Utente 101XXX
Salve gentili dottori,
mia mamma a 51 anni, in seguito ad un ecografia addominale, ha scoperto di avere una neoformazione espansiva di circa 10 cm che occupa tutto l'utero e si estende fino alla linea ombelicale. Come sintomi ha avuto alcuni dolori pelvici e solo recentemente sanguinamenti uterini. Non è ancora entrata in menopausa.
Allarmati dalla situazione, ci rivolgiamo subito ad un ginecologo per chiarire meglio la natura della neoformazione. Dopo un'ecografia transvaginale il ginecologo conviene di approfondire con una risonanza magnetica e un'isteroscopia diagnostica con biopsia, data la grandezza della formazione oltre al fatto di non visualizzare ovaie e che mia madre presenti un utero ingrossato e fibromatoso.
Nel referto della risonanza il radiologo riscontra un'estesa formazione espansiva di circa 10 cm di natura solida e verosimilmente la definisce un mioma. Poi viene aggiunto di una formazione espansiva anch'essa voluminosa di natura disomogenea ed iperintensa in T2 W (diffusione) che va a comprimere il retto. Il radiologo suggerisce di approfondire la cosa con un ago-biopsia TC-guidata. Andiamo a parlare con il ginecologo in cura che ci dice che l'esame bioptico in isteroscopia non ha riscontrato nessuna anomalia. Dice che questa settimana mia mamma dovrà effettuare tutti gli esami per poi subire un intervento di isterectomia e che invece l'eventuale linfoadenectomia verrà valutata durante l'isterectomia, durante l'esame istologico.
Ai miei chiarimenti sulla lesione espansiva in risonanza mi ha detto che il radiologo giustamente non può escludere l'eventualità che sia un sarcoma e suggerisce l'agobiopsia tc-guidata.Tuttavia, vista la grandezza della formazione e che comunque in entrambi i casi (sarcoma o mioma) necessita di un intervento di isterectomia, è inutile perdere altro tempo per l'agobiopsia. Alla mia domanda al ginecologo su che tipo di lesione sospetta (sarcoma o mioma) lui mi risponde che pensa sia un mioma, ma la certezza è con l'esame istologico durante l'isterectomia (anche subito dopo l'isteroscopia diagnostica ha detto che, secondo lui, all'80-90% si tratta di un mioma.
Ora però mi sono venuti dei dubbi e delle preoccupazioni perché so che il sarcoma è un tumore maligno generalmente più aggressivo dell'adenocarcinoma e quindi con una prognosi più infausta, oltre ad aver letto che purtroppo il sarcoma non viene diagnosticato facilmente in fase pre-operatoria.Tuttavia ho letto che la degenerazione maligna dei miomi in sarcoma è abbastanza bassa (1 caso su 1000), oltre ad essere il 2% di tutti i tumori dell'utero.
In base alla vostra esperienza e su quanto sono riuscito ad esporvi, ritenete possa trattarsi maggiormente di mioma o di sarcoma?
Ringrazio anticipatamente e vivamente ogni dottore che abbia avuto la cordialità di rispondere alle mie domande.

Distinti Saluti





[#1] dopo  
Gentile signora
purtroppo è assolutamente impossibile rispondere alla sua domanda.Inoltre vi sono delle forme a malignità parziale dipendendo dall'indice mitotico ( numero delle atipie cellulari). Io penso che correttamente il ginecologo le ha indicato l'intervento chirurgico demolitivo e correttamente le ha indicato l'esame istologico intraoperatorio condizionante l'allargamento dell'intervento.
I sarcomi sono molto più rari dei miomi
roberto piccoli

[#2] dopo  
Utente 101XXX

Egregio Dr. Piccoli,
la ringrazio della sua cordialità e della professionalità con cui risponde a questi miei dubbi.
Accolgo il suo prezioso consiglio e attenderò l'isterectomia per sapere con certezza di che formazione si tratta.
Ora però vorrei chiederle un'ulteriore delucidazione: nell'ipotesi in cui si trattasse di un sarcoma, posso già escludere un suo stadio avanzato (ovvero in risonanza magnetica non si sarebbero già evidenziate eventuali invasioni linfonodali, di organi adiacenti o metastasi)?
Mentre nell'ipotesi in cui si trattasse di un mioma, non dovrei essere sottoposta a linfoadenectomia? E' possibile che dovrei essere sottoposta successivamente a cicli di radio o chemioterapia?

Distinti Saluti

[#3] dopo  
cara signora
il migliore esame che in questo momento può fare è sicuramente la TAC-PET che evidenzia accumuli eventuali nelle stazioni linfonodi, è possibile che in caso di sarcoma maligno debba fare radio-chemio. Le ricordo che i sarcomi sono rari mentre il mioma è la patologia uterina più frequente.la linfoadenectomia non è necessaria in caso di miomi
roberto piccoli

[#4] dopo  
Utente 101XXX

Egregio Dr. Piccoli volevo informarla circa l'evoluzione del mio caso clinico.
Sono stata operata il 29 Gennaio. L'operazione è andata perfettamente bene, il primario però mi ha detto di una certa difficoltà iniziale nell'effettuare la resezione dell'utero e della neoformazione in quanto era molto vicino ad arterie e vasi. Quando poi ho parlato con il medico mi ha detto che inizialmente pensavano che la seconda lesione fosse un angioma, data la sua ipervascolarizzazione. Mi ha riferito di un aspetto molto brutto e "degenerato", intendendo un mioma dall'aspetto atipico. Quindi mi ha sempre confermato che secondo lui molto probabilmente si tratta anche della seconda lesione di un mioma, non escludendo però la possibilità di un sarcoma. Infine mi ha detto che hanno optato nel non eseguire la linfoadenectomia e mi ha detto di aspettare 20 giorni per il responso dell'esame istologico.
Due giorni fa ho chiamato il primario per chiedere se fosse arrivato il responso e fortunatamente mi confermato che si trattavano di due miomi e non di un sarcoma e quindi di stare tranquilla.
Ora, dopo questa bella notizia, volevo chiederle se per il mioma è previsto un trattamento radioterapico e se sarebbe opportuno seguire una terapia ormonale sostitutiva, essendo entrata in menopausa forzata. A questo punto l'esame pet/TC è comunque consigliabile oppure no?

Distinti Saluti

[#5] dopo  
sono molto contento che tutto si è risolto nel migliore dei modi escludendo la forma tumorale. Non è più necessaria la tac pet.. per quel che concerne la menopausa forzata nel suo caso è da considerarsi un equivalente di una normale menopausa visto i 51 anni e quindi la terapia sostitutiva è una scelta legata ad altri parametri.il mioma non va trattato in radioterapia
cordiali saluti
roberto piccoli