Scopo di questa news è quello di dare informazioni durante la pandemia COVID-19 realitivamente all'uso di una contraccezione efficace.

La contraccezione è un diritto fondamentale delle donne che hanno iniziato una attività sessuale per evitare l'insorgenza di gravidanze indesiderate.

L'approvvigionamento di un contraccettivo in uso, specialmente se ormonale, è condizionato dalla possibilità che ha donna di contattare il medico nel corso di questa disatrosa pandemia da COVID-19.

Il problema non va trascurato in quanto il "restare a casa" può favorire una maggiore intimità di coppia, con maggiori possibilità di insorgenza di gravidanze indesiderate, ciò che non accade per le coppie non conviventi a causa del distanziamento sociale richiesto dalla pandemia.

I problemi vanno affrontati caso per caso e possiamo affermare che durante la pandemia si possono usare tutti i metodi contraccettivi.

 

1. Donne che stanno già utilizzando una contraccezione ormonale

Nelle donne affette da Covid-19 NON OSPEDALIZZATE che devono utilizzare alcuni farmaci come la idrossiclorochina e il plaquenil, è necessaria una contraccezione sicura in quanto questi farmaci possono avere effetti teratogeni sul prodotto del concepimento.

  1. CONTRACCEZIONE PROGESTINICA (minipillola, IUS e impianto sottocutaneo).

    Può essere continuata sia in donne asintomatiche che sintomatiche sospette COVID-19.
    Non c'è motivo di rimuovere lo IUS (sistema intrauterino al levonorgestrel), anche in presenza di sintomi più importanti. Non c'è motivo di preoccuparsi per la scadenza perchè questo sistema è ancora efficace per un tempo maggiore rispetto a quello raccomandato nel bugiardino.
    Se parliamo di IUD (spirale) al rame questo puo essere utilizzato per 6 anni, anche se commercializzato per la durata di cinque anni.
    Impianto sottocute commercializzato per essere usato fino a tre anni, se non causa problemi, la sua efficacia contraccettiva. dura fino a quattro anni.
    IUS al levonorgestrel 52 mg consigliato per 5 anni di uso, può essere utilizzato sino a 6 anni, mentre gli IUS a 13,5 mg e a 19,5 mg non assicurano efficacia contraccettiva oltre il tempo consigliato e cioè tre anni per il 13,5 mg e cinque anni per il 19,5 mg.
    Per questi motivi il reinserimento e la rimozione di questi sistemi e devices possono essere ritardati. Quando non è possibile procedere alla rimozione e reinserimento perchè ormai in scadenza, si potrebbe utilizzare una contraccezione orale con solo progestinico (minipillola) in associazione.

  2. CONTRACCEZIONE ESTRO - PROGESTINICA (pillola, anello vaginale e cerotto transdermico).

    #. Donne asintomatiche che già utilizzano contraccettivi
    Per il non facile accesso ai servizi medici e in assenza  di disturbi particolari continuare è consigliabile non interrompere la contraccezione per evitare gravidanze indesiderate in un periodo delicato. In questi casi molte farmacie accettano prescrizioni fatte via mail, o in alcune Regioni è possibile rivolgersi a Consultori in attività.

    #. Donne COVID positive asintomatiche: comportamento identico al precedente, e si consiglia di continuare l'uso dei contraccettivi perchè gli effetti della infezione virale sull'andamento della gravidanza, non sono ancora ben noti

    #. Donne COVID positive con febbricola e tosse: non deve interrompere la contraccezione per i motivi sopra riportati e utilizzare un metodo aggiuntivo (condom) in caso di uso di antibiotico-terapia

    #. Donne positive, con febbre alta, impegno polmonare, non ospedalizzate
    Non ci sono evidenze scientifiche che la contraccezione ormonale possa influenzare il decorso clinico della malattia. Se costrette alla sospensione utilizzare categoricamente il condom in caso di ripresa dell'attività sessuale.

 

2. Donne che vogliono iniziare una contraccezione ormonale.

Se non è possibile una valutazione medica e un accurato counselling si può ricorrere ad una contraccezione senza grossi rischi come la minipillola (soltanto progestinico) che faccia da ponte in attesa della ripresa della normale attività ambulatoriale. Questa è una contraccezione priva di grossi effetti collaterali, che non necessita di valutazioni mediche ed esami di laboratorio.

Nelle donne che hanno partorito, sia che allattino o no possono tranquillamente usare la pillola progestinica (minipillola o POPs) da 21 giorni dopo il parto. In caso di allattamento questo tipo di pillola non influenza la qualità del latte e la durata dello stesso e nè tantomeno procura problemi al neonato.

 

3. Donne che vogliono assumere contraccezione d'emergenza

Teleconsulto

Non ci sono restrizioni dell'uso sia dell' ULIPRISTAL ACETATO (EllaOne) che del LEVONORGESTREL (Norlevo ed altri) anche in caso di assunzione di idrossiclororochina o farmaci antiretrovirali.

E' importante un accurato counselling anche telefonico e in caso di prescrizione si potrebbe usare "consulenza a distanza per emergenza nazionale del covid 19".