Utente
Salve, sono una ragazza di 24 anni, e da un paio di mesi soffro di cefalea a grappolo.
Avevo imparato a conviverci, fin quando non mi sono accorta che la situazione è peggiorata, a mio parere.
Adesso, oltre alla cefalea a grappolo, soffro di uno strano mal di testa che si posiziona sopra l'occhio sinistro.
Se premo l'occhio, il dolore per due secondi scompare per poi riapparire.
Il problema fondamentale è che si manifesta tutte le sere, alle 19:30 , prima di cenare.
Ho chiesto un consulto perchè il dolore diventa davvero insopportabile.
Provoca nausea, vertigini, brividi di freddo, vista sfocata e stordimento.
Ho fatto di recente una visita oculistica, ma mi è stato detto che porto una vista perfetta.
Qualcuno può darmi delle risposte? Grazie in anticipo.

[#1]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

l'orario fisso della cefalea che riferisce è una delle caratteristiche della cefalea a grappolo ma è ovvio che deve effettuare una visita neurologica ed eventuali esami diagnostici qualora non li avesse ancora fatti.
Questa cefalea risponde ai comuni antidolorifici? Quanto dura?
Ha arrossamento dell'occhio e lacrimazione?

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#2] dopo  
Utente
Gentile Dottore, la ringrazio per la sua tempestiva risposta.
Il mio mal di testa dura in media 45 minuti, e prendendo una bustina di Oki passa in fretta.
Non ho arrossamento all'occhio, ma lacrimazione si.
Ho dimenticato a dirle che a volte, non sempre, mi viene anche un senso di nausea.
L'unico esame che ho fatto è stato "Elettroencefalogramma", con risultato "Cefalea a grappolo".
E poi la visita oculista, ma come le ho detto non ho nessun problema all'occhio.
Cosa devo fare per sapere se c'è altro?

Saluti.

[#3]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

la remissione della sintomatologia dolorosa in seguito a somministrazione di un comune antidolorifico-antinfiammatorio è un elemento positivo da tenere in considerazione.
Mi pare che la cosa più importante da fare sia una visita neurologica presso un collega esperto in cefalee per avere una diagnosi corretta in modo da potere instaurare una terapia di prevenzione, se possibile, che possa anche servire ad evitare l'abuso di antidolorifici, oltre ovviamente a ridurre o eliminare gli attacchi cefalalgici.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro