Utente 369XXX
Salve! Sono una ragazza di 25 anni. Da sempre molto emotiva e sensibile ho dovuto sin da piccola saper gestire l'ansia; infatti ogni volta che dovevo affrontare una situazione nuova o affrontare un viaggio immediatamente mi veniva l'ansia che poi piano piano svaniva col
passare delle ore. Sono stata seguita da vari psicologi,nei momenti più bui, dove ho appreso le tecniche di rilassamento varie ma il problema non si è mai risolto del tutto e mi ritrovo a 25 anni a vivere situazioni di ansia ovviamente ormai gestite relativamente meglio ma pur sempre fastidiose da sopportare.
Vorrei poter vivere tranquilla senza alcuna ansia e affrontare ogni mia situazione con la massima serenità.
C'è stato un periodo della mia vita ( quando ho iniziato l'università e mi sono trasferita a Roma da sola per 3 anni) in cui l'ansia era sparita infatti ero serena non avevo i miei soliti problemi di stomaco chiuso, peso sul petto e difficoltà a prendere il respiro, intestino teso e conati di vomito per scaricare la tensione accumulata.
Mi hanno sempre sconsigliato di assumere psicofarmaci, in quanto riconoscendo già la natura del problema ero già a metà strada per risolvere il problema. Ma non ci sono mai riuscita del tutto. Alterno periodi di tranquillità a momenti di ansia che bloccano il regolare corso della mia vita.
Ho iniziato da poco un esperienza lavorativa per me molto importante, sono contenta, eppure ho tachicardia la mattina quando mi sveglio e la sera prima di addormentarmi, lo stomaco chiuso tanto da non riuscire a pranzare come voglio, salto la colazione e poco prima di iniziare a lavorare mi viene la nausea. Mi rendo conto che così non posso continuare. Volevo chiedere se esiste qualche farmaco che possa controllare questo mio problema con lo stomaco, che faccia svanire
l'ansia e i conati è che mi permetta di non saltare i pasti e quindi non perdere peso anzi vorrei tanto prendere qualche kiletto, dato che questo problema non mi permette di ingrassare nemmeno di un etto.
Ultimamente ho fatto le analisi del sangue e i dosaggi ormonali ed è risultato un po altino il livello di prolattina proprio per colpa di un mancato controllo dello stress e dell'emotività.
Anche in quel caso i medici che mi hanno controllata hanno preferito non dare farmaci in quanto sostengono di non aver bisogno di cure così drastiche data anche la mia giovane età.
Spero esista un rimedio definitivo al mio problema.
Grazie in anticipo per avermi ascoltata.

[#1] dopo  
Dr. Vassilis Martiadis

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Le cure non sono drastiche o non drastiche ma indicate o non indicate. Se il suo problema é costituito da un disturbo d'ansia con somatizzazioni a carico dell'apparato gastrointestinale, allora la terapia farmacologica può essere indicata, andando a colmare quella quota di sintomi che la sola psicoterapia non é riuscita a compensare. A questo proposito può essere utile la valutazione di uno specialista psichiatra.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#2] dopo  
Utente 369XXX

Salve dottore la ringrazio per la risposta tempestiva.
Provvederò immediatamente e consulterò a questo punto uno specialista psichiatra,sperando di risolvere definitivamente il problema.
Volevo solo chiedere se la terapia farmacologica potrebbe portare dipendenza al punto da non riuscire più a smettere di assumere il farmaco per vivere serenamente.
Sono sempre stata restia ad assumere psicofarmaci proprio perché mi è stato detto questo, ovvero che sono solo palliativi e che non appena avrei smesso l'assunzione il problema si sarebbe ripresentato.

[#3] dopo  
Dr. Vassilis Martiadis

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Le sono state date informazioni sbagliate, probabilmente da medici poco competenti o da alcuni degli psicologi che ha consultato e che forse, e sottolineo forse, si trovavano di fronte al conflitto d'interesse che li porta a sconsigliare terapie che sono in diretta competizione con la loro attività.
Ad ogni modo, quale che sia la loro origine, i pareri che ha ricevuto sono quantomeno pregiudiziali e dettati dall'ignoranza.
La terapia farmacologica dei disturbi d'ansia, se effettuata con criterio e competenza, non comporta problematiche di dipendenza e non é assolutamente destinata a essere assunta per sempre, come regola generale. Che poi possano esistere delle condizioni (meno frequenti) in cui i disturbi sono difficilmente eradicabili e talmente invalidanti da consigliare terapie a lungo termine, questa é un altra cosa e non é detto che sia il suo caso. Ma questo discorso vale anche per tante condizioni mediche generali su cui non esistono gli stessi pregiudizi, né di medici, né di psicologi, né dei pazienti.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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