Utente 523XXX
Salve, sono un ragazzo di 20 anni e fino a tempo fa la mia vita sessuale andava bene. Dopodiché, da circa un anno, ho notato la mancanza di erezioni al risveglio e insieme a esse, nei rapporti con la mia ragazza il pene spesso non dava il massimo di sé, le erezioni non erano forti né tantomeno durature e andavo incontro a eiaculazione precoce. Il tutto però senza criterio, ci sono volte in cui il pene riesce a raggiungere un turgore notevole, altre in cui eiaculo anche per 3 volte (in questo caso "sacrificando" un pene più duro, perché a ogni rapporto successivo al primo, il turgore diminuisce, ma penso che questo sia normale). Altre volte ancora, invece, la situazione a livello erettivo e eiaculatorio è drastica e crea non pochi imbarazzi. Così, decisi di andare da un andrologo, che durante la visita notò un frenulo più corto e consigliò di effettuare gli esami ormonali. Dopodiché alla seconda visita avremmo effettuato un ecodoppler per monitorare la situazione circolatoria. Oltre a ciò mi prescrisse Fortacin, da applicare sul frenulo per l'eiaculazione, terapia che rifiutai perché non voglio un palliativo che mi servi all'occorrenza ma una soluzione che elimini il problema, quindi ho proposto la recisione del frenulo.
Faccio gli esami, li porto all'andrologo, ed era tutto nella norma. Facciamo l'ecodoppler penieno, e da esso risultò tutto nella norma, giusto un picco nell'afflusso sanguigno che doveva essere leggermente più alto, ma niente di esagerato, il resto era tutto ok. Ci consultiamo prima su come e quando sarebbe potuta avvenire la Frenulotomia, e infine mi prescrive la terapia. Tadalafil 5 un giorno si e un giorno no per 2 mesi, dopodiché dal terzo mese 1 pillola ogni 3 giorni. Si conclude la visita, torno a casa, cerco questo Tadalafil, e leggo che è una molecola appartenente alla stessa categoria del Viagra. La cosa mi ha destabilizzato. È necessario? Io penso che i miei problemi siano più legati a questo frenulo breve che ad altro, noto che se per un motivo o un altro mi sveglio durante la notte, le erezioni ci sono ma sono come "soffocate" dalla brevità del frenulo, che non permette al glande di uscire completamente, cosa che io manualmente riesco a fare seppure si crea una sorta di "sacca d'aria" formata dalla pelle sotto il glande. Ma al di là del colpevole, come agiscono questi farmaci? Il loro effetto si mantiene finché si assumono o persiste anche dopo l'interruzione della terapia? L'idea che possa dipendere da una pillola mi crea non pochi problemi, sono una persona abbastanza complessata ma anche con una grande forza di volontà, temo che ricorrere a queste pillole mi faccia entrare in un circolo vizioso, l'idea che possa cominciare la terapie con Cialis, vedere dei risultati, e vederli andare via non appena smetto non mi attira per nulla. Non lo accetto di dipendere da una pillola, il quadro clinico non è neppure così grave, anzi, immaginavo molto peggio.
Vi ringrazio anticipatamente per la risposta, buona giornata a tutti.

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Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

se dubbi sulle indicazioni terapeutiche ricevute bene eventualmente riconsultare il suo andrologo o sentire un'altra "campana"; da questa postazione poco le possiamo dire di mirato e preciso comunque, se desidera poi avere più informazioni dettagliate su queste tematiche, le consiglio di consultare, se non ancora fatto, anche gl’articoli pubblicati sul nostro sito e visibili agl'indirizzi:

https://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/184-erezione-fare.html

https://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/1234-nuove-terapie-emergenti-trattamento-disfunzione-erettile-de.html

https://www.medicitalia.it/blog/andrologia/5167-10-consigli-mantenere-erezione.html

https://www.medicitalia.it/salute/andrologia/111-disfunzione-erettile.html

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
http://www.andrologiamedica.org
http://www.centrodemetra.com