Utente 288XXX
Il mio pene presenta una curvatura ventrale. Mi è capitato occasionalmente nel rapporto che questi, fuoriuscendo dalla vagina e sbattendo contro il perineo, accentuasse l'originaria convessità provocandomi dolore.
Dopo aver visionato foto e video del pene in erezione l'urologo, nel definire la curvatura al limite della norma (non consigliandomi, ma tuttavia manifestando la sua disponibilità ad un intervento correttivo), ha cercato di tranquillizzarmi per l'accaduto, asserendo che la frattura si manifesta usualmente laddove il pene non è perfettamente eretto e specificando che la curvatura ventrale non la rende affatto piu' probabile rispetto al pene idealmente dritto o a quello con curvatura verso l'alto.
Immaginiamo ora una persona A con la curvatura dorsale e una persona B con una curvatura ventrale. Entrambi hanno il pene perfettamente eretto e cadono, da proni, con il corpo parallelo al letto, direttamente sopra il materasso.
A mio avviso la persona A difficilmente svilupperà una frattura in quanto, appena il glande toccherà il materasso, il pene avrà margine per proseguire verso il naturale movimento erettivo che si concluderà quando il glande toccherà la pancia.
D'altra parte la persona B inevitabilmente incorrerà in una frattura stante che, quando il glande toccherà il materasso, il peso corporeo spingerà l'intero pene verso il basso, direzione anatomicamente impossibile in piena erezione.
E' in qualche modo fondata la mia paura oppure l'asserzione dell'urologo è corretta?
Vi ringrazio

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Le sue simpatiche fantasie si basano su presupposti meccanici che poco si adattano ai tessuti biologici. Dobbiamo quindi dare ragione al nostro Collega. Stia dunque sereno, negli incurvamenti del pene si pongono indicazioni chirurgiche solo se vi è impaccio insostenibile o dolore all'attività sessuale, non certo per motivi estetici.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 288XXX

Gentile Dr. Piana, l'ironia mi pare fuori luogo. Non ho fatto riferimento al piano estetico, bensì ho narrato alcuni episodi REALMENTE ACCADUTIMI durante i rapporti che davano luogo a dolore e di conseguenza impossibilità a proseguire momentaneamente l'attività.
L'esempio, a suo dire fantasioso, è riconducibile alla posizione del corpo mio e della partner nel momento in cui è avvenuto il trauma.
Quello che gradirei sapere è se un pene convesso è piu' predisposto a traumi di questo tipo e, in caso contrario, quale sarebbe il presupposto errato del mio ragionamento.
Grazie

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Se talora in medicina facciamo ricorso ad un po' di blanda ironia, è per lenire in qualche modo l'aridità dell'argomento.
Il presupposto errato del suo ragionamento sta nel fatto che i tessuti biologici hanno una intrinseca duttilità e quanto lei valuta solo dal punto di vista dinamico e meccanico ha possibilità quasi nulle di avverarsi nella realtà.
Ciò detto, buona parte di coloro che fanno riferimento a noi specialisti per situazioni di incurvamento dei corpi cavernosi non ha problemi funzionali, ma solo di alterazione dello schema corporeo. Le indicazioni chirurgiche veramente motivate sono abbastanza rare. Il suo uologo di riferimento, che conosce veramente la sua situazione, è l'unco in grado di giudicare con coscienza di causa.
Dr. Paolo Piana
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