Utente 411XXX
Gentili dottori,

premetto di avere 20 anni, e di essere sotto stress a causa di una situazione lavorativa che mi imprigiona, in quanto il mio lavoro non mi piace, in quanto mi snerva durante la giornata e arrivo alla sera davvero stanco.
Cio' premesso ho come l'impressione negli ultimi mesi di aver subito un lieve decadimento delle funzioni cognitive, a volte mi interrompo durante i discorsi, non riesco a trovare le parole e perdo il filo logico di cio` che stavo dicendo, in due occasioni mi e` successo di avere un momento di vuoto circa l'orientamento su un percorso noto. Ho la sensazione che la mia memoria stia peggiorando "solo per la routine quotidiana" ( scusate l'espressione profana ma non saprei come esprimermi), intendo dire che la memoria per quanto riguarda date, eventi, appuntamenti, e fatti accaduti rimane preservata, per quanto riguarda invece la routine quotidiana mi sento "costantemente sovrappensiero" come se ci fosse un deficit di attenzione e svolgessi i miei compiti meccanicamente.
Aggiungo di aver avuto una delusione amorosa che ha influito sulla mia condizione , associata anche ad un disturbo ossessivo compulsivo.
Ho effettuato una TAC e una RMN, che non hanno evidenziato assolutamente nulla, se non una condizione Borderline di Arnold Chiari 1 ( 3mm).
Aggiungo che mia nonna di 87 anni soffre di demenza vascolare, e mio padre di 58 non ha particolari problemi, ma a volte mi sembra che anche lui ( soffre di diabete e di ipertensione) abbia qualche lieve calo cognitivo transitorio, soprattutto in condizioni di stress.
Aggiungo di aver svolto esami ematochimici di laboratorio, tutti perfetti, indice glicemico nella norma, pressione arteriosa nella norma.
E' possibile aver sviluppato a 20 anni un disturbo cognitivo, o comunque una condizione che lo inneschera`? Se si, quali esami devo svolgere?

[#1] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Caro giovane,
in linea di principio si parla di declino cognitivo a partire dalla sesta decade mentre alla sua età, al più, di deficit intellettivo. Ciò premesso, dal suo racconto si evince che esiste un prevalente stato emozionale di tipo ansioso che può ben essere considerato all'origine del disturbo attentivo che lei sta presentando. Infatti, si tratta quasi sicuramente di ciò, per effetto di un dirottamento dell'attenzione interna su tematiche emozionali col risultato di limitare il contatto con la realtà esterna.
Saluti
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
www.colangeloneurologo.it