Dopo ecografia a seguito di sangue nelle urine si riscontra nel rene destro calcolo di 10x12cm

Dopo ecografia eseguita in seguito a sangue nelle urine si riscontra calcolo di 10x12 cm nel rene destro non ostruente.
Avendo storia di calcolosi fin da giovane con coliche anche violente ed espulsioni di calcoli fino a 1cm, e trovandomi per lavoro all'estero in località non coperta da specialisti causa Covid, mi domando se sia il caso di bere molto o meno, con il rischio che il calcolo muovendosi vada ad ostruire l'uretere con difficoltà ad essere espulso causa dimensioni maggiori del calibro dell'uretere.


Elettrolitrasi è consigliabile in questo caso?

Ma è la quantità d'acqua da assumere il mio dubbio maggiore, per paura che provochi la discesa del calcolo e l'inizio delle coliche.

Il sangue prodotto da qualche frammento che ho sentito passare giorni fa e l'ematuria dopo è cessata.


Il dolore è la mia paura se il calcolo di muove.


Attendo vs consiglio, grazie e saluti.
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Dr. Paolo Piana Urologo 26,9k 1,3k 15
Le dimensioni del calcolo senz'altro sconsigliano di attendere o addirittura cercare di stimolare una espulsione spontanea. Pertanto le diremmo di non assumere esagerate quantità di liquidi, che rischierebbero solo di appesantire il rene ed indurre inutilmente dolorose coliche. Se lei si trova fuori da circuiti sanitari affidabili non abbiamo altro da consigliarle se non la terapia antidolorifica al bisogno, ma senz'altro sarebbe il caso di rientrare o spostarsi appena possibile per risolvere una situazione potenzialmente pericolosa. Le dimensioni del calcolo potrebbero essere coerenti con indicazioni alla applicazione delle onde d'urto dall'esterno (litotrissia extracorporea o ESWL). a meno che il calcolo si trovi nella parte bassa del rene, dove invece saebbe più opportuno e rapidamente risolutivo un intervento endoscopico.

Dr. Paolo Piana
Responsabile Trattamento Calcolosi Urinaria A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.paolopianaurologo.it

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dopo
Utente
Utente
Dr Piana la ringrazio Lei ha confermato esattamente quello che temevo.
Io sono in Centro America e sto portando avanti un progetto che non posso interrompere.
Tra l'altro per le restrizioni dovute al Covid i voli di rientro in Italia sono difficoltosi e lunghi (12 ore scali compresi) e lo stress del viaggio potrebbe scatenare il movimento del calcolo e quindi le coliche conseguenti.

Riguardo posizionamento del calcolo, dall'ecografia e dal referto sembra essere situato nella parte mediana del rene destro, per cui le domande finali sono:

1) Secondo una sua opinione, osservando un regime alimentare consono, evitando alcool e bevendo moderatamente acqua purificata senza sodio e con poco calcio, limitando i viaggi in auto a non più di una o due ore al max, ci sono possibilità che il calcolo resti lì fino ad agosto, data del mio previsto rientro?
2) Essendo il calcolo più o meno al centro del rene, quali dei due interventi di elettrolitrasi è più indicato, extracorporeo oppure via endoscopica?

In passato praticata elettrolitrasi esterna con successo, ma non ricordo la posizione del calcolo.

PS. In caso di colica e ostruzione dell'uretere, essendo vescica libera e post-minzionsle praticamente inesistente, c'è la possibilità di continuare ad urinare dal rene sinistro, coliche permettendo?
Abbiamo finito, grazie ancora attendo Sue finali.
FB
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Dr. Paolo Piana Urologo 26,9k 1,3k 15
1) A parte un prudente risparmio fisico non vi sono altri provvedimenti ragionevoli in grado di condizionare il comportamento di questo calcolo, tantomeno la dieta o il tipo di acqua. Diciamo che solo la frequenza e l'entità di eventuali disturbi può rendere più o meno confidenti nell’attesa.
2) Come le abbiamo già scritto, per un calcolo centro-renale di 12 mm l’indicazione generale è quella alle onde d’urto, con qualche distinguo che però può essere discusso solo direttamente, conoscendo tutti i dettagli, non ultimo il suo atteggiamento psicologico.
3) Ovviamente in caso di ostruzione completa il rene contro laterale dovrebbe garantire il mantenimento di una funzione normale. Ma in quel malaugurato caso la situazione imporrebbe senz’altro una soluzione endoscopica urgente.

Dr. Paolo Piana
Responsabile Trattamento Calcolosi Urinaria A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.paolopianaurologo.it

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dopo
Utente
Utente
La ringrazio Dottor Piana lei è stato esauriente e chiaro nelle Sue spiegazioni.
Vediamo come procede.
La mia valutazione sul Suo intervento è stata Eccellente. Torino dove Lei opera potrebbe essere una buona soluzione per questa elettrotriasi, se il calcolo collabora fino al mio rientro. È chiaro che una nuova ematuria potrebbe accelerare le cose, giusto?

Cordiali Saluti
FB
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dopo
Utente
Utente
Dr Piana innanzitutto Buona Pasqua,

La aggiorno sulla mia situazione a cui fanno riferimento i ns scambi precedenti:

1) Nuove ematurie (dopo rapporto sessuale la seconda) la terza invece più marcata con rilascio di strie di sangue post minzionali bene evidenti che fuoriescono dal meato urinario.
È possibile che sopravvengano coaguli ostruenti?
Al momento l'ematuria è cessata ma permane una costante infiammazione che a volte rende difficoltoso il mitto.
Eseguita auto-dilataziine con Luan e beccuccio mercoledì scorso, 31 marzo.

2) Oltre alla presenza del calcolo renale di 12 mm nella parte mediana rene destro, il radiologo evidenziò la possibilità di una cisti diverticolare che sfocia nel calice. Da confermare con urografia o Tac, quale delle due è la più indicata?

3) Consultato una specialista, costui praticamente esclude che per via delle dimensioni il calcolo possa scendere nell'uretere (il cui calibro varia da 4 a 7 mm lungo il percorso) ma potrebbe scendere nei calici e poi ostruire l'ingresso dell'uretere, causando ostruzione e/o infezione renale.

Lo specialista, per via delle dimensioni del calcolo esclude litotrissia extracorporea che potrebbe spezzate il calcolo in frammenti troppo grossi per essere espulsi in modo naturale senza forti dolori ed eventuale ostruzione.

Gli interventi da lui consigliati sono:

a) Ureterolitotrissia intracorporea al quale sono contrariio per via di un'uretra già indebolita da Turp, cistoscopia e successive dilatazioni

b) Nefrolitotrissia percutanea, che preferirei se si rendesse necessaria, ma il chirurgo dice che potrebbe danneggiate un fegato un po' ingrossato. Questa obiezione potrebbe anche essere correlata a una sua poca familiarità con questo tipo di intervento.

Vorrei un Suo parere sui punti sopraelencati, grazie
Flavio Bacchetta

PS. Non le nascondo che per via degli alti costi operatori qua in Giamaica, e per l'incertezza della scelta dell'intervento più idoneo, preferirei operarmi in Italia, ma ciò non sarebbe possibile prima di giugno.
In base al quadro descritto, Lei pensa che potrei rischiare ed attendere questa data?
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Dr. Paolo Piana Urologo 26,9k 1,3k 15
Vivere in Giamaica dev'essere bellissimo ... finché tutto va bene.

1) I coaguli possono risultare ostruenti solo quando sono in grande quantità e legati ad un sanguinamento renale copicuo (es. traumi, tumori), per un calcolo è poco verosimile che questo avvenga.

2) L'urografia è ormai un esame obsoleto, quando si ritiene necessario definire con chiarezza il profilo delle vie urinarie si esegue oggi la TAC con mezzo di contrasto. Quando invece si vuole soo valutare i calcoli, l'esamen si esegue senza mezzo di contrasto.

3) Come abbiamo già scritto, le dimensioni sui 12 mm sono marginali anche per noi per la litotrissia extracorporea, ovviamente non potendo vedere direttamente le immagini non possiamo definire ulteriormente le indicazioni. Come prima alternativa consiglieremmo senz'altro l'approccio endoscopico retrogrado, non ravvedendo alcuna controindicazione legata a quanto ci riferisce. Gli strumenti utilizzati sono di calibro irrisorio e non hanno alcun impatto sulle basse vie urinarie. Il bilancio far i pro ed i contro dell'intervento percutaneo inizia a diventare favorevole per calcoli grandi almeno il doppio.

4) Gestire l'attesa dipende essenzialmente dai suoi disturbi, il saguinamento preoccupa meno, altro sarebbe la comparsa di dolore intenso intrattabile o febbre, cose che renderebbero l'intervento senz'altro più urgente.

Dr. Paolo Piana
Responsabile Trattamento Calcolosi Urinaria A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.paolopianaurologo.it

[#7]
dopo
Utente
Utente
Innanzitutto grazie per avermi risposto il giorno di Pasqua non me lo sarei mai aspettato.

Si, lei ha colto il nocciolo del problema, è bello vivere qua quando sei perfettamente in salute ed ora con il Covid ne soffrono in particolare le altre patologie con molti Medici che han tagkto la corda e tempi d'attesa lunghi anche se paghi salatissimo.

Vediamo come procede, anch'io penso che l'urografia sia obsoleta e non capisco perché lo specialista abbia insistito.
Sull' Ureterolitotrissia non sono troppo d'accordo, perché bisogna di nuovo entrare dove già ho sofferto di stenosi parziale del meato che a volte si ripresenta, e poi cmq l'uretere fa parte delle via urinarie alte e se il personaggio in questione non ha la mano giusta, si rischiano grossi danni permanenti.

Se resisto fino a giugno, non avrei problemi a venirla a trovare e valutare con Lei cosa sia più opportuno fare a Torino, avendo in mano ecografia e Tac (o urografia che sia).

Per adesso, dovendo guidare parecchio per il mio lavoro, vorrei solo sapere se un tragitto consecutivo di oltre 3 ore sia sconsigliabile o meno. Posso praticare il nuoto almeno?

Riguardo i rapporti sessuali come devo comportarmi dato che la seconda volta ho sanguinato subito dopo?

Dopo queste ultime risposte cercherò di cambiare l'urografia nella Tac con o senza mezzo di contrasto.

Grazie ancora Dott. Piana
FB
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Dr. Paolo Piana Urologo 26,9k 1,3k 15
Le possiamo dire di fare la sua vita, senza porsi preclusioni, ma neanche strapazzarsi. Solo il buon senso può aiutare. Per quanto riguarda i suoi timori, già le abbiamo scritto che sono infondati, ovviamente basandosi sul fatto che l'operatore abbia una ampia consuetudine con queste procedure e disponga di una dotazone di strumenti ed accessori adeguata. L'accesso percutaneo al rene è comunque fatto "alla cieca" e questo comporta di per sè dei rischi che sono bilanciati solo dal dover trattare calcoli voluminosi.

Dr. Paolo Piana
Responsabile Trattamento Calcolosi Urinaria A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.paolopianaurologo.it

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dopo
Utente
Utente
Grazie di avermi chiaro le controindicazioni della percutanea...a questo punto non mi resta che augurarvi Buona Pasquetta.
fb

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