Utente 489XXX
Gentili dottori, sto aspettando che mi chiamino in ospedale per asportare un probabile melanoma. Sono stata visitata circa due mesi fa da un dermatologo, che lo ha visto in epiluminescenza e mi ha raccomandato di toglierlo, ma senza fare allarmismi. Ho prenotato quindi in ospedale, dove, un mese dopo, sono stata visitata da chi dovrebbe operarmi. Il chirurgo-oncologo ha rivisto il neo col dermatoscopio ed è stato molto più incalzante, mi ha detto chiaramente che sospetta un melanoma e mi ha inserito fra le urgenze.

Il primo motivo per cui vi contatto è che vorrei capire se uno o due mesi di attesa possono incidere molto nella prognosi. Sono passate già tre settimane, la lista dell’ospedale è satura di urgenze e mi hanno detto che non sanno quanto tempo ancora passerà (forse un mesetto, ma non di più).

Il neo è leggermente asimmetrico, ha i bordi irregolari, presenta due colori (un nucleo nerissimo che inizia a essere sopraelevato e un'areola marroncina "a carta geografica"), un anno fa misurava 4 mm, adesso 8. Sia il dermatologo che l'oncologo hanno parlato di "reticolo irregolare". Ho visto l'immagine generata dal video-dermatoscopio, e in gergo profano potrei dire che sembra tutto l'opposto di quello che appare a occhio nudo: il nucleo nerissimo è un alone chiaro, sfumato, come se si fosse stinto, mentre i bordi dell'areola marroncina sono costellati di punti scurissimi.

Tuttavia, ho questo neo da moltissimo tempo. È spuntato circa 7 anni fa come un puntino nero, diverso dagli altri nei della zona che invece sono di colore chiaro. Nei primi anni si è ingrandito in modo costante, fino ad arrivare a 4 mm. I bordi erano netti, la forma rotonda. Già qualche anno fa ho notato che la superficie del neo alla luce era "argentata" (non so in che altro modo spiegarlo), ma ho ritardato la visita per dimenticanza. L'exploit di crescita è avvenuto tutto nell'ultimo anno, durante il quale il neo è diventato palpabile, ha cambiato colore, forma, dimensioni e ha iniziato a dare un lieve fastidio. So che niente di tutto questo è rassicurante e più lo scrivo più mi rendo conto che le chiacchiere sono vane, ma nell'attesa dell'intervento non posso fare a meno di chiedermi: se fosse da sempre un melanoma non dovrei essere morta? Sette anni sono tanti. Molte testimonianze che ho letto iniziano con "un anno fa ho notato un nuovo neo"...

All'autopalpazione dell’inguine sento una pallina durissima che non riesco a rilevare dall'altro lato (pigiando di più ho sentito qualcosa di tondeggiante, ma è piccolo e non così duro). Però potrei sbagliarmi o confondere i linfonodi con qualcos'altro, dunque non faccio pieno affidamento a questa valutazione.

Il punto è che sono costretta ad aspettare e non riesco a capire se sto rischiando, se il mio atteggiamento "fiducioso" (ovvero: aspetto pazientemente di essere chiamata, tanto magari è solo un neo atipico) sia saggio o piuttosto incosciente.

[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Molto semplicemente:

se si tratta di un "rischio melanoma" e non - ad esempio - una lesione con caratteristiche minime di atipie demoscopiche - tale lesione deve essere asportata nel più breve tempo possibile.

Deve subito contattare un centro che possa soddisfare questa necessità. I ritardi della Sanità non possono incidere in questo modo sulla Salute dei pazienti.

saluti e mi faccia sapere.

Dr Laino
Dr. Luigi Laino Responsabile Centro Latuapelle - Roma
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[#2] dopo  
Utente 489XXX

La ringrazio della risposta tempestiva, dott. Laino, è l'aiuto più celere che abbia ricevuto durante questo lungo iter di attese.

Secondo il chirurgo, il rischio è alto. È stato molto chiaro, non ha nemmeno cercato di tranquillizzarmi. Eppure un mese prima il dermatologo mi era sembrato più rilassato, dicendo di toglierlo, ma senza fretta, "entro l'estate".

Ora, ho la possibilità di essere operata da un'altra parte, ma non sono sicura che la struttura tratti molti casi di melanoma. Da cui due dubbi: è indifferente se a togliere il neo sia un chirurgo meno specializzato? In futuro potrei richiedere il campione per farlo analizzare da un altro laboratorio?

[#3] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Rispondo segnatamente ai suoi 2 dubbi:

è indifferente se a togliere il neo sia un chirurgo meno specializzato?

Ogni medico chirurgo può essere in grado di asportare e bene una lesione cutanea, ma ovviamente il Dermatologo e il chirurgo plastico sono quelli più indicati per farlo.


In futuro potrei richiedere il campione per farlo analizzare da un altro laboratorio?

Assolutamente si: ogni laboratorio di anatomia patologica, ha l'obbligo di detenere per 10 anni, sia i vetrini che il blocchetto istologico e renderlo a richiesta del paziente, in presa visione.

Carissimi saluti
Dr Laino
Dr. Luigi Laino Responsabile Centro Latuapelle - Roma
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[#4] dopo  
Utente 489XXX

Gentilissimo dottor Lainò. Anzitutto voglio aggiornarla sul fatto che mi opero questa settimana (evviva!).

Vista la lunga tribolazione, mi perdoni se le faccio una domanda a cui forse si può rispondere solo con "aspetti l'istologico" (visto l'andazzo, spero non si applichi il detto "alle calende greche").

Le caratteristiche rilevate dal dermatologo durante la visita (che nel frattempo ho ripetuto) sono: reticolo irregolare e composto, velo bianco e punti neri ai bordi. Quello che non gli ho chiesto e che chiedo a lei è se queste caratteristiche di atipicità sono comunque compatibili con un "semplice" nevo displastico.

Sto facendo programmi per settembre, ma sono in questa situazione di stallo da aprile, vorrei capire almeno se la preoccupazione è concreta.

In ultimo: in sede di intervento, il chirurgo che asporta il neo può farsi un'idea più precisa sulla natura della lesione?

Grazie mille!

[#5] dopo  
Utente 489XXX

Gentili dottori, finalmente dopo una lunghissima attesa ho avuto il responso. La diagnosi recita "nevo displastico di tipo composto. Indenni i margini di resezione."
Nient'altro.

Ovviamente sono felicissima dello scampato pericolo, ma avrei bisogno che mi chiariste dei dubbi. Secondo il dermatologo il sospetto di melanoma era serio, secondo il chirurgo oncologo (che lo ha rivisto in dermatoscopia) era quasi conclamato, tanto da agire direttamente con la radicalizzazione. Adesso mi ritrovo ad avere una cicatrice vistosa che ha compromesso la funzionalità della zona, e un referto che non si spreca a specificare nemmeno se la displasia era lieve, moderata o grave.

Su questo stesso sito ho letto referti che pur avendo la medesima diagnosi erano più approfonditi. Oltretutto, ho riscontrato tanta disorganizzazione sia nel reparto che nel laboratorio.

Secondo voi posso ritenerlo sufficiente o addirittura affidabile? Ripetere le analisi in un altro laboratorio sarebbe uno scrupolo eccessivo oppure raccomandabile? Ed è importante a fini preventivi conoscere le caratteristiche e il grado di displasia?

Grazie. Spero possiate farmi tirare definitivamente questo sospiro di sollievo oppure indirizzarmi nel modo giusto.

[#6] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Direi che sia un'ottima Notizia

Diagnosi definitiva; ha fatto bene a togliere questo neo ma la storia finisce qui come le avranno certamente comunicato i miei colleghi

Saluti
Dr Laino
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