Utente 512XXX
Buonasera,
mio padre di 64 anni ha subito, 4 settimane fa, una prostatectomia radicale eseguita con successo tramite robot Da Vinci, che ha condotto all'asportazione di un tumore interamente confinato nella ghiandola.
Sta tuttavia sperimentando problemi di incontinenza; in generale, lo stimolo della minzione non è avvertito, ma, a seguito di normali sforzi (alzarsi dalla sedia, fare le scale, etc.), esso emerge improvvisamente e spesso genera incontinenza. Vorrei sapere se, nonostante siano passate 4 settimane dall'intervento, si rientri ancora nei margini entro cui avviene un recupero spontaneo della funzione e se, in caso contrario, ci sono indicazioni terapeutiche di qualche tipo. Mio padre effettua regolarmente gli esercizi per rieducare i muscoli del pavimento pelvico, prescritti dallo specialista.
Grazie mille.


***
Per completezza di informazioni, riporto, qualora siano utili, i dati dell'esame istologico condotto sul tumore asportato:
Adenocarcinoma acinare della prostata di grado combinato Gleason 7 (3+4).
Diametro massimo del focolaio di dimensioni maggiori cm 3 (lobo destro)
Rapporto tessuto normale:neoplasia = 1:2
Immagini multiple di neoplasia prostatica intraepiteliale di alto grado.
Invasione perineurale intraparenchimale: presente.
Invasione perineurale extraparenchimale: assente.
Angioinvasione: assente.
Invasione dei tessuti molli periprostatici: assente.
Margini di exeresi esenti da neoplasia.
Vescichette seminali esenti da infiltrazione.
PT2 R0 sec. AJCC 8th ed.
PT2c R0 sec. UICC 20187.
Il PSA, rilevato nel mese di ottobre scorso, era pari a 9.
Grazie ancora

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Si è trattato dunque di un tumore sicuramnente confinato alla ghiandola, ad aggressività medio-bassa, di dimensioni non indifferenti (3 cm). D'ogni modo, l'intervento è stato certamente curativo. Dopo 4 settimane le condizioni non sono cerrtamente ancora stabilizzate e prima di trarre delle conclusioni si dovrebbero attendere ancora 1-2 mesi. D'ogni modo, nel frattempo, bene per la fisiochinesi-terapia del pavimento pelvico, ma vi sono anche le elettrostimolazioni ed il biofeedback, che possono dare un grosso aiuto a ripristinare le condizioni. Queste pratiche vengono in genere associate nelle strutture che si occupano di riabilitazione pelvica.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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