Utente 486XXX
Buonasera, negli ultimi mesi soffro di cistiti ricorrenti emorragiche. Premetto che avevo avuto in precedenza un unico episodio di cistite sempre emorragica in seguito alla rimozione di catetere dopo un incidente che aveva causato la frattura di due vertebre, in seguito non ho mai avuto disturbi né urologici né ginecologici fino allo scorso settembre. Da allora ad oggi gli episodi sono stati nove. Sempre emorragici e sempre con una insorgenza fulminea: in un paio d'ore passo dal non avere alcun disturbo ad avere bruciore, dolore, urgenza ad urinare e sangue. Ho eseguito tre urocolture: ottobre 2017 1000000 ufc e. Coli e 1000000 ufc pseudomonas aeruginosa, sensibili a diversi antibiotici e trattati con ciproxin 500 con doppia somministrazione giornaliera per 5 giorni. Gennaio 2018 esito negativo. Marzo 2018 10000000 ufc e . Coli con sviluppo di resistenza verso parecchi antibiotici ad eccezione di ertapenem, imipenem, trimetoprim/sulfametossazolo anche se con finestra terapeutica piuttosto ristretta. L esame chimico fisico urine di marzo 2018 segnala presenza di emoglobina, proteine, nitriti, leucociti, ossalati di calcio e muco. Ecografia addome completo e transperineale non hanno riscontrato nessuna anomalia (esami prescritti da un urologo a febbraio 2018). Ho assunto i più svariati antibiotici fosfomicina, amoxicillina ac clavulanico, Bactrim, bassado, giasion, ciproxin ma il problema continua a ripresentarsi. Vi chiedo consulto per sapere se ci sono accorgimenti e comportamenti consigliabili, esami da fare, alimentazione,... tenendo presente che non assumo altri farmaci, non soffro di nessuna patologia, seguo una dieta varia e abbastanza equilibrata

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Si tratta come sempre di batteri di chiara origine intestinale, quindi è proprio all'intestino che va rivolta la maggiore attenzione. Anche se la funzione non è così alterata vi possono essere dei problemini nascosti, ad esempio intolleranze alimentari od altri fattori che possano indurre una flora batterica condizionata. L'assunzione prolungata di vari antibiotici energici può transitoriamente dominare gli episodi acuti, ma induce inesorabilmente selezione e resistenza sui ceppi batterici intestinali, che diventano sempre più aggressivi. In conclusione, valuteremmo attentamente la situazione dal punto di vista nutrizionale, ricorrendo ad un idoneo specialista. Dal punto di vista strettamente urologico invece le possibilità d'azione sono più limitate. Oltre all'universalmente valido consiglio di bere molta acqua, si possono prescrivere integratori che limitino l'adesione dei batteri alle pareti della vescica (derivati del mirtillo, d-mannosio, eccetera).
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 486XXX

La ringrazio per la risposta ed i consigli, avevo tralasciato che sto già facendo uso di integratori da settembre. Ho già utilizzato mirtillo rosso ed uva ursina e d-mannosio facendo cicli di venti giorni al mese. Sto anche assumendo fermenti lattici per ripristinare la flora batterica. C è un ceppo più consigliabile di altri?

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Non abbiamo la competenza per darle un consiglio specifico. Le raccomandiamo una valutazione dietologica/nutrizionistica.
Dr. Paolo Piana
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