Rischi terapia esomeprazolo 40mg e paziente monorene?

Buongiorno.
Ho 29 anni, 170cm 62kg.
Dicembre: a seguito di faringite acuta, disfonia ed eruttazioni all'ingerimento di liquidi, mi è stato prescritto pantoprazolo 40mg per 1 mese.
Non passando la faringite, mi sono recato da un otorinolaringoiatra che mi ha dato azitromicina (Zitromax 3gg) + aerosol con acido ialuronico.
Faringite scompare dopo antibiotico, mentre disfonia ed eruttazioni permangono.
A 15 giorni dalla fine della cura di pantoprazolo, compare reflusso notturno.
La farmacista mi consiglia Faringel Plus, che assumo 3 volte al dì: la disfonia migliora vistosamente e il reflusso notturno scompare.
Permangono sempre eruttazioni e mal di gola notturno.
Mi reco infine da un gastroenterologo che mi prescrive 3 mesi di esomeprazolo 40mg la mattina + gaviscon dopo pranzo e cena + faringel plus prima di dormire.
Dopo i 3 mesi, altri 3 mesi di esomeprazolo 20mg.
Sottolineo che mangio in modo sano, solo cotture al vapore/forno, zero fumo, zero alcool e zero prodotti confezionati/lavorati.


Il primo medico che sentii mi disse che, essendo io monorene dalla nascita, non avrei dovuto prolungare la terapia con i PPI per oltre 1 mese, accennando a potenziali complicazioni.
L'ultimo medico mi prescrive 3 mesi di PPI (a suo dire esomeprazolo è più forte di pantoprazolo) + gaviscon + faringel.


Rispetto il parere e la professionalità di entrambi, ma ora sono preoccupato di iniziare la cura prescrittami per via del mio unico rene.


Da un lato vorrei debellare il reflusso, dall'altro non vorrei compromettere il rene.
Cosa dovrei fare?


Grazie mille.
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Prof. Alberto Tittobello Gastroenterologo 4,2k 208
Spetta al fegato metabolizzare i farmaci che assumiamo. Se il suo rene è normale, prosegua con l' ultima terapia consigliata.

Prof. alberto tittobello

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