Parkinson e paranoie

Salve, scrivo per avere un parere in merito alle condizioni di mia nonna che vive in casa con me e la mia famiglia.
Mia nonna ha 81 anni (150cm x 48kg circa) e soffre di Parkinson da diversi anni.
Presenta il classico tremore, problemi nella motilità (con l'ausilio di un bastone riesce ad andare da sola in bagno durante alcuni momenti della giornata, ma perlopiù ha bisogno di supporto), ma negli ultimi mesi la situazione è peggiorata: si sono aggiunte le allucinazioni (inizialmente riferiva di diverse persone presenti in casa, negli ultimi giorni crede di vedere animali) e le paranoie (crede che vogliamo farle del male, che ridiamo di lei e che non rispettiamo la sua terapia farmacologica appositamente).
Finora siamo riusciti a tenere a bada la situazione, bene o male, ma di recente è diventata insostenibile.
Negli ultimi giorni ha preso a parlare da sola e lo fa continuamente senza tregua.
Dorme a sprazzi durante il giorno, quindi resta sveglia spesso anche di notte e, siccome c'è un'unica camera in cui dormono sia lei che i miei genitori, gli rende praticamente impossibile il riposo.
Entrambi lavorano e risentono parecchio di questo problema, in particolare mia madre che già soffre di problemi psicologici ed è sottoposta ad uno stress continuo non potendola lasciare sola un attimo (mia nonna, fra le varie problematiche, è anche sorda, diabetica e molto ansiosa, quindi richiede un'assistenza particolare e continuativa).
Scrivo per chiedervi se è possibile fare qualcosa per migliorare la loro condizione.
Loro non si attivano in merito un po' per compassione un po' per rassegnazione, ma li vedo molto debilitati, specialmente mia madre.
Sarebbe possibile somministrare qualche farmaco a mia nonna per tenerla tranquilla almeno di notte?
Quale atteggiamento assumere e cosa dire per poterla tranquillizzare in merito alle sue paranoie?
Infine vi chiedo, in tutta sincerità, qual è l'aspettativa di vita per una persona in queste condizioni?
Ormai è da tanto che vedo mia nonna estremamente sofferente, passa le giornate a piangere e lamentarsi (in particolare per il dolore alla testa e alla pancia e alla sensazione di soffocamento), abbiamo provato varie terapie farmacologiche ma non sembrano sortire un vero effetto.
Di seguito vi segnalo l'ultima che le è stata data:

- Prima di colazione: madopar 250/50mg compresse divisibili 1/2 compressa;
- Dopo colazione: jumex10mg, zoloft 50 mg compresse, rischiaril gocce, 1 compressa di Tapazole;
- Ore 11: madopar 1/2 compressa;
- A pranzo: 4 u insulina humalog 100;
- Dopo pranzo: plactidil compressa;
- Ore 16: madopar 1/2compressa;
- Ore 20: 1/2 compressa madopar prima di cena,
2 unità di humalog 100;
- Dopo cena: 1 compressa zoloft;
- Ore 23: unità 10 toujeo 300 unità.

(A questa prescrizione si aggiungeva Trittico gocce 8 gocce a colazione, 8 alle 15.00 e 10 alle 22.00 che nonna ha voluto interrompere asserendo che le peggiorassero i tremori)

Vi ringrazio in anticipo per eventuali consigli e suggerimenti.
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 66,2k 2k 23
Gentile Ragazzo,

la malattia di Parkinson purtroppo ha un decorso progressivo (la terapia lo può solo rallentare) e può causare negli stadi avanzati disturbi psichici come quelli che si stanno manifestando nella Nonna.
Le allucinazioni, per es., sono tipiche di questi stadi così come i disturbi del sonno.
Esistono però dei farmaci che possono limitare il disturbo allucinatorio e favorire il sonno però è vietato consigliarli a distanza in un paziente che non si conosce.
Le consiglio di rivolgersi al neurologo che segue la Signora.
Come indicazione generale, può essere utile il dialogo tendente a tranquillizzare la paziente ma non sempre si ottengono i risultati sperati in quanto il danno è solitamente organico, che può essere accentuato da una possibile vasculopatia cerebrale compatibile con l’età.

Cordiali saluti

Dr. Antonio Ferraloro

[#2]
dopo
Utente
Utente
Grazie dottore, per quanto riguarda la terapia, pur non potendo scendere nei dettagli, si trova concorde?
Inoltre, chiedo, il medico ha suggerito anche Quetiapina asserendo, però, che potrebbe influire sulla circolazione e costringerla ulteriormente a letto, cosa suggerisce in merito?
[#3]
Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 66,2k 2k 23
La terapia è corretta, ovviamente riguardo i dosaggi non posso pronunciarmi in quanto non conosco la reale entità del problema.
La quetiapina a basso dosaggio potrebbe essere provata se il neurologo concorda.
Tra i neurolettici è quella che solitamente dà meno effetti extrapiramidali.

Cordialmente

Dr. Antonio Ferraloro

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