Utente 332XXX
Gent.mi Dottori.
Una semplice domanda in merito alla problematica dell'incontinenza.
Chi si sottopone ad un intervento di prostatectomia intrafasciale robotica nerve sparing, normalmente, al momento della rimozione del catetere dopo l'intervento, soffre di incontinenza?
In sostanza, nella grande maggioranza dei casi, si soffre di incontinenza e poi col tempo si recupera o non se ne soffre affatto?

Grazie.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Nella maggior parte dei casi si manifesta una modestissima incontinenza da sforzo (poche gocce), che in genere si risolve nell'arco di qualche settimana. Nella nostra pratica comunque, in tutti i casi nel post-operatorio si effettua una riabilitazione della muscolatura del perineo, con fisioterapia ed elettrostimolozioni.
Dr. Paolo Piana
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[#2] dopo  
Utente 332XXX

Mi scusi Dottore.
Normalmente quanti giorni dura la degenza in ospedale?
Normalmente il catetere viene rimosso prima o dopo le dimissioni?

Grazie ancora.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Questo ovviamente può variare da una struttura all'altra, in media comunque la degenza è di 4 giorni, il paziente viene quindi dimesso con il catetere a dimora, che viene rimosso ambulatorialmente entro la settimana successiva.
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
Utente 332XXX

Scusi ancora Dottore.
Ho 50 anni e probalbilmente dovrò sottopormi a tale intervento.
In pratica, nella maggioranza dei casi si supera l'intervento senza nessun tipo di danno permanente?
Si ritorna esattamente come prima sia dal punto di vista sessuale che di funzionalità a livello urologico?
Se si, in quanto tempo generalmente?

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Quello di cui parla è il risulato ottimale cui sia paziente che operatore vorrebbero ovviamnte tendere. Ad essere onesti e realisti qualche deficit può manifestarsi, sia dal punto di vista funzionale che sessuale, che in genere si riesce a recuperare del tutto o quasi entro qualche mese ricorrendo ad una riabilitazione funzionale ed andrologica precoce. La variabilità da soggetto a soggetto è comunque molto elevata e l'età relativamente giovane gioca senz'altro a suo favore.
Dr. Paolo Piana
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[#6] dopo  
Utente 332XXX

Ancora una domanda.
Nel mio caso dovrebbe trattarsi di gleason 3+3 / 3+4 di piccole dimensioni, localizzato, non palpabile e non visibile ecograficamente. Mi è anche stata proposta la sorveglianza attiva.
L'intervento di prostatectomia è da considerarsi risolutivo?
Fatto l'intervento potrò considerarmi guarito?

[#7] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Considerando il punteggio Gleason e l'esiguità della lesione, la sorveglianza attiva è certamente una opzione proponibile. E' pur vero che alla sua età relativamente giovane, probabilmente molti specialisti tenderebbero a caldeggiare l'intervento demolitivo, certamente curativo a fronte però dei rischi generici e specifici della chirurgia. L'intervento a medio e lungo termine permette probabilmente di allentare i controlli che con la sorveglianza attiva sarebbero necessariamente più assidui. Per le lesioni focali a basso grado vi sarebbe anche l'opzione della terapia focale (ultrasuoni focalizzati o HIFU) obiettivamente non ancora molto diffusa ma non per questo da scartare a priori. In conclusione, molto dipende anche dal suo atteggiamento psicologico di fronte alla malattia, ovvero togliere il dente o tenerselo, curandolo opportunamente.
Dr. Paolo Piana
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[#8] dopo  
Utente 332XXX

Mi perdoni dottore.
Non ho però capito se la prostatectomia può considerarsi una soluzione risolutiva. Togliendo la prostata non ci si può cosiderare guariti?
Se no, perche?

[#9] dopo  
Dr. Paolo Piana

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É sempre impegnativo affermarlo, ma in medicina non esistono certezze ma solo probabilitá. L’intervento radicale, come abbiamo giá scritto, é l’opzione che a medio-lungo termine permette verosimilmente di allentare i controlli che comunque sarebbero comuni a qualsiasi altra situazione oncologica. Come altrettanto abbiamo giá scritto, la bassa aggressivitá e le minime dimensioni del tumore giocano nettamente a suo favore e preludono ad un buon risultato, qualunque sia la strada che si decide di percorrere.
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[#10] dopo  
Utente 332XXX

Gent.mo Dott. Piana.
Mi scusi se continuo a tempestarla di domande ma purtroppo avrò il colloquio post biopsia solo il 9 di aprile e, non avendo le idee chiare, il mio stato d'animo non è dei migliori e i dubbi emergono uno dopo l'altro. Spero comprenderà.
Nella precedente risposta lei parla di probabilità e non di certezza di guarigione in caso di prostatectomia. Allora le domando, in un caso come il mio, almeno indicativamente, qual'è la probabilità di definitiva guarigione sottoponendomi a prostatectomia?
Sono ormai anni che soffro di ritenzione urinaria (circa 100 cc) provocata da vescica atonica conseguenza, probabilmente, di una congenita sclerosi del collo vescicale poi operata nel 2007 (avevo 39 anni) con però scarsi risultati.
Le domando, sottoponendomi alla prostatectomia potrò avere giovamento nello svuotamento vescicale o addirittura potrei peggiorare la situazione?

Ancora grazie

[#11] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Le probabilità di guarigione sono certamente molto elevate. Dal punto di vista funzionale, non dovrebbero esserci delle grosse variazioni, ma questo è difficile da prevedere nel dettaglio.
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[#12] dopo  
Utente 332XXX

Buonasera Dott.Piana.
Mi è appena stato comunicato l'esito della biopsia e, causa giovane età, sono stato messo in lista d'attesa per l'intervento di prostatectomia intrafasciale robotica nerve sparing di cui le avevo già parlato.
Avendo subito nel 2007 un intervento di tuip (resezione collo vescicale) ho un rischio aumentato di incontinenza post prostatectomia? Se si, può quantificare tale rischio?
Grazie ancora.

[#13] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Non dovrebbe costituire un rischio aggiuntivo.
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[#14] dopo  
Utente 332XXX

Mi scusi ancora gent.mo Dott. Piana.
Il giovane medico che mi ha comunicato l'esito della biopsia, forse perchè doveva redermi edotto di ogni possibile rischio relativo all'intervento, non era però del suo stesso parere in quanto mi ha chiaramente parlato di un aumento del rischio di incontinenza a causa della tuip eseguita nel 2007.
La cistoscopia eseguita 2 anni fa dice: il tratto prostatico risulta ampio e il collo vescicale beante .
Io non riesco a capire come questa cosa possa influire sulla continenza post prostatectomia.
Potrebbe chiarirmi meglio questo aspetto?
Scusandomi ancora per l'insistenza le porgo poi un'altra domanda: la mia vescica, praticamente da sempre, risulta ipocontrattile infatti convivo da molti anni con un residuo vescicale di circa 100cc. Paradossalmente una vescica ipocontrattile non potrebbe essere d'aiuto nel prevenire la problematica dell'incontinenza?
Grazie ancora.

[#15] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Non ci trovamo in perfetto accordo, ma questo non ci spaventa ... La continenza maschile ha due componenti, lo sfintere volontario che conta per l'85% almeno e per il rimanente 15% il collo vescicale. Il suo collo vescicale è aperto dopo l'intervento di TUIP. Pertanto, nella sua situazione attuale, la tenuta è assicurata solo dallo sfintere volontario in modo ottimo, infatti lei non ci riferisce incontinenza. Nella prostatectomia radicale, il collo vecicale viene comunque modificato radicalmente dal conferìzionamento del collegamento (anastòmosi) tra uretra e vescica. Quindi sostanzialmente non vediamo alcuna pregiudiziale legata al precedente intervento. Altra cosa è il possibile danno alla innervazione dello sfintere, ma uno dei maggiori vantaggi della chirurgia laparoscopica assistita dal robot è proprio la maggiore precisione con rispetto dell'innervazione urinaria e genitale. Anche la lieve ipocontrattilità (forse risultato della precedente ostruzione inveterata?) non costituisce a nostro avviso alcua pregiudiziale.
Dr. Paolo Piana
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[#16] dopo  
Utente 332XXX

Volevo nuovamente ringraziarla per la sua professionalità, comprensione, gentilezza e chiarezza.
Chi scrive è spesso in una situazione emotiva molto difficile e trovare persone competenti e disponibili come lei è veramente di grandissimo conforto.
La saluto cordialmente.

[#17] dopo  
Utente 332XXX

Gent.mo Dott. Piana
Scusi se continuo a tartassarla, il giovane medico di cui le ho parlato in precedenza mi aveva spiegato che avendo il collo vescicale beante (a causa della TUIP del 2007) l'esecuzione dell'anastomosi con l'uretra poteva essere più difficoltosa e questo aumentava il rischio di incontinenza.
Continuando a non comprendere il perchè le chiedo se ciò corrisponde al vero. Scusi l'insistenza e grazie ancora

[#18] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Dal nostro punto di vista non è così, si tratta di opinioni diverse. In medicina non esistono certezze.
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