Utente 383XXX
Premetto che ho cominciato a prendere benzodiazepine regolarmente intorno al 2001 col tavor e per diversi anni sono rimasto a un solo tavor a notte e prendevo Seroxat come atidepressivo e mi trovavo abb. bene. Poi sono stato uno che ha avuto un passato di alcolismo.
Nel tempo però ho fatto uso di Kratom che è una pianta che agisce sui recettori dell'oppio e l'ho usata per circa 5 anni lavorando, mi serviva per togliermi il nervoso, farmi restare attaccato al computer (faccio il programmatore) e sentirmi più sicuro con gli altri (i miei abusi sono sempre stati funzionali a un problema non ho mai bevuto da solo o preso kratom da solo).
Poi Ho una serie di eventi negativi in fila e penso adirittura alla morte. Infine mi trovo in una situazione di mobbing (in realtà involontario) e arrivo al punto di non poter stare seduto alla sedia di lavoro dal nervoso. Mi licenzio. E poi per caso scopro la paracodina che mi dà il dottore e per un anno prendo la paracodina al posto del kratom, circa quando riuscivo due boccette al dì. Però la situazione non può più continuare perchè non riesco ad avevere una vita senza. Così vado al San Carlo per una cura di disintossicazione da benzodizepine e oppiacei che nel tempo erano aumentate : 6 tavor, ma dormivo.
FAccio uil mese di terapia sembra tutto andare bene ma mi danno verso la fine un antidepressivo che mi fa stare malissimo, quando torno a casa stavo in uno uno statto di ansia tale che non riuscivo neanche a stare a letto. Mai stato così male. Così stupidamente riprendo le benzodiazepine invece di smettere con l'antideressivo. E ricomincia un ciclo di dipendenza. Praticamente dopo la disintossizazione fatta le benzodiazepine sono diventate di colpo meno efficaci, anche se un uso eccessivo mi riesce a far dormire tutta notte tipo 100 gocce di en. Ma di giorno o sonno e prendo la redbull. Preso in questo circolo vizioso chiedo ancora di essere riammesso questa volta solo per liberarmi dalle benzo.
Mi faccio ancora un mese, questa volta senza l'antidepressivo finale. Torno a casa dormo poco però a un certo punto comincio (dopo poche settimane di ritorno a casa) a non dormire più e a essere molto agitato e non riesco a capire perchè ma per 6 giorni non dormo niente e alla fine non ce le faccio più chiedo di aver un appuntamento prima ma rimane fissato a 15 giorni più avanti e io non ce la facevo più ho ripreso le benzodizepine. Ecco che qui vado sempre pegggio dopo questo ulteriore disinossicazione le benzo mi danno ancora meno effetti e vorrei capire perchè. Invece arrivo a un punto che non ricordo quanti tavor e en prendevo... Decido di andare da una psichiatra che mi ha aiutata con questo mix di farmaci:
600 mg Seroquel, 50 goccie en, 5 tavor, mirtazapina 45 mg.
Specifico che anche con questo dormo poco, raggiungere le 4 ore era un risultato. Tutt'ora è così dopo un anno e questo è un handicap.Adesso lavoro ma è dura...
Vorrei capire come è possibile che abbiano perso tutto l'effetto sopratutto dopo i ricoveri

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Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Dalla cura e dai sintomi si sarebbe portati a pensare che abbia un disturbo bipolare, e se è così l'antidepressivo induce agitazione, così da incrementare il ricorso alle benzodiazepine, oltretutto in maniera mista che ha poco senso (tavor e en insieme).

In queste situazioni è opportuno far rivedere la diagnosi e la cura onde evitare l'impiego di farmaci che, volendo essere sintomatici (es. mirtazapina per il sonno) diventano però controproducenti (mirtazapina pro-maniacale).
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 383XXX

Mi rendo conto quello che dice in effetti basterebbe prendere solo una. Ma mi è stato dato Tavor e En insieme perchè ero arrivato a usarle a un livello altissimo in pratica me le a scalate con l'introduzione l'aggiunta del seroquel. Ne prenderei meno ma se prendo 'solo' 5 tavor o solo 45 g di EN non mi è sufficiente per dormire. Per l'antidepressivo se ho ben capito facendo ricerche la mirtazepina è quello che da meno effetti collaterali (infatti non era quello che mi avevano dato alla fine della ospedalizzazione a San Carlo di cui non ricordo il nome ma era un classico SSRI) perchè stimola solo i recettori 5-HTC1 e dà anche un po' di sonnolenza, so che agisce sulla noradrenalina, ma da quando ho cominciato a prenderlo non mi sono trovato male. Non so non credo di aver mai avuto un vero episodio di mania ma magari mi sbaglio. Quando mi hanno dato l'antidepressivo alla fine della prima ospedalizzazione c'era una grande ansia, agitazione, impossibilità a stare fermi e aa stare a letto la notte ma non un senso di energia e forza o onnipotenza. Anche quando non ho dormito per 6 giorni di seguito tutto era all'interno di un contesto di ansia. Quello che mi chiedo è come mai sia capitato qeul ciclo di notti senza sonno alcuno e perchè finite queste disintossicazioni gli effetti delle benzo siano così calati, cosa è accaduto al mio cervello che prima prendendone potevo essere sicuro di dormire fino a mattina e adesso invece dormo 4 ore. Tra l'altro una volta ne prendevo molto meno....
La ringrazio per la pronta risposta.

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Lasciando perdere inutili (per Lei) dettagli su meccanismi d'azione, i concetti sono altri. Se ha un disturbo bipolare la questione antidepressivi non si pone come problema centrale, anzi a volte si pone come problema perché non sono indicati.
Per quanto concerne i tranquillanti, una cosa è che usarne due abbia poco senso, ma in generale anche usarne uno in maniera continuativa può non aver senso.

Da come descrive la situazione si direbbe che abbia avuto delle fasi eccitate, il che torna con il seroquel, non con l'antidepressivo (non è che perché ci sono anche fasi depressive allora si debba usare un antidepressivo, dipende dalla malattia, e nel disturbo bipolare non è la stessa cosa che nella depressione).
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 383XXX

La psichiatra forse per riuscire a farmi avere un percentuale più alta, per l'invalidità civile mi ha segnato come disturbo schizoaffettivo. Non ho mai avuto allucinazioni o cose del genere, ma come le ho detto sono stato molto male quando presi quell'antidepressivo (citalopram) e inoltre vengo da una serie di anni negativi, a partire da uno sbaglio sul lavoro, avevo lasciato un posto che andava bene per me era giusto, avevo la mia casa là e gli amici, è vero usavo kratom ma senza problemi particolari e dormivo la notte e sono andato in un altro posto che invece non era una software house dove non si lavorava a livello internazionale e in più sono passato da tempo indeterminato a partita IVA cosa per altro non adatta per il mio carattere. Questo solo per sfuggire al lavoro di contatto diretto con il cliente che per me è una cosa faticosissima. Do tempistiche irrealistiche per fare piacere, divento pauroso se sbaglio mi sento regredire a come un bambino in colpa che chiede pietà (tipo harakiri giapponese). Per far capire questo, un altro esempio quando stavo alla cassa al supermercato dovevo bere perchè invece di sentire di avere l'autorità erano gli altri che incutevano paura. Ho lavorato a gratis (proprio qui per il senso di mancanza di dignità e valore) per più di un anno con un amico di mio zio che era un allievo di Verdiglione e mi trattava malissimo; lì però alla fine mi son fatto valere e ho trovato il mio posto come coordinatore della grafica e impaginazione di riviste e non si è più permesso urla e bestemmie e mi ha cominciato a pagare anche se in nero. Da lì tra l'altro ho trovato lo spunto per fare una relazione sulle sette a un convegno visto che mi ero già in passato trovato in situazioni simili con Scientology.
Poi che dire sono stato per tanti anni isolato anche se poi ho avuto dei bei tempi e periodi buoni della mia vita, il più vicino negli anni 2004-2005 facevo mimo e teatro e illusionismo e mi ero aperto agli altri, prima al lavoro non uscivo a mangiare con gli altri, non andavo in cucina dove facevano le pause avevo due amici e questo era tutto; poi sono diventato quello simpatico, e ho cominciato a uscire con una compagnia la sera. Questi cambiamenti ci sono stati anche in altri ambiti quando per esempio facevo servizio civile questo invece negli anni '90 con disabili all'inizio impaurito, preso un po' in giro, devo bere ogni giorno la birra, poi cambiano gli obiettori e divento simpatico e alla fine smetto anche di prendere la birra. Questo per far capire. Potrei fare molti altri esempi di questo tipo.
Tutto un discorso meriterebbe mio padre che ci prendeva a in giro a me e mia sorella quando era con suo fratello...quindi la vergogna di stare con gli altri... (anche mia sorella ha avuto problemi non legati alle sostanze ma al disturbo ossessivo compulsivo, attacchi di panico) Questi sono solo accenni ma per esempio mio padre usava molto il senso di colpa e lo usa anche con mia madre. C'è stato un periodo di vero odio fra me e mio padre specie ai tempi della scuola.
Ci sarebbe troppo da dire ma
ritornando a quando ho lasciato la Selerant (la software house) che era il mio posto! dove mi sentivo di avere un ruolo e una importanza, vivevo da solo e mi gestivo, il sonno non era un problema. Ecco quando ho lasciato nel 2011 In quel periodo si è rotto l'equilibrio che avevo raggiunto e con tristezza mi rendevo conto del mio sbaglio folle e ho pensato alla morte tanto che comprai il nembutal. Poi ho cambiato ancora posto di lavoro ma in peggio perchè c'è stata la condizione di mobbing e sono arrivato all'ansia così forte di non poter star seduto e quando tornavo a casa in macchina anche lì era un tortura gambe tirate dritte, corpo teso, infine a casa a rotolarmi nel letto (a quei tempi ero ritornato dai miei genitori). Diciamo che i piagnistei che facevo al mattino ricordano molto il modo in cui mia madre si lascia andare facilmente come adesso che ha avuto un intervento agli occhi (poi il fatto che fosse anche per astinenza da kratom - perchè era al mattino ci sta anche quello).
Infine i due ricoveri al San Raffaele non si sono risolti bene, non mi sono venuti incontro quando avevo quei 6 giorni continui di insonnia dopo il secondo ricovero, dovevano subito farmi un ulteriore ricovero o appuntamento.
Sempre per essere più precisi il primo ricovero lo psicofaramaco che mi fà andare fuori di testa è il citalopram. Al secondo ricovero mi danno il sycrest.
Ma da quando mi sono fermato un attimo su quest'ultima cura mi sono trovato un po' meglio. A proposito il seroquel lo prendevo già ai tempi in cui lavoravo nella software house prendevo un seroquel da 300 a rilascio prolungato che quando sono andato al San Raffaele mi hanno tolto. Io sinceramente non so che cosa ho se in parte la fobia sociale, il disturbo maniacale, lo shizoaffettivo, sicuramente la dipendenza e la tendenza a fare uso di sostanze per cercare di gestire la realtà di una psiche forse troppo fragile e che ha anche sofferto molto.

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Ecco, sarebbe il caso di chiarire che cosa ha, perché altrimenti le terapie non si capisce su che base sono scelte, visto che le diagnosi che ha riportato sono diverse tra di loro, quindi non è che i farmaci psichiatrici si usano secondo i sintomi così genericamente indicati (ansia, depressione etc allucinazioni etc).
Io ripartirei da qui.

In questo campo purtroppo si tende a saltare alcuni passi fondamentali della medicina, che sono la diagnosi e la prognosi. Lei deve sapere più o meno cosa ha, come funzione e come evolve con e senza cura. Questo la aiuta a interagire con i medici e gestire malattia e suo andamento, nei limiti del possibile. Il resto, le informazioni tecniche, sono l'ultima cosa.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 383XXX

Volevo avere un parere su alcuni integratori che sto prendendo. Lo scopo è per il giorno non affidarmi a un ulteriore uso di benzodizepine ed essere anche pronto cognitivamente sul lavoro e per la notte dormire un po' di più.

Detto questo prendo di giorno L-teanina, piracetam, taurina e Aswaganda.

La sera prendo un integratore a base di magnesio che si chiama magnesium 375, Vitamina b1, e delle gocce: è un estratto composto da Esclozia, Passiflora, Melissa, Luppolo, Griffonia, Lavanda, Arancio dolce. Poi prendo una pastiglia a base di valeriana e melatonina. E aggiungo un Atarax.

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Dr. Matteo Pacini

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Il concetto di "integratori" è un concetto che non corrisponde al senso medico di questo termine, per cui si finisce per fare inutile uso di una serie di prodotti a dose non chiare, spesso ad azione opposta, e soprattutto senza che nessuno abbia stabilito per cosa siano indicati.

Lasci perdere e si faccia dare indicazioni da un medico sulle terapie.
Dr.Matteo Pacini
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