Utente 598XXX
Buongiorno, mi chiamo Marco, ho bisogno di alcune informazioni. Mio padre, 70 anni, da alcuni mesi mio ha sviluppato una lieve depressione, associata ad agitazioni notturne (saltuarie) per ogni rumore, svogliatezza generale, ha iniziato quindi a seguire una terapia psicologica ed un consulto psichiatrico. Lo psichiatra poi, per prassi, ha deciso di fargli fare una risonanza magnetica alla testa, per escludere altre patologie e da questo esame, purtroppo, si evince un inizio di Alzheimer. Attualmente mio padre sta bene, la lieve depressione va e viene (sta assumendo LYRICA, prescritto dallo psichiatra), generalmente è attivo e svolge le sue attività ed i suoi hobby, alternando giornate più spente, ma non ha evidentissimi disturbi della memoria (può capitare ogni tanto che non ricordi un particolare, ma nella norma), non ha disturbi dell'orientamento, ecc. Non gli abbiamo detto la verità riguardo l'esito della risonanza, perché essendo cosciente, pensiamo possa cadere in una profonda depressione (conoscendo egli stesso il decorso della malattia). Gli abbiamo detto che dalla risonanza risultano delle cellule invecchiate, quindi serve una visita neurologica per mantenere la situazione sotto controllo.
Volevo dunque sapere, quale è l'approccio che viene utilizzato per pazienti che hanno la malattia di Alzheimer allo stato iniziale, perfettamente in grado di comprendere, senza gravi sintomi invalidanti? Stiamo cercando un neurologo dove portarlo ma non vorrei che si presentasse a visita e gli venisse detto della malattia, non sappiamo come potrebbe reagire. Come si approccia solitamente in questi casi? Potete consigliarmi delle strutture valide a Roma per il trattamento di questa malattia?

Grazie in anticipo

Cordiali saluti

Marco

[#1] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

potrebbe riportare il referto della RM in modo integrale?
Grazie.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#2] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Egregio Sig. Marco,
dal suo resoconto anamnestico molto dettagliato, onestamente e col dovuto rispetto per il parere espresso dal Collega, a me parrebbe piuttosto che possa trattarsi di un decadimento cognitivo lieve, da considerarsi fisiologico per l'età. La diagnostica dell'Alzheimer in fase iniziale si avvale di procedure che includono anche la valutazione per imaging (Risonanza) ma si fondano molto più sul reperto dei test neuro-psicologici (ADAS-Cog tanto per citare i più adoperati) e la PET con tracciante per l'amiloide (Amiloyd-PET). Al riguardo potrebbe leggere l'articolo pubblicato nel mio blog di cui le accludo il link
https://www.medicitalia.it/news/neurologia/7759-diagnosi-dell-alzheimer-sempre-piu-precoce.html
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#3] dopo  
Utente 598XXX

Vi riporto di seguito il referto della risonanza, così che abbiate un quadro più chiaro, tuttavia a quanto ho capito, non può bastare per emettere una diagnosi di Alzheimer o di altre demenze, ma servono altri esami ed indagini.

RACCORDO ANAMNESTICO: riferiti attacchi di panico e depressione del tono dell'umore

Sono stati eseguiti tomogrammi sui tre piani dello spazio con immagini pesate in T1 e T2, sia con tecnica convenzionale che con tecnica FLAIR, di diffusione e di gradient echo. Esame eseguito in sedazione per claustrofobia.

Non evidenti aree di alterato segnale, nelle immagini di diffusione, compatibili con lesioni vascolari di recente insorgenza. Non evidenti esiti di microsanguinamenti. Presenza di alcune piccole aree di alterato segnale, iperintense in T2 FLAIR, localizzate bilateralmente a livello della sostanza bianca sottocorticale, piccole aree di gliosi di probabile genesi vascolare pregressa su base sistemica. Dilatazione di lieve entità del sistema ventricolare sovratentoriale, di normale morfologia ed in asse rispetto alla linea mediana, e degli spazi subaracnoidei sovra e sottotentoriali, con netta maggior evidente in sede temporo - insulare specie a destra. Quarto ventricolo normale ed in sede. Si segnala tessuto simil flogistico nel seno frontale a sinistra.

CONCLUSIONI: Lo studio RM dell'encefalo ha documentato un'atrofia cerebrale a prevalente espressione corticale temporo - insulare; piccole aree gliotiche di probabile genesi vascolare pregressa e su base sistemica sottocorticali bilaterali.

[#4] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

come correttamente detto dallo stimato Dr. Colangelo, non è possibile fare una diagnosi di malattia di Alzheimer solo sulla base di una RM encefalica, peraltro con sintomatologia completamente assente.
Non sono rari questi quadri RM in soggetti che non svilupperanno nemmeno in futuro la malattia, infatti non sempre c’è correlazione tra RM e clinica.
Attualmente Le ribadisco che l’esame strumentale più indicato è, come peraltro sempre suggerito dal Collega Colangelo, la Pet-amiloide che può dare un quadro più specifico del problema.
Ovviamente utili anche i test neuropsicologici.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#5] dopo  
Utente 598XXX

Gentili dottori, grazie per le risposte, mi sembra di capire dunque che la RM non è sufficiente, dunque anche un referto come quello che vi ho riportato potrebbe non riferirsi per forza ad una diagnosi di demenza, perlomeno non in assenza di altri esami ed indagini. Non ci rimane dunque che iniziare un percorso affidandoci ad uno specialista neurologo per indagare ulteriormente. Le vostre risposte, seppur teoriche e generiche, ci danno speranza.
Un'ultima domanda, a seguito di un referto di risonanza di questo tipo, pensate sia più opportuno procedere con una visita neurologica o geriatrica?
Grazie ancora.

Saluti

[#6] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

bene, ha perfettamente colto il messaggio.
Ritengo che la visita neurologica sia preferibile.

Cordialità
Dr. Antonio Ferraloro

[#7] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Mi reinserisco nel consulto e colgo l'occasione per ringraziare il mio Collega per le cortesi parole di stima assolutamente ricambiata. Senza ombra di dubbio avallo quanto ha detto e che, in sostanza, ribadisce quanto le avevo già riportato. Il Geriatra è bene in grado di seguire in follow-up un paziente con problemi cognitivi ma per la definizione diagnostica è richiesta imperativamente la figura del Neurologo e che abbia esperienza in questo settore specifico.
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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