definitivamente risolta?
2)come mai alla terza volta gli strumenti non sono più riusciti a risalire?cioè perché si è creato questo piccolo restringimento?
3)il dolore in zona inguinale in quanto tempo passerà?se non passasse devo davvero rivolgermi ad altri specialisti tipo chirurghi o altro?
4)nel mio caso di pregresso reflusso devo controllare questo lieve restringimento e con che esami?
Io mi scuso di nuovo per queste domande ma vorrei capire se ora che la mia situazione di calcoli è completa non devo essere allerta per altro.
Grazie

[#131] dopo  
Dr. Paolo Piana

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la descrizione di una "substenosi" è molto generica, in effetti la realtà è rimasta negli occhi di chi ha visto con i suoi occhi. A distanza non è possibile giudicare, come anche per questo "dolore inguinale" mistriosamente collegato al passaggio dei calcoli.. Pare ovvio che in un uretere un poco "travagliato" si possano incontrare delle irregolarità del profilo della mucosa, perlopiù di tipo reattivo. Altra cosa sono le vere stenosi cicatriziali serrate, che impediscono di fatto il passaggio degli strumenti e preludono a complicazioni niente affatto simpatiche. Ma proprio non ci pare questo il suo caso. Tutto ciò non ha nulla a che vedere con il reflusso, che dipende essenzialmente dalla geometria del primissimo tratto dell'uretere, allo sbocco in vescica.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#132] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno
e per prima cosa grazie per la sua risposta tranquillizzante. Sapere che non c'è correlazione con un ritorno di reflusso mi fa piacere.
Per quanto riguarda la sub-stenosi non so dire altro perché nel referto è scritto solo impedimento al passaggio degli strumenti per presenza di tratto sub-stenotico intraparietale dell'uretere. Hanno fatto diversi tentativi per far passare gli strumenti ma senza alcun risultato positivo. E quindi c'è scritto che hanno proceduto ad un allargamento controllato. La mucosa era integra (come riportato nel referto). Ora che sia una stenosi cicatriale non lo so e spero che non lo diventi. Non so se questo può succedere per questo le chiedevo quali altri controlli dovrei fare nei prossimi mesi per tenere sotto controllo questa cosa.
Per il dolore inguinale deciderò nei prossimi mesi cosa fare se non dovesse passare.
Unica nota positiva è che questa volta lo stent mi da molto meno noia.
Grazie di nuovo per le indicazioni e per la disponibilità

[#133] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
a tutto ci si abitua ... anche allo stent!
Per i controlli nel tempo i nostri Colleghi le avranno detto. In linea di massima una buona ecografia ogni 4-6 mesi sarà sufficiente.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#134] dopo  
Utente 292XXX

Buongiorno,
quindi mi sembra di aver capito che quella sub-stenosi non potrà degenerare in una stenosi cicatriale e che se accadesse basta monitorare la situazione tramite ecografie nei prossimi mesi.
Ora che non ho più calcoli spero di risolvere anche il problema inguinale.
Grazie di nuovo per la sua disponibilità e spero di non dover più richiedere almeno per il prossimo decennio altre sue indicazioni sulla calcolosi.
Grazie