Utente 464XXX
Buongiorno,

sono un ragazzo di 21 anni, nell'ultimo periodo poco sportivo ma molto stressato, da sempre con alimentazione molto sana. Da gennaio lamento alcuni fastidi legati alla prostata, prima presentati con bruciore con la minzione, poi con vari disturbi urinari (continuo bisogno di urinare senza svuotamento della vescica, perdite, gonfiore nel basso ventre), deficit erettili, alterazione della libido e dello sperma, ipoestesia genitale. Avendo tutti gli esami dell'urina e mst negativi ho fatto, sotto consiglio del mio medico, due mesi di ipb3 con pochi risultati. Sono quindi andato da un urologo che mi ha prescritto test di meares (uno positivo a germi kes, l'altro E. coli) seguiti da vari cicli di Bactrim forte, tre settimane ciascuno, in aggiunta di ipb3, deprox e camoedex. Al termine di tutto ciò i disturbi si sono minimizzati, ma i vari fermenti lattici presi sotto consiglio dell'urologo e del medico di base, mi hanno fatto venire stitichezza e ritorno parziale di disturbi urinari, tutto minimizzato poi con enterolactis. La prostata risulta tuttora ritornata nella norma e io ho continuato per altri mesi ipb3, deprox, campedex e poi gradualmente stoppati.
Il problema è che non posso dire di essere ritornato normale: il flusso urinario è debole e le erezioni sono migliorate tanto ma non sono più come prima, talvolta ho ancora residui di perdite urinarie/difficoltà nello svuotare la vescica. Ma il fastidio più grande è l'immutata ipoestesia che mi interessa la zona dal pube all'ano: al tatto non provo nessun piacere ma sento poco in generale, se mi pizzico o in presenza di fonti di calore..anche nell'urinare, sento meno nell'uretra e nella vescica. Quest'estate il mio urologo mi ha fatto fare EMG del pavimento pelvico, studio pudendo, RMN colonna in toto: tutto negativo, ma io ho sempre gli stessi problemi.
In generale comunque la zona interessata mi sembra diversa, non mi riconosco più allo specchio: da essere sempre stata più scura/rosea del resto del corpo (come è normale che sia), la pelle è molto pallida e al tatto con meno tono, come se non ci fosse il giusto apporto sanguigno. In generale i miei genitali sembrano diversi e più piccoli, ritirati "brutti", come se avessi sempre la sensazione che si ha dopo un'attività sportiva/in presenza di freddo; il pene soprattutto ha una forma che non riconosco.
Il mio urologo mi ha consigliato una visita gastroenterologica (avendo qualche problema intestinale), il medico di base di curare l'alimentazione, riprendere fermenti e ipb3, entrambi di fare tanta attività sportiva che da qualche mese ho ripreso.
Non riesco a capire, non ho disturbi gravi ma comunque non mi fanno sentire a mio agio e mi creano problemi. Al momento ho 21 anni ma mi sento una "funzionalità urinaria e sessuale" del doppio dei miei anni. Cosa può comportare tutto ciò? Si può ritornare normali o dopo un anno può darsi che ci siano degli strascichi permanenti della prostatite?

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

non drammatizzi, i fastidi che ci espone sembrano in effetti sintomi secondari e sequele, speriamo finali, della precedente infiammazione della prostata.

Si ricordi comunque che, quando sono presenti queste "problematiche urologiche” ,possono essere utili alcune indicazioni anche di tipo dietetico-comportamentale:

1) vita sessuale regolare, non lunghi periodi di astinenza;

2) limitare l'assunzione di alcuni alimenti tipo cioccolato, uova, frutta secca, formaggi stagionati, ecc;

3) lo stesso vale per le bevande come il caffé, il tè,le bibite gassate od alcoliche;

4) altra cosa importante è bere con intelligenza ad esempio durante tutto l'arco della giornata sono consigliati almeno 2–3 litri di liquidi, soprattutto acqua (se non esistono altre controindicazioni di ordine generale), smettendo però di bere almeno tre-quattro ore prima di andare a letto;

5) combattere la stitichezza quindi fare una dieta ricca di fibre e praticare una regolare attività fisica;

6) se si fuma, spegnere la sigaretta perchè la nicotina ha un'azione irritante sulla vescica;

7) infine ultimo consiglio, ma non meno importante, quello di ascoltare sempre attentamente il proprio medico di famiglia e lo specialista urologo che la stanno seguendo.
Si ricordi comunque che sempre la visita medica rappresenta il solo strumento diagnostico per poterle dare un’indicazione terapeutica corretta e che i consigli forniti via internet vanno sempre intesi come meri suggerimenti di comportamento.

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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[#2] dopo  
Utente 464XXX

La ringrazio della risposta!
Seguo tutte le indicazioni elencate da mesi.

[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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