Utente 503XXX
Buonasera gentili dottori, ho 34 anni, sono uno studente della facoltà di Medicina e chirurgia dell'università degli studi di Roma La Sapienza. Vi scrivo per una mia condizione di salute personale. Fine gennaio 2019 in seguito ad un dolore testicolare destro con una formazione nodulare dolorosa al tatto, mi sottoposi ad ecografia scrotale che evidenziò un nodulo di circa 3 cm con ricca vascolarizzazione. In recai al dipartimento di Urologia per eseguire il giorno 13 febbraio 2019 un orchifunicolectomia destra. 

Markers tumorali pre intervento


LDH 217 u / L (125-220)

ALFA FETO PROTEIN 1,62 UI / ml

Beta hcg <1 mIU / ml

A 1 settimana i valori sono

LDH 221 * U / L (125-220)

ALFA FETO PROTEIN 1,89 UI / ml

Beta hcg <1 mIU / ml


La TAC di stadiazione è prevista per lunedi 11 marzo. In data 27 febbraio ho eseguito un ecografica addome completo che non evidenziò nulla. 

L'istologico è ancora in fase di studio, so che si tratta di un seminoma classico, il nodulo misura 2.7 cm,  senza aspetti di necrosi, la neoplasia infiltra la rete testis e la tonaca albulginea senza superarla, epididimo e funicolo indenne da neoplasia. Non chiaro se ci sia invasione angiolinfatica ed è stato mandando in istochimica. 

La questione che più mi preoccupa é l'invasione della Rete testis come fattore prognostico sfavorevole. Dalla letteratura che ho avuto modo di consultare i fattori di rischi sono le dimensioni del tumore >4cm e l'invasione Rete testis. Tuttavia ultimi studi del 2018 nonché studi Canadesi tendono a non considerare l'invasione Rete testis come fattore di rischio di ricaduta. Volevo chiedere gentilmente se nel tumore tipo Seminoma classico quanto sia attualmente considerata la Rete testis. Inoltre alcuni oncologi mi hanno riferito che aldilà dell'istochimica nel Seminoma l'invasione vascolare non é un fattore di rischio,mentre rimane una cosa importante da valutare nel NON seminoma. 

Per questo non riesco a capire se questi siano dei fattori di rischio ( Rete testis e angioinvasione) nel seminoma oppure non sono più considerati tali. 

Grazie per la vostra disponibilità

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Non vi è certamente nulla di così chiaramente definito, d'ogni mdo si tratta certamente di una manifestazione iniziale e confinata al testicolo, presumibilmente curata con l'intervento. Ulteriori terapie adiuvanti (in particolare radioterapia) diipendono molto dai protocolli oncologici locali. Per molti anni queste situazioni sono state unicamente controllate con la sorveglianza clinica con ottimi risultati.
Dr. Paolo Piana
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[#2] dopo  
Utente 503XXX

Professore oggi ho saputo che putroppo non si trattava di seminoma puro ma è un tumore misto 60 carcinoma embrionale e 40% seminoma. Il referto ufficiale recita cosi:
Si presenta con una condizione di tumore a cellule germinali di tipo seminomatosa e non seminomatosa con aree prevalenti di carcinoma embrionale 60% e seminoma tipico 40%. La neoplasia mostra aspetto multilobato e modalita di crescita di tipo espansivo nei confronti del parecchima testicolare e si estende ad interessare la rete testis con presenza di IGCNU e la tonaca albulginea senza oltrepassararla. Non si apprezzano aspetti istologici certi di linfoangioinvasione neoplastica. Il parenchima testicolare residuo presenta tuboli seminiferi prevalentemente atrofici con marcata ialinosi peritubolare, mentre in periferia sono presenti tuboli seminiferi con spermatogenesi normale. Normale la componente a cellule di leydin. Indenni da neoplasia tessuto molle, epididimo e funicolo spermatico e il dotto deferente.
PT1

Ho davvero paura

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Dire "professore" a chi non lo è porta sfortuna, si sa ... :-)
A parte gli scherzi, a parte l'aspetto istologico continua a rimanere di stadio pT1 (localizzato), pertanto la prima scelta per il follow-up resta sempre la attenta sorveglianza.
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