Utente 289XXX
Volevo per piacere qualche vostro consiglio.
Mia moglie qualche mese fa ha incominiciato ad avere sindromi deliranti, allucinazioni, aggressività ecc ecc, è stata ricoverata in regime di TSO in psichiatria e dopo 2 settimane di ricovero è stata dimessa qualche mese fa..con una conclusione almeno momentanea di sindrome bipolare di tipo 1
la terapia iniziale era abbastanza impegnativa: iniezioni ogni mese di haldol decanos, piu 30 goccie la sera, piu depakin 1000 piu abylify 15 mg
adesso sta bene dal punto di vista psicoto e la terapia e stata molto diminuita con 20 goccie la sera di haldol, depakin 750 e abulufy 15 mg
il problema è che lei si è totalmente abbandonata alla vita: lei è laureata per giunta in campo socio-sanitario e lavorara anche in proprio.
adesso non vuole riprendere la sua vita, non fa più nulla, ha abbandonato tutto, il lavoro, la vita sociale, non vuole avere contatti sociali con nessuno e crede che la sua vita sia ormai stata rovinata dalla sua malattia.
sopratutto anche la mamma e malata da quanto era giovane e lei è cresciuta in un contesto di rifiuto da parte dei loro genitori che anche adesso continuano a rifiutarla ed a non darle nessun appoggio.
ma io come devo fare?? Da marito la mia vita è completamente cambiata, ho problemi al lavoro, lei che mi chiama molto spesso ed che ha pure paura di stare a casa da sola.
Grazie per la vostra collaborazione

[#1]  
Dr. Matteo Preve

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Gentile utente,
è possibile anche che dopo una fase eccitativa o mista (con o senza sintomi psicotici) posso seguire nel decorso clinico delle oscillazioni dell'umore verso il polo depressivo. La cura va calibrata sempre sulla base dell'andamento attuale (quale tipo di episodio ha presentato) e longitudinale (storia clinica). Il paziente con questo disturbo molto spesso è più sensibile agli effetti dei farmaci neurolettici (che possono deprimere l'umore) e antidepressivi (possono indurre fasi eccitative). L'utilizzo di stabilizzatori dell'umore e antipsicotici atipici è secondo le linee guida attuali di elezione. Ovviamente è sempre il giudizio clinico a guidare la scelta della terapia più corretta. Le consiglio di seguire il consiglio del medico di fiducia che può conoscendo meglio la storia clinica della paziente cercare di stabilizzare la malattia.
Cordiali saluti.

Le consiglio https://www.medicitalia.it/blog/psichiatria/3187-la-psicoeducazione-nel-disturbo-bipolare.html
Dr. Matteo Preve
Specialista in Psichiatria e Psicoterapia Cognitiva

[#2] dopo  
Utente 289XXX

quindi vi è la possibiltà che il male maggiore dia dovuto all'assunzione dell'haldol?
di solito tale farmaco quando è possibile eliminarlo totalmente dalla terapia?
per ciò che riguarda il farmaco atipico abilify, ho notato che ancora non vi sono molte conoscenze da parte degli specialisti e sinceramente non ho ancora capito bene se sia un farmaco di nuova generazione sicuro e con minori effetti collaterali(consideriamo il fatto che mia moglie e molto giovane e che non abbiamo ancora figli e spereremo di concepirli)
ho anche avuto in mente di fargli fare un consulto dal suo ex medico di famiglia, che attualmente non la segue più perchè abbiamo cambiato città, è un neurologo che segue solo a pagamento e di cui ho la paura che se gli chiedo un consulto(ovviamente a pagamento!!!) aumenterà solamente la terapia aggiungendo da parte sua antidepressivi e anti ansiolitici.
io spero e vorrei che un giorno mia moglie potrebbe vivere la sua vita naturalmente e senza l'utilizzo di alcuna terapia farmacologica.
Lei cosa ne pensa a riguardo?
Grazie

[#3]  
Dr. Matteo Preve

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Gentile utente,
non é possibile imputare" il male maggiore" all'aloperidolo e soltanto con un giudizio clinico si può valutare esattamente la situazione psicopatologica.
L'aripiprazolo é un antipsicotico atipico (farmaco di nuova generazione) che possiede diverse azioni farmacologiche che cambiano secondo il dosaggio assunto. Solitamente a bassi dosaggi possiede scarsa attività sedativa ed una attività antidepressiva ( in America ha l'indicazione per il trattamento delle fasi depressive nel disturbo bipolare), aumentando il dosaggio aumenta l'azione sedativa e deliriolitica.
Cordiali saluti.
Dr. Matteo Preve
Specialista in Psichiatria e Psicoterapia Cognitiva

[#4] dopo  
Utente 289XXX

Attualmente la terapia faramacologica è stata notevolmente ridotta da quella delle dimissioni che sono avvenute quasi 3 mesi fa:
Abilify 15 mg ore 8
Depakin Crhomo granulato bustine 1000 mg la sera
haldol 2mg/ml: 30 Gocce ore 21
e haldol Decanoas 100 mg, i.m

La terapia attuale è invece:
Abilify 15 mg ore 8
Depakin Crhomo granulato bustine 750 mg la sera
haldol 2mg/ml: 10 Gocce ore 21.

Ma non riesco a capire il motivo perchè anche se la terapia è stata notevolmente diminuita e anche se è statto aggiunto Akineton 4 mg a rilascio, mezza la mattina
Mia moglie ha ugualmente una grandissima rigidità muscolare, una fortissima insonnia (non riece neanche ad alzarsi la mattina)
ed a causa di tutti questi fastidi a perso totalmente la fiducia in se stessa, e se pur il fattore psichiatitro va bene, dal punto di vista emotivo e totalmente abbandonata a se stessa, non vuole fare più nulla, ha lasciato gli studi di specializzazione pur mancandole solo pochi mesi, ha lasciato il lavoro, e sta tutto il giorno a casa come uan ZOMBI senza avere forza e voglia di nulla..
Non capisco se sarebbe necessario cambiare totalmente la terapia o se tale terapia e ancora troppo forte e impegnativa per lei.
i medici dicono che ci vuole tempo, ma tempo a cosa se attualmente è un vegetale???????

se tutta questa stachezza e rigidità è dovuta alla terapia a quale farmacono in particolare???
haldol
Depakin o
Abiify,
quest'ultimo devo essere sincero forse ancora molto poco conosciuto in Italia.
Grazie


[#5]  
Dr. Matteo Preve

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Gentile Utente,
1) "..i medici dicono che ci vuole tempo, ma tempo a cosa se attualmente è un vegetale???????.."
Sicuramente se stanno facendo delle variazioni terapeutiche stanno valutando lo stato psicopatologico e la presenza di effetti collaterali e stanno modificando la terapia in relazione alla sintomatologia ed in base alla storia clinica della paziente. Quindi il tempo è il tempo necessario che serve per valutare un cambiamento (miglioramento o peggioramento) ed effettuare altre modifiche quando i medici le valuteranno utili e necessarie per la paziente.

2) "..se tutta questa stachezza e rigidità è dovuta alla terapia a quale farmacono in particolare???.."
Non è possibile per via telematica valutare se la sintomatologia descritta è dovuta ad un effetto extrapiramidale oppure allo stato depressivo. Nel primo caso aloperidolo ed aripiprazolo possono entrambi dare effetti extrapiramidali (il biperidene è un farmaco che serve per migliorare gli effetti extrapiramidali). Valproato può dare sintomi neurologici, ma non è valutabile telematicamente. Nel secondo caso la riduzione terapeutica dovrebbe portare ad un beneficio, ma lo possono valutare solo gli specialisti che seguono la paziente.
Cordiali saluti.
Dr. Matteo Preve
Specialista in Psichiatria e Psicoterapia Cognitiva

[#6] dopo  
Utente 289XXX

Grazie mille per le vostre gentili valutazioni,

Io pensavo che diminuendo l'haldol ad una dose di 10 gocce al giorno gli effetti extrapiramidali dovevano quasi scomparire.
perchè purtroppo sono proprio questi effetti collaterali che gli creano dal punto di vista psicologico poca autostima e poca voglia di continuare a a fare normalmente la vita di prima
per una donna sotto i 30 con una laurea e tante specilizzazioni e molto difficile farsi vedere dai suoi clienti in queste condizioni e credo che sia proprio uno di questi fattori che influiscono molto.
tra qualche giorno avremo la visita con lo psichiatra mentre per una consulenza pcicologiga dobbiamo aspettare purtroppo a maggio.
terro presente allo specialista tutte queste problematiche sperando di trovare il modo per riprendere a fare una vita normale.
Ma secondo lei la terapia attuale è una terapia molto invasiva per una ragazza?
esistono in commercio nuove terapie farmacologiche che creino meno effetti collaterali?
e se un giorno dovrebbe affrontare una gravidanza come si potrebbe fare con una terapia simile?
grazie

[#7]  
Dr. Matteo Preve

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Gentile Utente,
1) non esiste una terapia più o meno invasiva. La finalità della terapia deve essere la corretta stabilizzazione del disturbo e, per quanto possibile, il minor numero di effetti collaterali possibili.
2) ogni terapia da effetti collaterali e ogni persona è sensibile agli effetti collaterali in maniera diversa quindi a priori non si può sapere quale terapia può dare più o meno effetti collaterali.
3) Anche se la paziente non sta bene non può avere una gravidanza (aumentato rischio di aborti durante periodi di malattia). Credo che non si possa parlare di gravidanza fino a che la paziente non sta bene per un periodo. Poi sarà lo specialista che la segue a valutare tutte le possibilità terapeutiche nel caso volesse avere in figlio,( in quanto la gravidanza va programmata insieme allo specialista per consentire di modificare la terapia nel caso ci siano medicinali non idonei per la gravidanza)
Cordiali saluti.
Dr. Matteo Preve
Specialista in Psichiatria e Psicoterapia Cognitiva