Utente 494XXX
Buongiorno,
sono un ragazzo di 34 anni; ad aprile di quest'anno ho cominciato ad avvertire bruciore ai testicoli e ho preso appuntamento da un urologo.
Il Dottore a seguito di spermiocoltura che ha rilevato enterococcus faecalis e staphylococcus haemolyticus e a seguito visita che ha rilevato prostata leggermente dolente e ingrossata mi ha curato con antibiotici in base all'antibiogramma e serenoa repens.
A seguito di altre due successive spermiocolture che hanno sempre rilevato enterococcus faecalis e ogni volta un altro battere diverso, il dottore mi ha prescritto altri antibiotici in base all'antibiogramma e altri farmaci per favorire l'urinazione (visto che durante le cure antibiotiche avevo avuto un calo del getto di urina).
Finalmente dopo l'ultima cura antibiotica (ogni cura antibiotica che mi ha prescritto durava tra i 12 e i 15 giorni) in base all'ultima spermiocoltura fatta in settembre non risultavano più batteri; veniva riportato però il simbolo ++ ai globuli bianchi.
Non avverto più bruciore a urinare, non urino più così spesso come prima e la notte dormo tranquillamente senza dovermi alzare per urinare, non ho alcun fastidio ai testicoli; persistono però dei problemi relativi all'eiaculazione: con la masturbazione noto che lo sperma è poco, liquido e trasparente e inoltre fuoriesce senza getto ma colando fuori dal meato. Inoltre dopo l'eiaculazione si ripresenta il dolore pelvico, che può durare per parecchie ore.
Il Dottore che mi segue mi ha tranquillizzato, dicendomi che ho avuto una brutta infezione ma che ormai sono guarito e i sintomi che ancora ho sono lo strascico dell'infezione che ho avuto e si risolveranno; inoltre mi ha sempre rassicurato sul fatto che non avrei avuto problemi di fertilità.
La prostata all'ultima visita era non dolente e piccola nella norma; inoltre dall'ecografia di reni pube e vescica che mi ha fatto il dottore risultava tutto nella norma.
Al momento sto prendendo la mattina utibis e pelviprost, dicoflor dopo pranzo e la sera pelvilen.
Ho molta fiducia nell'urologo che mi sta seguendo ma vorrei avere anche un altro parere, più che altro nonostante le rassicurazioni sono molto preoccupato per il mio stato di fertilità visto che lo sperma è poco, liquido, trasparente ed esce senza getto.
Non sono fidanzato ma in futuro mi piacerebbe costruire una famiglia.
Credo che il mutamento dello sperma sia avvenuto gradualmente: già prima che si presentasse il bruciore testicolare per il quale sono andato a farmi visitare in aprile mi ero accorto che stava diventando più trasparente e forse usciva con meno potenza, ma avevo pensato ad un periodo passeggero, magari dovuto allo stress.
Secondo la vostra esperienza una infezione batterica come la mia può causare ostruzioni o modifiche del liquido seminale non curabili, e quindi portare alla sterilità?
E' possibile che la qualità dello sperma e la fuoriuscita debole siano conseguenze della prostata che ancora non è guarita del tutto dall'infiammazione?
Vi ringrazio

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

non drammatizzi; sicuramente "è possibile che la qualità dello sperma e la fuoriuscita debole siano conseguenze della prostata che ancora non è guarita del tutto dall'infiammazione...".

Riconsulti ora il suo urologo di fiducia e nel frattempo, se lo desidera, può leggere anche gl’articoli pubblicati sempre sul nostro sito su questi argomenti e visibili agl’indirizzi:

https://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/660-miti-realta-maschio-infertile.html

https://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/1446-antiossidanti-radicali-liberi-fertilita-maschile.html

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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[#2] dopo  
Utente 494XXX

Grazie Dottore per la sua risposta; ho letto gli articoli e ho visto che in certi casi è possibile si creino delle ostruzioni alle vie seminali a seguito di infezioni, spero non sia il mio caso.
Sentirò nuovamente il mio urologo se il problema persiste.
A suo parere sono alte le probabilità che una infezione da enterococcus faecalis porti a ostruzioni delle vie seminali?
Spero che nel mio caso sia dovuto tutto ad un fenomeno temporaneo infiammatorio della prostata..
Avere problemi nella sfera sessuale e scoprire di non poter avere figli a 34 anni sarebbe davvero un dramma per me..
Secondo lei sarebbe utile rifare ancora spermiocoltura per verificare che effettivamente i germi non ci sono più? E magari uno spermiogramma?

[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Le probabilità di avere un'ostruzione delle vie seminali in presenza di una infezione delle vie uro-seminali, se ben trattata, non esistono.

Bene comunque, con le tempistiche corrette che le darà sempre il suo andrologo od urologo di riferimento, rifare l’esame del liquido seminale con eventuale coltura di controllo.

Ancora un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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[#4] dopo  
Utente 494XXX

Grazie mille Dottore, procederò come mi ha consigliato consultando l’urologo/andrologo che mi sta seguendo.
Mi permetteró se possibile di scriverle ancora qui per aggiornamenti sul decorso dell’infiammazione e dei relativi sintomi,

Cordiali saluti

[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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[#6] dopo  
Utente 494XXX

Buongiorno Dottore, la disturbo nuovamente

alla visita di controllo il mio andrologo/urologo ha rilevato che la prostata secondo lui non è più infiammata e i sintomi rimasti, quali calore pelvico, eiaculazione con poco eiaculato e senza getto, sono residui dell''infiammazione e che dovrebbero pian piano regredire.
Quindi in sostanza mi ha detto che sono guarito.
Ha integrato la terapia con Midir alla mattina, un tonico per aiutare l'erezione e il vigore (infatti da quando è iniziata la prostatite e ancora adesso ho notato la mancanza di erezioni mattutine).
Gli altri sintomi che prima delle cure avvertivo, ossia frequenza dell'urinazione, bruciore dell'urinazione, sono spariti; rimane solo un po' di calore pelvico e la poca quantità e potenza dell'eiaculato.
Io non mi sto masturbando, soprattutto per paura che la masturbazione riscateni i sintomi, come avvenuto l'ultima volta (forte dolore pelvico).
Ho iniziato a frequentare una ragazza, e se volessimo avere un rapporto, ho un po' di timore di avere problemi (erezione / eiaculazione precoce / poco potente); anche se con l'assunzione di Midir ho cominciato a notare dei miglioramenti per quanto riguarda l'erezione.
Lei ha dei suggerimenti da darmi sull'attività sessuale? su come comportarmi?
Secondo la sua esperienza, visto che il mio andrologo mi sembra mi abbia curato correttamente, i sintomi del dolore pelvico, dell'erezione e dell'eiaculazione è possibile che regrediscano completamente e io possa tornare alla normalità?

Inoltre il mio andrologo mi ha detto che l'infezione batterica è debellata, e che i sintomi scompariranno del tutto, ma che in seguito i batteri potrebbero tornare, a seguito di rapporti col partner o problemi intestinali. Non mi è chiaro se io, avendo già avuto problemi, ho più probabilità di avere una nuova infezione rispetto a un soggetto che non ha mai avuto problemi, e se si per quale motivo.

Scusi per la lunghezza; la ringrazio

[#7] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Segua le indicazioni ricevute , sono condivisibili.
Giovanni Beretta M.D.
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[#8] dopo  
Utente 494XXX

Dottore,
continuo a soffrire di fastidio e calore pubico che si irradia all’interno coscia; erezioni non ne ho..
Sto assumendo Midir, Utibis, Pelviptost e Pelvilen..
Bruciori urinari non ne ho, invece calore pelvico e disfunzione erettile non migliorano.
Cerco di bere molta acqua durante il giorno, mangiare sano, bere pochi caffè e pochissimi alcolici; non fumo; faccio sport.
Ma non guarisco..
Dall’ultima spermiocoltura non risultavano più batteri e alla visita dall’andrologo/uroloho che mi segue la prostata era a posto.
La prostatite batterica può essersi trasformata in abatterica?
Ho paura di non riuscire a guarire, di non poter tornare a livelli normali per quanto riguarda erezione, libido, eiaculazione ecc..
Non so più cosa fare

[#9] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Certo, non si può mai escludere, in questi casi, la comparsa di una prostatite abatterica; in questi casi bene sempre, glielo ripeto, non drammatizzare mai; questo è uno dei primi passi per arrivare a superare questo complesso problema clinico.
Giovanni Beretta M.D.
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[#10] dopo  
Utente 494XXX

Grazie mille Dottore per la sua risposta; cercherò di restare tranquillo e risentire fra un po’ il mio andrologo..
Capisco che questa patologia è complessa da trattare; in ogni caso con cure mirate dello specialista e pazienza si può tornare ad una condizione di normalità e assenza di sintomi?
In questi casi, qualora sia confermato che si tratti di prostatite abatterica, sono indicati degli esami particolari da eseguire?
Grazie ancora