Utente 528XXX
Buonasera, come si evince dal testo soffro di eiaculazione precoce, un problema che mi porto da sempre ma che ho compreso solo l'anno scorso (età di 28 anni) con l'arrivo della prima relazione stabile, prima di essa solo rapporti occasionali e accusavo la mancanza di feeling per la poca durata. Iniziai le visite da andrologi, in prima analisi frenulo breve, quindi operazione in data 01/10/2018, lo ielt è aumentato ma di tempi insignificanti, sono passato da qualche secondo a circa 1 o 2 minuti. Inizia allora a curare alimentazione e a praticare gli esercizi di kegel e reverse kegel, che aiutano si ma non tanto ad aumentare i tempi ma il controllo e fermarmi all'occorrenza quindi ogni 40 secondi circa. Con ormai la mia ex solo 3 volte siamo riusciti a poter fare sesso soddisfacente, una volta sotto effetto emla è altre 2 non ho mai capito il perché ma il tempo era notevolmente superiore circa 20 minuti tra l'altro con un ritmo di penetrazione molto alto. Ricomincia con i rapporti occasionali e persisteva la precocità meno che la settimana passata quando riuscì ad avere una buona prestazione. Iniziai a pensare cosa avessi fatto, mangiato o bevuto, di diverso sia le 2 volte con la mia ex che quest'altra volta, e arrivai alla conclusione che l'unica cosa di diverso era che un paio di ore prima avevo assunto Oki (lo assumo per il mal di testa). Chiaramente fino ad ora ho girato parecchi andrologi e sessuologi i quali tutti mi prescrivono il priligy, farmaco che vorrei evitare sia per il costo che per la scarsa efficacia che lascia il tempo che trova. Mi trovo quindi qui a chiede a Voi se può in qualche modo un antiinfiammatorio a base di ketoprofene come l'oki influire nei tempi e nelle sensazioni (in quanto sento il piacere salire gradualmente e non un esplosione come solitamente accade) o magari il farmaco in questione va ad agire su una ipotetica infiammazione alla prostata e quando ho rapporti (anche autoerotismo) permettono un migliore funzionamento di essa? Grazie in anticipo per le risposte spero di essere stato più sintetico e chiaro possibile

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

il farmaco da lei indicato non è un prodotto capace di modificare i tempi eiaculatori, a meno che ci sia in ballo una infiammazione anche a livello delle vie uro-seminali.

Senta ora il suo andrologo di fiducia e si ricordi comunque che sempre la visita medica specialistica diretta rappresenta il solo strumento per poterle dare poi eventualmente, quando possibile, un’indicazione clinica corretta e che le informazioni fornite via internet vanno sempre intese come meri suggerimenti clinici e di comportamento.

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
http://www.andrologiamedica.org
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