Utente 481XXX
Buonasera.

Son un ragazzo di 28 anni, 1.80 d'altezza e 75 Kg di peso.
Da alcuni mesi ho iniziato a soffrire di pressione alta. Infatti, son passato dai canonici 120/80 (con una frequenza cardiaca compresa tra i 70-80) a 130/90 ed in alcuni periodi anche 150/100 con frequenza cardiaca innalzata anch'essa a 90-100 (ed in alcuni casi anche sui 110, sempre a riposo).
Oltrei ai classici sintomi conseguenti all'ipertensione, sono sopraggiunti anche quelli psicologici.
Infatti, l'idea di dover iniziare ad assumere farmaci per questa patologia ad un'età cosi giovane (e probabilmente a vita, così mi ha detto la mia dottoressa, visto i precedenti famigliari (Padre con 4 infarti e 4 ictus (i primi avuti attorno ai 40 anni), Madre con 1 infarto (avuto sui 45) mi scoraggia non poco.
Sebbene non pratichi alcun sport, sto attento al cibo (non assumo alcolici, non fumo e non consumo dosi eccessive di cibi dolci e/o grassi) e pratico almeno una passeggiata o biciclettata d'un ora e mezza al giorno ed osservo le 7/8 ore di sonno consigliate. Di conseguenza non pratico nemmeno uno stile di vita scorretto e/o sedentario.

Perciò la mia, o meglio, domande, sono queste:
- L'ipertensione può essere ereditaria pur mantenendo/praticando uno stile di vita e alimentare sano ?
- Visto la famigliarità per accidenti celebrovascolari e cardiovascolari, se la mia ipertensione dovesse mantenersi alta nonostante l'attuale stile di vita che seguo e la mià età, dovrò assumere i farmaci antipertensivi a vita ?

In attesa d'una Vostra risposta, porgo distinti saluti.

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Caro Signore,
la risposta è che la Ipertensione arteriosa è caratterizzata da una spiccata familiarità.
Anzi la presenza di familiarità è un importante prerequisito per la formulazione della diagnosi di ipertensione primitiva o essenziale.
Ovviamente dovrà, se la sua pressione si confermerà oltre il valore di 120/70 mmhg, eseguire anche appositi esami per escludere una forma secondaria: anche se le forme secondarie non superano il 5% di tutte le ipertensioni diagnosticate.
A questo penserà il suo Medico o il suo cardiologo.
Purtroppo l'ipertensione può essere efficacemente controllata e i rischi ad essa connessi abbattuti con uno stile di vita sano e con i farmaci, che sono quasi sempre necessari.
Ma la terapia non è curativa: è sintomatica. Ciò significa che la sua pressione potrà essere mantenuta a target fino a che prenderà le compresse: se le smettesse tornerebbe alta.
Ma, le parla un iperteso dalla età di 16 anni e che oggi ne ha 52, meglio la pasticca o le pasticche quotidiane che i danni agli organi bersaglio (reni, cuore, vasi , cervello) che la ipertensione non curata porta sempre con se.
Nella vita si deve sempre scegliere il male minore: in questo caso la compressa è il male minore.
Saluti cari.
Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#2] dopo  
Utente 481XXX

La ringrazio dottore. In effetti, ha ragione. Data la familiarità (sopratutto paterna) per l'ipertensione ed accidenti celebrovascolari, meglio una pastiglia oggi che un organo danneggiato domani.
Ringraziandola per la disponibilità nella lettura della mia domanda e della conseguente risposta, Le auguro una buona serata.

[#3] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Di nulla.
Buona serata anche a lei.
Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#4] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Paziente, a lato di un consulto cardiologico che di certo avrà già effettuato (o sarà bene che faccia), le suggerirei di non trascurare un elemento che spesso sfugge: il ruolo che nelle problematiche cardiocircolatorie e in particolare nell'ipertensione può essere sostenuto dal russare notturno e dalla presenza di apnee nel sonno, specie se si viene a configurare la Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno (OSAS): i suoi curanti hanno indagato sulla eventuale presenza di questa problematica nel suo caso, quantomeno per escluderla?
Un primo orientamento diagnostico si ottiene con semplici domande : il paziente russa abitualmente? arresta il suo respiro anche per una decina di secondi almeno? riferisce bruschi risvegli notturni?, al mattino si alza stanco? di giorno é stanco e sonnolento?
E' importante estendere questi quesiti al partner e ai famigliari, perché spesso il paziente che nel sonno russa e va in apnea non ne è cosciente.
In caso di risposte positive il quadro va approfondito per la conferma diagnostica e per la scelta della più adeguata terapia, che, come riferisce la letteratura scientifica di settore, può risultare efficace anche nel controllo dell'ipertensione eventualmente presente, e nell'abbassare il rischio di incidenti cardiocircolatori che, nei pazienti affetti da OSAS , risulta decisamente più elevato.
Sottolineo che anche nell'OSAS è presente una ricorrenza famigliare, per cui la famigliarità per ipertensione potrebbe risiedere in un meccanismo patogenetico famigliare indiretto: in questi casi la terapia rivolta all'OSAS potrebbe costituire una terapia causale e non solo sintomatica di una ipertensione che all'OSAS fosse secondaria.
Le suggerirei di dare un'occhiata all'articolo linkato qui sotto, nell'ipotesi che lei possa riscontrarvi elementi di somiglianza con il suo problema.
Cordiali saluti ed auguri.

https://www.medicitalia.it/minforma/Gnatologia-clinica/1310/Ipertensione-Arteriosa-attenti-al-russare-e-all-Apnea-nel-Sonno
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
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[#5] dopo  
Utente 481XXX

Farò come dice, dr.Edoardo (tra l'altro si chiama come mio padre. Che coincidenza). La ringrazio per la disponibilità espressa. Le chiedo scusa se rispondo solo ora ma ero fuori per lavoro e l'indirizzo email sulla quale mi giungono le notifiche non è supporto da alcun client per cellulare.
In seguito al problema descritto nel consulto, ho fatto come indicato precedentemente dal suo collega.
Sia la mia dottoressa curante prima che il cardiologo dopo hanno confermato quanto asserito: ovvero, che la mia ipertensione non è dovuta a qualche patologia o malattia, ma è di tipo ereditario e sintomatica, confermandomi quindi l'uso della pastiglia a vita onde evitare episodi simili avvenuti ai miei genitori. In seguito alla visita è emerso anche che presento un prolasso mitralico congenito, sebbene il cardiologo ha rassicurato che tale disturbo non incide tanto sulla pressione, pur raccomandandosi di seguire una profilassi antibiotica qualora dovessi sottopormi a qualsiasi intervento chiurgico, compresa una semplice detartrasi.
Mi ha anche consigliato, pur senza esagerare onde evitare un collasso dovuto al prolasso, anche sport leggeri, o la palestra, in modo d'irrubustire ed espandere il mio torace (che è stretto per un uomo della mia età) e riducendo quindi la pressione esercitata sul cuore dagli altri organi.
In effetti, leggendo quanto invece scritto da lei, pensandoci bene mio padre soffre di Osas. Farò come da lei consigliato.
Approffito della Sua disponibilità per farle una domanda veloce: ad oggi, dopo una settimana d'assunzione del farmaco antripressorico prescritto (Losartan, 1 compressa al giorno al mattino), mi son misurato la pressione. Effettivamente, è scesa: 100 max e 60 min. Tuttavia, i bpm son rimasti allo stesso livello di quando accusai i primi sintomi d'ipertensione, ovvero 100. La mia domanda è dunque questa: se la pressione equivale alla forza esercitata dal sangue sulle pareti arteriose/venose, abbassandosi, non dovrebbe coincidere anche con un abbassamento dei bpm ?

[#6] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Paziente, alla sua ultima domanda risponderà di certo con maggiore competenza il Dr. Caldarola.
La mia risposta (la ringrazio della valutazione ) si limitava alla problematica che conosco, cioè al possibile rapporto fra ipertensione e OSAS, compresa la componente famigliare.
"pensandoci bene mio padre soffre di Osas": i Curanti di suo padre hanno in qualche modo considerato questo problema?
Non mi ha poi risposto se A LEI risulta, consultati i famigliari, di presentare nel sonno un russamento che suggerisca l'opportunità di un approfondimento relativamente all'OSAS, anche alla luce della famigliarità, che potrebbe essere per ipertensione , ma anche per OSAS.
Cordiali saluti ed auguri.
.
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
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[#7] dopo  
Utente 481XXX

Chiedo scusa, ho inteso male. Fortunatamente no, non presento alcun russamento nel sonno.
La ringrazio comunque della disponibilità.
Le auguro comunque una buona giornata.

[#8] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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Gentile utente ,
Essendo cardiologo mi sono sentito in dovere di rispondere al suo quesito nel quale mi sono imbattuto casualmente
La cosa più intelligente da fare nel suo caso , una volta esclude le cause meno frequenti e cioè patologie a carico delle arterie renali e dei surreni, è eseguire una ABPM che è L Holter pressorio .
In base ai risultati che lei avrà il suo cardiologo potrà valutare la opportunità di una terapia farmacologica

Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
www.cecchinicuore.org
Medicina di Emergenza ed Urgenza

[#9] dopo  
Utente 481XXX

Farò come dice, Dr.Cecchini.
La ringrazio della disponibilità e Le auguro una buona giornata.
Arrivederci.