Utente 342XXX
buonasera, sono una studentessa fuori-sede, lontana dal proprio medico di base, di 26 anni. Sabato notte mi è stata diagnosticata presso il pronto soccorso e successivamente approfondita e confermata attraverso le strutture ospedaliere di bologna una tvp ileo-femoro-poplitea con interessamento della v. grande safena alla cross e da martedì sono in terapia (prescritta dal centro tao di bologna) con xarelto 15 mg 2 volte al dì per 3 settimane per poi proseguire per 6 mesi con xarelto 20 mg 1 volta al dì; inoltre indosso monocollant k2. Il mio problema è che fino a una settimana fa ero sana e adesso mi sono ritrovata in uno stato di agitazione e confusione che mi è difficile spiegare post diagnosi. Premetto che per questa diagnosi sono stata vista da molti medici del complesso ospedaliero, la patologia diagnosticata è arrivata come un fulmine a ciel sereno e non so letteralmente dove sbattere la testa. Adesso seguo la terapia a casa, so che è grave ma non so bene quanto e se potrò mai guarire; i miei dubbi sono:
-il monocollant k2 devo indossarlo anche di notte?
-a titolo preventivo è utile applicarlo anche alla gamba destra? (le analisi dicono che la destra è sana)
-continuo con questa terapia o devo consultare un medico privato per accertarmi che questa sia giusta? ma soprattutto quale tipologia di specialista devo contattare? come trovare un buon medico nella città dove studio cioè Bologna?
-è normale non monitorare in alcun modo i risvolti della terapia per queste 3 settimane dal momento che gli unici esami prescritti sono post terapia totale di 6 mesi?
-rientro in una qualche forma di disabilità riconosciuta a titolo statale?
-quante probabilità ci sono di contrarre un'embolia polmonare/altre complicanze che comportino la morte?
-GUARIRò MAI? LA MIA VITA CONTINUERà COSì PER SEMPRE? LE CALZE CHE TANTO ODIO LE PORTERò PER SEMPRE?
Grazie a chiunque dedicherà il suo tempo a fornirmi qualche risposta che per me in questo momento sono fondamentali come l'aria (ho difficoltà a contattare il mio medico di base in quanto in procinto di cambiarlo, impossibilmente irreperibile per consulti e chiarimenti ed in questa situazione è una pecca gravissima per me).
Per ulteriori dettagli resto a disposizione e ringrazio nuovamente per il vostro tempo. Scusate la lungaggine ma sono sull'orlo di una crisi di ansia e sono terribilmente preoccupata per la mia salute e la mia qualità della vita che seguirà questa diagnosi.
[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
al di la delle competenze del Medico di base, è opportuno che venga da Lei individuato un centro specialistico di riferimento ove essere seguita per questa affezione, la cui estensione e repentinità indicano la necessità inevitabile di un approccio multidisciplinare e ripetute rivalutazioni nel tempo.
Mi sorprende che le risposte che cerca non Le siano state fornite all'atto della dimissione.
Resta per altro di fondamentale importanza l'identificazione della condizione che abbia portato allo sviluppo di una TVP in una giovane donna: anche in base a questa problematica potrebbero essere espresse valutazioni diagnostiche con maggiore attendibilità: a tal fine Le consiglierei un confronto con un ematologo.
Il farmaco prescritto (anticoagulante di nuova generazione) non richiederebbe in realtà monitoraggio di laboratorio nel corso della sua assunzione, al di fuori di eventi particolari rilevabili dal foglio illustrativo.
Ulteriori risposte potrebbero essere ricercate su questo sito postando anche nella sezione di Ematologia e in quella di Medicina Legale.
[#2] dopo  
Utente 342XXX

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Grazie dottore per la tempestività e l'attenzioe che mi ha dedicato, sicuramente farò tesoro dei suoi consigli e la mia confusione nasce anche da questo, come da lei notato, queste informazioni dovevano essermi fornite dai medici (tanti medici) che mi hanno visitato nell'ultima settimana. A tal fine tengo a sottolineare che sabato sera mi sono presentata al pronto soccorso per un dolore simil stiramento alla coscia sinistra/inguine, presente da più di 6 gg; dopo varie analisi con un ECOGRAFIA mi è stata diagnosticata (ormai domenica mattina) una trombosi femorale sx in soggetto in terapia anticoncezinale e ricoverata in "medicina d'urgenza" da cui sono stata dimessa domenica alle ore 14 con l'indicazione di recarmi presso il centro TAO lunedì per la terapia e per ricevere le varie indicazioni sul dosaggio dell'anticoangulante; mi veniva, inoltre, specificato di procurarmi i monocollant e di utilizzarli SOLO 4-5 GIORNI DOPO essere stata dimessa. Mi recai al TAO, iniziai la terapia con l'anticoagulante e martedì mi rivolsi nuovamente al pronto soccorso su indicazione della dottoressa del TAO a cui chiesi consiglio che sentiti i sintomi da me riscontrati lunedì sera (gonfiore alla gamba e colorito rosso dalla coscia alla caviglia sx) mi ha consigliato di rivolgermi nuovamente dai medici del pronto soccorso in quanto non di sua competenza approfondire tali sintomi.....QUINDI in stato ormai confusionale sono ritornata al pronto soccorso dove la dottoressa di turno si è scandalizzata dal fatto che non mi fosse stata prescritta la terapia con il monocollant SUBITO e soprattutto ha richiesto finalmente un ECODOPPLER (il mio primo ecodoppler).....sono rimasta in osservazione breve per circa 24 ore per poi essere dimessa con la diagnosi di " tvp ileo-femoro-poplitea con interessamento della v. grande safena alla cross" e con la cura prescritta dal TAO dello xarelto che sto seguendo con molta attenzione e precisione negli orari, non da ultimo l'obbligo di portare il monocollant k2 fino a ...(non si sa). I prossimi controlli/le prossime analisi da svolgere in base a quanto mi è stato richiesto e specificato nei verbali di dimissione A DISTANZA DI 7 MESI CIRCA, QUINDI POST-TERAPIA XARELTO, sono un ecodoppler evolutivo a colori e visita angiologica, nonchè un analisi specifica sulla possibile ereditarietà della trombosi che attualmente risulta dovuta alla pillola anticoncezionale. Basta, fine, nient'altro! Ma adesso che succede? Secondo quanto mi è stato detto, vado avanti con la mia cura per 7 mesi circa (e incrocio le dita??), ma non so nemmeno se i monocollant vanno portati anche la sera, e poi, il rischio embolia? Non si sa. Non potendo contare su un medico di base presente (ahimè) e conoscendo questo sito da un pò di tempo (spesso consulto vecchie discussioni del forum se ho qualche dubbio su vari argomenti) ho deciso di provare a chiedere qualche informazione anch'io. Le mie domande sono sempre le medesime specificate sopra e i miei dubbi, anche se possono risultare banali/sciocchi, purtroppo non hanno avuto ancora una risposta soddisfacente. Cordiali saluti
[#3] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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I Suoi dubbi non sono sciocchi né banali, ma purtroppo mal si prestano alle possibilità di valutazioni e rassicurazioni a distanza.
Le ripeto che la tipologia e l'ESTENSIONE della condizione richiedono di necessità competenze SPECIALISTICHE dal vivo.
Nella città in cui vive non le sarà difficile accedere a Specialisti o a strutture ambulatoriali qualificate, cui affidarsi anche in tempi brevi.