Utente 468XXX
Gentili dottori, ho bisogno di un chiarimento. A fine luglio 2017 sono stata ricoverata per alcune eruzioni cutanee molto pruriginose e arrossamenti nella zona periombelicale. Ero alla 34esima settimana di gravidanza. L'esame istologico ha confermato la diagnosi di pemfigoide gravidico. Mi è stato indotto il parto alla 36esima settimana
(Era il 13 agosto) poiché le pesanti dosi di cortisone a cui ero sottoposta stavano rendendo la mia bambina troppo poco reattiva. Dopo il parto ho avuto una riacutizzazione che mi ha costretta ad un nuovo ricovero e a nuove e pesanti dosi di cortisone (urbason) e antistaminico (trimeton) per tenere sotto controllo il prurito insopportabile e le eruzioni. Dimessa definitivamente a fine agosto, ho continuato per circa un mese urbason e trimeton per via intramuscolare per passare poi all'assunzione di medrol per via orale a scalare. La positività agli anticorpi anti BP 180 avuta a inizio settembre ha dato ulteriore conferma della diagnosi. Le lesioni e il prurito sono andati lentamente migliorando. Persiste il prurito alla pianta dei piedi e alle mani (zona palmo e dita) soprattutto la sera è ho un'unica minuscola bolla sul polso sinistro sulla quale ho applicato con esito positivo clobesol. Al controllo di stamattina mi sono presentata molto positiva, invece mi è stato detto che a così tanto tempo di distanza dal parto sarei già dovuta guarire e che quindi la diagnosi potrebbe essere quella di pemfigoide volgare e non gravidico. Com'è possibile? Non ho mai avuto lesioni alle mucose. Le uniche manifestazioni bollose si sono localizzate sulle braccia, sulle mani e sui piedi. Sono parecchio confusa e anche spaventata.
Vi ringrazio.

[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Gentilissima

La presenza di Pemfigoide bulloso alla 34 settimana fa sicuramente pensare ad un Penfigoide gravidico.

La persistenza delle lesioni dopo diversi mesi dal parto potrebbe far propendere per un Pemfigoide vulgaris, ma la concomitanza della gravidanza in un soggetto giovane a mio avviso dovrebbe deporre per un quadro di P. gravidico persistente e vista la descrizione che fa in (seppur lenta) remissione.

Ovviamente sono d'accordo con i miei colleghi: lei va seguita e bene.

Ci faccia pure sapere e non alimenti ansie immotivate.

saluti
Dr Laino
Dr. Luigi Laino Responsabile Centro Latuapelle - Roma
MST, Tricologia, Laserterapia, Dermochirurgia
www.latuapelle.it

[#2] dopo  
Utente 468XXX

La ringrazio per la risposta.
Mi domandavo se l'allattamento e il ritorno del ciclo potessero avere un ruolo nella lentezza della remissione e come mai questi due tipi di pemfigiode possono essere "interscambiabili" nonostante l'esito specifico degli accertamenti.
Ancora grazie.