Questo scenario sembra emergere dal Dossier Nascite e COVID-19” presentato in questi giorni alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Documento di Economia e Finanza (DEF) dagli esperti del Dipartimento per la Produzione Statistica dell’ISTAT, appunto l’Istituto Nazionale di Statistica.

 

Questo documento prevede un calo delle nascite che nel 2021 potrebbe arrivare sotto i quattrocentomila nuovi nati.

Sicuramente l’attuale emergenza e la conseguente crisi economica potrebbero essere fattori decisivi nel determinare questo “calo riproduttivo” della popolazione italiana

 

Il Dossier sostiene che “le simulazioni realizzate consegnano scenari che, pur senza sottoporci trasformazioni radicali, sottolineano l’accelerazione di quel processo che i media da tempo descrivono con l’immagine di un Paese dalle culle sempre più vuote”.

 

Nel 2019 in Italia sono nati 435 mila bimbi e nel 2020, alle condizioni pre-Covid-19, queste nascite dovrebbero scendere nel bilancio finale a circa 426 mila unità, per ridursi però a 396 mila, nella situazione più sfavorevole, nel 2021.
Fino ad ora, nelle precedenti previsioni dell’ISTAT, si era pensato che il “superamento al ribasso del confine simbolico dei 400 mila nati annui sarebbe arrivato solo nel 2032” ma, alla luce delle nuove simulazioni, “sembra invece possibile, qualora si realizzasse un rapido raddoppio del tasso di disoccupazione, quand’anche seguito da un ritorno ai valori precedenti il marzo 2020 secondo un percorso di rientro spalmato nell’arco di circa un biennio”.



“Questa possibile accelerazione post COVID-19 – rileva sempre il documento dell’Istituto Nazionale di Statistica - del declino strutturale della natalità, fenomeno del resto in corso da tempo nel nostro Paese, rappresenterebbe un’aggravante della cui entità è certamente utile avere un ordine di grandezza; quanto meno per poterle assegnare un adeguato grado di priorità, nelle azioni che dovranno portare, una volta fuori dall’emergenza, a un ritorno alla normalità”.

 

Fonte:

https://www.istat.it/it/archivio/241969 

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