Utente 250XXX
Buongiorno,
a seguito degli attachi di emicrania che generalmente mi colpiscono ogni 2 settimane, della durata di circa 2 giorni ciascuno (per i quali assumo solitamente OKI o AURADOL) mi rimane la parte della tempia e sopra l'orecchio leggermente indolensita, e toccandola si accentua il dolore, come se avessi un livido che al tatto fa un pò male.
Può essere un fenomeno preoccupante o "normale"?
Ricordo che ormai da circa 2 anni assumo Paroxetina
(per ansia - attacchi di panico).

In attesa di cortese riscontro
Distinti saluti

Se è necessario qualche ulteriore controllo sono in attesa di suo cortese
riscontro.

[#1]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

la persistenza di una zona maggiormente sensibile al tatto, dopo un attacco emicranico, è normale e succede frequentemente. Se la frequenza degli attacchi supera 2-3 al mese è consigliabile una terapia di prevenzione. Ne parli eventualmente col Suo neurologo.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#2] dopo  
Utente 250XXX

Grazie per la cortese e tempestiva risposta.

In realtà la frequenza degli attacchi di emicrania è variabile: in alcuni periodi 1-volta al mese, in altri anche 1-volta la settimana, sempre della durata di 2-3 gg.

Il neurologo mi ha consigliato di assumere un integratore, "Migrasoll", come prevenzione, asserendo che i farmaci un pò più efficaci potrebbero non essere compatibili con la Paroxetina che assumo (ogni giorno) contro i disturbi di ansia.

Non mi sembra che i risultati con Migrasoll siano eccellenti.

Lei consiglierebbe di continuare in tal modo o potrei effettivamente intraprendere altre tipologie di terapia preventiva?

Distinti saluti

[#3]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

da quanto tempo assume il migrasoll?
Dr. Antonio Ferraloro

[#4] dopo  
Utente 250XXX

In realtà ho assunto Migrasoll per circa 6-8 mesi fino al mese di gennaio 2012; poi ho deciso di interrompere perchè l'ho considerato poco efficace contro i miei attacchi di emicrania.
Come mi consiglia di agire?

[#5]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

riferisca al neurologo l'inefficacia del migrasoll, probabilmente Le prescriverà un altro farmaco. Esistono infatti altre molecole che non interagiscono negativamente con la paroxetina.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro