Utente 308XXX
Buongiorno,
le vorrei chiedere una gentilezza, io e la mia compagna di eta' di 52 anni e io 55 anni vorremmo un bambino ma il ginecologo ha detto e' possibile solo all'estero
ma il nostro problema e' della mia compagna dice ma la mamma che sono io cosa prende da me di somiglianza?, da padre il 50% della donatrice altro 50%
la mamma non prende nulla e cosi' e' un po' perplessa.

Nel sito della Dott. Alessandra Graziottin dice che la mamma e le riporto quello che c'e' scritto

(Gli ovociti (due o più) vengono donati da una donna giovane, tra i 20 e i 30 anni. Vengono fecondati in vitro con gli spermatozoi del marito: in questo senso il bambino è a tutti gli effetti figlio del padre anagrafico, in quanto ne eredita il 50% del patrimonio genetico. L’altro 50% deriva dalla donatrice. Gli embrioni (in genere due, massimo tre) vengono poi trasferiti nell’utero della donna ricevente. E qui succede una cosa molto interessante: la donna ricevente (in questo caso lei) non è semplicemente un’incubatrice “passiva”. Oggi sappiamo che la madre condiziona l’espressione di geni del figlio attraverso l’ambiente biochimico, ma anche emotivo, che la caratterizza e che è specifico di quella gravidanza. Non è infatti importante solo il tipo di geni che noi ereditiamo (la maggior parte resta in effetti silente per tutta la vita), ma quanto e quando si esprimono. Si parla infatti di “penetranza” ed “espressività” dei geni, proprio per dire che esiste una grande variabilità nel modo in cui le diverse parti del codice genetico possono esprimersi, nel senso di dar luogo a tutte le azioni e le modificazioni che sono di loro competenza. Potremmo dire che lo stesso ovocita, fecondato in vitro con lo stesso spermatozoo, può dar luogo a due bambini in parte diversi a seconda della madre che riceve quell’embrione. Basti pensare all’effetto dell’alimentazione della mamma, se beva o fumi o meno, quanto aumenti di peso, se sia depressa, stressata o serena, se sia diabetica o abbia l’ipertensione. Persino molte malattie dell’adulto sono condizionate da quello che succede in gravidanza. Inoltre, durante la gravidanza biologica, cresce anche il “grembo psichico”, la capacità di amore e di attaccamento emotivo e affettivo che la mamma sviluppa nei confronti del bambino. Quei nove mesi sono dunque essenziali per creare un legame profondo fisico e psicoemotivo. A ciò si aggiunga che lo partorirà e allatterà: tutti aspetti essenziali perché quel bambino, seppur concepito da un uovo donato, sia percepito e amato come proprio a tutti gli effetti.)


Le vorrei chiedere cosa sono la penetranza e l'espressione dei geni e' possibile degli esempi, e cosa prende dunque il bambino dalla madre?
E' molto importante per noi, e' possibile una risposta reale.

grazie di cuore

[#1] dopo  
Dr.ssa Valentina Pontello

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Gentile Signore,

il centro di fecondazione assistita sceglie la donatrice con caratteristiche morfologiche (cioè di somiglianza) rispetto alla ricevente.
E' chiaro che, come voi sapete, il bambino non prende il patrimonio genetico della madre ricevente.
Come correttamente indicato nell'articolo, che lei riporta, il bambino risente del clima ormonale, nutrizionale ed emotivo materno. Ad esempio una madre ricevente che aumenta troppo di peso in gravidanza, avrà un figlio più grande, chi mangia meno avrà un figlio più piccolo. Non si può però parlare di vere e proprie somiglianze.
Consideri che comunque, al di là delle somiglianze fisiche, la maternità è un'esperienza soprattutto emotiva.
Il bambino si sente muovere, si partorisce e si allatta, e si crea un legame che non ha niente di diverso tra madre biologica e figlio.
Dr.ssa Valentina Pontello
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[#2] dopo  
Utente 308XXX

Buongiorno dottoressa,
la ringrazio per la sua risposta,
da quanto si capisce e' il 50% tra il padre e la donatrice il rimanente anticorpi sangue affetto e' della mamma ricevente che riuscira' a trasmettere, il problema e' sempre quello le caratteristiche della donatrice fisiche che non si possono vedere, e' come acquistare una merce a scatola chiusa, con garanzia e se poi non piace?
questo e' il problema.
E' possibile avere una risposta.

Grazie.

[#3] dopo  
Utente 308XXX

buongiorno dottoressa,
le volevo chiedere oltre del problema della somiglianza tra mamma e il bambino,
riguarderebbe anche il problema per noi della situazione della donatrice e della sua parentela, si pensa innanzitutto delle malattie genetiche che si possono trasmettere con il passare degli anni o anche tumorali, tutto questo e' possibile oppure ci sono dei controlli serrati da parte di questi istituti che praticano la fecondazione assistita, io credo di si ma, ma ma quando tutto questo succede la frittata e' fatta.
oppure e' tutto una mia immaginazione, purtroppo quando non si e' troppo fiduciosi perche' tutto questo avviene come si acquista a scatola chiusa. spero che mi abbia capito.
e' possibile avere una sua risposta.

la ringrazio.

fabio

[#4] dopo  
Utente 308XXX

buongiorno dottoressa ho visto che non mi ha risposto, e' possibile avere delle risposte in merito a quello che io le ho scritto, e se e' possibile avere delle informazioni sull'ovodonazione, la descrizione dei dati che l'istituto ci chiede sono reali? e se un domani la somiglianza e le caratteristiche sono diverse, e' facile tutto questo che avvenga, oppure no? mi spiego e' possibile tutto questo oppure un giorno ci saranno dei problemi anche a livello psicologico?.

grazie

fabio

[#5] dopo  
Dr.ssa Valentina Pontello

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Gentile Signore,

le ricordo che il servizio è gratuito e tutti noi medici prestiamo il nostro servizio nei limiti del tempo disponibile. E' quindi possibile che possano passare alcuni giorni prima di ricevere una risposta.

Le donatrici vengono esaminate in modo accurato, ma non si può escludere che non vengano trasmesse malattie rare. Questo peraltro può avvenire anche in caso di concepimento spontaneo, infatti l'assenza di parentela con malattie genetiche non esclude la nascita di bambini con problemi.

Dr.ssa Valentina Pontello
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[#6] dopo  
Utente 308XXX

Buonasera dottoressa,
la ringrazio per la sua risposta affermativa, per noi e' ancora molto difficile accettare
questa ovodonazione sempre per il solito problema della somiglianza.
e' difficile decidere e poi se non va bene che si fa?
per il momento la ringrazio della sua gentilezza.
grazie di cuore.

fabio

[#7] dopo  
Dr.ssa Valentina Pontello

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Le malattie genetiche sono molto rare.
Io credo che nel vostro caso la questione sia più relativa ad una vostra accettazione psicologica, piuttosto che ai risvolti medici della terapia.
Mi rivolgerei ad un bravo psicologo per capire meglio cosa significa questa scelta per voi, e se la sentite vostra oppure se per voi è una forzatura.
Dr.ssa Valentina Pontello
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