Utente
Gentili Dottori,
volevo un vostro sincero parere sul mio caso, ho 44 anni sesso maschile operato in primavera 2010 per una ragade anale persistente durata 2 anni (ed emorroidi di 2° grado gia presenti ma non congeste) con sfinterotomia interna laterale con esito favorevole nel giro di 2 mesi,e poi mi sono trovato questa estate con un episodio iniziale di sporadico sanguinamento alla defecazione per poi evolvere un giorno in dolori atroci.
Visita proctologica ed esito: sempre emorroidi di 2°grado ma stavolta molto congeste.
Solita cura con flavonoidi, fibre e qualche crema locale, e sintomi attenuati ma mai del tutto passati diciamo sopportabili, la cura sta sto tuttora facendo da sei mesi e solo grazie questo la situazione si mantiene accettabile e soprattutto particolare importante non ho sanguinamenti.
Settimana scorsa nuovo consulto proctologico visto la situazione stazionaria e seguente esito: tono sfintere nella norma, visita anoscopica grossi gavoccioli emorroidari molto congesti rivestiti da mucosa iperemica ed ematosa, quindi prolasso emorroidario di secondo grado molto congesto.
Quindi chiedo una svolta stanco di questo perdurare, mi viene prima proposto un tentativo di legatura, ma io insisto che se bisogna andare per tentativi con magari altre sofferenze e poi finire all’intervento preferisco andarci subito.
Mi viene proposto un’intervento secondo Longo, che io vorrei evitare anche perche piu complesso e complicato e gravato da non semplici complicanze e "visto le non molte opinioni favorevoli di Voi Dottori a riguardo questa tecnica" , e quindi chiedo se possibile optare per il metodo THD, ma mi viene detto che il mio quadro clinico visto anche le dimensioni delle emorroidi non andrebbe bene con il THD ma il Longo mi darebbe un risultato migliore. Premetto che il mio proctologo pratica entrambi i metodi.
Io sinceramente non sono molto convinto, il fatto che prima mi si propone una legatura e poi si passa al Longo,e visto che da quanto leggo il secondo grado non sanguinante anche se prolassate trova applicazione soprattutto con il metodo THD.
Voi cosa ne pensate a riguardo mi sbaglio o mi convincete del contrario. Cordiali saluti

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Dr. Stefano Spina

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Non possiamo convincerla ne' a fare una Longo ne' ad evitarla: non avendola visitata non abbiamo infatti gli elementi per poter indirizzare i Colleghi che la curano verso una decisione. Vede, non e' una questione di quello che preferisce il paziente: con tutto il rispetto lei non credo possa giudicare quale intervento sia il migliore in questo caso: deve farlo un Professionista per lei! Senza considerare che non esistono solo i metodi da lei citati, ma anche altri: soprattutto in un caso di recidiva per esempio la "vecchia" Milligan-Morgan potrebbe dare i risultati migliori. Ma e' solo un esempio, perche' nemmeno io, per ragioni diverse, posso sapere come mi regolerei se fossi il suo Chirurgo. In sintesi si affidi a un Collega di provate capacita' nel trattamento di questa patologia, meglio se in un grande Ospedale, e segua fino in fondo i suoi consigli.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#2] dopo  
Utente
Mi rivolgo a Lei gentilissimo Dott.Spina che cortesemente mi ha risposto, ed anche ad altri suoi colleghi che avranno la bonta' di esprimere un parere, ovvero in base alla diagnosi che ho citato prima se ritenete appropiata la tecnica che verra adottata, ripeto solo un parere tanto non saro' io, come giustamente ha detto Lei a decidere, le sono sincero non ho sentito un gran bene parlare della Longo di qui scaturiscono i miei timori.
Mi creda ho fiducia nel mio medico visto che gia mi ha operato la ragade, ma avvolte vogliamo sentirci dire quello che gia abbiamo in mente e ci tranquilliziamo.
Io pensavo alla Tdh semplicemente perche' ho paura del post-operatorio della Longo in quanto non risolutiva e si va ad incidere le mucose e chi ha sofferto di ragade come me teme di tornare in quell'incubo, magari peggiore.Scusate ma da quello che avrete ben compreso sono molto confuso e intimorito.Grazie per avermi ascoltato.Cordialita'

[#3]  
Dr. Stefano Spina

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Non saro' io a dirle una cosa soltanto perche' lei ha piacere di sentirsela dire! Le ho gia' scritto piuttosto che si dovrebbero prendere in considerazione anche altri metodi, quindi non solo la Longo e la THD...
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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Dr. Giuseppe D'Oriano

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Gentile Utente
E' inutile ripeterle che spetta al suo coloprctologo l'indicazione all'intervento e la scelta della tecnica.
Il paziente, come nel suo caso, spesso è vittima di una disinformazione dilagante nei confronti di tecniche non più tanto nuove(Longo)
Se può esserle utile vorrei chiarirle alcuni aspetti sull'indicazione ad eseguire una prolassectomia sec Longo o una Tdh.
La malattia emorroidaria caratterizzata da sanguinameto, congestione, trombosi, dolore, etc. è la diretta conseguenza dello scivolamento verso il basso ed all'esterno del tessuto emorroidario.
Tale scivolamento è legato al cedimento dei legamenti del rivestimento rettoanale(prolasso rettale interno).
E' il prolasso rettale interno responsabile della malattia emorroidaria ed è verso tale prolasso che deve essere indirizzato l'atto chirurgico.
Quindi, tranne che in casi selezionati, evitiamo l'inutile amputazione(Milligan-Morgan,etc.) del tessuto emorroidario.
La prolassectomia sec Longo assolve al compito resecando il prolasso rettale interno e riportando in sede il tessuto emorroidario prolassato, questo riprenderà a svolgere la sua funzione valvolare e di protezione del canale anale.
La Tdh, nata come semplce legatura a monte dei vasi emorroidari, non "cura" tale prolasso e non ha dato i riultati desiderati(no ho mai visto un tessuto emorroidario dearterializzato "scomparire" o risalire nella sede naturale), infatti oggi si associa, a tale procedura, una plicatura interna della mucosa prolassata, nel fine di poter correggere il prolasso rettale.
Questa variante, della TDH, conferma la validità del principo che è nel prolasso rettale interno la causa della malattia emorroidaria.
Purtroppo non sempre il prolasso rettale interno corrisponde come "grado" al prolasso emorroidario(I-II grado),ma in molte occasioni è più abbondante.
Per questo motivo la necessità di ricorrere ad una resezione più che ad una insufficiente plicatura.

Vorrei concludere, riallaciandomi al discorso della disinformazione: La tecnica di Longo ha da tempo superato l'esame delle più importanti Agenzie Internazionali deputate al controllo dell'efficacia e della sicurezza di tale tecnica.
Tale intervento, eseguito da mani esperte, è sicuro e risolutivo, scarsa sintomatologia dolorosa, rapida ripresa delle normali attività, assenza di ferite aperte, assistenza post peratoria ridotta.
Tali valutazioni sono basate sull' evidenza, ottenuta da studi di comparazione, da relazione e pareri di comitati tecnici di esperti e da esperienze clniche di autori di riconosciuta competeza.
I giudizi negativi di alcuni sparuti colleghi non fanno testo.
La saluto
Ci tenga informati.

Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
www.drgiuseppedoriano.blogspot.com

[#5] dopo  
Utente
Ringrazio entranbi per le cortesi risposte, ed ho tratto indicazioni importanti sia dal Dott.Spina che mi fa capire di stare tranquillo e di affidarmi a delle mani esperte e magari in grandi centri ospedalieri specializzati, e sia dal Dott.D'Oriano che molto semplicemente mi ha fatto comprendere con la sua spiegazione il perche dell'orientamento da parte del mio chirurgo verso il metodo Longo. Vi terro sicuramente informati sull'evoluzione dell'intervento.Cordiali saluti.

[#6]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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Di nulla.
Restiamo in attesa di sue notizie.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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Dr. Stefano Spina

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Sono contento che le risposte le siano state utili.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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