Utente 334XXX
Gentili dottori,

avrei bisogno di un Vostro parere sulla mia attuale situazione. Premetto che ho 32 anni e sono alla 6 gravidanza, di cui 2 aborti spontanei e 3 figli nati rispettivamente nel 2013, 2016, 2017 tutti e 3 con taglio cesareo. Attualmente sono quasi a 30 settimane e tutto procede nella norma, considerando che comunque sono in terapia con anticoagulanti e cortisone per via di una trombofilia immunitaria congenita.
Aggiungo che già prima della seguente gravidanza avevo una diastasi addominale di 8 cm, senza ernia.

Durante le ultime visite, a seguito del fatto che ho riferito dolori alla parte alta dell'addome, appena sopra l'ombelico, proprio all'altezza della parte più ampia della diastasi, (tipo fitte, sensazione di spilli), il ginecologo ha riscontrato ecograficamente uno spessore dell'utero nella porzione superiore (appunto nei pressi dell'ombelico) di circa 3,4 MM; 11 MM nella porzione laterale e infine 6 MM all'altezza della cicatrice del cesareo. Mi ha detto che lo spessore normalmente dovrebbe essere almeno 1 CM ma che viste le numerose mie gravidanze, è normale così e di stare tranquilla. Onestamente, tranquilla non sono. Rischio qualcosa, ad esempio una rottura dell'utero? Ci sono delle precauzioni o dei controlli che posso effettuare per prevenire eventuali problemi?

Approfitto dell'occasione, per porVi un'ulteriore domanda. Visto che sono assolutamente sicura di non volere altri figli e tra l'altro anche il ginecologo stesso mi ha sconsigliato un'altra gravidanza in quanto l'utero è troppo lavorato e potrebbe non reggere (sue testuali parole), ho deciso di chiudere le tube. Il medico mi ha suggerito di chiuderle durante lo stesso cesareo, ma il mio dubbio è questo: avendo io sempre problemi di anemia durante le gravidanza e arrivando sistematicamente al momento del parto con l'emoglobina a valore 9, allungando i tempi di operazione, rischio di andare incontro a perdita ulteriore di sangue e quindi di dover ricorrere a trasfusioni?

Grazie per l'attenzione e attendendo Vostro riscontro, Vi porgo distinti saluti.

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Dr. Nicola Blasi

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La sterilizzazione tubarica ( chiusura delle tube ) non comporta un aumento dei tempi dell'esecuzione del taglio cesareo ,essendo di durata breve.
la valutazione della tenuta della parete uterina va monitorata evitando l'insorgenza di contrazioni uterine precoci e programmando l'espletamento del TC in sintonia con la maturità polmonare del feto , che avviene intorno alla 34^ settimana di gestazione .
In bocca al lupo !
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

BARI

[#2] dopo  
Utente 334XXX

La ringrazio dottore per la Sua risposta!

Se posso chiedere, quando parla di contrazioni uterine precoci si riferisce alle contrazioni intense che precedono il travaglio e quindi il parto, oppure semplicemente alle contrazioni preparatorie di Braxton-Hicks, che provocano dolore e pancia dura? Queste ultime io le ho già da circa un paio di mesi, più volte durate il giorno e cerco di tenerle a bada con antispastico.

Il cesareo è programmato a 38+3; quali sono le condizioni per le quali sarebbe opportuno anticiparlo, ad esempio come Lei diceva già da 34 settimane? Considerando anche che fino a 33 settimane assumerò cardioaspirina, quali sono i rischi in caso di intervento con terapia ancora in corso?

Grazie ancora!!