Utente 254XXX
Da circa 18 mesi soffro dei seguenti disturbi: sensazione di bagnato e fastidio sulla punta del pene in particolare dopo minzione (ho 41 anni, sono impiegato e normale attività fiscia in piscina e ora solo corsa; 2 filgli).
Ho fatto numerose visite e analisi tra cui quella dermatologica, urologica con 3 tamponi uretrali e uruinociltura ecografia completa e numerosi cicli antibilotici per debellare batteri come lo pseudomonas aeruginoso, e. colie enterococco fecalis. L’utlimo debbelato dopo una visita e cura antibiotica presso un infettivologo. Ma comunque in nessun momento la situzione di fastidio e percezione di bagnato è mai passata. A gennaio i risultati del tampone sono stati finalemnte negativie ma nessun miglioramento. Un mese e mezzo dopo circa ho cambiato urologo il quale dalla visita alla prostata ha ipotizzato una prostatite primo tentatvio di cura con Topster, e da un mese e mezzo con Ipertofan e impacchi di acqua calda e niente piscina (acqua troppo fredda). Dopo un primo periodo di nessun risultato verso il 30 gg finalemtne un migliormanto, che però è durato pochi giorni e oggi sono ancora alla stessa situazione di prima. Il mio medico dice che le prosatiti infiammatorie sono mlto lunghe da curare di avere pazienza. Volevo sapere una sua opinione, magari dalla sua esperienza capire che tempi potrebbero esserci per guarire. purtoppo l'aspetto più difficile da superare è quello psicologico..non si riesce mai a staccare la testa dal fastidio.
Nell’ultimo anno la sintomatologia ha continuato ad avere alti e bassi che si possano presentare con intervalli che a volte sono solo di un paio di giorni, oppure come l'ultima volta a distanza di 15 giorni
L’estate scorsa, dopo aver completato la cura con ipertrofan su consiglio del mio medico siamo passati al deprox 500. Prova per un mese e verifica dei risultati prorpio la setimana scorsa. Dopo la solita apparente pausa di qualche breve giorno ecco nuovamante il solito sintomo di fastidio in punta e sensazione di umido accentuata nel post minzione ( senza dolore). Dalla visita tuttavia è emerso che la prostata non risulta più infiammata. Ho buona fiducia nel mio medico il quale sostiene che potrebbe a questo punto trattarsi di ipersensibilità causata dal lungo perido di disturbo..che però andrà via con il tempo ( forse anche fra molto tempo); un'altra possibile concausa potrebbero essere delle contrazioni del perineo sempre per lo stesso motivo. Vorrei sapere se qualcuno conferma queste ipotesi che quindi mi farebbero perdurare in questo stato (cioè quello di partenza un anno fa)e quindi in sostanza il primo aiuto per guarire sarebbe un po' abituarmi a questa sensazione.
Terminato la cur acon deprox 500 nulla cambiato soliti intervalli brevi vi chiedo inoltre se i batteri contratti inizialemtne la prostatite poi ..generano spesso queste ipersensibilità che mai passano..sopratutto considerando che nonostante le cure le analisi e poi tutti i responsi negativi la sensazione è esattmante come un anno e mezzo fa??..potrebbe essereci qualcosa di diverso da quello che mi è stato diagnosticato e poi curato????
A novembre 2012 il mio urologo avanza l'ipotesi di possibili spasmi dell'uretra che quindi passeranno con il tempo. Ho preso per un mese genurin 200 ma nulla poi vesiker ( e poi anche mictonorm)…inizialemnte (entrambi) sembravano aver fatto effetto..ma pian piano siamo tornati alle solite. Il mio medico di fiducia dice che dopo questa cura (dalla quale secndo lui non dovre aspettarmi grandi risultati) non c'è più nulla da fare se non smettere di pensarci ed in caso convivere con tale fastidio (che ripeto essere più accentuato dopo la minizione a volte per una mezz'ora a volte anche un paio d'ore..ribadisco a volte qualche fitta ma normalemnte non dolore ma fastidio o sensazione di ipersensibilità). Qualcuno di voi ha già avuto esperienze di situazioni simili alla mia? e se si come sono state risolte ...se lo sono state effettivamente?..Dopo l’ukltima cura per scrupolo l’urologo consiglia di verificare che non esistano altre patologie più serie a acarico della vescica e quindi mi prescrive presso l'anatomia patologica della mia città un'analisi delle urine (3gg) dalla quale è emerso che ci sono numerose cellule urotelialie numerossissimi leucociti. Il mio medico quindi mi ha consigliato una spermicultura nella speranza di idnetificare precisamente i batteri e magari tramite un'antibiogramma specifico risolvere il problema.. Se non erro, la presenza di batteri di qualuunque genere potrebbe essere propio la causa di questa sintomatologia altalenante...credo di aver letto che spesso questi batteri si caricano e quindi danno il sintomo poi pian piano perdono la carica e sembra che tutto sia passato..in relatà sono in una fase in cui pian paino riprendono la,loro carica per poi ripresentare il sintomo..è corretto?
Grazie per l’attenzione

[#1] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese

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Gentile utente, più che pensare ad una causa infettiva io penserei ad una situazione locale ovvero la presenza di sgocciolamento urinario al termine della minzione che le crea il sensp di fastidio e di umido a volte accentuato da alcuni tipi di detergenti. In tali situazioni difficile trovare una valida soluzione che dovrebbero essere basate soprattutto terapie topiche.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#2] dopo  
Utente 254XXX

Gentilissimo dottore a parte il fatto che il primo medico consultato un anno e mezzo fa era un dermatologo e non trovo nulla nel passare del tempo ho anche cambiato le metodologie di igiene eliminando ad esempio uso della carta igienica ma la cosa determinante e' soprattutto che la mia e' una sensazione non e' uno sgocciolamento reale..aggiungo inoltre per chi volesse intervenire che negli ultimi giorni il fastidio e' diventato saltuariamente un bruciore a fitte abbastanza sporadiche e sopportabili come dolore ma poco piacevoli ...solo ora posso parlare di un po di dolore

[#3] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese

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Confermo quanto sopra esposto anche alla luce dei dettagli che lei ha aggiunto.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#4] dopo  
Utente 254XXX

gentilissimi dottori, dopo la spermicultura da cui sono emersi da cultura: flora normale ma presente un battere alfa emolitico che il mio medico di fiducia ha provato a curare con augmantin (3 pastiglie al dì). a prescindere che in quei giorni il sintomo sembrava ulterirormente accentuato..nessun risultato nemmeno alla fine della cura. Ora sono in attesa dell'ennesima visita; tuttavia dall'ultimo consulto avuto con il mio medico,lui ritiene che non ci sia nulla a livello urologico ed escuderebbe eventuali possibili cure topiche ..pittosto sarebbe propenso per irtenere il tutto una infiammazione a questo punto di origine muscolo scheletrica ( tipo del perineo o zone limitrofe)...e mi ha parlato eventualmente di terapia al centro del dolore...qualcuno di voi ha qualche esperienza per sintomatologie così indefinibili?? grazie per l'attenzione

[#5] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese

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Gnetile utente,

nei casi di sintomatologia ricorrente ed esami colturali positivi è corretta una terapia antibiotica reiterata nel tempo sino alla negativizzazione. Per quel che riguarda il dolore si può anche prendere in considerazione una terapia continuativa. In conclusione è un corretto atteggiamento quello del suo medico.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#6] dopo  
Utente 254XXX

Di cure antibiotiche ne ho fatte molte ma il problema non è mai sparito..e con andamento assolutamente indipendente dalla cura..inoltre l'ultimo ciclo antibiotico secondo l'ospedale dove ho fatto le anlisi non necessitava nemmeno di antibiogramma essendo risultato dall'esamen colturale : la flora comunque normale.
Dopo ennesima vistita non è emerso nulla di nuovo a carico della prostata che risulta normale..il mio medico sostiene di non aver più nulla da indagare visti gli esiti delle analisi. Ripeto che il mio fastidio ha un andamento estremamente altalenanete e indipendente da qualunque fattore esterno ( cibo-igiene-sport-abbigliamento-medicine). L'ultima spiaggia alla quale mi sono rivolto è un osteopata nella speranza che si veda se effettivamente esiste un infiammazione muscolo scheletrica ( magari causata da una colite croniche che ho da 20 anni e che curo al bisogno con debridat). L'urologo e l'osteopata ipotizzano un possibile coinvolgimento della zona, dove ho fastidio, prorpio forse a causa di infiammazioni in zone limitrofe (colite e sciatalgia).
Qualcuno ha qualche suggerimento da darmi...non so più cosa fare e non dubito delle ottime capacità del mio urologo...è che la cosa mi sta rovinando la vita..non riesco a non pensarci...
grazie

[#7] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese

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Che cura le ha dato l'osteopata? Da quanto tempo la sta assumendo? Con quale efficacia?
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#8] dopo  
Utente 254XXX

gentilissimo dottore, sto facendo delle manipolazioni sulla zona addominale e sulla schiena in prossimità della l5-s1. ho fatto una sola seduta e la prossima settimana faccio la seconda. Abbinato sto assumendo 40 gocce 3 volte al di di calluna vulgaris e bere molto. Dopo la prima seduta per un paio di giorni ho sentito beneficio alla zona addominale (colon) e in quei due giorni il sintomo era attenuato..poi pian piano è ritronato tutto come prima.
Approfitto della sua domanda per chiederle anche un'altra informazione: quando il sintomo è un po' più fastidioso ho l'impressione di trovare beneficio utilizzando l'olio vea messo in loco ..cosa ne pensa?

[#9] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese

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Può essere un buon rimedio.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#10] dopo  
Utente 254XXX

Gentile dottore, al ringrazio per la sollecitudine con cui mi risponde; vorrei sapere tuttavia cosa ne pensa del discorso dell'osteopatia, ed in caso se ha già avuto esperienze in campo, risolte con l'osteopatia.
Inolotre le faccio una domanda molto diretta: parlando con il mio urologo e leggendo molti articoli ho intuito che ad eccezione delle patologie seria a carico della prostata (tumori ipertofia o infiammazioni bateriche diagnosticabili con le analisi) esistono un numero considerevole di sintomatologie analoghe alla prosatite vera e prorpia afferenti alla zona prostatiche e zone limitrofe di cui non si conosce la causa, e di consegunza la cura ( tipo infiammazioni muscolo scheletriche e analoghe). è vero??
potrebbe quaindi essere il mio caso??
Grazie per la pazienza.

[#11] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese

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Gentile utente,

1) Non ho esperienza di terapie risolte con terapie osteopatiche

2) Esiste il cosiddetto dolore pelvico cronico che è difficilmente diagnosticabile la cui diagnosi si fa per esclusione, tale dolore non implica il coinvolgimento della prostata, ma di strutture ad esse vicino.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#12] dopo  
Utente 254XXX

gentilissimo dottore, la ringrazio nuovamente per le risposte fornitemi...quindi a fronte di quanto verificato con le mille analisi effetuate potrei torvarmi nel caso da lei descritto al punto 2?. Il mio Urologo, all'ultima visita mi avrebbe ordinato del pelviren...se non ricordo male il nome...da provare a prendere se l'osteopatia non portasse risultiati. Secondo lei questo farmaco ha proprio come scopo la cura delle infiammazioni pelviche croniche di cui mi parlava?....si può guarire oppure devo rassegnarmi ad avere questi alti e bassi continui...per sempre???

grazie ancora.

ps se qualche suo collega sa di risultaiti con osteopatia sarei curioso di sapere cosa ne pensa.

[#13] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese

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Non mi è possibile fare una diagnosi solo dalla visione degli esami. In queste situazioni punto cardine come non mai è la visita e l'individuazione precisa della zona di origine del dolore (area "Trigger"), come tale non mi è possibile esprimere pareri sulla esatezza della terapia che comunque è bene eseguire se consigliata dallo specialista che la ha visitata.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#14] dopo  
Utente 254XXX

Buongiorno, mi scusi l'insistenza ma volevo un chiarimento se possibile: all'inizio del suo consulto abbiamo parlato di una possibile cura topica per un possible uso sbaglaito di detergenti..successivamente, dopo qualche chiarimento da parte mia, i suoi consigli appoggiavano il mio medico sulle numerose terapie antibiotiche, infine parliamo di dolori nella zona pelvica (avendo escluso con analisi e visite ogni tipo di infiammazione a carico della prostata) di difficile diagnosticabilità e quindi cura. Secondo lei quale è la strada da seguire?
Inoltre le rinnovo la domanda: qualora si trattasse dell'ultima ipotesi è guaribile e se si con quali rimedi?
Le ricordo che il mio è un fastidio e non dolore che si accentua dopo la minzione, e per questo motivo da qulache mese tendo a lavarmi solo con acqua dopo la minzione, senza uso di detrgenti o carta igienica..( magari questo eccesso potrebbe aver alterato la naturale umidità della parte?).

grazie ancora della disponibilità

[#15] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese

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1) E' ovvio che in caso di coltura positiva a germi come nel suo caso la terapia cardine è quella antibiotica. Se poi il dolore tende a persistere nonostante la negativizzazione deglie sami colturali si può pensare ad un dolore infiammatorio o neuropatico e quindi bisognerebbe approfondire e curare tale disturbo.
I dolori pelvici cronici richiedono molto tempo per essere curati e spesso si ricorre a terapie multimodali; terapie mediche, terapie fisiche ad esempio con elettrostimolatori, ecc.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#16] dopo  
Utente 254XXX

Gentilissimo dottore, scusi novamente l'insistenza..ma dopo quasi due anni sono veramente al limite della sopportazione. Preciso che l'ultimo esame (spermicultura) dava : esame culturale nella norma battere presente streptoccocco afa emolitico per il quale il laboratorio non ha prescritto antibiogramma..ma nonostante questo il mio urologo mi ha fatto fare una cura con augmantin per una settimana tre pastiglie al giorno.Non essendo cambiato nulla come le dicevo precedentemente sto provando con osteopatia (su consiglio del mio urologo poichè dopo oltre un anno che mi ha in cura dice che non c'è nulla di urologco e ritiene per esclusione di parlare di infiammazione cronica della zona). Ad oggi anche le due sedute osteopatiche non hanno portato risultai se non aver alimentato le mie speranze soffrendo da anni di colite e sciatica e quindi ipotizzando un'infiammazione generale della zona con riflessi nella zona prostatica e quindi con il mio disturbo.Devo fare la trza seduta a fine mese ..ma ci conto poco..al termine di questo prova dovrei fare tre mesi con pelvilen...lei che ne pensa?
Inoltre da qualche giorno ho come l'impressione di fare un po' fatica a stare seduto per lungo tempo..anzi delle volte ho come la sensazione che il mio fastidio sia proprio accentuato dallo stare seduto a lungo ( sensazione analoga a quanto si fa la visita alla prostata)( peraltro a confutare questa mia ipotesi durnate i fine settimana sono sempre in piedi e la sensazione non cambia). Poichè l'ultima visita l'ho fatta venti giorni fa e non è emerso nulla trovo strana questa condizione...forse è solo un condizionamento psicologico lei che ne pensa?

[#17] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese

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Purtroppo è una situazione molto complessa da gestire via web specie per il fatto che è una situazione duratura nel tempo e c'è più di un elemento confondente. Segua le indicazioni ricevute.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#18] dopo  
Utente 254XXX

Buongiorno dopo aver consultato il mio urologo l osteopata ed un vostro specialista in gastroenterologia tutti ritengono un capitolo aperto l interferenza delle infiammazioni da colite sull apparato prostatico e nel mio caso hanno parlato di pavimento pelvico. Ovvio che via web non e facile ma dalla sua esperienza pensa che tale ipotesi sia percorribile avendo ormai escluso ogni implicazione urologica? E se si ha idea di che tempistiche servono per migliorare se mai questo fosse possibile ma soprattutto i sintomi da me accusati possono corrispondete a tale diagnosi...la mia insistenza è frutto anche di una ormai accertata difficoltà a gestire questo problema dal punto di vista psicologico (somatizzazione e un po di ipocondria)
grazie

[#19] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese

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E' una diagnosi possibile. Per rquel che riguarda la tempistica di guarigione è difficile stabilirlo, in genere hanno un decorso non breve.
Cordiali saluti
Gino Scalese